Cos’è l’emoglobina, quale funzione svolge, e perché una sua carenza può essere pericolosa per la nostra salute? Scopriamolo insieme. Nel celebre cartone animato francese andato in onda a partire dalla seconda metà degli anni ‘80 “Siamo fatti così”, l’emoglobina veniva rappresentata come un omino rosso dotato di una sacca sulla schiena al cui interno venivano disposte le bolle di ossigeno.
Per quanto fantasiosa, quella rappresentazione era però molto efficace nel restituire la sua funzione; in effetti, l’emoglobina è un’importantissima proteina presente nei globuli rossi del sangue, che gioca un ruolo fondamentale nel trasporto dell’ossigeno ai tessuti del nostro corpo. Sin dalla sua scoperta - avvenuta nel 1840 da parte di Friedrich Ludwig Hunefeld, un membro dell’Associazione Tedesca di Biochimica - questa proteina ha affascinato i ricercatori per la sua struttura complessa e la sua capacità di legare e rilasciare l’ossigeno in modo preciso ed efficiente.
È grazie a essa che il nostro corpo può svolgere le sue funzioni vitali, garantendo un adeguato apporto di ossigeno a tutti i tessuti e organi, ecco perché uno squilibrio nei suoi valori può rappresentare una minaccia per la nostra salute, in particolare l’emoglobina bassa. Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cosa s’intende per emoglobina bassa, quali sono le cause e i sintomi principali, come si diagnostica e quali sono le opzioni terapeutiche disponibili.
Cos’è l’emoglobina?
L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi del sangue, anche detti eritrociti. La sua principale funzione è quella di trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti del corpo, e il biossido di carbonio prodotto dai tessuti verso i polmoni per essere eliminato. L'emoglobina è una proteina complessa presente nei globuli rossi, essenziale per il trasporto dell'ossigeno dai polmoni ai tessuti di tutto il corpo e per il ritorno dell'anidride carbonica ai polmoni per essere espirata.
La struttura dell’emoglobina è costituita da quattro subunità proteiche, ognuna delle quali contiene un gruppo eme, ovvero una molecola contenente ferro che si lega all’ossigeno. Quindi, ogni molecola di emoglobina può trasportare fino a quattro molecole di ossigeno. È composta da quattro subunità proteiche, ciascuna contenente un gruppo eme che lega una molecola di ossigeno attraverso un atomo di ferro.
Quando l’emoglobina entra in contatto con l’ossigeno nei polmoni, si lega all’ossigeno formando l’ossiemoglobina, che ha un colore rosso brillante. Essa è in grado di trasportare l’ossigeno attraverso il flusso sanguigno verso i tessuti per soddisfare le loro necessità metaboliche. Nelle aree dei tessuti in cui l’ossigeno è richiesto, l’ossiemoglobina rilascia l’ossigeno e lo cede alle cellule. Allo stesso tempo, l’emoglobina lega il biossido di carbonio prodotto dalle cellule e lo trasporta verso i polmoni, dove verrà eliminato attraverso la respirazione.
Come accennato, l’emoglobina è fondamentale per il corretto funzionamento del corpo umano, poiché fornisce l’ossigeno vitale alle cellule dei tessuti e aiuta a mantenere l’omeostasi. Di conseguenza, le variazioni dei livelli di emoglobina possono avere un impatto significativo sulla salute. Ad esempio, un’emoglobina bassa può causare anemia e sintomi correlati alla mancanza di ossigeno.
Quali sono i valori normali di emoglobina?
I valori normali di emoglobina variano in base a età, sesso e, a volte, altitudine di residenza. Per gli adulti, i livelli tipici si aggirano tra 13.8 e 17.2 g/dL negli uomini e tra 12.1 e 15.1 g/dL nelle donne. I valori dell'emoglobina si dovrebbero attestare in condizioni normali negli adulti tra i 140 e 180 g/L per gli uomini e tra i 120 e i 160 g/L per le donne.
Livelli adeguati sono cruciali per garantire che il corpo abbia abbastanza ossigeno per svolgere funzioni vitali, mantenendo energia e vitalità. Mantenere livelli ottimali di emoglobina è fondamentale per la salute generale. Un deficit può portare a condizioni come l'anemia, che colpisce la capacità del sangue di fornire ossigeno, causando stanchezza e debolezza. Al contrario, un eccesso di emoglobina può essere indicativo di poliglobulia, che può aumentare il rischio di trombosi.
Quali sono le cause dell’emoglobina bassa?
Quando si parla di livelli bassi di emoglobina nel sangue si tende a riferirsi alla sua principale evoluzione, ovvero l’anemia. Le cause dell’emoglobina bassa possono essere diverse, e dipendono dal tipo specifico di anemia. Le cause di un livello basso di emoglobina nel sangue possono essere varie e spesso interconnesse. Le principali sono le seguenti:
- Carenza di ferro: nell’ambito delle carenze nutrizionali, quella di ferro è una delle cause più comuni di anemia. Può essere provocata da una dieta povera di ferro, da perdite di sangue croniche, come mestruazioni abbondanti o ulcere digestive, o malassorbimento di ferro da parte dell’intestino. Il deficit di ferro è molto comune tra le donne in gravidanza e nei più piccoli. Una carenza non curata, riduce i livelli di emoglobina e, quando non ci sono più riserve, porta ad anemia. Quando il corpo non ha livelli di ferro sufficienti per produrre l'emoglobina, le cause possono essere le emorragie e i sanguinamenti, oltre che uno scarso apporto con l'alimentazione.
- Carenza di vitamina B12 o acido folico: la mancanza di questi nutrienti, essenziali per la produzione di globuli rossi sani, può portare a un’anemia megaloblastica. La carenza può essere causata da una dieta povera di alimenti dall’elevato apporto di vitamina B12 o acido folico, da problemi di assorbimento nel tratto digestivo o da condizioni mediche che interferiscono con l’assorbimento di queste vitamine. Una carenza di acido folico può presentarsi in chi eccede con l’alcol e in chi non assume buone dosi di cibi vegetali.
- Malattie croniche: alcune malattie croniche, come le malattie renali, le malattie autoimmuni e il cancro, possono influenzare la produzione di globuli rossi o causare una diminuzione della loro vita media, con conseguente abbassamento dei livelli di emoglobina.
- Emorragie e perdite di sangue eccessive: l’emoglobina bassa può essere causata da perdite di sangue significative, come emorragie acute o croniche. Oltre a una eventuale evidente emorragia esterna, sarebbe opportuno rilevare eventuali sintomi di sanguinamenti interni, come la presenza di sangue nelle feci. Emorragia (interna o esterna): condizione in cui vi è una perdita di sangue tale per cui il valore di emoglobina si abbassa più o meno in modo considerevole. Il trattamento è volto a reintegrare quanto serve per risollevare i valori di emoglobina, in relazione alla causa scatenante. In ogni caso, per risolvere la situazione patologica, come in caso di emorragia (interna o esterna) è necessario anche trattare la causa primaria della perdita per far si che il reintegro non venga “perso” nuovamente.
- Malattie ereditarie o genetiche: malattie come la talassemia, e la carenza di enzimi necessari per la produzione di emoglobina, possono causare anemia. Un esempio è l'anemia mediterranea, o beta-talassemia major o anemia di Cooley, una malattia del sangue ereditaria provocata da un difetto genetico che induce la distruzione dei globuli rossi. Oggi è possibile tramite screening prenatale mediante villocentesi sapere se il futuro nato soffrirà di questa malattia. È molto importante capirlo subito dal momento che la malattia se non trattata porta alla morte in poche settimane.
- Distruzione accelerata dei globuli rossi: in alcune condizioni, i globuli rossi possono essere distrutti più rapidamente del normale, portando a bassi livelli di emoglobina. Ad esempio, l’emolisi autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca i globuli rossi, che può causare anemia.
È importante sottolineare che queste sono solo alcune delle possibili cause dell’emoglobina bassa, e che una valutazione medica completa è necessaria per determinare la causa specifica dell’anemia. L’anemia può essere momentanea, e risolversi, oppure cronica.
Quali sono i sintomi dell’emoglobina bassa?
I sintomi dell’emoglobina bassa possono variare da lievi a gravi a seconda della gravità della condizione e della sua causa sottostante. I sintomi di emoglobina bassa variano in gravità, ma tipicamente includono stanchezza, debolezza, pallore della pelle e delle mucose, vertigini e talvolta mal di testa. Questi sintomi sono il risultato dell'incapacità del sangue di trasportare ossigeno sufficiente alle cellule del corpo, il che può compromettere l'efficienza di vari organi e sistemi. I più comuni sono:
- Affaticamento e debolezza: la sensazione di stanchezza costante è uno dei sintomi più comuni dell’anemia. Anche compiti semplici possono richiedere un maggiore sforzo fisico o mentale.
- Pallore della pelle: l’emoglobina bassa può causare una diminuzione della quantità di ossigeno trasportata ai tessuti, incluso alla pelle, che può apparire pallida o avere un colorito spento.
- Dispnea e mancanza di respiro: bassi livelli di emoglobina possono comportare una ridotta quantità di ossigeno che raggiunge i polmoni e, di conseguenza, una respirazione affannosa o difficoltà respiratoria anche con sforzi minimi.
- Vertigini e sensazione di testa leggera: la mancanza di ossigeno al cervello può causare sensazioni di vertigini, testa leggera o svenimenti.
- Palpitazioni o battito cardiaco accelerato: l’anemia può aumentare il lavoro del cuore per compensare la mancanza di ossigeno nei tessuti, portando a una frequenza cardiaca accelerata o a palpitazioni.
- Mancanza di concentrazione e difficoltà di memoria: una carenza di ossigeno può influire sulle funzioni cognitive, causando problemi di concentrazione, difficoltà di memoria e confusione.
- Mal di testa persistente o emicranie.
- Sensazione di freddo: la mancanza di flusso sanguigno adeguato può causare una sensazione di freddo costante, in particolare alle estremità come mani e piedi.
Questi sintomi possono essere causati anche da altre condizioni e non solo dall’anemia e dall’emoglobina bassa, per questo è importante rivolgersi a un medico per una corretta diagnosi.
Come si diagnostica un livello basso di emoglobina?
La diagnosi dell’emoglobina bassa è alquanto semplice, e prevede in genere i seguenti esami: La diagnosi di emoglobina bassa si svolge per mezzo di esami del sangue, innanzitutto con la valutazione dell’esame emocromocitometrico.
- Esame emocromocitometrico completo: è uno strumento diagnostico fondamentale per l’anemia. Questo test fornisce informazioni sul numero di globuli rossi, emoglobina e altri parametri correlati nel sangue.
- Misurazione dei livelli di emoglobina: la concentrazione di emoglobina nel sangue può essere misurata attraverso un semplice esame del sangue. I valori normali di riferimento variano in base all’età, al sesso e ad altri fattori (li indicheremo più avanti). Un livello di emoglobina inferiore alla norma può indicare un’emoglobina bassa.
- Esame del sangue periferico: questo test prevede l’esame di un campione di sangue al microscopio, e può fornire informazioni sulle dimensioni, la forma e l’aspetto dei globuli rossi. Questo può aiutare a identificare possibili cause dell’emoglobina bassa come carenza di ferro, carenza di vitamina B12 o acido folico, o anomalie dei globuli rossi. In particolare, vengono analizzati i livelli di emoglobina, la conta assoluta dei globuli rossi e il volume globulare medio.
- Esami per determinare la causa sottostante: una volta confermata la presenza di emoglobina bassa, il medico può richiedere ulteriori esami per determinarne la causa sottostante. Questi possono includere test per la carenza di ferro, la carenza di vitamina B12 o acido folico, malattie croniche, malattie ereditarie o altre condizioni che possono influenzare i livelli di emoglobina.
- Biopsia del midollo osseo: in alcuni casi più rari, può essere necessario eseguire una biopsia del midollo osseo per valutare la produzione di cellule del sangue nel midollo osseo e identificare eventuali anomalie o disfunzioni.
Sarà il medico, dopo aver svolto un esame fisico e raccolto dati sull’anamnesi e sui sintomi del paziente, a prescrivere gli accertamenti ai quali sottoporsi.
Quali sono i trattamenti possibili?
Il trattamento per l’emoglobina bassa dipende dalla causa sottostante, che deve essere identificata e diagnostica in modo adeguato. Le terapie possibili sono, in genere, le seguenti: L’anemia viene curata a seconda della causa. Il trattamento è volto a reintegrare quanto serve per risollevare i valori di emoglobina, in relazione alla causa scatenante.
- Integratori di ferro: se l’anemia è causata da una carenza di ferro, il medico può consigliare integratori per aumentare i livelli di questo minerale nel corpo. È importante seguire le indicazioni del medico e la posologia corretta per evitare effetti collaterali o sovradosaggio.
- Integratori di vitamina B12 o acido folico: nel caso in cui l’anemia sia causata da una carenza di vitamina B12 o acido folico, il medico può prescrivere integratori di queste vitamine.
- Trattamento della causa sottostante: se l’anemia è causata da una malattia cronica, un disturbo ematologico o un’altra condizione sottostante, il trattamento mirerà a gestire e curare tale causa.
- Trasfusioni di sangue: in casi gravi di emoglobina bassa o anemia, soprattutto se associati a sintomi critici o pericolosi per la vita, può essere necessaria una trasfusione di sangue. Questo comporta la somministrazione di sangue donato per aumentare rapidamente i livelli di emoglobina nel corpo.
- Cambiamenti nella dieta: in alcuni casi, l’aumento dell’assunzione di alimenti ricchi di ferro, vitamina B12 o acido folico può essere consigliato come parte del trattamento. Un nutrizionista o un dietologo possono fornire indicazioni specifiche sulla dieta da seguire. Alimenti ricchi di ferro sono: carne rossa, pollame, pesce come salmone e tonno, vegetali a foglia verde come spinaci e cavolo riccio. I cibi che contengono vitamina B12 sono sono uova, latticini, salmone e merluzzo.
Per migliorare i livelli di emoglobina, è essenziale integrare nella dieta quotidiana alimenti ricchi di ferro, come carne rossa, legumi, verdure a foglia verde e cereali fortificati. Questi alimenti, abbinati a fonti di vitamina C che ne facilitano l'assorbimento, possono contribuire significativamente all'aumento dell'emoglobina. Per chi presenta carenze più marcate, gli integratori possono essere un valido supporto.
È fondamentale consultare un medico per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato. Il medico determinerà la causa dell’emoglobina bassa e consiglierà la terapia più appropriata in base alla situazione individuale.
Emoglobina bassa e tumore
La presenza di un basso livello di emoglobina, o di anemia diagnosticata, non è direttamente correlata allo sviluppo di un tumore. Tuttavia, può essere una conseguenza o un sintomo di alcuni tipi di tumori o del trattamento del cancro.
Vediamo quale potrebbe essere il legame tra valori bassi di emoglobina e un tumore:
- Sanguinamento tumorale: in alcuni casi, i tumori possono causare sanguinamento interno o esterno, che può portare a una perdita eccessiva di sangue, con conseguente basso livello di emoglobina e anemia.
- Malnutrizione: alcuni tipi di cancro e il trattamento del cancro possono portare a una ridotta assunzione di nutrienti essenziali, necessari per la produzione di emoglobina.
- Chemioterapia e radioterapia: il trattamento del cancro con chemioterapia o radioterapia può influenzare negativamente la produzione di cellule del sangue, incluso l’emoglobina, causando anemia.
- Tumori del midollo osseo: alcuni tipi di cancro, come la leucemia o il mieloma multiplo, coinvolgono il midollo osseo e possono influenzare la produzione di globuli rossi, portando a un basso livello di emoglobina.
Emoglobina alta: quali sono le cause?
L’emoglobina alta nel sangue, nota anche come policitemia, può essere causata da diverse condizioni, tra cui le più comuni sono le seguenti:
- Ipossia cronica: l’emoglobina può aumentare come risposta ad una bassa concentrazione di ossigeno nel sangue o a una bassa saturazione di ossigeno nei tessuti, nota come ipossia cronica. Questo può verificarsi, ad esempio, in persone che vivono a elevate altitudini, o a causa di malattie croniche dei polmoni che compromettono lo scambio di gas.
- Malattie polmonari: alcune patologie polmonari croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la fibrosi cistica o l’apnea ostruttiva del sonno, possono causare ipossia cronica e portare ad un aumento della produzione di emoglobina.
- Malattie cardiache congenite: alcuni disturbi cardiaci congeniti possono causare un aumento della pressione sanguigna nei polmoni (ipertensione polmonare), che a sua volta può portare a un aumento della produzione di emoglobina.
- Patologie renali: alcuni disturbi ai reni possono portare ad un aumento della produzione di eritropoietina, un ormone che stimola la produzione di globuli rossi nel midollo osseo, con conseguente aumento della produzione di emoglobina.
- Malattie del midollo osseo: condizioni come la policitemia vera, un disturbo mieloproliferativo caratterizzato da un’eccessiva produzione di cellule del sangue nel midollo osseo, possono portare ad un aumento dei livelli di emoglobina.
- Steroidi anabolizzanti: l’uso di steroidi anabolizzanti può aumentare la produzione di globuli rossi nel midollo osseo, portando ad un aumento dei livelli di emoglobina.
Come si manifesta la policitemia?
L’emoglobina alta può manifestarsi con diversi sintomi e segni, anche se spesso si presenta in modo subdolo e asintomatico.
Se presenti, i sintomi più comuni di policitemia sono:
- Mal di testa, spesso descritto come una sensazione di pressione o pienezza nel cranio.
- Sensazione di pienezza o pressione nel torace, soprattutto durante l’attività fisica.
- Prurito generalizzato o localizzato sulla pelle, spesso dopo un bagno caldo o a seguito di sudorazione.
- Sudorazioni notturne, anche in assenza di temperature elevate o di un ambiente caldo.
- Sensazione di bruciore alle mani e ai piedi, nota come sindrome di eritromelalgia.
- Visione offuscata o altri disturbi visivi.
- Sensazione di stanchezza e mancanza di energia, spesso accompagnata da debolezza generale.
- Dolore o disagio nel torace, che può essere associato a complicazioni come trombosi venosa profonda o embolia polmonare.
- Gonfiore delle mani e dei piedi, dovuto alla maggiore viscosità del sangue.
- Rumore nelle orecchie (acufeni).
Cosa succede quando l’emoglobina è alta?
Livelli elevati di emoglobina nel sangue possono tradursi in complicanze più o meno gravi, sicuramente da non sottovalutare, tra cui le seguenti:
- Aumento della viscosità del sangue: il sangue diventa più spesso, rendendo più difficile il suo fluire attraverso i vasi sanguigni. Questo può aumentare il rischio di coaguli di sangue, trombosi venose profonde e altri problemi di circolazione.
- Rischio cardiovascolare: un’elevata viscosità del sangue può aumentare il carico di lavoro del cuore e il rischio di malattie cardiovascolari, come ipertensione, infarto miocardico e ictus.
- Problemi di circolazione: la maggiore viscosità del sangue può compromettere la circolazione sanguigna, causando sintomi come formicolio alle estremità, sensazione di freddo alle mani e ai piedi e pelle pallida o bluastra.
- Aumento del rischio di trombosi: l’elevata viscosità del sangue può aumentare il rischio di formazione di coaguli di sangue, che possono causare trombosi venose profonde o embolia polmonare.
- Aumento del rischio di ipertensione polmonare: in alcuni casi, l’emoglobina alta può causare un aumento della pressione sanguigna nei polmoni (ipertensione polmonare), il che può portare a problemi respiratori e cardiaci.
- Sintomi e complicazioni neurologiche: livelli elevati di emoglobina possono influenzare la circolazione cerebrale e aumentare il rischio di ictus o altri problemi neurologici.
- Complicazioni renali: l’emoglobina alta può influenzare la circolazione renale e aumentare il rischio di danni ai reni e altre complicazioni renali.
Emoglobina bassa e alta: valori di riferimento
Per stabilire la presenza o meno di valori alti o bassi di emoglobina nel sangue è necessario sottoporsi ad un semplice prelievo ematico presso un laboratorio specializzato, solitamente con un esame chiamato emocromo completo.
I valori di riferimento dell’emoglobina, indicata nel referto con la dicitura “Emoglobina HGB”, possono variare leggermente in base a fattori come l’età, il sesso, la gravidanza e il laboratorio di analisi, ma in linea generale ci si attiene ai seguenti:
- Uomo adulto: circa 14-18 g/dl.
- Donna adulta: circa 12-16 g/dl.
Spesso, quando si parla di questi valori, si utilizzano una formula composta dalla parola “emoglobina” seguita dalla lettera “a” e da un numero, ad esempio “emoglobina a 8”, “emoglobina a 7”, “emoglobina a 6” e così via. Ma cosa vuol dire? Quando ci si deve preoccupare? Ovviamente, sarà il medico a stabilire come procedere, ma quando si parla di emoglobina bassa solitamente ad un valore uguale o inferiore a 8 corrisponde una diagnosi di anemia grave, che va affrontata con una certa urgenza. Com’è facile intuire, quindi, più è basso questo valore, maggiore è il rischio di complicanze.
Tabella riassuntiva dei valori di riferimento dell'emoglobina
| Gruppo | Valore di riferimento (g/dL) |
|---|---|
| Uomo adulto | 14-18 |
| Donna adulta | 12-16 |
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