L’emoglobina bassa, conosciuta in campo medico come anemia, è una condizione molto delicata contraddistinta da una diminuzione della quantità di emoglobina nel sangue. L’emoglobina è una proteina fondamentale dei globuli rossi, deputata al trasporto dell’ossigeno dai polmoni verso tutte le altre parti del corpo. Quando l’organismo presenta livelli di emoglobina bassi i sintomi più diffusi sono stanchezza, pallore, battito cardiaco accelerato e, nei casi più preoccupanti, difficoltà respiratorie: ciò è logicamente dato dal fatto che il corpo non riceve ossigeno a sufficienza.
Capire in base ai sintomi e accertare tempestivamente di essere soggetti ad emoglobina bassa è dunque essenziale per stabilire il trattamento ideale per farla tornare su livelli accettabili e non preoccupanti. Ecco perché la prevenzione è un fattore determinante, come sempre del resto in ambito medico.
Cosa Significa Avere l'Emoglobina Bassa in Gravidanza?
L’emoglobina bassa in gravidanza è una condizione relativamente diffusa che può avere complicazioni considerevoli sia per la madre che per il feto. Durante la gravidanza, il corpo della donna subisce numerosi cambiamenti, tra cui un aumento del volume del sangue per supportare il crescente bisogno di ossigeno del feto e della placenta. Nonostante l’aumento del volume sanguigno, il numero di globuli rossi può non aumentare proporzionalmente, portando ad una diluizione dell’emoglobina, un fenomeno chiamato anemia da diluizione.
Questa anemia può presentarsi nel secondo e nel terzo mese di gravidanza e, nonostante venga considerata una parte normale del percorso, non deve essere trascurata ma merita un’attenzione costante. Livelli di emoglobina bassa in gravidanza possono comportare stanchezza, debolezza e altri sintomi, ma i rischi associati non si limitano a questi malesseri. Inoltre può condizionare la capacità della madre di tollerare la perdita di sangue durante il parto e può compromettere la guarigione post-parto.
Valori Normali di Emoglobina in Gravidanza
In linea generale, una donna (incinta o meno) dovrebbe avere un valore di emoglobina da 12,1 a 15,1 g/dl. Al di sotto di 12 g/dl viene considerata anemica. In gravidanza, si fa una diagnosi di anemia quando il livello scende sotto i 10 g/dl. Per valutare l’andamento dell’emoglobina durante i 9 mesi, il ginecologo prescrive con regolarità l’emocromo completo.
Livelli di emoglobina corretti in gravidanza variano in base al trimestre in cui la donna si trova:
- 1° trimestre: emoglobina < 11 g/dL
- 2° trimestre: emoglobina < 10,5 g/dL (durante questa fase i livelli di emoglobina diminuiscono temporaneamente in modo fisiologico)
- 3° trimestre: emoglobina < 11 g/dl
Oltre all'emocromo completo, i dosaggi di sideremia, ferritina, transferrina, acido folico e vitamina B12 sono determinanti. Inoltre, se si presentano sintomi come affaticamento generale, battito cardiaco accelerato, bassa pressione sanguigna e difficoltà di concentrazione è bene sottoporsi ad un controllo medico.
Quando Eseguire l'Emocromo in Gravidanza
Il Servizio sanitario italiano offre alle mamme in attesa alcuni esami per ogni trimestre. Tra questi, c’è anche l’emocromo. È quindi gratuito:
- nel primo trimestre di gravidanza;
- nel terzo trimestre di gravidanza tra le settimane 28+0e 32+6 e tra le settimane 33+0 e 37+6.
Se ci sono condizioni particolari (ad esempio l’emoglobina estremamente bassa o un’anemia che non migliora neanche con gli integratori), il medico potrebbe consigliare di eseguire l’emocromo alcune volte in più.
Cause dell'Emoglobina Bassa in Gravidanza
La causa più comune di emoglobina bassa gravidanza è la carenza di ferro, un minerale essenziale per la produzione di emoglobina. Le richieste di ferro aumentano durante la gravidanza in virtù dell’aumento del volume del sangue e della necessità di supportare il feto in crescita. La comprensione delle cause è essenziale perché la terapia possa essere mirata ed efficace, dato che l’anemia può derivare da una varietà di fattori e ciascuno richiede un approccio specifico.
Le cause più comuni includono carenza di ferro, carenza di acido folico e di vitamina B12. Altre cause possono essere correlate ad infiammazioni croniche che impediscono l’assorbimento di minerali, infezioni parassitarie e malattie ereditarie come l'anemia falciforme e la talassemia.
Tra le cause principali troviamo:
- Emodiluizione
- Carenza di ferro
- Carenza di folati
- Carenza di vitamina B12
Fattori di Rischio
Alcune condizioni però rappresentano dei fattori che predispongono all’emoglobina bassa in gravidanza.
- Gravidanze gemellari: le riserve di ferro vengono attaccate già da un solo feto. Figuriamoci con due!
- Fibromi uterini: possono provocare frequenti sanguinamenti.
- Emorroidi: esattamente come i miomi, spesso causano perdite ematiche.
- Placenta previa: stessa cosa.
Sintomi dell'Emoglobina Bassa in Gravidanza
Quando un paziente è affetto da emoglobina bassa, il proprio organismo combatte per trasportare una quantità sufficiente di ossigeno ai tessuti e agli organi, generando una serie di sintomi che variano in gravità a seconda del grado di anemia. I sintomi si sviluppano spesso gradualmente e possono essere così lievi nelle fasi iniziali da passare inosservati. Tuttavia, man mano che la condizione peggiora, l’emoglobina bassa sintomi appaiono ben più evidenti provocando dei disturbi facilmente riconoscibili.
I segni e i sintomi dell'anemia in gravidanza includono:
- Senso di debolezza generalizzata e sonnolenza
- Bassa temperatura corporea ed estremità del corpo fredde
- Vertigini
- Mal di testa ed emicranie frequenti
- Colorito pallido della pelle e delle mucose
- Fiato corto, anche a riposo
- Desiderio di masticazione del ghiaccio (pagofagia)
- Stanchezza, irritabilità, nervosismo
- Sonno disturbato, scarsa lucidità mentale
Rischi dell'Anemia in Gravidanza
L’anemia significativa in gravidanza è collegata ad un aumento possibile del rischio di complicazioni sia per la madre che per il bambino tra cui parto prematuro e basso peso alla nascita. Una eccessiva carenza di ferro non fa bene né alla mamma né al piccolino nel pancione.
Rischi per la mamma:
- Aumentato rischio di preeclampsia
- Distacco di placenta
- Emorragia nel post-parto
- Debolezza del sistema immunitario con aumento del rischio di infezioni dopo il parto
- Aumentata probabilità di depressione post-partum
Rischi per il feto:
- Aumentato rischio di parto pretermine
- Nascita di un bambino sottopeso
- Scarse riserve di ferro alla nascita con più possibilità di sviluppare anemie nel primo anno di vita
Cosa Fare Contro l'Anemia in Gravidanza: Cura e Rimedi
Per prevenire e trattare l’emoglobina bassa in gravidanza, i medici raccomandano una dieta ricca di ferro, l’uso di integratori di ferro e quando necessario integratori di vitamina B12 e acido folico. Il trattamento dell’emoglobina bassa dipende sostanzialmente dalla causa che ha portato a tale condizione. Nel caso di emoglobina bassa causata da carenze nutrizionali come di ferro, vitamina B12 o acido folico la soluzione è l’integrazione di questi nutrienti. Le donne incinte vanno altresì monitorate tramite esami del sangue a cadenza regolare al fine di preservare la salute della madre e del bambino nel corso del periodo della gravidanza.
Alimentazione
La dieta è uno dei fronti su cui agire per aiutare a correggere l’anemia durante la gravidanza; la figura di un nutrizionista specializzato permette alla donna di agire con più tranquillità.
Alimenti consigliati:
- Carne rossa, non così ricca di ferro come si vuol far credere rispetto alle carni bianche ed al pesce
- Carne (tacchino, pollo, rossa magra)
- Pesce (ad esempio tonno, merluzzo e salmone)
- Tuorlo d’uovo
- Legumi, funghi e frutta secca, cereali integrali, verdura a foglia verde scuro
Per migliorare l'assorbimento del ferro è consigliabile associare cibi che ne sono ricchi, come alimenti o bevande ricche di vitamina C, come succo d'arancia, kiwi o fragole. Se vengono assunti alimenti ricchi di ferro o integratori specifici per colmare questa carenza è consigliabile evitare di eccedere con alimenti o bevande contenenti calcio, tra cui i prodotti lattiero-caseari.
Integratori
Quando il ferro o la vitamina B12 assunti coi cibi non sono sufficienti, bisogna assumere degli integratori alimentari, rispettivamente di acido folico, ferro o vitamina B12. Sarà il ginecologo a prescriverli, se necessario. In generale, i trattamenti farmacologici più comuni includono:
- Integratori di ferro: quantità di solfato ferroso da assumere può variare tra 60 mg e 120 mg al giorno, a seconda della gravità dell'anemia. È importante assumere il ferro lontano dai pasti, poiché i sali di ferro vengono assorbiti meglio quando non sono legati agli alimenti.
- Integratori di acido folico: Le donne in gravidanza dovrebbero assumere una quantità adeguata di acido folico per prevenire difetti del tubo neurale e mantenere un livello di emoglobina ottimale.
Risulta importante consultare il proprio medico, ginecologo e un nutrizionista prima di assumere integratori o di attuare modifiche alla propria dieta per combattere l'anemia.
Emoglobina Bassa e Trasfusioni
Anche se ormai le sacche di sangue sono super controllate e i rischi sono ridotti al minimo, l’idea della trasfusione di sangue probabilmente mette un po’ di agitazione a chiunque. State però tranquille: viene considerata proprio l’ultima ratio, in particolare in caso di emoglobina davvero molto bassa (7 g/dl). Durante il parto (sia naturale che cesareo), si perde sempre una certa quantità di sangue. Se si arriva a quel momento con l’emoglobina davvero scarsa potrebbe servire la trasfusione. Per questo motivo gli esami del sangue sono davvero importanti per non trascurare nessun aspetto e per la sicurezza di mamma e bebè.
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