Emoglobina Bassa Dopo Chemioterapia: Cause e Rimedi

La chemioterapia, pur essendo un trattamento efficace contro il cancro, può portare a diversi effetti collaterali, tra cui l'abbassamento dei livelli di emoglobina nel sangue, una condizione nota come anemia.

Cause dell'Emoglobina Bassa Dopo Chemioterapia

La chemioterapia e la terapia radiante possono compromettere la capacità del midollo osseo di produrre i globuli rossi. I trattamenti antitumorali hanno lo scopo di distruggere le cellule cancerogene che crescono rapidamente, ma possono anche influenzare le cellule sane, come quelle del midollo osseo. Il midollo osseo è una sostanza soffice e spugnosa che si trova all'interno delle ossa lunghe e produce i globuli rossi, i quali trasportano l'ossigeno a tutte le altre cellule del corpo. Poiché i globuli rossi hanno una vita media di circa 120 giorni, essi vengono continuamente riprodotti.

Diversi fattori possono contribuire all'anemia nei pazienti oncologici:

  • Perdite di sangue: Piccole perdite di sangue nei tessuti malati, specialmente nelle neoplasie del tratto gastrointestinale, possono ridurre i livelli di ferro.
  • Carenze nutrizionali: Una sensazione di malessere generalizzato può portare il paziente a mangiare meno e a non avere una dieta equilibrata, causando carenze nutrizionali.
  • Effetto tossico dei tumori: I tumori rilasciano sostanze che hanno un effetto tossico sul midollo osseo, la zona dell'organismo in cui sono prodotti i globuli rossi.
  • Danni da chemioterapia: I farmaci chemioterapici interferiscono con la replicazione del DNA delle cellule a rapida replicazione, bloccando la crescita incontrollata delle cellule tumorali ma danneggiando anche le cellule sane.

Sintomi dell'Anemia

Quando il livello dei globuli rossi si abbassa, le cellule ricevono meno ossigeno. Se la quantità di globuli rossi nel sangue circolante risulta troppo bassa, il corpo non riceve ossigeno a sufficienza. Tale stato può causare difficoltà respiratoria e pallore.

I sintomi più comuni includono:

  • Stanchezza e debolezza
  • Pallore
  • Difficoltà respiratorie
  • Vertigini
  • Depressione

Rimedi per l'Emoglobina Bassa

Ci sono diverse opzioni terapeutiche disponibili per correggere l'anemia:

Terapia Marziale

Nelle forme sideropeniche, è utile la terapia marziale. Se la donna è anemica, è necessario prescrivere ferro facilmente assimilabile, veicolato da liposomi, così da essere assorbito nell’intestino, senza irritare lo stomaco. Piccole quantità quotidiane a stomaco pieno per ricostruire le riserve e ritrovare lo sprint fisico. Nei casi di anemia più severa, il medico valuterà se prescrivere anche proteine (come l’eritropoietina) che stimolano la sintesi di globuli rossi da parte del midollo.

Dosiamo allora la ferritina (primo marcatore di carenza), la transferrina, la sideremia e l’emoglobina: più sono basse, più l’astenia è profonda.

Trasfusioni di Sangue

Le trasfusioni di sangue rappresentano a tutt'oggi l'approccio più comune per la correzione dell'anemia grave nei pazienti con cancro. Saranno effettuati esami ematici regolari per controllare il livello di globuli rossi. Se il livello dovesse essere troppo basso, il paziente dovrà sottoporsi a trasfusione. Questa opzione terapeutica ha il grande vantaggio di una rapida correzione dell'anemia.

Tuttavia, conta una serie di svantaggi quali:

  • Rischio di infezioni virali
  • Reazioni allergiche
  • Immunosoppressione
  • Accumulo di ferro
  • Scarsa efficacia in pazienti con anticorpi
  • Necessità di ospedalizzazione
  • Possibilità di rifiuto da parte di alcuni pazienti

Eritropoietina (EPO)

L'eritropoietina (EPO) rappresenta una attraente altemativa alla trasfusione di sangue nella gestione dell'anemia associata al trattamento del paziente neoplastico. L'eritropoietina è un ormone endogeno, prodotto principalmente dal rene e in piccolissima parte dal fegato, che partecipa alla regolarizzazione dell'eritropoiesi.

Il trattamento con EPO ha il vantaggio di essere un trattamento "fisiologico", ben accettato dai pazienti, può essere somministrato a domicilio e presenta modesti effetti indesiderati. Negli ultimi anni molti studi clinici condotti su pazienti neoplastici che ricevevano chemioterapie con o senza platino, hanno mostrato che l'EPO è in grado di correggere o prevenire l'anemia in oltre il 60% dei pazienti trattati e insieme ridurre la necessità di trasfusioni.

Integrazione di Vitamina D e Magnesio

  • Vitamina D: Questa vitamina promuove una migliore crescita ossea, riducendo il rischio di osteopenia ed osteoporosi; aiuta a costruire i muscoli, e quindi contrasta la perdita (sarcopenia) tipica dell’invecchiamento, della menopausa e, soprattutto, delle prolungate degenze a letto. Più importante di tutto, la vitamina D migliora competenza ed efficacia del sistema immunitario e riduce il rischio sia di primi tumori, sia di recidive.
  • Magnesio: Un flaconcino di magnesio pidolato (1500 mg) al dì, o simili, mette olio nel motore.

Dieta e Stile di Vita

Anche la dieta e lo stile di vita possono giocare un ruolo importante nel contrastare l'anemia. Seguite una dieta bilanciata, che potrebbe avere necessità differenti rispetto a quella di un paziente sano. Scegliete una dieta che garantisca tutte le calorie e le proteine necessarie al vostro corpo. Le calorie vi aiuteranno a non perdere peso, mentre le proteine extra possono contribuire a riparare i tessuti danneggiati dalla cura contro il cancro.

Alcuni consigli includono:

  • Riposare il più possibile
  • Limitare gli sforzi
  • Farsi aiutare
  • Seguire una dieta bilanciata

Come Affrontare gli Effetti Collaterali della Chemioterapia

Avere il cancro può cambiare la vita in modo significativo. I sintomi della malattia e gli effetti collaterali delle terapie possono provocare cambiamenti fisici e psichici.

Numerose strategie sono state ideate e messe a punto nel tempo per ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e di altre terapie. Tuttavia non tutti possono essere eliminati e il loro impatto può variare da paziente a paziente. La variabilità può riguardare sia l’intensità dei sintomi sia la loro durata nel tempo: in generale, gli effetti indesiderati sono di breve durata, ma alcune persone possono soffrirne più a lungo.

Fatigue

Il termine inglese di origine francese è usato nel gergo medico per indicare una condizione di profonda stanchezza e affaticamento frequente nei pazienti oncologici. I malati si sentono molto deboli, come svuotati di ogni energia: possono avere difficoltà a concentrarsi, a ricordare le cose e a svolgere attività quotidiane anche semplici come rifare il letto, pettinarsi, o addirittura guardare la tv.

Come affrontarla:

A seconda delle cause, per prevenire o attenuare la fatigue possono giovare strategie specifiche come interventi farmacologici, per esempio in caso di anemia, o cambiamenti della dieta. In generale, per le incombenze domestiche e la cura dei figli è utile - se possibile - chiedere aiuto a parenti e amici e cercare di organizzare il più possibile la giornata, in modo che siano sempre presenti momenti di riposo e rilassamento.

Disturbi dell’Apparato Gastrointestinale

Sia la malattia sia i trattamenti possono provocare disturbi intestinali come diarrea o stitichezza (in gergo stipsi). Questi sintomi vanno tenuti sotto controllo non solo perché sono fastidiosi ma soprattutto perché, se non trattati, possono portare a complicazioni più serie.

Problemi di Pelle e Unghie

Tutti i trattamenti oncologici possono provocare effetti sulla pelle. Tra questi, i più comuni sono secchezza, prurito, rossore, gonfiore, eritema e desquamazione. Possono esserci anche cambiamenti nella pigmentazione e formazione di vesciche. Anche le unghie possono andare incontro a cambiamenti in conseguenza delle terapie, diventando più fragili e facili a scheggiare, e cambiando colore.

Disturbi alla Bocca, ai Denti e alla Gola

Chemioterapia, immunoterapia e radioterapia applicata soprattutto a tumori della testa e del collo possono provocare effetti collaterali a carico di bocca, gola e denti. Oltre al fastidio, questi effetti possono diventare significativi se ostacolano la normale alimentazione, causando disidratazione o malnutrizione.

Disturbi Cognitivi

Durante e dopo il trattamento alcuni pazienti oncologici possono avere difficoltà a concentrarsi o a memorizzare le informazioni, problemi a organizzarsi o a eseguire più compiti contemporaneamente, a imparare cose nuove o a finire quanto cominciato. In effetti si parla proprio di “cervello da chemio” (chemo-brain) o di “nebbia da chemio” per indicare una condizione di torpore mentale che può accompagnare questo o altri tipi di terapia (radioterapia, terapia ormonale, chirurgia).

Neuropatia Periferica

Alcuni trattamenti oncologici possono provocare neuropatia periferica, cioè un danno ai nervi periferici. Si tratta dei nervi che portano impulsi dal cervello ad altre parti del corpo e viceversa.

È importante riferire al personale medico qualsiasi sintomo si avverta, in modo da poter intervenire tempestivamente e gestire al meglio gli effetti collaterali della chemioterapia.

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