Il ferro è un elemento essenziale per la formazione del pigmento dei globuli rossi e quindi per il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti del corpo umano. Il ruolo principale del ferro è legato alla produzione di due proteine: l’emoglobina, che ha il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo e la mioglobina, che favorisce il fissaggio dell’ossigeno all’interno dei tessuti dei muscoli. Inoltre, il ferro è utilizzato dal corpo anche per la produzione di alcuni ormoni e del tessuto connettivo.
Alla luce del ruolo strategico che ricopre questo minerale, appare chiaro come tenerlo sotto controllo con esami del sangue adeguati è molto importante. La carenza o l’eccesso di ferro, infatti, possono avere conseguenze gravi e sfociare in patologie serie, come l’anemia.
Come si Misura la Presenza di Ferro nel Sangue?
Quando si effettuano gli esami del sangue mediante prelievo, i valori di riferimento a cui prestare attenzione per valutare la presenza di ferro sono essenzialmente tre:
- Ferritina: è la proteina responsabile dell’immagazzinamento del ferro e si trova nei muscoli, nel fegato e nel midollo osseo. Ogni molecola di ferritina può contenere fino a 500 atomi di ferro.
- Transferrina: è la proteina plasmatica impiegata nel trasporto del ferro nel sangue. Glicoproteina sintetizzata all’interno del fegato, la transferrina rappresenta il principale mezzo di trasporto del ferro nel corpo umano. È in grado di captare solamente il ferro trivalente e normalmente è satura di ferro per circa il 50%. Queste proteine legano il ferro che viene assunto con l’alimentazione e assorbito nell’intestino. Dopodiché lo trasportano, a secondo delle necessità, ai vari organi e, in particolare, al midollo osseo, dove è incorporato circa il 70% del ferro assunto con il cibo. Si divide in transferrina insatura, quando non è legata al ferro, e satura, quando invece è legata al minerale.
- Sideremia: è la quantità di ferro legata alla transferrina. È il test che viene prescritto per misurare la concentrazione di ferro nel sangue. Questo elemento è essenziale per il nostro organismo e, in particolare, per la produzione di globuli rossi che funzionino correttamente. La quantità di ferro presente nel sangue non legato all'emoglobina è detta sideremia.
Valori Normali del Ferro nel Sangue
La valutazione combinata di questi dati, da parte di un medico specializzato, permette di comprendere quanto ferro c’è nel sangue e se ci si trova in presenza di una carenza o di un eccesso (situazioni che vanno poi ulteriormente indagate per capire se sussistono patologie, come l’anemia).
Valori di Riferimento
È opportuno, però, sapere quali sono i parametri di riferimento che consentono di parlare di valori normali di ferritina, transferrina e sideremia negli adulti (diversi per uomo e donna).
Ferritina
Per un uomo, è considerato normale un valore della ferritina compreso tra 24 e 330 microgrammi per litro. Leggermente più basso, invece, il dato di riferimento per le donne, che deve posizionarsi tra 11 e 300 microgrammi per litro.
Transferrina
Per un uomo, è considerato normale un valore della transferrina compreso tra 215 e 366 milligrammi per decilitro. Molto simile anche il parametro di riferimento per le donne, tra 250 e 380 milligrammi per decilitro.
Sideremia
Per un uomo, è considerato normale un valore della sideremia compreso tra 65 e 178 microgrammi per decilitro. In un uomo sano sono considerati valori normali quelli compresi tra i 53 e i 167 microgrammi.
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
Quando e Perché Vengono Prescritte Queste Analisi?
L’anemia può presentarsi con sintomi in presenza dei quali il medico può richiedere il test del ferro sierico. Di seguito, un breve approfondimento su un test fondamentale per la diagnosi dell’anemia e per il monitoraggio della risposta alla terapia nei pazienti che ne sono affetti. L’anemia da carenza di ferro o sideropenia è la forma più diffusa di anemia. In questo caso il ferro introdotto con l’alimentazione non soddisfa il reale fabbisogno del paziente. Questo tipo di anemia colpisce maggiormente le donne in età fertile a causa delle perdite mestruali abbondanti, ma anche in gravidanza perché il corpo umano richiede una quantità maggiore di ferro quotidiano.
Carenza di Ferro: Cosa Significa?
Si ha carenza di ferro quando non sono disponibili scorte a sufficienza per sopperire alle esigenze di funzionamento dell’organismo. La carenza può rimanere asintomatica e spesso non viene diagnosticata, se invece viene rilevata può essere curata ricorrendo agli integratori di ferro. La causa principale di questo tipo di anemia è l’instaurarsi di una carenza di Ferro (Fe), elemento essenziale per la vita. In condizioni normali, la disponibilità è di circa 4-5 grammi, di cui ben 3 grammi sono necessari nell’emoglobina a completare una particolare struttura definita Gruppo Eme.
Sintomi di Carenza di Ferro
La carenza di ferro, come accennato, si manifesta con diversi sintomi. I sintomi di anemia da carenza di ferro variano molto a seconda dei soggetti. Si va dal senso di stanchezza e affaticamento, a stati d’umore altalenanti con picchi di irritabilità. In alcuni pazienti si riscontra anche debolezza fisica accompagnata dal tipico “fiato corto” a seguito di attività fisica.
Anemia Sideropenica
L’anemia sideropenica si sviluppa quando la carenza di ferro si protrae nel tempo e impedisce all’organismo di fabbricare una quantità sufficiente di globuli rossi sani. La maggior parte dei pazienti affetti da anemia sideropenica da lieve a moderata è in grado di guarire entro 2 o 3 mesi; anche quando l’anemia è di fatto risolta, la quantità di ferro immagazzinata nell’organismo può continuare a essere scarsa, per questo motivo dopo la correzione del disturbo i medici di norma consigliano altri sei mesi di terapia con integratori di ferro per uso orale, per raggiungere la quantità ottimale di ferro immagazzinato nell’organismo.
Cosa Influisce sull'Assorbimento del Ferro?
Diversi fattori possono influenzare l'assorbimento del ferro, sia positivamente che negativamente.
- Vitamina C: L’acido ascorbico o vitamina C è presente in natura nella frutta e nella verdura, soprattutto negli agrumi, ma può anche essere sintetizzato per essere usato negli integratori.
- Alcool: L’alcool può migliorare l’assorbimento del ferro, ma ovviamente non è consigliabile bere solo per correggere le eventuali carenze. È risaputo che il consumo moderato di alcol presenta diversi vantaggi per la salute, ma l’abuso o il consumo smodato, soprattutto se associato ad alti livelli di ferro nell’organismo, fa aumentare il rischio di lesioni epatiche, di tumore al fegato e la produzione di cellule del sangue.
- Betacarotene: È un precursore della vitamina A e si tratta di pigmenti di colore variabile tra il giallo e il rosso, contenuti negli alimenti come le albicocche, le barbabietole e le bietole, le carote, le coste, il mais, l’uva nera, le arance, le pesche, le prugne, i peperoni rossi, gli spinaci, le patate dolci, i pomodori, le cime di rapa e le zucche.
- Carne: La carne, rossa in particolare, migliora l’assorbimento del ferro ricavato da alimenti diversi dalla carne.
- Zucchero: Non è tuttavia consigliabile consumare zuccheri semplici per migliorare l’assorbimento del ferro, perché l’eccesso di zuccheri potrebbe provocare altri problemi di salute, come l’obesità e il diabete.
- Calcio: Il calcio (come il ferro) è un minerale essenziale, cioè l’organismo deve assumerlo con la dieta.
- Ossalati: Gli ossalati diminuiscono l’assorbimento del ferro non proveniente dalla carne.
- Polifenoli: I polifenoli sono i principali inibitori dell’assorbimento del ferro, tra i polifenoli o composti fenolici ricordiamo l’acido clorogenico che si trova nel cacao, nel caffè e in alcune erbe.
- Fitati: Il fitato è un composto chimico presente nelle proteine della soia e nelle fibre. Anche minime quantità di fitato (che da solo equivale al 5% circa delle farine di cereali integrali) presentano un forte effetto inibitorio sulla biodisponibilità del ferro.
Emocromo Completo: Cos'è e Perché è Importante
L’emocromo, conosciuto anche come esame emocromocitometrico o più precisamente emocromo completo con formula leucocitaria, è l’analisi del sangue più diffusa e viene richiesta periodicamente come controllo di routine o a supporto di alcune diagnosi.
L’emocromo completo con formula leucocitaria, chiamato anche emogramma o esame emocromocitometrico, è un test di laboratorio che misura il numero e la composizione di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine in un millimetro cubo di sangue, fornendo preziose informazioni sulla distribuzione quantitativa e percentuale dei diversi elementi.
In altre parole, questo esame ematochimico permette di valutare le caratteristiche principali del sangue, in modo da controllare lo stato generale di buona salute, permettere la diagnosi precoce di alcune malattie e il monitoraggio di condizioni mediche croniche.
Cosa Comprende l'Emocromo Completo?
Nello specifico, l’emocromo completo comprende l’analisi di:
- Globuli rossi, o eritrociti: cellule contenenti emoglobina, la proteina che apporta l’ossigeno nel sangue. L’emocromo ne valuta il numero (GR), l’emoglobina presente (Hb), l’ematocrito (Hct) e altri indici come il volume corpuscolare medio (MCV), l’emoglobina corpuscolare media (MCH), la concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC) e talvolta la distribuzione eritrocitaria (RDW).
- Globuli bianchi, o leucociti: cellule che difendono l’organismo da infezioni, allergie o infiammazioni, includendo la famiglia dei granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti). L’emocromo ne valuta il numero totale e la formula leucocitaria ne identifica la conta differenziale dei vari tipi.
- Piastrine, o trombociti: cellule che determinano la corretta coagulazione del sangue. Il loro numero complessivo viene contato, e in seguito può essere valutato il volume piastrinico medio (MPV) e la distribuzione piastrinica (PDW).
Perché si Esegue l’Esame dell’Emocromo?
Ci sono diverse ragioni e motivazioni per fare l’emocromo, ma una cosa è certa: l’esame emocromocitometrico è uno strumento diagnostico fondamentale, che fornisce dati cruciali sulla salute complessiva e sul funzionamento del sistema ematico di un individuo.
Grazie all’emocromo completo, i medici possono trarre informazioni preziose al fine di:
- Diagnosticare condizioni mediche: disturbi come anemia, leucemia, infezioni, allergie, infiammazioni e persino tumori, possono essere rilevati con gli esami del sangue;
- Valutare la salute generale: alterazioni nei livelli di globuli rossi, globuli bianchi o piastrine possono indicare problemi di salute che necessitano di ulteriori indagini;
- Controllare le terapie: chi si sottopone a determinate cure, tra cui quelle per il cancro o per l’HIV, devono sottoporsi a regolari test dell’emocromo per rilevarne gli effetti;
- Monitorare le patologie: persone con malattie croniche (es. diabete) dovrebbero analizzare regolarmente l’emocromo per rilevare i cambiamenti nel loro sangue, che potrebbero essere influenzati dalla loro condizione o dai farmaci che assumono;
- Prima di procedure chirurgiche: i medici possono richiedere un’emocromo completo per assicurarsi che il paziente sia in una condizione adeguata prima dell’intervento, e per prevenire complicazioni correlate al sangue durante l’operazione chirurgica.
In genere l’emocromo viene consigliato come test di routine a cadenza regolare, oppure prescritto all’occorrenza se presenti sintomi sospetti e per monitorare condizioni o terapie.
Valori Normali dell’Emocromo
I valori normali dell’emocromo completo variano generalmente in base al sesso e alla fascia d’età.
Di seguito alcune tabelle dei valori principali per l’analisi dell’emocromo, al fine di agevolare la lettura degli esami del sangue anche per gli stessi pazienti.
| Sesso & Età | Leucociti (Mila/mcL) |
|---|---|
| F 1-2 | 4,8-15,9 |
| F 2-5 | 4,5-13,5 |
| F 6-12 | 4-15,5 |
| F 13-70 | 3,8-11 |
| F +70 | 3,8-12,5 |
| M 1-2 | 4,8-15,9 |
| M 2-5 | 4,5-13,5 |
| M 6-12 | 4-15,5 |
| M 13-70 | 3,8-11 |
| M +70 | 3,8-12,5 |
Altri valori normali dell’esame emocromocitometrico, equivalenti per tutti i soggetti, sono:
- Il volume piastrinico medio (MPV) ha un valore normale di 7,0 - 11,1 fL.
- La grandezza uniforme delle piastrine (PDW) ha un valore normale di 15-72%.
- L’ematocrito piastrinico (PCT, ossia la frazione percentuale della massa di sangue intero occupata dalle piastrine) ha un valore normale di 0,10-0,40%.
N.B. tutti i valori indicati sono quelli utilizzati dal nostro laboratorio analisi Butterfly Lab: i valori di riferimento dell’emocromo spesso possono variare da struttura a struttura.
Formula Leucocitaria
Nell’emocromo completo, l’analisi dei globuli bianchi è raccolta nella cosiddetta formula leucocitaria, che comprende una valutazione dei vari tipi di globuli bianchi presenti e delle loro funzioni specifiche: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili.
A seguire le tabelle con i valori normali di riferimento per la formula leucocitaria:
| Sesso & Età | Neutrofili (Mila/mcL) |
|---|---|
| F 1-5 | 0,6-6,4 |
| F 6-12 | 1,2-5,6 |
| F 13-70 | 1,1-6,6 |
| F +70 | 1,6-6,7 |
| M 1-5 | 0,6-6,4 |
| M 6-12 | 1,2-5,6 |
| M 13-70 | 1,9-5,3 |
| M +70 | 1,6-6,7 |
Altri valori normali della formula leucocitaria, equivalenti per tutti i soggetti, sono:
- Gli eosinofili hanno un valore normale di 0-0,80 Mila/mcL.
- I basofili hanno un valore normale di 0-0,20 Mila/mcL.
N.B. tutti i valori indicati sono quelli utilizzati dal nostro laboratorio analisi Butterfly Lab: i valori di riferimento dell’emocromo spesso possono variare da struttura a struttura.
Emocromo Alterato: Cosa Significano Valori Alti o Bassi
È necessario fare una premessa: valori bassi o alti dell’emocromo non devono generare allarmismi o preoccupazioni, ma richiedono invece una valutazione complessiva da parte di un professionista medico. È fondamentale contestualizzare i risultati dell’emocromo, considerando la situazione clinica del paziente e confrontandoli con altri esami eseguiti.
Preso singolarmente, l’esame emocromocitometrico non fornisce informazioni sufficienti per stabilire una diagnosi, in quanto il quadro ematico può essere influenzato da diverse malattie, condizioni, trattamenti e farmaci. È necessaria una valutazione integrata che consideri tutti i dati clinici, i risultati dei vari test e un esame fisico completo.
Pertanto l’emocromo dovrebbe essere valutato insieme ad altri esami diagnostici, e spetta al medico mettere in relazione tutti i fattori per giungere a una diagnosi accurata.
Valori Alti: Possibili Cause
- Policitemia (globuli rossi alti): può verificarsi in risposta a una varietà di fattori, tra cui scarsa ossigenazione cronica, malattie del midollo osseo o sindromi mieloproliferative.
- Leucocitosi (globuli bianchi alti): questa condizione può essere causata da diverse tipologie di infezioni, infiammazioni, allergie, traumi o stress fisici elevati.
- Trombocitosi (piastrine alte): può essere provocata da patologie infettive o infiammatorie, interventi chirurgici, disordini mieloproliferativi o tumori.
- Disidratazione: comporta concentrazioni elevate di globuli rossi ed emoglobina.
- Insufficienza renale e polmonare, altre malattie infiammatorie o infettive croniche.
Valori Bassi: Possibili Cause
- Anemia nelle sue varie forme (globuli rossi bassi): le cause possono essere diverse, tra cui carenza di ferro o di vitamine, emorragie, malattie croniche, talassemie.
- Leucopenia (globuli bianchi bassi): può essere provocata da infezioni, malattie autoimmuni o del midollo osseo, neoplasie, effetti collaterali di farmaci.
- Trombocitopenia (piastrine basse): questa condizione può aumentare il rischio di sanguinamento e può dipendere da infezioni, malattie autoimmuni, uso di farmaci.
- Mielodisplasia: il midollo osseo non produce normalmente i componenti del sangue.
- Disturbi come insufficienze renali, disfunzioni epatiche o infiammazioni croniche.
L’unica cosa consentita è bere acqua. Le persone sottoposte a terapia (ad esempio: con medicinali per il cuore, la tiroide, il diabete, l’artrosi, l’ansia, e la depressione ecc.), devono seguire le indicazioni del proprio medico. Evitare di mangiare e fumare. Evitare le situazioni stressanti.
Alimenti che contengono ferro
Una diminuzione può essere dovuta a un ridotto apporto alimentare (specialmente in conseguenza di diete squilibrate o prive dei componenti fondamentali. Gli alimenti che contengono le maggiori quantità di ferro sono: il cioccolato, le cozze, il fegato, la carne rossa, i legumi.
Aumento della ferritina
Un aumento della ferritina può essere indice di sindromi emolitiche, talassemia, stati flogistici, neoplasie, epatite, etilismo, cirrosi, malattie autoimmuni.
Aumento della transferrina
L'aumento della transferrina può essere dovuta a carenza di ferro e ad anemie sideropeniche; può presentarsi, inoltre, in gravidanza o in seguito all'assunzione di anticoncenzionali.
Diminuzione della transferrina
La diminuzione della transferrina può indicare emocromatosi, epatopatie e condizioni di carenza proteica.
leggi anche:
- Emocromo: Guida Completa all'Analisi del Sangue e Valori Normali
- Sigle Analisi del Sangue Emocromo: Guida alla Comprensione dei Valori
- Emocromo Completo con Formula: Guida all'Interpretazione
- Esame Creatinina: Scopri i Valori Normali e Come Interpretarli Correttamente!
- Motilità Rettilinea Veloce nello Spermiogramma: Valori e Significato
