Le piastrine sono minuscole cellule del sangue che svolgono un ruolo fondamentale nel nostro corpo, essenziali per il normale processo di coagulazione. Vengono chiamate anche trombociti e, pur essendo frammenti di cellule, sono prive di nucleo. Immagina che il nostro corpo sia una città. Le piastrine sono come le forze dell’ordine, sempre pronte a intervenire in caso di emergenza per fermare il traffico e impedire danni.
Le piastrine derivano da cellule del midollo osseo molto grandi (chiamate megacariociti) e sono rilasciate nel circolo sanguigno. Esse vengono rilasciate nel flusso sanguigno in presenza di un danno ai tessuti. Questi frammenti cellulari hanno una vita piuttosto breve ed entro circa dieci giorni vengono eliminate da cellule che agiscono da “spazzini” dell’organismo: i cosiddetti macrofagi, che si trovano nella milza e nel fegato. Successivamente, vengono attivati i fattori della coagulazione nell’ambito della cascata coagulativa.
Solitamente, il rischio di emorragia spontanea è molto contenuto in presenza di un conteggio piastrinico superiore a 40.000 piastrine/µl, risulta frequente ma non costante per valori inferiori, e diviene costante e piuttosto grave quando PLT scende sotto le 10.000 piastrine/µl.
Quando ci tagliamo o ci feriamo, sono le piastrine che bloccano il sanguinamento, sigillando la ferita come se mettessero un adesivo. Queste tre fasi rappresentano i passaggi di quella che è definita emostasi primaria durante la quale si forma un tappo piastrinico che chiude la ferita.
Funzioni e Importanza delle Piastrine
Le piastrine ricoprono un ruolo importante ed essenziale nei processi di coagulazione del sangue. Le piastrine (o trombociti) sono piccole cellule del sangue. La loro funzione è fondamentale per il normale processo di coagulazione.
Cosa succede se le piastrine non funzionano bene?
Le piastrine sono molto piccole, ma svolgono un compito grandioso. Se il numero di piastrine è troppo basso, il corpo fa fatica a fermare il sanguinamento. Immagina di avere una festa in casa, ma di non avere abbastanza bicchieri. Come farai a brindare? Con poche piastrine, il corpo non riesce a fermare il sanguinamento e questo può portare a lividi facili, sanguinamenti dal naso o dalle gengive. D’altra parte, se ci sono troppe piastrine, il sangue diventa più “denso”, proprio come quando metti troppe persone in una stanza.
In questo caso, il sangue può formare coaguli pericolosi, che possono bloccare i vasi sanguigni e provocare problemi gravi come infarti o ictus. In alcune persone il numero di piastrine può diminuire poiché queste tendono ad accumularsi nella milza.
Trombocitopenia: Quando le Piastrine sono Basse
Quando la quantità di piastrine nel sangue è inferiore alla norma si parla di piastrinopenia (o trombocitopenia), una condizione che aumenta il rischio di emorragie. In campo medico, si definisce piastrinopenia il riscontro di piastrine circolanti in numero inferiore a 150.000 unità per microlitro di sangue, rilevato all'esame emocromocitometrico effettuato almeno con due diversi anticoagulanti. La piastrinopenia (o trombocitopenia) può causare difetti nella coagulazione del sangue e manifestazioni emorragiche di vario tipo.
Le condizioni in cui la quota circolante di piastrine risulta ridotta (quindi inferiore alla soglia del laboratorio di riferimento) sono dette trombocitopenie o piastrinopenie. Da un punto di vista clinico, e quindi dei sintomi, è importante premettere che le carenze piastriniche lievi non sono da considerarsi strettamente dannose; il deficit diventa manifesto quando la conta piastrinica risulta inferiore alle 50.000 unità, con una certa variabilità interindividuale.
Cause di PLT Basso
Un PLT basso si può osservare nel corso di malattie infettive (es. epatite, rosolia, mononucleosi e infezione da HIV), patologie autoimmuni (es. Altre possibili cause comprendono: cirrosi epatica (con ipertensione portale e aumento di volume della milza), problemi di sanguinamento cronico (es. ulcere allo stomaco), ustioni e sepsi. Un PLT basso può essere la conseguenza dell'azione di varie sostanze tossiche (es.
Le piastrinopenia possono essere primitive o idiopatiche quando non si conosce la causa scatenante (es. La diminuzione delle piastrine, come altre disfunzioni piastriniche, possono causare difetti nella coagulazione del sangue e manifestazioni emorragiche di vario tipo (nota: il rischio di sanguinamento è inversamente proporzionale alla conta piastrinica). In genere, il sanguinamento spontaneo risulta piuttosto difficile quando i valori di piastrinopenia nel sangue sono compresi tra 50.000 e 150.000 unità per microlitro: in simili frangenti, l'emorragia può verificarsi a seguito di interventi chirurgici o traumi.
Piastrinopenia Immune (PTI) in età pediatrica
La piastrinopenia immune (PTI) è la forma più comune tra le piastrinopenie o trombocitopenie dell'età pediatrica (condizioni in cui il numero di piastrine nel sangue è inferiore a 150.000/mm3), con la non trascurabile incidenza di 3-10 casi su 100.000 soggetti di età inferiore a 16 anni per anno. Nel 20% circa dei casi la piastrinopenia persiste dopo 6 mesi dall'esordio, e viene quindi definita piastrinopenia immune cronica. Le cause sono a tutt'oggi poco chiare.
Spesso il bambino ha avuto un'infezione virale qualche settimana prima di sviluppare la piastrinopenia immune e si ritiene che l'organismo, producendo anticorpi contro il virus possa produrre anche anticorpi diretti contro le piastrine che sono in grado di distruggerle. Nel bambino, come nell'adulto, i sintomi più frequenti della piastrinopenia immune acuta all'esordio sono rappresentati dalle emorragie a livello della cute che si manifestano con petecchie (piccole macchie a capocchia di spillo), ecchimosi (macchie più o meno circoscritte), e/o ematomi.
Altre manifestazioni possibili sono le emorragie a carico delle mucose: nel cavo orale (ad es. emorragie gengivali), nel naso (epistassi), emorragie congiuntivali, nell'intestino (con comparsa di sangue nelle feci, la melena) o nelle vie urinarie (con comparsa di ematuria).
Piastrinopenia in Gravidanza
In alcune fasi della vita della donna è normale una lieve riduzione delle piastrine circolanti, come a ridosso del ciclo mestruale, o in gravidanza. Per impedire sanguinamenti eccessivi ed emorragie, il nostro organismo mette in campo le piastrine (o trombociti), frammenti di citoplasma a forma di disco, prodotti dal midollo, che hanno un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. Per misurare e monitorare i livelli normali delle piastrine è necessario l’emocromo, un esame del sangue importante in gravidanza.
«Per trombocitopenia si intende una quantità di piastrine circolanti nel sangue inferiore a valori normali compresi tra 150.000 e 450.000/microLitro - spiega la dottoressa Sarina -. Nella maggior parte delle gravidanze singole non complicate, è normale che la conta delle piastrine si riduca del 15-20%, un po’ più bassa in quelle gemellari. La piastrinopenia in gravidanza, chiamata piastrinopenia gestazionale, in genere è una condizione che non mette a rischio la salute della donna o del feto. Raramente si può verificare durante il primo trimestre di gravidanza, mentre è più frequente con l’avanzare della gestazione e in particolare dopo il secondo trimestre, e si risolve spontaneamente dopo il parto, al massimo entro 7 settimane circa. Normalmente la conta piastrinica si mantiene intorno a 80.000\microlitro.
Quando invece la piastrinopenia severa si manifesta nel terzo trimestre di gravidanza, la causa più frequente è la preeclampsia, che nelle forme più gravi prende il nome di sindrome HELLP. La preeclampsia è una condizione che si presenta con ipertensione, proteinuria e, nelle forme più severe, si associa a piastrinopenia grave. È determinata dalla distruzione delle piastrine da parte degli anticorpi.
Diagnosi e Monitoraggio
PLT è un indice di laboratorio che esprime il numero di piastrine per volume di sangue. In un individuo adulto, in buono stato di salute, questo numero si aggira tra le 150.000 e le 450.000 unità per microlitro di sangue. L'indice PLT viene misurato per stabilire il numero di piastrine in un campione di sangue, come parte di un controllo generico dello stato di salute. Questa valutazione consente, inoltre, di diagnosticare o monitorare le patologie caratterizzate da alterazioni del numero di piastrine, come disordini dell'emostasi, malattie del midollo osseo, ipercoagulabilità o altre problematiche.
La conta delle piastrine può essere prescritta nell’ambito delle analisi emocromocitometriche per valutare lo stato di salute generale del paziente. Il test serve a determinare il numero di piastrine presenti in un campione di sangue. La conta piastrinica può essere prescritta anche nel caso si sospetti un incremento della produzione di piastrine, noto come trombocitosi. Questa condizione può determinare sia ipercoagulabilità, ma anche, in alcuni casi, sanguinamenti, qualora le piastrine non funzionino correttamente.
Esame Emocromocitometrico
L'esame dell'indice PLT può essere effettuato insieme ad uno o più test di funzionalità piastrinica e/o ad altre analisi per la valutazione della coagulazione, come PT (Tempo di protrombina) e PTT (Tempo di Tromboplastina Parziale). Talvolta, durante il monitoraggio di una malattia nota, può essere eseguito uno striscio di sangue, per esaminare le piastrine al microscopio. Questo dovrebbe essere di supporto nel determinare, ad esempio, se le piastrine siano davvero poche o se si sono aggregate durante l'esecuzione del test.
Per la valutazione del numero di piastrine per volume di sangue, basta sottoporsi a un esame emocromocitometrico completo (emocromo). Al paziente viene prelevato, quindi, un campione di sangue da una vena del braccio, in genere al mattino ed a digiuno. Il conteggio può essere effettuato automaticamente dai contatori elettronici o mediante l'osservazione al microscopio ottico (striscio di sangue). Per sottoposi al prelievo di sangue, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.
Le indagini principali sono l'esame emocromocitometrico completo con l'esame microscopico dello striscio di sangue periferico. Quanto alla diagnosi della piastrinopenia immune cronica, analogamente ad altre malattie croniche, è possibile che si manifesti nel tempo il carattere secondario della piastrinopenia, pertanto sarà opportuno riconsiderare periodicamente le possibili cause, anche se già considerate in precedenza. Informazioni aggiuntive si potranno acquisire dalla storia clinica e dalla valutazione della risposta ai trattamenti precedenti.
Trattamento
Una strategia terapeutica, nei pazienti con scarsa sintomatologia emorragica e con piastrine >20.000/mm3, è la semplice osservazione periodica. In caso invece di sintomatologia emorragica importante a carico della cute (ematomi ed ecchimosi diffuse) o soprattutto a carico delle mucose si praticano infusioni di immunoglobuline. Nelle forme resistenti ad almeno 2 linee terapeutiche trovano impiego farmaci come l'Eltrombopag che hanno una funzione simile a quella della trombopoietina, l'ormone che normalmente stimola la produzione di piastrine.
Trombocitosi: Quando le Piastrine sono Alte
L'aumento del numero di piastrine circolanti rispetto al tasso normale (trombocitosi) si può osservare in corso di sindromi mieloproliferative (policitemia vera e trombocitopenia essenziale) e varie patologie ematologiche (tra cui leucemia mieloide cronica, anemia sideropenica e mielodisplasia). Un PLT alto può essere riscontrato anche in presenza di neoplasie (come linfomi, mesoteliomi e carcinomi del polmone, dello stomaco, della mammella e dell'ovaio), disordini infiammatori acuti (es.
La trombocitosi si può riscontrare anche in certi stati fisiopatologici, come ipossia, esercizio fisico intenso, stress post-operatorio, ovulazione, gravidanza e puerperio. In presenza di trombocitosi, la funzione piastrinica è generalmente normale e non aumenta il rischio di complicanze trombotiche e/o emorragiche, salvo nei casi in cui i pazienti non abbiano una grave patologia arteriosa o si trovino in uno stato di immobilità prolungata.
Trombocitosi Primaria e Secondaria
- Trombocitosi Primaria: disordine mieloproliferativo, caratterizzato da conta piastrinica PLT persistentemente superiore a 600.000/mL. Le MANIFESTAZIONI EMORRAGICHE sono simili a quelle che si osservano nei pazienti con piastrinopenie: epistassi, gengivorragie, ecchimosi.
- Trombocitosi Secondaria: conseguente a stati infiammatori acuti, cronici, emorragia acuta, carenza marziale, stati postoperatori, farmaci, esercizio fisico, ecc.
Indici Piastrinici e Loro Interpretazione
La conta delle piastrine viene espressa come 109 cell/l ed analogamente agli eritrociti i contaglobuli, oltre al dato quantitativo, forniscono parametri qualitativi (indici piastrinici):
- MPV: volume piastrinico medio
- PDW: ampiezza di distribuzione volumetrica
- PcT: piastrinocrito
- P-LCR: % di larghe piastrine
L’MPV esprime la media analitica dei volumi piastrinici (non esiste un MPV normale, ma l’MPV normale per quel numero di piastrine); più rallentato è il tasso di produzione delle piastrine più basso è l’MPV. Un rallentato tasso di produzione delle piastrine infatti è associato ad una diminuizione dell’MPV, come avviene nelle piastrinopenie centrali, mentre è normale o francamente aumentato nelle forme periferiche (in rapporto alla velocità di produzione). L’MPV è un parametro poco attendibile in presenza di una grave piastrinopenia (Figura 6). Il PDW esprime la distribuzione volumetrica delle piastrine (anisocitosi piastrinica); un aumento del PDW è l’espressione di una grande differenza tra i volumi delle piastrine, mentre un PDW basso è dato dalla presenza di piastrine di dimensioni uniformi.
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