Un esame molto utile per avere un quadro generale della salute di una persona, sia per un’analisi di routine sia in presenza di possibili problematiche, è l’emocromo. Tramite un piccolo prelievo di sangue è infatti possibile diagnosticare infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni e addirittura tumori.
L'emocromo rappresenta una valutazione globale della costituzione corpuscolata del sangue. Nel sangue esistono numerosi elementi circolanti, taluni dei quali sono cellule deputate a funzioni importantissime nel nostro organismo.
Elementi principali dell'emocromo
- I globuli rossi provvedono alla distribuzione dell'ossigeno nel corpo, oltre ad avere importanti funzioni nell'equilibrare l'ambiente ematico.
- I globuli bianchi presiedono principalmente alle attività difensive contro gli agenti esterni e le cellule neoplastiche.
- Le piastrine rappresentano elementi fondamentali nella coagulazione del sangue e nelle attività dell'endotelio che riveste la parete interna dei vasi sanguigni.
Questi elementi corpuscolati vengono prodotti nel midollo osseo e, dopo diverse fasi maturative, vengono immessi nel circolo sanguigno per poi essere ricambiati periodicamente.
Emocromo, quali valori sono spia di un tumore?
Guardando il risultato di un semplice emocromo, nella mente del medico si potrebbe accendere una spia d’allarme che può consentire di iniziare un importante iter diagnostico. Anche le diagnosi di tumore, infatti, possono arrivare al termine di un percorso iniziato da un semplice esame del sangue.
Come sappiamo, l’analisi del sangue per eccellenza è l’esame emocromocitometrico, spesso abbreviato con la parola emocromo. Si tratta di un esame di routine, capace di evidenziare stati infiammatori o infezioni, emorragie, anemie e molto altro.
Globuli Rossi
I globuli rossi, o eritrociti, sono le cellule più numerose del sangue. Si parla di circa 4,5 e 5,8 milioni per millimetro cubo e grazie all’emoglobina, 12,5-16 grammi per decilitro, trasportano ossigeno e anidride carbonica ai tessuti.
I globuli rossi esplicano la loro funzione di trasporto dell'ossigeno nei vari distretti corporei mediante una molecola complessa contenuta al loro interno e denominata emoglobina. Questa molecola è costituita da una parte proteica ed un gruppo cosiddetto eme (contenente ferro) che legano l'ossigeno e lo cedono nei tessuti.
Normalmente sono presenti 4,5-5,8 milioni di eritrociti per microlitro (μl) o millimetro cubo (mm3) di sangue, e una quantità di emoglobina pari a 12,5-16 grammi per decilitro.
Una prima spia di tumore può accendersi quando i globuli rossi diminuiscono bruscamente nel giro di poco tempo, fino ad arrivare a un valore inferiore agli 8 grammi per decilitro. Questo succede quando il midollo osseo inizia a danneggiarsi a causa delle cellule malate presenti nel sangue; si tratta di un segnale che potrebbe rivelare la presenza di malattie come la leucemia cronica, il mieloma, il linfoma e le mielodisplasie.
Il valore dell'emoglobina (parallelamente a quello dei globuli rossi) può diminuire in corso di chemioterapia e/o radioterapia: il valore al di sotto di 8 g/dl necessita un approccio trasfusionale. Al di sopra degli 8 g/dl e sino ai 10.5 g/dl è opportuno l'impiego di agenti stimolanti il midollo osseo nella produzione dei globuli rossi (eritropoietine).
Se, al contrario, i valori dei globuli rossi aumentano superando i 5,8 milioni per millimetro cubo e l’emoglobina oltrepassa 16,5 grammi per decilitro, è possibile parlare di una rara forma di tumore del sangue chiamata policitemia vera.
Globuli Bianchi
I globuli bianchi, o leucociti, sono le cellule del sangue destinate alla difesa immunitaria contro le infezioni che possono colpire l’organismo. Si distinguono in neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili.
I valori normali dei globuli bianchi si aggirano tra i 4.000 e i 10.000 per microlitro, quando questi diminuiscono (meno di 1.000-500) è possibile riscontrare complicazioni al midollo osseo anche gravi.
I globuli bianchi, anche noti come leucociti, invece, sono normalmente tra 4.000 e 10.000 per μl o per mm3. Spesso, al loro semplice conteggio è associata la formula leucocitaria, ovvero la misura in valore assoluto e in percentuale dei diversi tipi di leucociti.
Per quanto riguarda i globuli bianchi molto importante è valutare la quantità di un sottogruppo denominato neutrofili. Il valore assoluto di neutrofili non deve essere inferiore a 1000. Per valori molto bassi si può instaurare una pericolosa condizione clinica denominata neutropenia febbrile che richiede misure terapeutiche energiche e talvolta ospedalizzazione. I farmaci impiegati per aumentare il numero dei globuli bianchi (ed in particolare di neutrofili) nel circolo sanguigno sono fattori stimolanti la crescita delle colonie di globuli bianchi (filgrastim e derivati).
Piastrine
Le piastrine sono cellule che hanno la funzione di regolare il meccanismo di coagulazione del sangue; vengono misurate in migliaia per microlitro e il loro valore normale in un soggetto sano si aggira tra i 150.000 e i 400.000 per mm3.
Piastrine nettamente basse, in particolare se accompagnate da alterazioni di globuli bianchi e anemia, possono essere sintomo di un cattivo funzionamento del midollo.
Le piastrine non debbono avere un valore assoluto inferiore a 100000. Se basse possono giovare corticosteroidi e l'assunzione di melatonina a dosaggi adeguati. I fattori di crescita per i globuli rossi possono avere un piccolo effetto crociato anche sulle piastrine facendone aumentare il valore.
Marcatori tumorali
Oltre questi tre parametri, molte volte è utile analizzare anche i cosiddetti marcatori tumorali. Si tratta di molecole, il più delle volte proteine, che possono essere rilevate nel sangue e i cui valori possono indicare la presenza di un tumore. Nello specifico i valori che devono fungere da campanello d’allarme sono quelli più alti: queste molecole sono infatti presenti anche in assenza di malattie, ma solo in presenza di un tumore i loro livelli si alzano in modo consistente.
Questo accade perchè le cellule tumorali si replicano molto più velocemente di quelle sane e in questo processo rilasciano nel sangue elevate quantità di proteine (tra cui i marcatori tumorali).
Cosa sono i marcatori tumorali?
I marcatori tumorali (anche conosciuti come markers tumorali), e più recentemente classificati tra i marcatori biologici (biomarkers), sono sostanze, per lo più proteine, facilmente rintracciabili nel sangue con un semplice prelievo ematico venoso.
Si tratta di frequente di molecole che possono essere prodotte anche dalle cellule non tumorali in assenza di malattia. Le cellule cancerose, tuttavia, moltiplicandosi in genere più velocemente, possono rilasciarne nel sangue quantità maggiori rispetto alla norma. Questi livelli anomali, di conseguenza, possono essere un campanello d'allarme per intercettare la malattia.
Come si utilizzano i marcatori tumorali?
I marcatori tumorali possono essere impiegati nella diagnosi di alcuni tipi di cancro, nella valutazione prognostica, ma soprattutto nel monitoraggio della risposta ai trattamenti farmacologici.
Nella fase diagnostica i marcatori tumorali possono a volte indirizzare o confermare una diagnosi, ma da soli non sono mai sufficienti a stabilire la diagnosi di tumore. Devono essere sempre considerati insieme all'esito di altri esami clinici e strumentali.
Quando un tumore è presente ed è stato diagnosticato, l'andamento dei marcatori può invece essere utile a misurare la risposta a un trattamento e a seguire l'evoluzione della malattia.
Quando i marcatori sono affidabili, il monitoraggio dei loro livelli rappresenta un metodo semplice e poco invasivo per seguire nel corso del tempo la malattia, oppure per individuare precocemente una ripresa dopo una remissione.
Esempi di marcatori tumorali
- PSA (Antigene Prostatico Specifico): prodotto dalla prostata, può indicare un carcinoma prostatico, ma anche iperplasia prostatica benigna, infezione o infiammazione della ghiandola prostatica.
- CA 125 (Antigene Tumorale 125): si trova in alte concentrazioni nel sangue di pazienti con diversi tipi di tumore tra cui il carcinoma dell'ovaio.
- CEA (Antigene Carcino-Embrionario): si può trovare nel sangue di pazienti che hanno il cancro del colon, altri tipi di cancro o malattie, o in quello di persone che fumano tabacco.
- AFP (Alfafetoproteina): normalmente prodotta dal feto, può suggerire la presenza di un tumore primitivo del fegato o di un tumore delle cellule germinali quando si trova ad alta concentrazione in uomini adulti e donne non in gravidanza.
Importanza dell'interpretazione medica
Date queste premesse, il dosaggio dei marcatori deve essere richiesto dal medico dietro specifica motivazione clinica, altrimenti il paziente che decidesse autonomamente di eseguire questo tipo di test, per curiosità o scrupolo personale, potrebbe interpretarne i risultati in modo fuorviante.
Un test ematico alterato non identifica automaticamente una patologia neoplastica: molte condizioni benigne possono determinare modifiche simili nei parametri del sangue. Patologie infettive, infiammatorie, autoimmuni o deficit nutrizionali sono in grado di modificare globuli rossi, bianchi, piastrine e altri indici di laboratorio.
È fondamentale valutare i risultati delle analisi in rapporto al quadro clinico del paziente, ai sintomi, alla familiarità per tumori, alle precedenti patologie e all’anamnesi in generale. La variazione improvvisa o progressiva di uno o più valori ematici, specie se associata a sintomi d’allarme, merita sempre un approfondimento con il proprio medico curante.
Sarà poi lo specialista, attraverso esami più specifici (biopsie, diagnostica per immagini, approfondimenti genetici), a giungere a una diagnosi definitiva.
Tabella riassuntiva dei valori di riferimento
| Elemento | Valori Normali | Possibili implicazioni tumorali |
|---|---|---|
| Globuli Rossi | 4,5-5,8 milioni/mm3 | Diminuzione brusca (leucemia, mieloma, linfoma); aumento (policitemia vera) |
| Emoglobina | 12,5-16 g/dL | Diminuzione sotto 8 g/dL (malattie del midollo osseo); aumento sopra 16,5 g/dL (policitemia vera) |
| Globuli Bianchi | 4.000-10.000/μL | Diminuzione sotto 1.000 (leucemia, mielodisplasie); aumento significativo (leucemia) |
| Piastrine | 150.000-400.000/mm3 | Valori bassi con alterazioni di globuli bianchi e anemia (leucemia acuta); valori alti (trombocitemia essenziale) |
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