Embolia Polmonare: Diagnosi ed Esami del Sangue

Per embolia polmonare si intende un’ostruzione acuta, parziale o completa, di uno o più rami dell’arteria polmonare, provocata generalmente da materiale embolico di origine extra-polmonare. L’embolia polmonare è una patologia cardio-polmonare relativamente frequente e una delle più importanti cause di morte nei paesi occidentali.

Inoltre, l’embolia polmonare è la principale causa di morte in gravidanza, poiché soprattutto nell’ultimo trimestre il sangue tende a coagulare più velocemente in quanto l’organismo attiva un processo fisiologico per prevenire emorragie massive durante il parto.

Cos'è l'Embolia Polmonare?

L’embolia polmonare è una condizione medica grave che si verifica quando una o più arterie dei polmoni vengono ostruite. Nella maggior parte dei casi, l’embolo è un coagulo di sangue (trombo) che si è formato nelle vene profonde degli arti inferiori o del bacino e, staccandosi, ha viaggiato fino ai polmoni.

Questa ostruzione impedisce il corretto flusso sanguigno e scambio di ossigeno nei polmoni. L’ostruzione del flusso sanguigno impedisce al sangue di raggiungere correttamente gli alveoli polmonari, dove di norma avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.

Cause Comuni dell'Embolia Polmonare

La causa più comune è un coagulo di sangue (trombo) formatosi in una vena profonda, tipicamente nelle gambe (trombosi venosa profonda). Spesso si ha un concorso di fattori per il rischio d’insorgenza di un embolo polmonare.

Fattori di rischio includono:

  • ridotta mobilità
  • interventi chirurgici recenti (specie ortopedici)
  • cancro
  • gravidanza
  • terapia ormonale
  • disturbi della coagulazione

Sintomi dell'Embolia Polmonare

I sintomi dell'embolia polmonare sono molto variabili e spesso ingannevoli, dipendendo dalla gravità e dallo stato di salute del paziente. La gravità dei sintomi dipende principalmente dalle dimensioni dell’embolo e dalle condizioni generali del paziente.

Possono includere:

  • improvvisa mancanza di fiato (Dispnea): è il sintomo più frequente. Si manifesta come un affanno a insorgenza improvvisa o graduale, che peggiora con lo sforzo. A volte, la respirazione diventa molto rapida (tachipnea).
  • dolore toracico (spesso peggiorato dalla respirazione)
  • battito cardiaco accelerato (Tachicardia): la sensazione che il cuore batta molto velocemente o in modo irregolare.
  • tosse (a volte con sangue)
  • vertigini o svenimento

In presenza di una combinazione di questi segnali, in particolare una mancanza di respiro improvvisa, un dolore al petto che peggiora respirando o un senso di svenimento, è cruciale rivolgersi immediatamente a un medico o al pronto soccorso.

Diagnosi dell'Embolia Polmonare

La diagnosi si basa sul sospetto clinico, fattori di rischio e test specifici. La diagnosi di embolia polmonare richiede una serie di esami per poter essere confermata. La valutazione di questi fattori di rischio, insieme ai sintomi del paziente, è il primo passo per sospettare un’embolia polmonare.

Esami di Prima Scelta

  • Angio-TC polmonare: è l’esame di prima scelta. Si tratta di una TAC con mezzo di contrasto rapida, accurata e non invasiva, in grado di mostrare chiaramente i coaguli nelle arterie. L’esame di prima scelta è l’angio-TC polmonare (CTPA), che visualizza i coaguli.
  • Esame del D-dimero: il D-dimero è una sostanza prodotta dalla dissoluzione dei coaguli. Successivamente vengono eseguiti test di laboratorio, come il dosaggio del D-Dimero, un prodotto di degradazione della fibrina che può essere elevato in presenza di trombosi. Il dosaggio dei livelli ematici del D-dimero (frazione del complesso trombinico che si libera nel circolo con attivazione della cascata coagulativa) viene considerato il test elettivo per escludere la presenza di TEP in un paziente con bassa probabilità (Wells <2).

Altri Esami Diagnostici

  • Scintigrafia polmonare ventilo-perfusoria (V/Q): è un’alternativa valida, utile soprattutto quando l’Angio-TC è sconsigliata (ad esempio in caso di insufficienza renale o in gravidanza). Questo esame confronta le aree dei polmoni che ricevono aria con quelle che ricevono sangue. La scintigrafia polmonare, per molti anni l'esame più usato per la diagnosi di TEP, continua ad essere utile nei pazienti con controindicazioni alla TC con mezzo di contrasto per allergie o malattie renali.
  • Ecografia degli arti inferiori: rileva la presenza di una trombosi venosa profonda (TVP), la causa più comune dell’embolia. L'ecografia compressiva (CUS) e l'ecodoppler degli arti inferiori sono esami relativamente semplici che possono essere eseguiti precocemente nel sospetto di TEP, tenendo presente che in presenza di sintomi suggestivi, la documentazione di una TVP degli arti inferiori ha un alto valore predittivo positivo per TEP e rappresenta comunque in sé una indicazione al trattamento.
  • Ecocardiogramma: valuta la funzione del cuore, in particolare del ventricolo destro, per capire se è sotto sforzo a causa dell’ostruzione. L'ecocardiogramma permette di identificare alterazioni suggestive di cuore polmonare acuto (dilatazione e/o ipocinesia del ventricolo destro, discinesia del setto, insufficienza tricuspidale e altro).

Trattamento dell'Embolia Polmonare

La gestione dell’embolia polmonare è un percorso complesso, che varia in base alla gravità del quadro clinico e richiede un approccio personalizzato. Il primo passo è stabilizzare il paziente e alleviare i sintomi. Il trattamento inizia con terapia di supporto (ossigeno, fluidi, farmaci per la pressione se bassa).

Terapia Anticoagulante

La terapia anticoagulante rappresenta il pilastro fondamentale del trattamento, per prevenire l’ingrandimento dei coaguli e la formazione di nuovi. La terapia anticoagulante (“fluidificanti del sangue”) utilizza farmaci come eparina, fondaparinux, warfarin o Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC) per ridurre la capacità di coagulazione del sangue.

  • Anticoagulanti orali diretti: alcuni farmaci possono essere usati fin da subito, mentre altri richiedono un breve trattamento iniziale con eparina.
  • Eparina non frazionata: somministrata per via endovenosa, agisce rapidamente e ha un’emivita breve.

Superata la fase acuta, si prosegue con una terapia di mantenimento, per prevenire le recidive. La durata varia, da un minimo di 3 mesi (per cause transitorie) a tempo indeterminato (per EP non provocata, cancro, o trombofilia), a seconda del rischio di recidiva e sanguinamento.

Terapie Avanzate

In casi selezionati, si possono usare terapie più avanzate come la trombolisi (farmaci “rompi-coaguli”) o procedure transcatetere/chirurgiche. Vengono considerate in pazienti a rischio alto (con instabilità emodinamica), in alcuni casi a rischio intermedio-alto (con segni di disfunzione del ventricolo destro/danno miocardico) che si deteriorano clinicamente o non rispondono all’anticoagulazione, o in presenza di controindicazioni alla trombolisi sistemica.

  • Trombolisi sistemica: consiste nell’infusione di farmaci “rompi-coaguli” per via endovenosa.
  • Terapie transcatetere (percutanee): queste tecniche, meno invasive della chirurgia, prevedono l’inserimento di cateteri fino alle arterie polmonari. Le opzioni transcatetere includono tromboaspirazione/trombectomia e trombolisi loco-regionale.
  • Embolectomia chirurgica: è un intervento a cuore aperto per la rimozione chirurgica dei coaguli. Viene riservato a casi altamente selezionati, come i pazienti con embolia massiva che non possono ricevere la trombolisi o non rispondono ad essa.

Ruolo del PERT

Il PERT (Pulmonary Embolism Response Team) è un team multidisciplinare (cardiologi, radiologi interventisti, chirurghi, pneumologi, ecc.). Viene attivato per i pazienti con EP severa, specialmente ad alto o intermedio-alto rischio. Il suo ruolo è valutare rapidamente il caso, stratificare il rischio e prendere decisioni tempestive e appropriate sulle terapie più avanzate, migliorando la gestione e gli esiti.

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