Ematoma Interno Dopo Laparoscopia: Cause, Sintomi e Trattamento

Praticamente tutte le chirurgie sono accompagnate dalla presenza di un livido più o meno importante. Tecnicamente il livido si chiama “Ematoma post-chirurgico“. Spesso la presenza di un ematoma spaventa il paziente, ma non dovrebbe essere così. Cercherò di aiutarvi a capire che cosa provoca l’ematoma per convincervi a non avere paura se dovesse capitarvi di vederlo dopo l’intervento.

Cause dell'Ematoma Post-Laparoscopia

L'ematoma post-chirurgico è una complicanza possibile dopo un intervento. Il sangue è un colorante molto forte: soltanto una goccia può colorare moltissimo tessuto. Vi sarà successo di vedere l’effetto di una sola goccia di sangue nell’acqua. Infatti l’emoglobina, che è la responsabile del colore rosso del sangue, è chiamata anche “pigmento respiratorio” proprio per la sua intensa proprietà colorante.

Potete capire allora come solo poche gocce di sangue possano colorare i tessuti sotto la pelle facendoli apparire viola. Lentamente il sangue verrà digerito dal vostro organismo e questo gli farà cambiare colore. Da violaceo, a verde-giallo, al colore normale della vostra pelle. Ci vorrà qualche settimana e tutto sarà come prima. In alcuni casi un ematoma intenso dopo l’intervento può essere correlato all’uso comune delle Eparine per la prevenzione delle trombosi.

In tal caso, ma solo dopo il giudizio del vostro medico di famiglia oppure del medico specialista che vi ha operato, l’eparina potrà essere sospesa.

Sintomi Comuni Dopo Laparoscopia

Pancia gonfia, dolore alla spalla e stitichezza sono problemi frequenti. Una piccola incisione vicino all’ombelico e altri due taglietti sull’addome: grazie alla sua mininvasività, oggi la laparoscopia è una tecnica sempre più diffusa.

Si usa sia a scopo diagnostico, per chiarire e trattare molti problemi ginecologici, sia per operare numerose malattie addominali, senza dover ricorrere ai tradizionali “tagli”. I vantaggi: degenza ridotta al minimo, convalescenza più rapida, minor dolore e sanguinamento durante l’intervento e cicatrici praticamente invisibili. Nonostante ciò, una volta a casa, durante la convalescenza possono manifestarsi alcuni disturbi.

Gonfiore Addominale

Il fastidio più frequente è il gonfiore alla pancia, legato all’anidride carbonica utilizzata per operare in laparoscopia. «Dopo l’anestesia generale, questo gas viene iniettato nell’addome sino a farlo diventare teso e voluminoso come quello di una donna all’ultimo mese di gravidanza», spiega il professor Riccardo Rosati, primario dell’Unità di chirurgia gastroenterologica e dell’Unità di Week surgery dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

«Così, attraverso uno strumento a fibre ottiche, il chirurgo vede chiaramente gli organi su cui deve intervenire e ha lo spazio necessario per manovrare i mini strumenti chirurgici che utilizza per operare dall’interno». A fine intervento, il gas viene fatto fuoriuscire del tutto e la pancia ritorna alle sue dimensioni di sempre, ma ci si può ugualmente sentire ancora gonfi e la sensazione può durare per giorni: «La colpa non è dei residui di anidride carbonica (il gas viene completamente riassorbito e smaltito in poche ore), o di un’irritazione indotta dal gas come spesso si crede, ma dipende dai muscoli addominali», sottolinea il nostro esperto.

«Gonfiando la pancia, vengono sottoposti a una sorta di stretching, perdono tono e il loro effetto “pancera” sull’intestino diminuisce. Risultato: la pancia è più pronunciata». Il gonfiore di solito è destinato a scomparire da solo: nel giro di pochi giorni se la durata dell’intervento è stata breve, nell’arco di un paio di settimane se l’addome è rimasto teso per 2-3 ore di seguito.

«Non appena possibile è bene camminare e, ogni tanto, tirare semplicemente la pancia in dentro per tonificare i muscoli addominali», suggerisce Rosati. «Poi si può mettere in nota un vero programma per il loro rinforzo: anche dopo una sola settimana se si è effettuata una laparoscopia a scopo diagnostico, dopo almeno un mese in caso di chirurgia più complessa». Sin tanto che il gonfiore non passa, è utile seguire un’alimentazione che non lo aumenti.

«Inizialmente, conviene mettere in tavola pochi carboidrati, mangiare lentamente e a piccoli bocconi, evitare legumi e cibi integrali che aumentano i processi fermentativi e rinunciare alle bevande gassate», suggerisce il professor Silvio Danese, gastroenterologo, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas.

Dolore alla Spalla

Immediatamente dopo la laparoscopia e durante la convalescenza, è facile accusare un dolore alla spalla destra. «Dipende proprio dall’uso dell’anidride carbonica, soprattutto se il gas viene iniettato velocemente», spiega Rosati.

«Distende il diaframma e, da lì, infiamma le terminazioni sensitive del nervo frenico che si irradia proprio alla spalla. La soluzione: ricorrere, su prescrizione medica, a un antinfiammatorio non steroideo, da assumere per il tempo necessario a superare l’infiammazione».

Stipsi

La stipsi è un disturbo in agguato nel post operatorio. «La “colpa” è spesso del tipo di cocktail utilizzato per l’anestesia o degli antidolorifici usati: alcune molecole, come gli oppioidi, rallentano la peristalsi e l’intestino ha bisogno di tempo per rimettersi in moto. Per facilitare questo processo basta bere e muoversi di più», spiega Rosati.

«Se si è effettuato un intervento ginecologico e la stipsi è irriducibile, ok alle bustine a base di macrogol, un regolatore intestinale che accelera il transito della massa fecale nell’intestino e favorisce l’evacuazione», suggerisce Danese.

Trattamento dell'Ematoma Post-Laparoscopia

Normalmente l'ematoma tende a riassorbirsi spontaneamente, anche se lentamente. L'ematoma dovrebbe risolversi spontaneamente. Visto che è passato molto tempo e che la ferita sarà sicuramente riepitelizzata, provi ad applicare delle pomate eparinoidi localmente.

L’ematoma post chirurgico a seguito di ernioalloplastica è una complicanza descritta e non così infrequente. La tendenza è quella della risoluzione spontanea. Solitamente il riassorbimento avviene nell'arco di 30-60 gg. e può essere agevolato da opportuna terapia medica.

Tabella riassuntiva dei disturbi post-laparoscopia e relativi rimedi:

Disturbo Causa Rimedi
Gonfiore addominale Anidride carbonica utilizzata durante l'intervento e stiramento dei muscoli addominali Camminare, tonificare i muscoli addominali, dieta leggera con pochi carboidrati e senza bevande gassate
Dolore alla spalla Distensione del diaframma causata dall'anidride carbonica Antinfiammatori non steroidei (su prescrizione medica)
Stipsi Anestesia e antidolorifici che rallentano la peristalsi Bere molta acqua, muoversi di più, bustine a base di macrogol (se necessario e sotto consiglio medico)
Ematoma Sanguinamento post-operatorio Pomate eparinoidi, riassorbimento spontaneo

Quando Preoccuparsi

Come per tutti gli interventi chirurgici, possono comparire nausea o, più raramente, vomito e fastidio alla deglutizione a causa dell’intubazione tracheale. Talvolta la Paziente lamenta difficoltà di concentrazione nelle ore successive l’intervento a causa dei farmaci utilizzati (le attività che richiedono particolare concentrazione, come guidare l’automobile, devono essere evitate per 48 ore).

La degenza post-operatoria è breve, generalmente 1-2 giorni; già la sera dopo l’intervento è possibile consumare un pasto leggero. Solo raramente è necessario prolungare la degenza: in caso di interventi radicali o coinvolgenti l’apparato urinario o digerente. La convalescenza domiciliare è breve: di regola è possibile ritornare alle normali attività entro 7-10 giorni. I rapporti sessuali possono essere ripresi dopo 7-8 giorni dall’intervento.

Rischi della Laparoscopia

La laparoscopia è un intervento molto sicuro. Grazie ai progressi delle tecnologie mediche, gli interventi chirurgici in laparoscopia sono diventati ormai una pratica sicura: la comparsa di gravi complicanze, infatti, è molto rara.

Le complicanze minori sono i rischi che si celano dietro ogni intervento chirurgico in cui è prevista l'anestesia generale.

  • Infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche.
  • Emorragie ripetute e comparsa di ematomi attorno alle incisioni (N.B: un ematoma è una raccolta di sangue, che si concentra in una cavità o in un tessuto del corpo).
  • Senso di nausea e vomito, dovuti all'anestesia generale.
  • Danno a un organo addominale/pelvico (intestino, vescica ecc.) con conseguente perdita della sua funzionalità.
  • Danno a uno dei vasi arteriosi maggiori (per esempio l'aorta discendente).
  • Reazione allergica grave all'anestetico utilizzato.
  • Formazione di coaguli sanguigni all'interno delle vene (trombosi venosa profonda) e loro trasferimento nei vasi sanguigni che conducono al cuore (embolia polmonare).
  • Reazione avversa alla presenza di anidride carbonica all'interno dell'addome.
  • Formazione di gravi aderenze (o adesioni) intra-addominali.

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