Ematologia a Bergamo: Recensioni e Servizi

Il reparto di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, con sede in Largo Barozzi 1, ha come Responsabile il Dott. Alessandro Rambaldi. Il reparto di Ematologia dell'Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, situato in Piazza OMS 1, ha come Direttore il Dott. Alessandro RAMBALDI.

Organizzazione e Attività del Reparto

Il reparto afferisce al Dipartimento di Oncologia e si occupa della diagnosi e della cura delle neoplasie ematologiche (leucemie, linfomi, mielomi) e delle patologie ematologiche non neoplastiche. Il reparto si occupa della diagnosi e della cura di neoplasie ematologiche (leucemie, linfomi, mielomi) e di patologie ematologiche non neoplastiche (piastrinopenie, anemie gravi e aplasie midollari).

Esegue trapianti di midollo osseo con cellule staminali emopoietiche autologhe o allogeniche (da donatori familiari e non familiari e da cordone ombelicale) e si occupa dell’allestimento e conservazione in condizioni di Buona Pratica di Laboratorio (GMP) di cellule staminali emopoietiche e popolazioni linfocitarie per trapianto di midollo osseo e terapia cellulare. Esegue interventi di trapianto di midollo osseo con cellule staminali emopoietiche autologhe o allogeniche (da donatori familiari e non familiari e da cordone ombelicale), occupandosi inoltre dell'allestimento e conservazione di cellule staminali emopoietiche e popolazioni linfocitarie per trapianto di midollo osseo e terapia cellulare.

Il reparto è organizzato in:

  • Degenza e UOS Centro Trapianti di Midollo Osseo
  • Day Hospital Allotrapianti
  • Day Hospital e Ambulatori
  • UOS Malattie Mieloproliferative Croniche
  • Laboratorio di Diagnostica “Paolo Belli”
  • UOS Centro di Terapia Cellulare “Gilberto Lanzani”
  • Centro di Raccolta di cellule staminali emopoietiche da Midollo Osseo
  • Unità di fase I

Collaborazioni e Specializzazioni

La U.O. è Centro di riferimento per la cura delle Malattie Mieloproliferative Croniche e Centro di riferimento europeo per la creazione di una banca biologica all’interno dell'MPD Consortium. Lavoriamo in stretta collaborazione con il personale medico di altre specialità (Radioterapia, Dermatologia, Radiologia, Medicina nucleare, Anatomia patologica) per poter offrire un approccio multidisciplinare integrato alle necessità di diagnosi e cura dei pazienti.

Fanno parte dell'equipe i dirigenti medici Alessandra Algarotti, Marta Bellini, Silvia Ferrari, Marco Frigeni, Monica Galli, Giuseppe Grittita, Mara Intermesoli, Federico Lussana, Maria Caterina Micò, Laura Paris, Giulia Quaresmini, Benedetta Rambaldi, Andrea Rossi, Orietta Spinelli, Paola Stefanoni, Manuela Tosi.

Day Hospital Allotrapianti

Il Day Hospital Allotrapianti è dedicato alla gestione e al follow-up dei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche (da donatore volontario o da donatore familiare). Durante il primo anno post-trapianto, o più a lungo se necessario, i pazienti sottoposti a trapianto allogenico vengono seguiti per monitorare l’eventuale insorgenza di complicanze precoci (entro i primi 100 giorni post-trapianto) o tardive (dopo i 100 giorni).

Ricerca e Terapia Cellulare

Il laboratorio “Paolo Belli” e il Centro di Terapia Cellulare “Gilberto Lanzani” sono attivamente impegnati nella conduzione di studi pre-clinici e traslazionali. Ne è un esempio l’attività di terapia cellulare, la cui parte preclinica è sviluppata in laboratorio e le cui innovative applicazioni in clinica sono oggi possibili grazie alla presenza della “Cell Factory” (situata all’interno del Centro “G. L’ammalato si trova in condizioni simili a casa sua», rileva il presidente Pierantonio Piazzini.

Terapia Car-T: Una Svolta nella Cura dei Tumori del Sangue

La terapia Car-T nella lotta ai tumori del sangue ha segnato un punto di svolta. Di quale portata lo si intuisce da un dato citato da Alessandro Rambaldi, professore di ematologia all’Università Statale di Milano e direttore del dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII: «Pazienti con linfoma giunti alla fase terminale della malattia oggi possono essere guariti.

La cura genetica dei linfocitiIl trattamento si basa sulla modificazione genetica di linfociti T che, una volta reinfusi, sono in grado di riconoscere e colpire bersagli specifici espressi solo dai tumori. Per un malato rappresentano una nuova speranza, quando le terapie convenzionali (come la chemioterapia) offrono risposte parziali. Esistono però dei limiti nella terapia Car-T: non può essere proposta a chiunque, va effettuata in centri specializzati (otto in Italia, tra cui il Papa Giovanni XXIII) ed è efficace solo per alcune tipologie di tumori del sangue.

I Casi Curabili

«Ne esistono di due tipi - spiega Federico Lussana, medico dell’unità di Ematologia del Papa Giovanni -. Cellule B, l’80% dei casi, curabile con le Car-T. E il tipo Cellule T, per il quale non esiste questa possibilità terapeutica». O dei linfomi: «Si parla di 20 casi ogni 100 mila abitanti di linfoma non-Hodgkin. Vediamo circa 300 nuovi pazienti all’anno - dice Giuseppe Gritti, dirigente medico di Ematologia al Papa Giovanni -. Nell’uso delle Car-T in pazienti in terza linea di trattamento, siamo passati da tassi di risposta completa del 5% a tassi del 55-60%.

Effetti Collaterali e Trattamenti Effettuati

Esistono però gli effetti collaterali. Una delle maggiori criticità è la sindrome da rilascio di citochine, che può colpire polmoni, sistema cardiovascolare e renale. Ed esistono complicanze legate alla neurotossicità, che si manifestano di solito entro una settimana dall’infusione delle Car-T: disturbi del linguaggio, tremori, confusione, cefalee, crisi epilettiche, nei casi più gravi il coma.

Nel mondo sono stati circa 20 mila i trattamenti effettuati con Car-T. A Bergamo si sono contati 82 pazienti: «Per la maggior parte con cellule Car-T di nuova generazione». Allo sviluppo contribuisce il laboratorio «Lanzani», creato nel 2003 in ospedale grazie anche alla collaborazione dell’associazione Paolo Belli e di Ail: «Produciamo la fase avanzata delle Car-T, le Carcik - spiega il direttore generale Maria Beatrice Stasi -. Un nuovo preparato, su cui sono pronti i risultati di studi di fase 1».

Aspetti Economici

L’impatto economico è enorme: «Il costo della terapia con questo farmaco varia dai 350 ai 450 mila euro - rileva Rambaldi -. Viviamo in un Paese con sistema sanitario pubblico, da difendere».

Patologie Trattate

  • Recidiva di leucemia linfoblastica acuta.
  • Linfoma non hodgkin a grandi cellule.
  • Linfoma non hodgkin.
  • Linfoma non Hodgkin.
  • Linfoma non Hodgkin.

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