Nel Sistema solare, un corpo planetario descrive un’orbita intorno al Sole che può essere in prima approssimazione considerata come un’orbita ellittica. Un’orbita ellittica è caratterizzata da diversi parametri, detti elementi orbitali, che definiscono dimensioni e forma dell’ellisse (semiasse maggiore ed eccentricità), inclinazione del piano dell’orbita rispetto a un piano di riferimento (di solito si prende come tale quello dell’orbita terrestre, detto eclittica); altri due angoli caratterizzano l’orientazione dell’orbita sul suo piano e la direzione in cui questo piano interseca l’eclittica. Un sesto elemento orbitale definisce invece la posizione sull’orbita, a un certo istante.
Mentre in un sistema a due corpi l’ellisse non cambia nel tempo, non è così quando si hanno sistemi a molti corpi, anche se dominati da uno di massa molto maggiore. In particolare, oltre al moto periodico del corpo sull’orbita, si instaurano periodicità relative a processi diversi, per esempio ai fenomeni di precessione, tutti legati alla progressiva variazione degli angoli sopra definiti. Mentre le risonanze di moto medio sono caratterizzate dalla commensurabilità dei periodi orbitali, le risonanze secolari emergono quando si confrontano altre periodicità, generalmente caratterizzate da tempi scala molto più lunghi. Risonanza orbitale caratterizzata da diverse periodicità.
Applicazioni Mediche della Risonanza Magnetica
La risonanza magnetica trova impiego in diverse aree mediche, offrendo strumenti diagnostici avanzati. Di seguito, esaminiamo alcune condizioni e patologie in cui la risonanza magnetica gioca un ruolo cruciale.
Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE)
La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) si presenta quando il contenuto dello stomaco risale nell'esofago anziché scendere nell'intestino. Il sintomo tipico è il bruciore epigastrico ed anche retrosternale. Altri segni sono le frequenti eruttazioni, il sapore amaro in bocca e l'alito cattivo. Il reflusso acido proveniente dallo stomaco irrita i nervi del tratto inferiore dell'esofago e provoca la tosse.
Per approfondire la diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo sono relativamente utili la radiografia con pasto baritato e l'esofagoscopia. L'esame però più importante è la pH-metria esofagea. Un criterio più semplice per verificare se un paziente è affetto da reflusso gastroesofageo (MRGE) si consiglia di fornire consigli comportamentali: dieta priva di alcolici ed evitare cibi irritanti.
I cibi che maggiormente scatenano l'esofagite sono la menta piperita, la cafferina, la cioccolata, l'aglio, le cipolle, gli agrumi, le salse con pomodoro e i cibi molto grassi. E' utile fare pasti quantitativamente limitati, passeggiare dopo aver mangiato, soprattutto prima di coricarsi. Se le norme comportamentali non sono sufficienti allora è utile utilizzare farmaci sopressori della secrezione acida gastrica. Alcuni di questi prodotti si possono acquistare direttamente in farmacia come la ranitidina e la cimetidina.
Un esame importante per la diagnosi di MRGE è la pH-metria esofagea delle 24 ore. Si tratta di un esame molto accurato che registra l'acidità (cioè il pH) dell'esofago e dello stomaco.
Disfagia
La disfagia è la difficoltà a compiere una normale deglutizione. In questa parte prendiamo in considerazione le problematiche che caratterizzano questo sintomo. Le cause sono molteplici e coinvolgono le competenze di molti specialisti. La disfagia non è un problema esclusivamente otorinolaringoiatrico, ma lo spec.
Cause di disfagia
- Cause neurologiche
- Cause funzionali
- Bolo isterico: si tratta di un problema psicosomatico in assenza di vera patologia organica. Occorre stare molto attenti prima di fare questa diagnosi.
- Cause di disfagia di interesse otorinolaringoiatrico
- Cause digestive di disfagia
- Malattie dell'esofago
- Tumori esofagei estrinseci ed intrinseci
- Esofagite da reflusso
La Deglutizione: Un Processo Complesso
La deglutizione è un atto neuromuscolare volontario e in parte involontario che determina il passaggio di sostanze solide, liquide ed anche gassose dalla bocca allo stomaco. E' un atto importante, regolato da uno specifico centro bulbare, a sua volta controllato da centri corticali e sottocorticali. Il controllo avviene quindi a livello della corteccia cerebrale. Questa attività riceve segnali di controllo dagli effettori neuromuscolari dei muscoli interessati. Si tratta di muscoli dell'orofaringe, ipofaringe e laringe.
La deglutizione è pertanto un atto molto complesso che si suddivide in diverse fasi. La prima fase la indichiamo col numero zero perchè una fase semplicemente preparatoria. A questa si succedeno 4 fasi che caratterizzano le deglutizione vera e propria del cibo.
- FASE 0 - E' una fase preparatoria ed avviene fuori dal nostro corpo. Comprende le stimolazioni che si verificano alla vista, all'odorato e al tatto dei cibi o delle bevande. Comprende anche la postura assunta per la deglutizione e i movimenti che avvicinano il cibo alle labbra e la sua introduzione in bocca. Importantissime sono le stimolazioni olfattive dei cibi, cioè il loro profumo. E' noto che il semplice profumo stimola la salivazione e attiva il senso del gusto. Molto importante è pure l'aspetto fisico del cibo. In effetti cibi che si presentano male, che visivamente appaiono come mal conservati, non stimolano il desiderio di essere mangiati. La fase extraorale si completa anche con la preparazione fisica del bolo alimentare.
- FASE 1 - E' il vero inizio della deglutizione. In virtù della secrezione di saliva il cibo solido viene ammorbidito e poi masticato, frammentato e ridotto ad un bolo, idoneo ad essere ingerito.
- FASE 2 - Il bolo che si è formato in bocca viene spinto verso l'istmo delle fauci. Questa è anche denominata fase orale della deglutizione. Si tratta del movimento volontario in forza del quale il bolo alimentare passa dal cavo orale all'ipofaringe.
- FASE 3 - Il bolo transita nel faringe e raggiunge lo sfintere esofageo. Questa fase prende anche il nome di stadio faringeo. Si tratta di un movimento volontario e involontario col quale si chiude la laringe (il bolo non deve assolutamente percorrere la via respiratoria) e si allarga lo sfintere esofageo superiore. In questo modo il bolo alimentare raggiunge l'inizio dell'esofago. Le contrazioni della muscolatura ipofaringea contribuiscono a far scendere il bolo nella giusta direzione. E' fondamentale l'azione coordinata dei muscoli che chiudono la laringe, in particolare i muscoli adduttori delle corde vocali, con i muscoli che allargono lo sfintere esofageo superiore.
- FASE 4 - Fase esofagea. E' il transito del cibo lungo l'esofago fino a raggiungere lo stomaco. E' una fase completamente involontaria, ha una durata di pochi secondi per i liquidi, e può durare anche 20 secondi per i boli alimentari consistenti. Durante il percorso esofageo sono presenti onde peristaltiche, cioè i muscoli che stanno a valle del bolo si rilasciano e si contemporaneamente si contraggono le fibre muscolari a monte.
Muscoli della Masticazione
Sono elevatori della mandibola il massettere, il muscolo temporale e i due muscoli pterigoidei. Tutti questi muscoli sono innervati dal nervo trigemino (V° nervo cranico). Muscoli che abbassano la mandibola sono il miloioideo, il genioioideo e il digastrico. Il digastrico si chiama così perchè è formato da due ventri muscolari, quello anteriore è innervato dal nervo miloideo (ramo del mandibolare, a sua volta ramo del V° nervo cranico).
Esistono altri muscoli che possiamo considerare ausiliari della masticazione e interessanti per comprendere il fenomeno della deglutizione. I muscoli che vanno a costituire il corpo linguale e danno motilità alla lingua sono il m. genioglosso, m. ioglosso e m. stiloglosso. Sull'osso ioide agiscono il muscolo digastrico, lo stiloioideo (innervato dal n.
Cistoadenolinfoma della Parotide
Si presenta come una tumefazione indolore che lentamente si accresce. Trattandosi di una malattia che non provoca dolore quando è al suo esordio viene spesso trascurata. Il paziente avverte che nella ghiandola c’è qualcosa di più consistente del normale, ma nulla di più. La salivazione è sempre normale, come pure la motilità facciale. Il cistoadenolinfoma viene anche definito come adenoma papillare cistico della parotide.
Si tratta di un tumore benigno, quasi sempre monolaterale, solo nel 10% dei casi è bilaterale. In rari casi si parla di multifocalità, cioè insorgenza del tumore anche nell’altra ghiandola. Sono colpiti entrambi i sessi, con una lieve predominanza del sesso maschile. Il sospetto diagnostico avviene con la visita specialistica. Alla palpazione della ghiandola parotide si apprezza questa tumefazione. Nei casi importanti, alla sola ispezione, ci si rende subito conto che c’è una tumefazione parotidea.
Tecnologie di Acquisizione Esaote
Attraverso i nostri metodi di acquisizione ci prefiggiamo di ottimizzare il vostro flusso di lavoro e darvi l’opportunità di migliorare l’efficienza senza compromettere la qualità dell’immagine. La ricostruzione compressed sensing di Esaote si riferisce al metodo di acquisizione accelerata dei dati di risonanza magnetica sviluppata da Esaote, basato su un campionamento semi-casuale e incompleto del k-spazio. La tecnologia brevettata di Esaote sviluppata dal nostro reparto R&D è disponibile sui sistemi di risonanza magnetica di Esaote dal 2015.
TR Reduction è un metodo di acquisizione brevettato di Esaote basato su sequenze FSE.
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