Elettromiografia del Nervo Circonflesso: Tecnica e Interpretazione

I nervi periferici hanno il compito di mettere in comunicazione i vari elementi del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) e di trasmettere le informazioni dal sistema nervoso centrale alla periferia e viceversa. L'elettromiografia (EMG) è una tecnica diagnostica fondamentale per cogliere l'entità del segnale nervoso che percorre i nervi che controllano l'area sintomatica, in particolare il nervo circonflesso.

Preparazione all'Elettromiografia

Prima di sottoporsi a un'elettromiografia, è importante seguire alcune semplici indicazioni:

  • Fare una doccia completa, per rimuovere dalla pelle eventuali oli per la cute o creme.

La Tecnica dell'Elettromiografia

Durante l'esame, vengono rilasciati degli stimoli elettrici molto lievi (N.B: uno stimolo elettrico è equiparabile a uno stimolo nervoso). Il segnale elettrico appare come un'onda; l'ampiezza è l'altezza di tale onda (AMP).

Possibili Effetti Collaterali

Dopo l'esame, è possibile riscontrare:

  • Indolenzimento della durata di qualche giorno a livello dell'area in cui sono stati applicati gli elettrodi.
  • Formicolio, ematoma e gonfiore in corrispondenza di dove si sono inseriti gli agoelettrodi.

Patologie Diagnosticabili con l'Elettromiografia

L'elettromiografia è utile nella diagnosi di diverse patologie, tra cui:

  • Malattie muscolari.
  • Malattie dei nervi periferici.
  • Malattie dei motoneuroni situati nel cervello e nel midollo spinale.
  • Radicolopatie. Sono le patologie caratterizzate dal pizzicamento o dalla compressione delle radici di un nervo spinale; di un nervo spinale, le radici sono le due emergenze che spuntano dal midollo spinale e che si uniscono per formare il nervo stesso.

Lussazione di Spalla e Coinvolgimento del Nervo Circonflesso

La spalla è l’articolazione più mobile e con i gradi articolari più ampi del nostro corpo. La spalla è un complesso formato da: 1) l’omero, 2) la scapola, 3) le coste, 4) la clavicola, e 5) lo sterno, sebbene solo le prime tre di queste facciano effettivamente parte del complesso. Inoltre la spalla non è un’articolazione a favore di gravità, anzi, grazie all’apparato muscolo-legamentoso deve combattere contro la forza di gravità per rimanere in sede.

Nello specifico, la lussazione di spalla coinvolge la scapola e la testa dell’omero, con il distacco anatomico di quest’ultima. La lussazione della spalla è la fuoriuscita dalla propria sede della testa dell'omero verso avanti o indietro. La lussazione di spalla è una condizione patologica nella quale la testa omerale fuoriesce dalla sua sede anatomica, la cavità glenoidea della scapola. Durante la caduta, generalmente l’atleta o la persona tende ad aprire il braccio e a ruotarlo esternamente.

Raramente purtroppo la lussazione della spalla è un fenomeno isolato. Spesso infatti sono associate lesioni a carico di cartilagini, borse, legamenti, tendini, muscoli e alle ossa stesse. come quella dell’omero. Questa lesione è caratterizzata dalla frattura della testa omerale, la quale avviene quando vi è una eccessiva compressione della testa dell’omero contro la parte anteriore della glena. Lesione del labbro Glenoideo. Ciò che quindi fa scattare il campanello d’allarme è proprio la tendenza a recidivare: Lussazioni recidive. Essendo una pratica estremamente dolorosa, può essere effettuata sotto anestesia. In caso invece di lussazioni recidivanti la terapia più consigliata dagli specialisti è quella chirurgica. Attraverso la trasposizione della coracoide (un processo osseo della scapola) al di sotto dell’omero, si crea una sorta di blocco meccanico che impedisce la fuoriuscita della spalla. Compiuta interamente dal paziente per recuperare gli ultimi gradi articolari ed iniziare a ristabilire le funzioni articolari di base.

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