L'elettromiografia di superficie (EMG) è un esame molto semplice e veloce che misura l'attività elettrica dei muscoli masticatori in contrazione. In pratica permette di verificare lo stato dell’equilibrio neuromuscolare dei muscoli masticatori quando i denti vanno a contatto tra di loro. Si tratta di un esame per nulla invasivo, che non comporta dolore né emissione di radiazioni: il paziente viene fatto sedere in posizione eretta e quattro piccole sonde wireless vengono applicate sulla cute del viso e del collo: le sonde raccolgono i segnali elettrici prodotti dall’attività dei muscoli e li inviano al computer che li elabora istantaneamente, rivelando torsioni e sbilanciamenti che possono essere la causa di malesseri di varia natura.
Gli elettrodi cutanei registrano l’attività elettrica delle fibre muscolari sia in condizioni di riposo che di massima contrazione volontaria, permettendo di misurare lo stress posturale originato dalla mandibola. L’attività elettrica direttamente proporzionale a quella contrattile dei muscoli è influenzata dalla presenza di interferenze occlusali mediate dai recettori parodontali e dalla posizione spaziale della mandibola rispetto al cranio.
Perché e Quando Eseguire un'Elettromiografia?
I campi di applicazione sono tantissimi: dalla valutazione di un piano di trattamento ortodontico in corso, alla valutazione di una riabilitazione protesica; dalla diagnosi di disordini temporomandibolari (TMD) alla regolazione di dispositivi tipo byte; dalla posturologia alle valutazioni medico-legali. Questo perché l’attività neuromuscolare dei muscoli masticatori può essere alterata dalla presenza di malocclusioni, riabilitazioni protesiche o ortodontiche incongrue, presenza di parafunzioni, traumi, mancanza di denti, disfunzioni dell’articolazione temporomandibolare (ATM), il che rende molto ampio il ventaglio dei campi di utilizzo dell’EMG. Con questo esame è possibile valutare in modo oggettivo le varie fasi di un trattamento protesico o ortodontico e apportare in corso d’opera le dovute correzioni.
L’EMG permette anche di verificare se altre patologie, come dolori muscolari o articolari in altri distretti del corpo, possano essere associare alla situazione dentale. Utile anche agli sportivi, nel caso in cui un eventuale disequilibrio muscolare masticatorio non permetta loro di ottenere performance al meglio.
Come si svolge l'esame?
L’elettromiografia si svolge in due fasi di serramento. Nella prima fase, si posizionano quattro sonde sui muscoli temporali e masseteri del paziente, utilizzando elettrodi monouso. Successivamente, si inseriscono due rulli di cotone tra l’arcata superiore e quella inferiore e si richiede al paziente di serrare la bocca per pochi secondi, mentre il dispositivo elabora la calibrazione. Dopo questo processo, si rimuovono i rulli e si chiede al paziente di serrare nuovamente i denti per misurare la tavola occlusale.
Tecniche avanzate e indici di valutazione
Una tecnica avanzata di analisi della funzione muscolare è stata sviluppata con tecnologia senza fili che aumenta notevolmente la sensibilità dell’elettromiografo e permette di identificare diversi paramenti di alterazione funzionale della mandibola dimostrando se ci sono forze muscolari che tendono a dislocare la mandibola fuori dal suo baricentro funzionale ottimale. Si definisce un indice della simmetrica distribuzione dell’attività muscolare determinata dall’occlusione dentale.
È correlato al grado di sovrapposizione delle curve di attivazione dei muscoli omologhi. I potenziali elettromiografici sono espressi come percentuale del massimo serramento volontario (MVC) su rulli di cotone e le curve di attivazione delle coppie di muscoli omologhi (Temporale DX e SX - Massetere DX e SX). Se ciascuna coppia di muscoli omologhi si contraesse in perfetta simmetria, il valore del POC sarebbe pari al 100%; in natura, per definizione, la perfetta simmetria non esiste, perciò si considerano nella norma valori di POC uguale o maggiore al valore dell’83%.
Quando i punti di contatto tendono a concentrarsi sui molari, i masseteri registrano una contrazione maggiore rispetto ai temporali corrispondenti (baricentro posteriore). Viceversa nella condizione occlusale in cui il baricentro si sposta nei settori antero-laterali, ovvero fino al primo-secondo premolare, i temporali esprimono forze di contrazione maggiori (baricentro anteriore). In questo caso vi è un sovraccarico bilaterale delle articolazioni che, con il passare del tempo, può portare a condizioni patologiche.
Il valore BAR nella popolazione normale esprime sempre una prevalenza di attività della coppia di muscoli masseteri rispetto a quella dei temporali. Valuta l’atteggiamento di torsione della mandibola nel piano orizzontale quando questa va in occlusione con il mascellare superiore. Si ottiene dal confronto delle attività dei muscoli incrociati: in caso di prevalenza della coppia temporale di destra e massetere di sinistra si registra un momento torcente verso destra; in caso di prevalenza della coppia temporale di sinistra e massetere di destra si registra un momento torcente verso sinistra. Quando il valore dell’indice TORS è >90%, non si verificano momenti torcenti sulla mandibola.
Il report finale sommatorio dei vari parametri rende un voto generale all’equilibrio funzionale della mandibola che dimostra molto bene se usato con tecnica comparativa l’efficacia del bite o di qualunque altro dispositivo terapeutico sulla muscolatura. Le analisi EMG sono utilizzate con metodo comparativo per verificare gli effetti di squilibrio muscolare associati ai DCCM e soprattutto identificare la capacità di riequilibrio della muscolatura in seguito alla terapia. L’analisi elettromiografica permette di identificare forme di patologie posturali discendenti e differenziarle da quelle ascendenti rendendo predicibile l’effetto della terapia con bite ortotico di riposizionamento mandibolare.
Materiali e Metodi di uno Studio Elettromiografico
Sono stati arruolati 20 pazienti disfunzionali e 15 non disfunzionali e sottoposti tutti a un esame elettromiografico e kinesiografico coadiuvato con TENS. Dopo avere posizionato i tre elettrodi della TENS (incisura sigmoidea destra, incisura sigmoidea sinistra e nuca) sono stati apposti quelli bipolari dell’elettromiografia sui muscoli del sistema stomatognatico più avanti elencati. Successivamente, si è passati al posizionamento del kinesiografo. Si tratta di un sistema elettronico, attualmente totalmente computerizzato, costituito da un magnete intraorale di ridotte dimensioni che viene posizionato nel fornice a livello degli incisivi inferiori e da un telaio con sensori reso solidale con il capo del paziente mediante un’apposita montatura tipo occhiale. I sensori leggono e misurano le variazioni di posizione del campo magnetico durante i movimenti mandibolari; un apposito software elabora i segnali trasformandoli in tracciati grafici.
È stata registrata l’attività di 4 muscoli studiati bilateralmente: massetere, temporale anteriore, digastrico, come muscoli masticatori; sternocleidomastoideo, come muscolo del collo. Sono state effettuate le seguenti registrazioni: SCAN 9 (attività elettrica a riposo), SCAN 11 (attività muscolare durante il serramento), SCAN 1 (kinesiografia, massima apertura della bocca), SCAN 2 (kinesiografia, velocità di apertura), SCAN 3 (spazio a libero a riposo). Dopo avere applicato la TENS (0,66 hertz, 45 impulsi al minuto) per qualche minuto sono state fatte le seguenti registrazioni: SCAN 10 (attività elettrica dopo TENS), SCAN 4 (spazio libero dopo TENS), SCAN 5 (SCAN 4 in modalità sagittale-frontale).
Risultati di uno Studio Elettromiografico
L’elettromiografia dei pazienti disfunzionali e dei controlli funzionali ha mostrato una differenza significativa tra i valori espressi in millivolt (mV) ottenuti sommando tutti i muscoli del sistema stomatognatico. I pazienti disfunzionali erano caratterizzati da una maggiore attività di contrazione muscolare rispetto ai controlli. La media in mV dei pazienti disfunzionali è risultata essere 17,34±8,25, mentre quella dei controlli funzionali è stata 10,71±3,15. I pazienti disfunzionali avevano una minore apertura massima volontaria rispetto ai controlli funzionali. Infatti, la massima apertura volontaria dei pazienti disfunzionali è risultata essere 37,13 mm±5,78 mentre quella dei controlli funzionali è stata 41,81 mm±4,34.
Significato Clinico
L’elettromiografia, procedura a basso costo, non invasiva e non dolorosa, potrebbe essere un ausilio aggiuntivo nei soggetti affetti da TMD come analisi coadiuvante e integrativa. I tracciati elettromiografici e kinesiografici, prima e dopo TENS, possono rappresentare un utile metodo di diagnosi e di verifica di eventuali terapie attuate, sia protesiche che ortodontiche.
Prima dell’introduzione dell’elettromiografia dentale, la valutazione della funzione muscolare e dei disturbi muscolari della mandibola in odontoiatria avveniva principalmente attraverso esami clinici e radiografici, oltre all’osservazione dei sintomi e dei segni clinici manifestati dai pazienti. L’avvento dell’elettromiografia ha determinato notevoli migliorie per i pazienti e per i dentisti. L’elettromiografia fornisce dati obiettivi sull’attività elettrica dei muscoli masticatori, consentendo una valutazione più precisa e affidabile della funzione muscolare rispetto al passato. Nell’elettromiografia dentale, vengono utilizzati elettrodi superficiali o intramuscolari per registrare l’attività elettrica dei muscoli masticatori.
Applicazioni Cliniche dell'Elettromiografia Dentale:
- Valutazione della funzione muscolare: L’elettromiografia dentale consente di valutare la funzione muscolare della mandibola e dei muscoli masticatori.
- Monitoraggio delle attività muscolari durante attività funzionali: Durante la registrazione dell’EMG dentale, i pazienti possono eseguire varie attività funzionali della mandibola, come il morso su un morso di registro, la masticazione di materiali specifici o altri movimenti mandibolari.
- Valutazione dell’effetto dei trattamenti: L’elettromiografia dentale può essere utilizzata per valutare l’effetto di trattamenti odontoiatrici, come dispositivi oclusali o terapie fisiche, sulla funzione muscolare.
In generale, l’elettromiografia dentale fornisce agli odontoiatri una maggiore comprensione della funzione muscolare della mandibola e può essere uno strumento utile nella diagnosi e nella gestione dei disturbi muscolari e delle disfunzioni temporomandibolari. Inoltre, l’elettromiografia dei muscoli masticatori è molto utile per la diagnosi e il trattamento di diverse patologie, tra cui le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM). Grazie a questo esame, è possibile valutare l’efficacia delle terapie e monitorare i progressi dei pazienti.
L’interpretazione dei risultati ottenuti da tale esame richiede competenza ed esperienza professionale, solo così si potrà garantire una valutazione accurata ed una pianificazione del trattamento adeguata.
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