L’elettroforesi del siero, detta anche protidogramma, è una analisi di laboratorio che permette di separare e, quindi, di identificare e valutare le proteine del siero. L'elettroforesi è una tecnica analitica che sfrutta la diversa velocità di migrazione di particelle o molecole elettricamente cariche, immerse in un fluido e sottoposte ad un campo elettrico. L'elettroforesi è una tecnica utilizzata nell'ambito delle analisi di laboratorio che sfrutta la massa molecolare e la carica elettrica delle proteine, per valutarne la quantità e la qualità. In particolare, quest'esame consente di separare le proteine in cinque frazioni: albumina, alfa 1 globuline, alfa 2 globuline, beta globuline e gamma globuline. L'alterazione del rapporto tra questi tipi di proteine è indicativa di alcune condizioni patologiche.
Chiamata anche elettroforesi proteica o protidogramma, quest'esame è realizzato adottando un metodo molto particolare: al campione è applicato un campo elettrico, grazie al quale le proteine si "raggruppano" per tipologia. Ciascuna delle proteine che permette di analizzare l'elettroforesi, infatti, ha una propria massa molecolare e una carica elettrica, che consente loro di rispondere alla sollecitazione, fornita dalla corrente continua, in un modo caratteristico. Quando le proteine vengono separate mediante elettroforesi, formano un modello caratteristico di "bande di migrazione" di diversa ampiezza e intensità, che riflette la tipologia e la quantità di proteine presenti. Ciascuno di questi gruppi proteici (frazioni elettroforetiche) è distinto e possiede concentrazioni specifiche.
Come si Esegue l'Elettroforesi?
Elettroforesi sieroproteica (esame del sangue): per ottenere il tracciato elettroforetico sul siero è necessario sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue dalla vena di un braccio. Elettroforesi delle proteine urinarie (analisi delle urine): è necessario raccogliere una piccola quantità di urine in un apposito contenitore sterile. Prima del prelievo ematico, alcuni laboratori potrebbero richiedere di osservare un digiuno di almeno 10-12 ore. E’ fortemente consigliato un digiuno di almeno 10-12 ore. Un siero ricco di grassi, siero lipemico, tra cui trigliceridi e colesterolo, infatti, possono alterare il risultato dell’analisi. Alcuni medicinali possono influenzare l'esito dell'elettroforesi, pertanto è consigliabile segnalare al medico eventuali terapie in corso. Bisogna sempre ricordare che i valori di riferimento possono cambiare da un laboratorio ad un altro.
Significato Clinico delle Frazioni Proteiche
Albumina
L’albumina, che generalmente rappresenta la quantità più elevata di proteine che si trovano nel siero. E’ la proteina prodotta dal fegato, ha diverse funzioni, tra cui la conservazione corretta dei liquidi nell’organismo perché con la sua presenza fa in modo che i liquidi stiano all’interno dei vasi sanguigni e non debordino (sovrintende alla cosiddetta “pressione osmotica”). Inoltre, ha il compito di trasportare, attraverso il sangue, i principi attivi dei farmaci che vengono assunti, gli ormoni e le sostanze come la bilirubina. Per quanto riguarda l’albumina è preferibile effettuarne la misura diretta, poiché nel tracciato elettroforetico essa risente della misura delle proteine totali.
- AUMENTA: fenomeni di disidratazione (vomito, diarrea, eccessiva attività fisica, morbo di Addison ecc.).
Una diminuzione dell'albumina può essere dovuta a cirrosi, insufficienza epatica, oppure a malassorbimento, magari per diarrea cronica (con innalzamento delle Alfa 2 globuline e delle gammaglobuline), o a disturbi renali (con innalzamento di Alfa 2 e Beta globuline e diminuzione delle gammaglobuline).
Se la sua percentuale o la sua quantità aumentano rispetto ai valori normali, significa che le altre proteine, per differenza, si sono ridotte e, quindi, si ha una buona funzionalità del fegato. E’ un dato, comunque, che non ha una grande rilevanza clinica per il medico. Se la sua percentuale diminuisce, ma non la sua quantità, significa che le altre proteine, per differenza, sono aumentate e questo potrebbe orientare il medico verso alcuni approfondimenti relativamente a malattie infiammatorie o ad una malattia preoccupante come il mieloma.Se diminuiscono sia la sua percentuale sia la sua quantità, significa che il fegato non svolge in modo corretto la sua funzione di produzione delle proteine.
Alfa-1-Globuline
Le Alfa-1-globuline, ovvero proteine diffuse nelle cellule. Svolgono una funzione di trasporto dei lipidi, dei grassi del sangue e degli ormoni.
- α1-antitripsina: inibisce le proteasi seriniche (tripsina, collagenasi), ha la capacità di proteggere i tessuti dagli enzimi prodotti dalle cellule infiammatorie, in particolar modo le elastasi. Aumento: processi infiammatori, necrosi, neoplasie.
- α1-lipoproteina: trasporta vitamine liposolubili, ormoni steroidei, lipidi, meglio nota come colesterolo HDL; tende ad aumentare in chi pratica attività fisica, un suo aumento è considerato un fattore positivo; tende invece a diminuire nei fumatori e nei sedentari.
L'innalzamento delle globuline Alfa 1 e 2 indica la presenza di un'infiammazione.
Alfa-2-Globuline
Le Alfa-2-globuline, che, come le Alfa-1-globuline, sono proteine diffuse nelle cellule adibite al trasporto di alcune sostanze come i lipidi e gli ormoni.
Le alfa-2-globuline aumentano in presenza di malattie particolari, quali infezioni, soprattutto croniche, infarti, tumori, malattie diffuse del collagene, traumi ed ustioni, diabete. Pertanto l'aumento delle a-2- globuline riveste un grande significato clinico, ma necessariamente, al pari della VES, va considerato come indice aspecifico di malattia, che andrà quindi ricercata con indagini più specifiche e dettagliate.
- Ceruloplasmina: deputata al trasporto del rame nel sangue; aumenta nella intossicazione da rame, durante la gravidanza, nelle donne che assumono estrogeni o contraccettivi orali combinati (estrogeni più progesterone), nelle patologie neoplastiche e negli stati infiammatori acuti e cronici, nelle leucemie, nei linfomi di Hodgkin, nella cirrosi biliare primitiva, nella colestasi, nel morbo di Alzheimer, nel lupus eritematoso sistemico e nell'artrite reumatoide. Scende a livelli patologici in alcune malattie genetiche ereditarie, come quella di Wilson o di Menke e nella ceruloplasminemia; è inoltre bassa nella malnutrizione e in tutte quelle condizioni che determinano una ridotta sintesi od un aumentata perdita di proteine (malattie epatiche in stadio avanzato, sindrome da malassorbimento, malattie renali come la sindrome nefrosica).
- Alfa-2-macroglobulina: inibitrice aspecifica di proteasi plasmatiche e trasportatrice di ormoni, come il GH e l'insulina; aumenta nell'infanzia e nella senescenza; non ha grande significato diagnostico, ma si innalza caratteristicamente nella sindrome nefrosica, poiché - in virtù del suo alto peso molecolare - non viene filtrata dal glomerulo.
Beta-Globuline
Le Beta-globuline, proteine con funzione di trasporto di sostanze presenti nel sangue.
- Transferrina: trasporta il ferro nel sangue; aumenta nelle anemie sideropeniche, nella somministrazione di estrogeni e diminuisce durante epatopatie, sindromi nefrosiche, stati tossici ed infettivi, neoplasie.
- C3: proteina del complemento che viene attivata quando l'organismo riconosce la presenza di cellule batteriche, oppure di immunocomplessi. Aumenta durante malattie autoimmuni, infiammazioni ed infezioni croniche.
Gamma-Globuline
Le gamma-globuline hanno funzione anticorpale; ne esistono 5 classi: IgG, IgM, IgA, IgD, IgE. Diminuiscono a causa di malattie ereditarie (agammaglobulinemia infantile), nella senescenza, nella malnutrizione, nelle neoplasie linfoidi, nell'AIDS, nelle persone che utilizzano farmaci immunodepressivi o con sindrome nefrosica. Queste proteine plasmatiche aumentano in risposta ad infezioni acute e croniche e nelle malattie autoimmuni; si ha un aumento monoclonale nel mieloma multiplo (99 %), nella macroglobulinemia di Waldenstrom, nella malattia da catene pesanti, nel linfoma non-Hodgkin, ma anche in forme benigne, transitorie.
La diminuzione della sua percentuale o della sua quantità indica una ridotta produzione di anticorpi, per lo più dovuta ad assenza di stimoli (batteri) e non causata da malattie. malattia policlonale, quando l’aumento comprende tutti i tipi di anticorpi ed è tipico delle infiammazioni acute o croniche, per cui indica un processo infiammatorio o una infezione in corso;oppure è un segnale di malattia monoclonale, se le cellule produttrici di anticorpi impazziscono e producono un solo tipo di anticorpo, sempre lo stesso, in grande quantità e in modo sconclusionato.
Interpretazione Generale
I cinque tipi di proteine normalmente identificati dal test variano la loro presenza in funzione di molte malattie differenti. L'aumento generalizzato di tutte le globuline può indicare molte altre malattie che richiedono ulteriori approfondimenti (dalle infezioni di lunga durata alle epatiti croniche).
L'elettroforesi è un'analisi di laboratorio che fornisce importanti informazioni circa la quantità di proteine presenti nel siero sanguigno o in altri campioni biologici e, per ogni frazione, rivela se siano presenti delle anomalie in termini di qualità. Il risultato dell'elettroforesi permette di esaminare la concentrazione di questi parametri: l'eventuale alterazione del rapporto tra questi gruppi di proteine si osserva durante alcuni stati patologici. Le proteine plasmatiche sono indicatori molto importanti: eventuali alterazioni delle loro concentrazioni possono segnalare la presenza di numerose malattie. In laboratorio, l'elettroforesi è una delle tecniche più utilizzate per analizzare la composizione qualitativa e quantitativa delle proteine.
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