Interpretazione dell'Elettroforesi Sierica nella Gammopatia Monoclonale Benigna

Le gammopatie monoclonali sono alterazioni di laboratorio molto frequenti che colpiscono soprattutto i soggetti anziani, spesso indirizzati dal proprio medico curante all’ematologo, per richiedere maggiori controlli. È una condizione che talvolta mette in allarme i pazienti.

La gammopatia monoclonale, o gammopatia monoclonale di incerto significato, è una particolare condizione di salute, caratterizzata dall'accumulo nel midollo osseo e nel sangue di una proteina anomala chiamata in vari modi: paraproteina, proteina monoclonale o M proteina. Le Gammopatie Monoclonali di Incerto Significato (MGUS) sono caratterizzate dalla presenza nel sangue o nelle urine di una proteina anomala denominata in vari modi: paraproteina, proteina monoclonale o M proteina.

Cos'è la Gammopatia Monoclonale di Significato Indeterminato (MGUS)?

La gammopatia monoclonale di significato indeterminato (detta MGUS, monoclonal gammopathy of undetermined significance) è una condizione MGUS generalmente benigna, dovuta alla proliferazione eccessiva di plasmacellule, cellule immunitarie che producono gli anticorpi. Più raramente, specie nel caso di MGUS di tipo IgM (immunoglobuline di tipo M), la proteina anomala può essere prodotta da un linfocita atipico e non da una plasmacellula.

Tale condizione è caratterizzata dalla presenza di una componente monoclonale o paraproteina, ossia un anticorpo (o immunoglobulina) con caratteristiche specifiche che viene prodotto in quantità eccessiva. Si distingue dal mieloma multiplo per il più limitato numero di plasmacellule presenti nel midollo (inferiore al 10%) e per l’assenza di sintomi clinici tipici ad esempio del mieloma multiplo. Proprio a causa di questo stato clinico silente gran parte delle diagnosi avviene casualmente, a seguito di valori alterati rilevati durante i controlli di routine, quando viene richiesto una valutazione dei tipi di proteine del sangue.

Tipi di MGUS

A seconda della popolazione di immunoglobuline coinvolte si possono diverse tipologie di MGUS; le più comuni sono:

  • MGUS non IgM, solitamente IgG (immunoglobuline di tipo G) il sottotipo più frequente.
  • MGUS IgM, che possono a volte associarsi a linfomi indolenti.
  • MGUS con produzione esclusiva di catene leggere, la parte più piccola dell’immunoglobulina.

Incidenza della MGUS

La MGUS ha un’incidenza abbastanza elevata nella popolazione sana. L’incidenza complessiva delle MGUS nei soggetti di età superiore ai 50 anni è del 3,4%. I dati riguardanti la popolazione statunitense mostrano che è presente in circa il 3-4% della popolazione con età superiore ai 50 anni. Con l’aumentare dell’età l’incidenza aumenta progressivamente: a 80 anni è del 4,6%, oltre gli 80 anni è pari al 6,6%. L’incidenza aumenta peraltro con l’aumentare dell’età.

Nella maggior parte dei casi il picco monoclonale è di tipo IgG e dal punto di vista quantitativo di entità medio-piccola (inferiore a 1 g/dl). Sono in genere considerate di natura “benigna”. Il paziente non segnala disturbi e non vengono prescritti specifici trattamenti. Tuttavia, si ritiene che l’1% dei pazienti presenta annualmente un rischio di progressione verso una malattia chiamata mieloma multiplo.

Diagnosi di Gammopatia Monoclonale

Per individuare la gammopatia monoclonale, sono sufficienti alcuni esami del sangue; ciononostante, molti medici preferiscono approfondire la situazione con ulteriori test. La diagnosi viene posta in seguito al riscontro della proteina anomala nel sangue o più raramente nelle urine, dopo aver escluso che ci si tratti di una forma sintomatica di mieloma.

Nel caso di primo riscontro di MGUS è opportuno che il paziente si rechi dallo specialista ematologo per un inquadramento clinico e la prescrizione di esami più approfonditi del sangue e delle urine, e anche di esami radiologici dello scheletro. L'elettroforesi delle proteine sieriche permette di valutare i livelli quantitativi di 5 proteine sieriche: l'albumina e le globuline α1, α2, β e γ. Nei pazienti con gammopatia monoclonale, queste 5 proteine sieriche presentano delle alterazioni caratteristiche, che un ematologo (un medico esperto nella diagnosi e nella cura delle malattie del sangue) è in grado di riconoscere.

L'immunoelettroforesi, invece, consente di quantificare ciascun tipo di immunoglobulina presente nel sangue. Altri esami utili sono:

  • Emocromo: Serve per una valutazione (quantitativa e non solo) dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine.
  • Misurazione della creatinina: I livelli di creatinina nel sangue sono un indice dell'attività renale. Se sono elevati, significa che i reni funzionano male.
  • Misurazione del calcio sierico.
  • La TAC (o tomografia assiale computerizzata) è una metodica che sfrutta le radiazioni ionizzanti per costruire un'immagine tridimensionale, altamente dettagliata, di un dato compartimento corporeo.

Fattori Prognostici ed Evoluzione della MGUS

Non è possibile prevedere con certezza il rischio di evoluzione di una MGUS in una malattia neoplastica vera e propria, anche se globalmente il rischio è basso. Sulla base del tipo di MGUS e di diverse valutazioni che stimano la quantità della proteina anomala nel sangue e nelle urine si possono però individuare i casi a rischio più elevato di trasformazione, che necessitano di controlli più stretti e talvolta di approfondimenti diagnostici.

Nel complesso si possono distinguere i pazienti a seconda dell’evoluzione della malattia:

  • Nella maggioranza dei casi la malattia non evolverà e i livelli di paraproteine non aumenteranno nel corso degli anni; tali pazienti condurranno una vita normale e moriranno per cause non correlate alla MGUS.
  • In alcuni dei pazienti i livelli di paraproteina aumenteranno ma non a livelli tali da sviluppare una malattia.
  • In altri pazienti invece la malattia evolverà in un mieloma multiplo, o in una macroglobulinemia di Waldenström. L’evoluzione può attuarsi in un periodo di tempo estremamente variabile dalla diagnosi.

Tuttavia, si ritiene che l’1% dei pazienti presenta annualmente un rischio di progressione verso una malattia chiamata mieloma multiplo. Non si conosce ancora esattamente cosa alteri la plasmacellula e la induca a produrre la proteina anomala.

Come valutare, in caso di gammopatia monoclonale, il rischio di mieloma multiplo o linfoma?

  • La quantità di paraproteina nel sangue.
  • Il tipo di paraproteina presente. La paraproteina non ha sempre le stesse caratteristiche in tutti i pazienti.
  • La quantità nel sangue di catene leggere "libere" (dette anche proteine di Bence Jones). Le immunoglobuline sono costituite sostanzialmente da due parti unite tra loro: le catene leggere e le catene pesanti. In un individuo con gammopatia monoclonale, a causa di un comportamento anomalo da parte delle plasmacellule, le catene leggere non sono legate alle catene pesanti e si possono ritrovare nel sangue.

Sintomi tipici del mieloma multiplo:

  • Dolori ossei (in particolare a livello di colonna vertebrale, bacino, coste, ossa lunghe e cranio)
  • Ipercalcemia. È causa di sete eccessiva, nausea, costipazione, perdita di appetito e confusione mentale
  • Insufficienza renale
  • Anemia.

Il mieloma multiplo è un tumore maligno specifico del sistema immunitario, caratterizzato da livelli così elevati di paraproteina, che insorgono problemi a livello renale e non solo. I linfomi, invece, sono tumori maligni che colpiscono l'apparato linfo-ghiandolare costituente il sistema linfatico.

Terapia e Gestione della MGUS

I pazienti con MGUS non necessitano di alcuna terapia specifica. Fino a quando la gammopatia monoclonale è asintomatica (maggior parte dei casi), non è previsto alcun trattamento terapeutico particolare. Il paziente con MGUS è nella maggior parte dei casi asintomatico e non necessita terapia. Infatti, la sola indicazione medica è quella di monitorare, periodicamente, l'andamento della condizione mediante appropriate analisi sanguigne.

Se malauguratamente la gammopatia monoclonale dovesse evolvere in mieloma multiplo, è opportuno cominciare subito, senza attese inutili, una terapia appropriata al tumore maligno. I pazienti sotto i 65 anni d'età vengono trattati, in genere, con chemioterapia, farmaci corticosteroidi e trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Quest'ultimo, per motivi legati alla disponibilità di donatori adeguati, è più frequentemente di tipo autologo che non di tipo allogenico.

Consigli per i Pazienti con MGUS

  • Informarsi su tutto ciò che concerne la condizione che li affligge.
  • Adottare uno stile di vita sano.
  • Attenersi con scrupolosità al calendario degli esami di controllo.

Prognosi

Fintanto che rimane asintomatica, la gammopatia monoclonale ha una prognosi non negativa. Tuttavia, bisogna considerare che chi ne è portatore deve considerarsi una persona a rischio tumore e deve mantenersi, per questo, sempre monitorato.

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