L'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento diagnostico fondamentale in cardiologia, capace di fornire informazioni preziose sull'attività elettrica del cuore. Sapere come interpretare l’elettrocardiogramma è una di quelle cose che proprio non puoi trascurare se ti stai preparando al concorso SSM 2025. Devi sapere che uno degli argomenti più richiesti al test ssm di cardiologia è proprio la lettura ECG e l’interpretazione dell’ECG.
Onde e Intervalli dell'ECG
Le onde del tracciato dell’elettrocardiogramma sono:
- Onda P: piccola onda che rappresenta l’attivazione degli atri.
- Intervallo PR: tempo necessario perché l’attivazione degli atri raggiunga i ventricoli. L’intervallo PR si calcola dall’inizio della P all’inizio del QRS.
- Complesso QRS: rappresenta l’attivazione dei ventricoli.
- Onda Q: prima piccola deflessione negativa del complesso QRS.
- Onda R: prima deflessione positiva del complesso QRS.
- Onda S: seconda deflessione negativa del complesso QRS.
- Tratto ST: intervallo fra la fine dell’attivazione ventricolare e l’inizio della ripolarizzazione ventricolare.
- Onda T: rappresenta la ripolarizzazione ventricolare.
- Intervallo QT: rappresenta l’intera attività elettrica dei ventricoli.
- Onda U: rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje. Ricorda: molto spesso non è visibile!
Le onde positive si distinguono per essere sopra la linea isoelettrica, mentre le negative stanno sotto di essa.
Controlla che il ritmo sia sinusale, ovvero che ogni onda P sia seguita da un complesso QRS, con una FC tra 60 e 100 BPM, e senza alterazione delle varie onde e segmenti!
Analisi dell'Intervallo PR
L’intervallo PR indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo partendo dagli atri.
Durata Normale dell'Intervallo PR
L’intervallo PR ha una durata di 120-200 ms (da 3 a 5 quadratini).
Intervallo PR Corto: Cause e Implicazioni
Quando l’intervallo PR è più breve, potrebbe indicare la presenza di una via anomala che collega atri e ventricoli (pre-eccitazione ventricolare). Un intervallo PR più corto è invece normale nelle gestanti.
Intervallo PR Allungato: Cause e Implicazioni
Quando l’intervallo PR è più lungo o si allunga in un ECG si possiamo trovare in queste condizioni:
- Blocco atrio-ventricolare di 1° grado: intervallo del PR costantemente lungo e fisso (ad esempio sempre 250 msec).
- Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 1: progressivo allungamento del PR fino a che un complesso QRS viene a mancare dopo un’onda P (l’impulso atriale dell’onda P non arriva ai ventricoli, ovvero non è condotta).
- Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 2: onde P in modo intermittente non sono condotte, e l’intervallo PR non è allungato (la conduzione è di tipo 1 P e due QRS, 1:3, 1:4, ..)
- Blocco atrio-ventricolare di 3° grado: non vi è relazione tra onde P e complessi QRS Viene detto blocco completo o dissociazione atrio-ventricolare e generalmente il numero di onde P è maggiore rispetto a quello dei QRS.
Sindrome di Wolff-Parkinson-White (WPW)
La sindrome di Wolff-Parkinson-White è un’anomalia della conduzione elettrica del cuore piuttosto rara, provocata da una o più vie accessorie tra atrio e ventricolo che provocano accessi parossistici di tachicardia. In condizioni fisiologiche la conduzione dell’impulso elettrico dagli atrii ai ventricoli percorre un’unica via costituita dal nodo atrio-ventricolare e fascio di His.
Durante il ritmo sinusale una via accessoria si manifesta all’elettrocardiogramma con la pre-eccitazione ventricolare e la presenza di un’onda “delta”: la conduzione attraverso la via accessoria non subisce un rallentamento come all’interno del nodo atrioventricolare e l’intervallo PQ dell’elettrocardiogramma (che rappresenta appunto il percorso dell’impulso elettrico dagli atrii ai ventricoli) è più breve del normale (pre-eccitazione).
Se la presenza di una via accessoria si associa a episodi di palpitazione si parla di sindrome di Wolff-Parkinson-White.
La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una sindrome cardiaca congenita presente fin dalla nascita che può correlarsi ad altre patologie congenite del cuore, come l’anomalia di Ebstein. Il sintomo principale della sindrome di Wolff-Parkinson-White è una forte tachicardia, con una frequenza cardiaca molto elevata, superiore ai 100 battiti al minuto. Questi episodi di tachicardia hanno un esordio improvviso, sia a riposo sia sotto sforzo, e possono avere una durata variabile da pochi secondi a qualche ora. La sindrome di Wolff-Parkinson-White può provocare anche tachicardie sopraventricolari e fibrillazione atriale.
Diagnosi e Trattamento della Sindrome di WPW
Per diagnosticare la sindrome di Wolff-Parkinson-White il paziente viene sottoposto ad alcuni esami diagnostici, tra cui l’elettrocardiogramma e l’elettrocardiogramma dinamico secondo holter.
Il trattamento degli episodi acuti di aritmie da rientro nella sindrome di Wolff-Parkinson-White si avvale di farmaci che agiscono bloccando la conduzione attraverso queste vie accessorie, interrompendo uno dei bracci dell’aritmia.
In presenza di pre-eccitazione ventricolare e indipendentemente dalla presenza di sintomi aritmici è raccomandato sottoporsi a studio elettrofisiologico per indagare le capacità conduttive della via accessoria e la inducibilità di aritmie. Per le vie sinistre saranno possibili un accesso venoso e successiva puntura transettale per passare dall’atrio destro all’atrio sinistro. L’energia utilizzata per l’ablazione è la radiofrequenza. Dopo un’ablazione efficace saranno prevenuti episodi di aritmia da rientro attraverso la via accessoria e all’elettrocardiogramma non sarà più visibile l’onda delta.
La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una condizione congenita, ma ci sono alcune accortezze che i pazienti che ne sono interessati o che presentano episodi di tachicardia possono seguire quotidianamente. In particolare è importante mantenere uno stile di vita sano, in cui viene svolta regolarmente attività fisica (da concordare con il medico in base alle proprie condizioni di salute) e in cui si segue un’alimentazione bilanciata. È opportuno mantenere sotto controllo il peso corporeo, evitare gli alcolici e le bevande a base di caffeina e non fumare.
Altre Considerazioni sull'ECG
Frequenza Cardiaca
La frequenza cardiaca (FC) è il numero delle contrazioni (o battiti) del cuore in un minuto ed è riferita alla frequenza di contrazione dei ventricoli. Per calcolare la frequenza cardiaca, si può dividere 300 per il numero di quadrati grandi fra due onde R. Un quadretto piccolo della carta millimetrata corrisponde a 0,04 secondi e un quadretto grande corrisponde a 0,2 secondi. Una frequenza cardiaca normale va da 60 a 100 BPM. Le frequenze superiori si definiscono tachicardie mentre quelle inferiori bradicardie.
Ritmo Cardiaco
Per valutare il ritmo cardiaco, si guarda se gli intervalli tra le onde R sono sempre uguali o differiscono di massimo 2 quadratini per poter definire il ritmo cardiaco regolare. Se l’onda P è positiva in DII e negativa in aVR, ed ogni P segue un QRS con un intervallo regolare, allora il ritmo è sinusale, ovvero il ritmo normale del cuore che origina dal nodo senoatriale.
La fibrillazione atriale è la più frequente aritmia sostenuta riscontrabile negli elettrocardiogrammi e si presenta con un ritmo irregolare e senza una chiara onda P. Il flutter atriale, invece, si caratterizza per un ritmo spesso regolare e per onde P con aspetto di dente di sega, e che per questo motivo vengono chiamate onde F o onde di flutter.
Morfologia del Complesso QRS
Il Complesso QRS rappresenta la diffusione dello stimolo elettrico attraverso la muscolatura (miocardio) ventricolare. Nel complesso QRS di un cuore sano: L’onda R deve essere positiva in DI, l’onda R deve aumentare progressivamente da V1 a V6 e l’onda S deve ridursi. L’onda Q deve essere piccola: inferiore a 0,04 sec (un quadratino piccolo) e inferiore ad 1/4 dell’onda R successiva, altrimenti può essere segno di un pregresso infarto cardiaco.
La durata normale del QRS è inferiore a 100-120 ms. La durata del complesso QRS definisce le tachicardie o bradicardie a QRS largo e stretto. Un QRS stretto (<0,1sec) indica una normale conduzione ventricolare. Un QRS largo (>0,12sec), invece, indica un rallentamento della conduzione nei ventricoli, che può essere causato da un cosiddetto blocco di branca del ritmo cardiaco. La Tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare sono tachicardie maligne a QRS largo che possono causare un arresto cardiocircolatorio. Una stimolazione da PaceMaker può essere evidenziata da una rapida deflessione (detto spike) con una linea verticale prima del QRS largo.
Onda T
La morfologia dell’onda T in un ECG rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR e V1). Deve essere sempre concordante con la polarità del QRS che la precede. Quando non è concorde con la polarità del QRS, si definisce invertita e può rappresentare un segno di sofferenza cardiaca come ischemia o ipertrofia ventricolare.
Intervallo QT
L’Intervallo QT rappresenta il tempo necessario per depolarizzare e ripolarizzare i ventricoli del cuore. Questo intervallo QT varia in base alla frequenza cardiaca ed è misurato come QTc, dove la “c” sta per corretto per la frequenza cardiaca. Il valore normale del QTc varia da 360 a 440 ms. Un QT più corto o più lungo del normale può indicare la presenza di patologie e aumenta il rischio di tachicardia ventricolare.
Tratto ST
Il tratto ST è l’indicatore della depolarizzazione ventricolare, rilevabile tra l’onda S e la dine dall’onda T. In ogni derivazione, eccetto V1 e V2, deve trovarsi sullo stesso piano della linea isoelettrica (ovvero la linea piatta dell’ECG). Un sopraslivellamento del tratto ST superiore alla norma indica lesione miocardica o infarto miocardico acuto (IMA).
Punti Chiave per la Lettura dell'ECG
Ricapitolando ecco i punti chiave da seguire in ordine per leggere un elettrocardiogramma:
- Calcola la frequenza cardiaca. Per farlo, ti basta dividere 300 per il numero di quadrati da 5mm presenti tra due complessi QRS.
- Controlla che il ritmo sia sinusale, ovvero che ogni onda P sia seguita da un complesso QRS, con una frequenza cardiaca (FC) tra 60 e 100 BPM, e senza alterazione delle varie onde e segmenti.
- Analizza l'onda P, l'intervallo PR, il complesso QRS, il segmento ST e l'onda T per individuare eventuali anomalie.
In conclusione, un intervallo PQ corto può essere un'indicazione di diverse condizioni cardiache, tra cui la sindrome di Wolff-Parkinson-White. Un'attenta analisi dell'ECG, insieme ad altri esami diagnostici, è essenziale per una corretta diagnosi e un trattamento appropriato.
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