L’elettrocardiogramma (ECG) è uno degli strumenti diagnostici più utilizzati in cardiologia. Rappresenta graficamente l’attività elettrica del cuore, rivelando preziose informazioni sul ritmo e sulle condizioni della funzione cardiaca.
Come Funziona l'ECG
Per effettuare un elettrocardiogramma, sulla pelle del paziente vengono applicati alcuni elettrodi collegati, attraverso fili elettrici, a un apparecchio chiamato elettrocardiografo. L’attività elettrica del cuore viene quindi rilevata e trasmessa all’elettrocardiografo che la elabora e la stampa su carta sotto forma di tracciato chiamato elettrocardiogramma.
Quando un impulso elettrico attraversa il cuore, causa la contrazione e il rilassamento dei muscoli cardiaci. L’ECG registra l’attività elettrica del cuore attraverso una serie di onde, intervalli e segmenti che rappresentano i vari momenti del ciclo cardiaco.
L'attività elettrica miocardica viene rilevata dagli elettrodi dell'ECG posti sul torace e alle estremità del paziente. Ad ogni deflessione presente sulla striscia dell'ECG corrisponde un'attività miocardica sottostante.
I tracciati degli ECG vengono registrati dall’elettrocardiografo su carta millimetrata. Lungo l’asse verticale, l’ampiezza del tracciato indica la tensione elettrica dell’impulso (misurata in mV), mentre l’asse orizzontale indica il tempo. Solitamente, la velocità di scorrimento della carta è di 25 mm/sec.
Questo comporta che un quadratino piccolo di 1 mm per lato sulla carta millimetrata rappresenta 0,04 secondi (40 ms) mentre un quadretto grande di 5 mm per lato, corrisponde a 0,2 secondi (0,04 secondi x5 = 0,2 secondi = 200 ms). Due quadretti grandi in altezza (10 mm) corrispondono, invece, a una tensione di 1mV.
Il tracciato normale presenta diversi tratti chiamati onde sia positive che negative che si ripetono ad ogni ciclo cardiaco (una sequenza completa di contrazione e rilassamento, in altre parole… ad ogni un battito). Infatti, ad ogni ciclo cardiaco le cellule miocardiche si depolarizzano (si eccitano) secondo un ordine preciso, creando delle deboli correnti elettriche che modificano, istante per istante, la loro direzione, il loro verso e l’intensità.
Componenti Principali di un ECG
1. Onda P
L’onda P è il primo segno visibile nel tracciato ECG e rappresenta la depolarizzazione degli atri. Questo è il momento in cui gli atri si contraggono per spingere il sangue nei ventricoli.
Caratteristiche normali: in un ECG normale, l’onda P è piccola, arrotondata e precede sempre il complesso QRS.
Quest’onda rappresenta la depolarizzazione, ossia l’eccitazione, degli atri, nel momento in cui lo stimolo si diffonde dal nodo seno-atriale a entrambi gli atri causandone la contrazione. Quindi una frazione di secondo dopo che l’onda P è cominciata, gli atri si contraggono.
2. Complesso QRS
Il complesso QRS è la rappresentazione della depolarizzazione dei ventricoli, ossia il momento in cui i ventricoli si contraggono per pompare il sangue fuori dal cuore verso i polmoni e il resto del corpo.
Caratteristiche normali: in un ECG normale, il complesso QRS è un picco appuntito che si manifesta subito dopo l’onda P. La sua durata dovrebbe essere inferiore a 0,12 secondi.
Il complesso QRS segue l’onda P ed è formato invece dall’onda Q, breve e negativa, l’onda R alta e positiva e l’onda S piccola e negativa. Questo complesso rappresenta l’inizio della depolarizzazione ventricolare, quando cioè il potenziale d’azione cardiaco si propaga lungo il tessuto di conduzione e ai ventricoli (contrazione ventricolare).
3. Onda T
L’onda T rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, che corrisponde al momento in cui i ventricoli si rilassano dopo la contrazione, preparandosi al battito successivo. L’onda T riflette la capacità dei ventricoli di recuperare dopo la contrazione.
Caratteristiche normali: in condizioni normali, l’onda T è più ampia e arrotondata rispetto all’onda P e segue il complesso QRS.
L’onda T è un piccolo picco positivo a forma di cupola che indica la ripolarizzazione ventricolare, ossia il fatto che le parti del cuore eccitate riprendono il loro normale livello di polarizzazione, per poter ricominciare un nuovo ciclo cardiaco. Quest’onda viene registrata appena prima del rilassamento dei ventricoli (diastole ventricolare).
4. Intervallo PR
Questo intervallo misura il tempo che intercorre tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS, cioè il tempo necessario affinché l’impulso elettrico viaggi dagli atri ai ventricoli. La durata normale è di 0,12-0,20 secondi.
5. Segmento ST
Il segmento ST è il tratto piatto che segue il complesso QRS e rappresenta il periodo in cui il muscolo ventricolare è depolarizzato. In un ECG normale, questo segmento è allineato con la linea isoelettrica.
6. Intervallo QT
Il QT misura il tempo che va dall’inizio del complesso QRS alla fine dell’onda T, rappresentando il ciclo completo di depolarizzazione e ripolarizzazione dei ventricoli.
Interpretazione di un ECG
L’interpretazione di un ECG richiede competenze specialistiche e deve essere sempre contestualizzata con il quadro clinico del paziente. La lettura dei parametri principali di un ECG, come le onde P, QRS e T, permette di identificare anomalie o patologie cardiache anche nei loro stadi iniziali. L’interpretazione di un ECG richiede una valutazione approfondita di ciascun parametro e può fornire informazioni vitali sulla salute del cuore.
Per interpretare il tracciato ottenuto con l’elettrocardiografo, solitamente si identificano otto caratteristiche:
- ritmo
- frequenza
- onda P
- intervallo PR
- intervallo QRS
- onda T
- intervallo QT
- segmento ST
1. Ritmo
Per valutare il ritmo ventricolare sul tracciato dell’ECG si esaminano gli intervalli tra due R (RR). Per determinarne la lunghezza su può utilizzare un calibro o strisce di carta su cui effettuare segni. Osservando gli intervalli RR si valuta se questi sono regolari (nel senso che l’intervallo RR di ogni battito cardiaco è uguale). Piccole variazioni, fino al 10%, sono considerate normali.
Nel caso che gli intervalli RR non siano regolari si cercano degli schemi nella irregolarità (si guarda se il ritmo è regolarmente irregolare o completamente irregolare). Per valutare il ritmo atriale, invece, si osservano gli intervalli tra due P (PP) valutando se sono regolari (piccole variazioni possono essere causate dal ciclo respiratorio) o irregolari o se c’è uno schema, una regolarità nell’irregolarità.
2. Frequenza Cardiaca
Esistono diversi metodi per determinare la frequenza cardiaca. Un metodo consiste nel contare il numero di complessi QRS in un intervallo di 6 secondi e poi moltiplicare questo numero per 10. Questo metodo funziona bene per ritmi regolari e irregolari. Ad esempio, se si contano 7 complessi QRS, la frequenza cardiaca è 70. Per esempio, se il numero di quadretti per l’intervallo RR è 21,5, la frequenza cardiaca è 1500/21,5, ovvero 69,8.
3. Onda P (Analisi Dettagliata)
In un elettrocardiogramma normale, l’onda P è un picco positivo che precede il complesso QRS. La sua ampiezza normalmente va da 0,05 a 0,25 mV (da 0,5 a 2,5 quadratini piccoli). La durata normale, invece, è di 0,06-0,11 secondi (da 1,5 a 2,75 quadratini piccoli). La forma dell’onda P generalmente è liscia e arrotondata.
Osservando il tracciato si può valutare se:
- è presente
- si verifica regolarmente
- c’è un’onda P per ciascun complesso QRS
- le onde P sono lisce, arrotondate e verticali
- hanno tutte forma simile
4. Intervallo PR (Analisi Dettagliata)
L’intervallo PR indica il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Per determinarlo si deve misurare la lunghezza del tratto da dove inizia l’onda P fino all’inizio del complesso QRS. Normalmente questo intervallo va da 0,12 a 0,20 secondi (da 3 a 5 quadratini piccoli) negli adulti, mentre è più lungo negli anziani. Questo intervallo si accorcia con l’aumento della frequenza cardiaca.
È importante valutare anche se gli intervalli PR sono costanti o variabili. Se variano, è bene determinare se si tratta di un progressivo allungamento costante fino al punto in cui non appare il QRS previsto.
Osservando il tracciato si può valutare se l’intervallo PR:
- rientra nella norma di 0,12-0,20 secondi
- è costante lungo il tracciato dell’ECG
5. Complesso QRS (Analisi Dettagliata)
Il complesso QRS indica la depolarizzazione ventricolare. La depolarizzazione innesca la contrazione dei ventricoli. A causa della maggiore massa tissutale, il complesso QRS è più grande dell’onda P. Il complesso QRS è costituito da tre componenti ma spesso una o due di queste componenti può mancare (ad esempio assenza di Q).
Il complesso QRS si misura dalla fine dell’intervallo PR alla fine dell’onda S. Normalmente questo intervallo è compreso tra 0,08 e 0,12 secondi (0,10 nel bambino).
Osservando il tracciato si può valutare se il complesso QRS:
- rientra nell’intervallo compreso tra 0,08 e 0,12 secondi
- sono tutti simili nell’aspetto lungo il tracciato dell’ECG
6. Onda T e Onda U
L’onda T indica la ripolarizzazione dei ventricoli. Ha una forma leggermente asimmetrica che segue (dopo una pausa), il complesso QRS. È bene prendere nota delle onde T che hanno una deflessione verso il basso (negativa) o delle onde T con picchi alti e appuntiti.
L’onda a U è un piccola onda verticale (incisura) arrotondata. Se osservato, segue l’onda T.
7. Intervallo QT (Analisi Dettagliata)
L’intervallo QT rappresenta la durata dell’attività ventricolare che comprende sia la depolarizzazione che la ripolarizzazione. Viene misurato dall’inizio del complesso QRS fino alla fine dell’onda T. Normalmente, l’intervallo QT è compreso tra 0,36 e 0,44 secondi (9-11 quadratini). L’intervallo QT varia in base al sesso, all’età e alla frequenza cardiaca del paziente.
8. Segmento ST (Analisi Dettagliata)
Il segmento ST rappresenta la parte iniziale della ripolarizzazione ventricolare. Il segmento ST è la linea che va dalla fine del complesso QRS all’inizio dell’onda T. Normalmente il segmento ST è piatto rispetto alla linea di base.
Quando Effettuare un ECG
Effettuare un ECG può essere utile sia per chi presenta sintomi come palpitazioni, dolore toracico e affaticamento, sia come misura preventiva per chi ha fattori di rischio per malattie cardiache, come familiarità, obesità, fumo e ipertensione.
Tabella Riassuntiva dei Parametri ECG
| Parametro | Descrizione | Valori Normali |
|---|---|---|
| Onda P | Depolarizzazione atriale | Piccola, arrotondata, precede il QRS |
| Complesso QRS | Depolarizzazione ventricolare | Picco appuntito, durata < 0.12 secondi |
| Onda T | Ripolarizzazione ventricolare | Ampia e arrotondata, segue il QRS |
| Intervallo PR | Tempo di conduzione atrio-ventricolare | 0.12-0.20 secondi |
| Intervallo QT | Ciclo completo di depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare | 0.36-0.44 secondi (varia in base a sesso, età e frequenza cardiaca) |
| Segmento ST | Periodo in cui il muscolo ventricolare è depolarizzato | Allineato con la linea isoelettrica |
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