L'utero didelfo è un'anomalia congenita dell'utero che rientra nell'elenco delle anomalie dei dotti Mülleriani. Queste patologie hanno cause sconosciute e originano da un errore di sviluppo durante la vita embrionale.
Imparare e cavo, l'utero è l'organo genitale femminile che serve ad accogliere la cellula uovo fecondata (cioè il futuro feto) e a garantirne il corretto sviluppo, durante i 9 mesi di gravidanza. Nell'arco della vita, l'utero muta la propria forma.
Dal punto di vista macroscopico, i medici suddividono l'utero in due regioni principali ben distinte: una porzione più allargata e voluminosa, chiamata corpo dell'utero (o corpo uterino), e una porzione più ristretta, denominata collo dell'utero (o cervice uterina). Il fondo (o base dell'utero) è la porzione superiore del corpo, situata al di sopra della linea immaginaria che congiunge le due tube di Falloppio. È di forma arrotondata e sporge in avanti.
Cos'è l'Utero Didelfo?
L'utero didelfo, o doppio utero, è una possibile malformazione uterina, caratterizzata dalla presenza di due distinti corpi dell'utero, due cervici separate e, spesso, anche due vagine. Nonostante la presenza di due corpi uterini, le tube di Falloppio sono comunque due, una per ogni corpo. L'utero didelfo è un'anomalia congenita, cioè presente fin dalla nascita.
L’utero didelfo o doppio viene attualmente chiamato utero bicorne completo secondo l’ultima classificazione della Società Europea di Riproduzione (ESHRE) nel 2013 ed è causata da un difetto nella fusione dei dotti paramesonefrici.
Cause dell'Utero Didelfo
Nonostante il gran numero di ricerche svolte, medici e scienziati non sono ancora stati in grado di individuare le cause dell'utero didelfo. Tuttavia, sono riusciti a capire qual è il meccanismo patofisiologico di base.
I dotti paramesonefrici, o dotti di Müller, sono piccoli condotti genitali, presenti nell'embrione, che con la stimolazione da parte degli estrogeni danno origine all'utero, alle tube di Falloppio e alla vagina. In altre parole, i dotti paramesonefrici sono le strutture embrionali da cui nascono alcuni dei principali organi genitali femminili.
Nel caso dell'utero didelfo, per motivi ancora sconosciuti, il processo evolutivo embrionale a cui vanno incontro i dotti di Müller non va a buon fine; ciò, in genere, ha tre effetti:
- La formazione di due corpi uterini separati
- La formazione di due cervici dell'utero distinte
- La generazione di due vagine (rispetto ai due effetti precedenti, non capita sempre)
Dato il coinvolgimento dei dotti di Müller, medici ed esperti fanno rientrare l'utero didelfo tra le cosiddette "anomalie dei dotti Mülleriani". Per la precisione, il doppio utero rappresenta l'anomalia Mülleriana di classe III.
Anche nell'embrione maschile sono presenti i dotti paramesonefrici, tuttavia questi regrediscono attorno all'11esima settimana di sviluppo, in quanto non subiscono le stesse stimolazioni estrogeniche che avvengono nell'embrione femminile.
Si ricorda ai lettori che fanno parte delle anomalie dei dotti Mülleriani anche l'agenesia uterina (classe I), l'utero unicorne (classe II), l'utero bicorne (classe IV), l'utero setto (classe V), l'utero arcuato (classe VI) e l'utero a T (classe VII).
Epidemiologia
L'utero didelfo rappresenta circa l'8% delle anomalie dei dotti Mülleriani ed è una condizione abbastanza rara. Infatti, secondo alcuni studi statistici, colpirebbe una donna ogni 2000-3000 circa.
Con molta probabilità, l'utero didelfo è sottodiagnosticato. Pertanto, i dati numerici riguardanti la sua frequenza nella popolazione femminile non sono certi.
Quando l'Utero Didelfo è Sintomatico
In genere, l'utero didelfo non produce alcun sintomo particolare nelle donne che ne sono portatrici (al punto che molte ignorano perfino di esserlo). Tuttavia, la sua presenza è spesso causa di problemi al momento di una gravidanza. In questi frangenti, le manifestazioni consistono in dismenorrea (grave dolore mestruale) e dispareunia (dolore alla vagina o alla pelvi, durante un rapporto sessuale).
Tra questi problemi, rientrano:
- Aborto spontaneo (o interruzione involontaria di gravidanza). Secondo determinate stime statistiche, è un evento che interessa circa un terzo delle donne portatrici di utero didelfo.
- Parto pretermine (o parto prematuro). I medici parlano di parto prematuro quando il parto ha luogo almeno tre settimane prima della quarantesima e ultima settimana di gravidanza.
- Cattiva posizione del feto. Alcune ricerche statistiche riportano che il feto assume una posizione errata in poco più del 40% delle donne incinte, portatrici di utero didelfo. Le posizioni errate più comuni sono due: la podalica e quella di traverso (o trasversale).
Dall'osservazione di numerosi casi clinici, medici e ginecologi hanno concluso che l'utero didelfo è spesso associato ad alcune condizioni patologiche particolari, tra cui:
- Agenesia renale. È il termine medico che indica la mancanza di uno (unilaterale) o entrambi (bilaterale) i reni nel neonato.
- Setto vaginale trasverso. È una parete interna alla vagina, che ne occlude il passaggio in maniera completa o parziale. La sua presenza comporta dispareunia, difficoltà ulteriori durante il travaglio e criptomenorrea.
- Alcuni difetti scheletrici. Tali disturbi sono molto rari, tuttavia possibili.
Durante la gravidanza, le pazienti con utero bicorne sono più a rischio di aborto sia nel primo che nel secondo trimestre, di parto prematuro, di feto sottopeso e di posizione fetale incorretta.
Diagnosi dell'Utero Didelfo
I medici possono individuare la presenza di un utero didelfo per mezzo di diversi esami diagnostici, tra cui una sonoisterografia (o isterosonografia), una risonanza magnetica nucleare, un'isterosalpingografia e un'isterosonosalpingografia. Per una diagnosi corretta, l'esame pelvico non è sufficiente. Servono, infatti, degli accertamenti di tipo strumentale.
Esami Diagnostici
- Sonoisterografia: è un'ecografia ginecologica che serve a visualizzare dall'interno la cavità uterina; tale esame risulta molto utile per identificare malformazioni dell'utero, ispessimenti endometriali, polipi e fibromi. Come ogni ecografia, prevede l'uso di una sonda a ultrasuoni, che il medico conduce nell'utero attraverso la vagina (via transvaginale).
- Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): è un esame diagnostico indolore, che consente di visualizzare le strutture interne del corpo umano senza il ricorso a radiazioni ionizzanti nocive (raggi X). Difatti, l'apparecchiatura utilizzata crea dei campi magnetici, capaci di emettere dei segnali che un apposito rilevatore trasforma in immagini.
- Isterosalpingografia: è una procedura diagnostica di tipo radiografico, che prevede l'esposizione della paziente a una dose (minima) di raggi X. Tramite la sua esecuzione, il medico può valutare l'aspetto morfologico della cavità uterina e delle tube di Falloppio.
- Isterosonosalpingografia: ha le stesse finalità dell'isterosalpingografia, ma è un esame di tipo ecografico, esattamente come la sonoisterografia (con la quale condivide alcune tappe procedurali). Non è invasiva, perché prevede l'esposizione della paziente agli ultrasuoni, che non sono nocivi per la salute.
Se da un esame pelvico emerge la presenza di una doppia vagina e una doppia cervice, il ginecologo può sospettare un utero didelfo. Tuttavia, per accertarne l'effettiva presenza, ha bisogno di controlli strumentali più specifici, come quelli descritti poc'anzi. Del resto, non tutti i casi di utero didelfo comportano la presenza di una doppia vagina o di una doppia cervice uterina.
La diagnosi non intensiva avviene mediante Risonanza Magnetica o ecografia tridimensionale, due metodi con cui è possibile osservare il contorno esterno dell’utero, il contorno interno o della cavità endometriale. Sebbene la isterosalpingografia sia stata usata frequentemente con questo tipo di prognosi, non è possibile diagnosticare le malformazioni del contorno esterno dell’utero con questo tipo di analisi.
Ciononostante, per una diagnosi certa e non invasiva, è possibile effettuare contemporaneamente una isteroscopia e una laparoscopia.
L’ecografia 3D può essere utilizzata con eccellenti risultati non solo nei casi di gravidanza, ma anche per la diagnosi di malformazioni uterine. In questi casi, l’uso della 3D supera la risonanza magnetica e l’isterosalpingografia e permette di evitare esami invasivi come l’isteroscopia con laparoscopia. L'ecografia 3D/4D consente una diagnosi differenziale precisa tra utero arcuato, setto, bicorne o didelfo (due colli e due corpi uterini).
Trattamento dell'Utero Didelfo
Se le donne con utero didelfo non manifestano alcun disturbo associato all'anomalia, non devono sottoporsi ad alcun trattamento. Se l'utero didelfo è asintomatico e non ostacola la possibilità di avere figli, i medici non ricorrono ad alcun trattamento particolare.
Se invece è responsabile di una determinata sintomatologia o ha causato problemi in diverse gravidanze precedenti, potrebbero considerare l'ipotesi di una cura chirurgica. L'intervento previsto consiste, di fatto, nell'unione dei due uteri. Inoltre, qualora fosse presente un setto vaginale trasverso, si provvederebbe anche all'eliminazione di quest'ultimo.
Trattamento in Presenza di una Storia di Parto Pretermine
Quando le pazienti con utero didelfo presentano una storia di parto pretermine, i medici potrebbero optare per alcune soluzioni finalizzate a ridurre le probabilità di una nascita anticipata. Una di queste soluzioni è il cerchiaggio cervicale, un intervento chirurgico durante il quale il chirurgo operante applica, a livello del collo dell'utero, una fettuccia di tessuto sintetico, che serve a rinforzare la cervice uterina e ad aumentarne la continenza.
Taglio Cesareo
La maggior parte delle donne incinte con utero didelfo deve sottoporsi a taglio cesareo, questo a prescindere che la gravidanza arrivi a termine o meno.
Prognosi
Secondo quanto riportano gli esperti, soltanto il 40% delle gravidanze condotte da donne con utero didelfo va a buon fine, cioè termina con la nascita di un bambino vivo e sano.
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