Ecografia per la Diagnosi del Tumore Maligno al Seno

Quello della mammella è uno dei tumori con la maggiore incidenza nel nostro paese e il più diagnosticato tra le donne italiane con 53.500 casi stimati nel 2019 (di cui appena 500 uomini). Il percorso di screening è fondamentale per individuare tempestivamente il tumore e trattarlo quando è ancora nelle sue fasi iniziali, in modo tale da aumentare le possibilità di un esito favorevole delle cure.

Importanza dello Screening Senologico

“Lo screening senologico rappresenta la principale arma contro il tumore al seno. Purtroppo l’epidemia di Covid-19 ha determinato un’importante riduzione nell’accesso agli esami diagnostici con un calo del 50% nelle diagnosi e biopsie rispetto all’atteso. In questo momento in cui l’allerta Covid-19 è ancora elevata è però necessario che la prevenzione venga effettuata in posti nei quali l’esecuzione di tali esami di controllo avvenga in massima sicurezza.

Mammografia

La mammografia è il test diagnostico di primo livello nel programma di screening per la diagnosi precoce del tumore mammario che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In Italia viene offerta gratuitamente alle donne tra i 50 e i 59 anni che sono invitate a eseguirla ogni due anni.

Questo esame diagnostico ha subìto un’importante evoluzione nel corso degli ultimi vent’anni nel corso dei quali si è passati dalla mammografia analogica a quella digitale ed infine alla mammografia digitale in Tomosintesi, quest’ultima sempre più diffusa e in grado di aumentare la capacità diagnostica rispetto alle metodiche precedenti.

La Tomosintesi non è comunque esente da limiti: nelle mammelle particolarmente dense la capacità diagnostica ritorna a essere simile a quella della mammografia tradizionale.

Nelle donne di età inferiore a quarant’anni, in rapporto alla scarsa incidenza del tumore mammario, in assenza di sintomi o di una elevata familiarità non vi è alcuna indicazione a effettuare esami di prevenzione.

Dall’età di quarant’anni, a prescindere dalla presenza di sintomi o di casi in famiglia, è indicata l’esecuzione della mammografia.

La cadenza con cui sottoporsi all’esame dipende poi dalla valutazione del Radiologo. Nei seni particolarmente densi l’intervallo ottimale tra una mammografia e la successiva deve essere annuale.

Solitamente l’iter diagnostico comincia dal medico di medicina generale che, dopo la visita, prescrive gli esami del caso e, se lo ritiene opportuno, suggerisce di consultare un senologo per una più approfondita valutazione ed eventuale esecuzione di ulteriori esami.

Ecografia Mammaria: Uno Strumento Diagnostico Essenziale

L’ecografia della mammella, o ecografia mammaria, è un esame diagnostico non invasivo effettuato attraverso una sonda a ultrasuoni ed eseguito da un medico radiologo o ecografista. Consente di analizzare i tessuti ghiandolari del seno (cioè il parenchima mammario) e del cavo ascellare e di osservare noduli, cisti e patologie.

Ecografia: tecnica radiologica che utilizza le riflessioni di un fascio di ultrasuoni per formare un’immagine degli organi interni del corpo. Consente di stabilire la natura di un nodulo, differenziando anche i noduli solidi dalle cisti. Una piccola sonda ecografica emette un fascio di ultrasuoni, le cui riflessioni sono convertite in immagini tramite un computer.

All’interno della sonda è possibile collocare un dispositivo che permette di visualizzare i vasi sanguigni e il relativo flusso del sangue al loro interno. Ciò è molto utile perché la presenza di un tumore modifica il flusso sanguigno.

L’ecografia della mammella in genere è bilaterale.

L’ecografia mammaria è un accertamento che permette di rilevare molti disturbi della mammella e dei linfonodi del cavo ascellare.

L’ecografia mammaria può essere prescritta dal medico curante come esame complementare alla mammografia dopo i 40 anni, per donne con un tessuto mammario denso e per rilevare la natura solida o liquida di una formazione, o per valutare eventuali addensamenti asimmetrici evidenziati dalla mammografia.

In caso di biopsia, l’ecografia viene utilizzata per guidare l’ago nel punto in cui deve avvenire il prelievo di tessuto.

L'ecografia mammaria può essere eseguita anche sull’uomo, per studiare tumefazioni benigne quali la ginecomastia o formazioni solide tumorali. Il carcinoma mammario, infatti, benché molto raramente, può colpire anche il sesso maschile.

Quando Effettuare l'Ecografia Mammaria

È utilizzata per l’esame del seno delle donne giovani (di solito fino ai 40 anni), il cui tessuto presenta una ricca componente ghiandolare, e in tutti quei casi in cui i raggi X di una radiografia siano sconsigliati (per esempio, si fa ricorso all’ecografia mammaria in gravidanza). Inoltre, è indicata per il controllo di noduli percepiti alla palpazione in donne giovani, oppure in caso di malattie infiammatorie, come ascessi e mastiti o raccolte infiammatorie o post-chirurgiche.

L’ecografia della mammella non è raccomandata come test di screening, ma viene prescritta dal medico curante o da uno specialista (senologo, radiologo, oncologo ecc.) in caso di anomalie riscontrate dall’esame al seno o dalla mammografia. Può essere effettuata a qualunque età, ma sembra particolarmente utile per l’analisi delle mammelle con una struttura ghiandolare molto densa, che è tipica delle donne giovani, solitamente al di sotto dei 40 anni.

Patologie Rilevabili con Ecografia

L’ecografia della mammella può rilevare fibroadenomi (tumori benigni del seno), cisti (patologia benigna del tessuto mammario) e patologie maligne come i tumori (carcinoma della mammella).

Ecografia Mammaria con Color Doppler

La metodica Color Doppler può essere usata per studiare il flusso sanguigno intra e perilesionale di una eventuale formazione nodulare.

Come si Svolge l'Esame Ecografico

Prima dell’esame la paziente viene fatta sdraiare supina su un lettino con le braccia sollevate dietro la testa, per permettere un’adeguata estensione del tronco. Le mammelle sono poi cosparse di un sottile strato di gel che consente una migliore trasmissione degli ultrasuoni, eliminando l’aria tra la cute e la sonda.

La paziente deve sdraiarsi sul lettino tenendo le braccia piegate sotto la testa, con la parte superiore del corpo svestita. Dopo l’applicazione del gel, il medico passa sull’intera superficie del seno la sonda ecografica e osserva su un monitor le immagini che gli ultrasuoni rimandano.

Il medico specialista procederà all’analisi delle mammelle, un quadrante per volta. L’esame dura tra i 15 e i 20 minuti.

La procedura è considerata sicura perché si ritiene che gli ultrasuoni non possano provocare danni all'organismo, nemmeno nei soggetti particolarmente sensibili come le donne in gravidanza e in allattamento.

L'esame viene eseguito con la persona sdraiata su un lettino a torace scoperto. Non causa alcun fastidio, né vengono somministrati farmaci durante la procedura.

Preparazione all'Esame Ecografico

L’ecografia della mammella bilaterale non prevede alcuna preparazione. L'esame può essere effettuato in qualunque momento del mese. È necessario presentarsi all’esame con i referti delle ultime ecografie e mammografie eseguite.

L’esame non è doloroso e non comporta rischi né controindicazioni.

È consigliabile non utilizzare deodoranti, lozioni o polveri sul seno o nell’area circostante, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini.

Protesi Mammarie e Ecografia

La presenza di protesi mammarie non impedisce una corretta esecuzione dell’esame. Anzi, l’ecografia è la metodica di elezione per studiare le protesi.

L’ecografia mammaria è un potente strumento diagnostico utilizzato per valutare molte condizioni mediche, tra cui la rilevazione di nodulo maligno al seno.

Differenze tra Ecografia Mammaria e Mammografia

Le differenze tra l’ecografia della mammella bilaterale e la mammografia sono molte e i due esami non possono essere considerati alternativi, ma piuttosto complementari, specie quando si tratta di eseguire diagnosi precoce di carcinoma mammario.

La mammografia, infatti, è un esame radiografico utilizzato come test di screening per la diagnosi precoce di alterazioni nodulari non ancora percepibili attraverso le palpazioni del seno. Ecco perché in alcuni casi viene prescritta un’ecografia dopo la mammografia.

L'ecografia mammaria non è un'alternativa alla mammografia e i due esami sono pertanto da considerarsi complementari, poiché analizzano il seno fornendo informazioni diverse che possono essere integrate per una diagnosi più accurata. E a una mammografia positiva può fare seguito un’ecografia negativa.

Altri Esami Diagnostici

Oltre all'ecografia e alla mammografia, altri esami possono essere utilizzati per diagnosticare il tumore al seno:

  • Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): tecnica radiologica che utilizza i campi magnetici per elaborare immagini dettagliate delle strutture interne dell’organismo.
  • Agobiopsia: procedura che permette di prelevare dal nodulo mammario alcuni campioni di tessuto utilizzando un ago di calibro più grande di quello usato per l’agoaspirato.
  • Agoaspirato: procedura ambulatoriale semplice e di breve durata che permette di prelevare dal nodulo mammario (o, più spesso, da un linfonodo ascellare ingrossato) un campione di cellule utilizzando un ago sottile e una siringa.
  • Biopsia escissionale: asportazione chirurgica dell’intero nodulo, che viene poi analizzato in laboratorio.

Diagnosi Precoce del Tumore al Seno

Scoprire il tumore al seno in fase precoce permette di aumentare le possibilità di guarigione, con trattamenti efficaci e, se possibile, poco invasivi.

Per la diagnosi precoce del cancro al seno ogni donna dovrebbe sempre rivolgersi al proprio medico ed eseguire esami specifici in base alla propria età e rischio di sviluppo di una neoplasia mammaria, attuando un programma di prevenzione personalizzato.

Nonostante l’impiego delle più moderne tecnologie e i progressi della ricerca consentano oggi di individuare i tumori quando sono ancora piccolissimi e non palpabili, ai fini della diagnosi precoce continua a rivestire un ruolo importante l’autoesame del seno, che la donna deve eseguire periodicamente 4-5 giorni dopo il termine delle mestruazioni per acquisire una profonda conoscenza del proprio seno ed essere in grado di riconoscere eventuali cambiamenti nelle diverse fasi del ciclo mestruale e alterazioni, anche minime, che rendono una mammella ‘diversa dal solito’.

Fattori di Rischio

Vi sono diversi fattori di rischio per il tumore della mammella, alcuni dei quali sono modificabili perché agendo su di essi si può ridurre il rischio di sviluppare il cancro, mentre altri non possono essere modificati.

I fattori di rischio non modificabili includono:

  • L’età, in quanto il rischio di ammalarsi aumenta con l’invecchiamento
  • Una storia familiare o personale di tumore della mammella o ovarico.
  • Fattori legati alla riproduzione.
  • Una precedente esposizione a radiazioni.
  • L’uso di alcuni tipi di contraccettivi ormonali orali e di alcune terapie ormonali sostitutive in menopausa.

Screening ed Esami per il Tumore al Seno

Le tecniche di diagnostica per immagini che vengono utilizzate nelle donne con sospetto cancro della mammella includono la mammografia, l’ecografia e/o la RM.

Attraverso questo esame è possibile identificare fino all’85-90% delle neoplasie non ancora palpabili.

Questo esame, inoltre, presenta una grande sensibilità diagnostica utilizzando la dose minima di radiazioni.

Prevenzione del Tumore al Seno

In generale è possibile ridurre il proprio rischio di ammalarsi seguendo uno stile di vita salutare, come per esempio mantenere il proprio peso corporeo nella norma, svolgere attività fisica, evitare il fumo e il consumo di alcolici e preferire gli alimenti vegetali a quelli grassi.

Anche allattare i figli per almeno 6 mesi aiuta a ridurre il rischio di tumore del seno, perché l'allattamento induce modifiche biologiche nelle cellule mammarie, con un esito protettivo.

Un altro aspetto essenziale per aumentare le probabilità di cura è rappresentato dall’adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore del seno.

In alcune regioni italiane l’invito è esteso sperimentalmente a una fascia di età più ampia, compresa tra i 45 e i 74 anni.

È inoltre buona abitudine fare una visita del seno presso un medico esperto almeno una volta l'anno, indipendentemente dall'età.

Infine, l'autopalpazione è una tecnica che consente alla donna di individuare eventuali cambiamenti nel proprio seno.

Test Genetici

Il test genetico per la predisposizione al tumore al seno deve essere eseguito solo dopo un colloquio con un genetista e un oncologo.

In linea generale, i principali criteri che possono far sospettare la presenza di mutazioni ereditarie collegate al tumore al seno sono i seguenti:

  • 2 familiari con diagnosi di carcinoma al seno al di sotto dei 50 anni di età
  • 3 familiari di cui almeno uno sotto i 40 anni
  • presenza di casi in famiglia di tumore al seno maschile
  • donna in famiglia con tumore al seno in entrambe le mammelle o sia al seno sia all’ovaio
  • presenza in famiglia di una donna con diagnosi di tumore al seno al di sotto dei 35 anni di età

Qualora non vi sia nessuna di queste condizioni, non è necessario sottoporsi al test genetico, anzi è sconsigliato.

Prevenzione Tumore al Seno Gratuita

Il Sistema Sanitario Nazionale prevede un programma di screening mammografico gratuito, ogni 1 o 2 anni, per tutte le donne comprese nella fascia di età di maggior rischio per il tumore al seno.

In particolare, tra i 25 e i 40 anni, oltre all’autopalpazione almeno una volta al mese dopo il ciclo mestruale, è consigliata una visita senologica ed ecografica mammaria.

Tra i 40 e i 50 anni, invece, oltre alla visita senologica si consigliano la mammografia e l’ecografia, almeno una volta ogni 1-2 anni.

Vicini all’età della menopausa, ovvero dopo i 50 anni, i principali esami di screening devono essere eseguiti in toto almeno una volta all’anno.

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