Differenze tra Ecografia Transanale e Transrettale

L'Ecografia Transanale, nota anche come Ecografia Endoanale (EAUS), rappresenta una tecnica di imaging medico sempre più utilizzata nella valutazione delle patologie del tratto anorettale. Grazie alla sua natura non invasiva e alla capacità di fornire immagini dettagliate e precise senza richiedere procedure impegnative, si attesta quale prezioso strumento per medici e pazienti nella diagnosi di numerose patologie del tratto anorettale.

Oggi le tecnologie diagnostiche consentono l'esecuzione di molti esami, ma ogni esame è appropriato per lo studio di determinate patologie. L'ecografia utilizza gli ultrasuoni per ricreare delle immagini con dei toni di grigi.

È importante distinguere l’Ecografia Transanale dall’Ecografia Transrettale, poiché quest’ultima non consente una visione a tutto tondo delle strutture anatomiche coinvolte. A volte si confonde l’ecografia transanale con altre tipologie di ecografie transrettali, come quelle effettuate dall’urologo, che però utilizzano sonde che non consentono di vedere a 360° le strutture anatomiche coinvolte.

Come funziona l'ecografia transanale

Questa tecnica sicura ed efficace, utilizzando una sonda ecografica, offre una visione a 360° delle strutture anatomiche dell’ano e del retto, delimitate da fasce muscolari e legamentose. L’ecografia transanale è una metodica diagnostica eseguita utilizzando una sonda lunga e sottile inserita dall’ano fino a percorrere tutto il retto (circa 13-15 cm) ed in grado di emettere onde acustiche di diversa frequenza. Attraverso l’esame è possibile registrare immagini delle strutture anatomiche dell’ano e del retto attorniati dalle fasce muscolari e legamentose che li sorreggono. Inoltre, a differenza dell’ecografia tradizionale, l’ecografia transanale a 360° consente di visionare nel dettaglio i muscoli sfinterici, gli spazi intorno al canale anale ed eventuali lesioni. Gli ecografi di ultima generazione sono dotati di sonde a ultrasuoni rotanti.

L’esame si avvale di una specifica sonda ecografica che permette una visione dinamica a 360° gradi, condizione indispensabile e ideale per lo studio di un viscere cavo e dell’apparato sfinteriale del canale anale. La sonda solitamente impiegata per l’esecuzione dell’esame è una sonda rigida, contenente all’interno un trasduttore rotante che permette una visione d’insieme, a 360°, dell’anatomia ecografica dell’ano e del retto. Per l’ecografia endoanale vengono utilizzate sonde multifrequenti (6-16 MHz), che consentono uno studio accurato delle strutture dei visceri esaminati e dei tessuti circostanti, delle fosse ischio rettale e pelvi rettale, e di altri organi quali la vagina, il contorno delle ossa pelviche, la prostata; è inoltre importante che l’esame venga eseguito con una sonda rotante che permette una visione d’insieme, a 360°, dell’anatomia ecografica.

La sonda è all'interno del retto e di conseguenza consente di produrre immagini, le quali mostrano le strutture che compongono fisiologicamente l'organo, la mucosa, i muscoli, i vasi, i linfonodi e se i rapporti fisiologici sono rispettati. L'ecografo può raccogliere tutte le immagini e ricreare una ricostruzione in 3D che attraverso il touch screen consente di muoversi anche secondo il piano longitudinale e frontale.

Preparazione all'esame

L’Ecografia Transanale rappresenta una fase diagnostica di secondo livello, comunemente richiesta dal medico proctologo in seguito alla visita preliminare al fine di confermare o escludere sospetti diagnostici specifici. Prima dell’esame, lo specialista potrà prescrivere uno o più clisteri di pulizia. È opportuno eseguire un clisma evacuativo di 200 cc privo di glicerina 2 ore prima dell’esame, mentre per lo studio del retto (stadiazione o ristadiazione di tumori rettali) è indispensabile la preparazione con un clistere. La preparazione richiesta è minima e consiste semplicemente nello svuotamento dell’ultimo tratto intestinale da feci e gas tramite uno o più clisteri di pulizia.

Come si svolge l'esame

Durante l’esame il paziente viene posizionato in modo confortevole, generalmente in posizione laterale, sul lettino. Il paziente viene posizionato sul lettino disteso sul fianco sinistro oppure, in casi particolari, supino in posizione ginecologica. Viene sempre effettuata una esplorazione rettale prima dell’esame, per una valutazione della patologia da studiare oltre che per la valutazione della tollerabilità dell’esame. Infatti il diametro della sonda ecografica è pressoché simile a quello del dito esploratore. Dopo la visita viene inserita la sonda ecografica. Il medico, utilizzando una sonda ecografica opportunamente coperta da copri-sonda e lubrificata, procede delicatamente ad inserirla nel canale anorettale. Questa sonda, caratterizzata da dimensioni ridotte e un design ergonomico, è pensata per massimizzare il comfort del paziente durante l’intera procedura che ha una durata di circa 10 minuti. Una volta posizionata correttamente, la sonda inizia a inviare onde sonore nel corpo del paziente. Queste onde vengono riflesse dai tessuti interni e catturate dalla sonda, per essere quindi trasformate in immagini dettagliate dal sistema ecografico.

La procedura è solitamente indolore, ben tollerata dal paziente e non è quindi necessaria una sedazione. L’esame dura circa 15-20 minuti e in genere viene eseguito dallo specialista in chirurgia colorettale.

I casi in cui il paziente può avvertire dolore sono quando, per effetto di malattie stenosanti, si riduce il diametro del viscere, limitando il passaggio della sonda oppure nel momento in cui esiste una contrattura dei muscoli sfinterici sostenuta da ragadi anali croniche. L'elemento fisico che determina invece l'impossibilità di esecuzione dell'esame è la presenza di una stenosi serrata che può essere determinata da esiti cicatriziali o da un' infiammazione.

In caso di valutazione per fistole, per poter meglio caratterizzare il percorso della fistola, viene iniettata dell’acqua ossigenata attraverso una cannula. Tale manovra permette di avere una sorta di “mezzo di contrasto” che disegna il percorso della fistola e facilita l’individuazione dell’orifizio interno e di eventuali tramiti fistolosi secondari. Questa manovra è ben tollerata seppure accompagnata da bruciore locale.

A cosa serve l'ecografia transanale

L’ecografia endoanale ed endorettale è un’indagine strumentale indispensabile, valida e affidabile per la valutazione dei pazienti con patologia anorettale benigna, e per la stadiazione e il follow-up dei pazienti con patologia anorettale maligna.

Nello specifico, l'ecografia transanale è utile per:

  1. FISTOLE E ASCESSI ANALI per fornire una quanto più accurata valutazione dell’anatomia del tragitto primario della fistola (intersfinterica, transfinterica, sovrasfinterica ed extrasfinterica), della presenza di tramiti secondari o di estensione a ferro di cavallo, della sede dell’orifizio interno, della presenza di ascessi (sovraelevatori, intersfinterici, ischiorettali), e per valutare morfologicamente gli sfinteri in vista di un trattamento chirurgico.
  2. INCONTINENZA FECALE per evidenziare e quantificare lesioni degli sfinteri anali e dei muscoli elevatori dell’ano e per definirne la morfologia. L’ecografia aiuta a selezionare il tipo di trattamento ed è utile nel verificare l’efficacia delle riparazioni sfinteriali.
  3. NEOPLASIE DEL RETTO E DELL’ANO per la stadiazione locoregionale della malattia e la descrizione dell’estensione e della profondità d’invasione del tumore, dell’eventuale coinvolgimento di strutture, visceri od organi limitrofi e per l’identificazione di lesioni metastatiche linfonodali. La stadiazione ecografica permette di selezionare un più corretto approccio chirurgico o di eseguire trattamenti radiochemioterapici preoperatori. E’ inoltre di grande utilità nel follow-up post-operatorio per l’individuazione di eventuali recidive.
  4. DOLORE ANO-RETTALE per evidenziare od escludere patologie anorettali in pazienti con dolore anale o perineale.

La validità e utilità dell’ecografia endoanale e endorettale è confermata anche da studi di molti autori che hanno dimostrato come la valutazione ecografica nelle neoplasie del retto permetta non solo di valutare la lesione della parete rettale ma, con le opportune frequenze (7 MHz), di poter definire anche la presenza di linfonodi con caratteristiche metastatiche nel tessuto perirettale e nel mesoretto con accuratezza che varia da 82 a 88% circa, a seconda degli studi presi in esame.

L’ecografia risulta fondamentale anche per il follow up dei pazienti trattati.

Le immagini offerte dala RMN hanno una definizione eccellente per lo studio della morfologia e i rapporti fra le masse/lesioni e i tessuti circostranti.

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