Ecografia Seno Durante Allattamento: Linee Guida

L’ecografia al seno o ecografia mammaria è un esame non invasivo di diagnostica per immagini. L’ecografia mammaria è uno dei mezzi diagnostici più efficaci nell’indagine diagnostica delle ghiandole mammarie e dei linfonodi ascellari. Attraverso gli ultrasuoni si ottiene una esplorazione profonda in grado di evidenziare tutti quei piccoli segnali che, nel tempo, possono sfociare in patologie.

Caratteristiche dell'Ecografia Mammaria

  • L’ecografia mammaria è indolore.
  • L’ecografia del seno è un esame di breve durata, che può risolversi in 20 minuti.
  • Non servono preparazioni prima dell’esame.

L’ecografia al seno come indagine preventiva di routine andrebbe eseguita ogni anno a partire dai 28 anni di età.

Ecografia al Seno in Gravidanza e Allattamento

Non ci sono controindicazioni rispetto all’ecografia al seno in gravidanza, anche se i cambiamenti fisiologici determinano anche cambiamenti alla densità del parenchima. Anche nel periodo dell’allattamento è possibile eseguire l’ecografia mammaria, non essendoci controindicazioni. Gli ultrasuoni dell’ecografia attraversano i tessuti senza rimanervi, pertanto non ci sono rischi ne per la mamma, ne per il neonato.

La prevenzione senologica non si ferma mai, neanche in gravidanza e durante l’allattamento. Alcuni segni come la comparsa di dolore al seno, un piccolo nodulo o una tumefazione possono comparire anche in questo periodo della vita della donna, e non sempre è da allarmarsi. Tuttavia, per vivere serenamente il periodo più bello con il proprio bimbo o in attesa che nasca, è fondamentale “andare a vedere” con gli occhi degli esami specifici per il seno, quali mammografia e ecografia della mammella, cosa accade.

Mammografia ed Ecografia in Allattamento: Rischi e Considerazioni

Molte donne però temono di non poter più allattare dopo gli esami. La mammografia usa le radiazioni ionizzanti che sono pericolose per il feto e quindi è preferibile soprassedere e rimandare fino al termine dell’allattamento. Per l’ecografia mammaria invece non esistono rischi per il feto, perchè usa gli innocui ultrasuoni.

Non ci sono particolari controindicazioni o rischi per mamma e neonato, anche se tecnicamente nella donna in allattamento la mammografia vede poco per l’elevata densità della mammella. Le radiazioni ionizzanti della mammografia e gli ultrasuoni dell’ecografia attraversano il corpo ma non vi rimangono, perciò il latte non sarà nè radioattivo, nè alterato al termine dell’esame.

La mammella è un organo che tende a rimanere sensibile e dolorabile tutta la vita, in particolar modo da metà del ciclo (durante l’ovulazione) fino al termine delle mestruazioni, periodo durante il quale può gonfiarsi, infiammarsi e diventare particolarmente dolorabile. Si tratta però di una situazione fisiologica che non deve costituire motivo di preoccupazione.

Sarebbe consigliabile aspettare qualche mese dal termine dell’allattamento prima di sottoporsi ai normali screening per il tumore mammario. Questo perchè la ghiandola mammaria ha bisogno di smaltirne l’effetto degli ormoni. Pertanto, in genere, è preferibile attendere tra i 3 e i 6 mesi circa in modo da passare dall’allattamento esclusivo allo svezzamento.

In termini di sicurezza non c’è alcuna controindicazione a effettuare l’esame mammografico durante l’allattamento. Le radiazioni ionizzanti, infatti, non si depositano nel latte. Tuttavia, quello dell’allattamento è il periodo peggiore per poter eseguire una mammografia. Il seno colmo di latte, infatti, è congestionato e fatica a essere esplorato dai raggi X. Addirittura, per lo stesso motivo, si tende a evitare di eseguire una mammografia nel periodo di congestione pre-mestruale.

Se durante l'allattamento emerge un potenziale problema che va esplorato, si può procedere con un’ecografia, ma per la mammografia è meglio aspettare che la mammella sia tornata in condizioni fisiologiche, circa uno o due mesi dopo la fine dell’allattamento.

Importanza della Prevenzione e Diagnosi Precoce

La donna non deve smettere di allattare per sottoporsi ad accertamenti diagnostici, che d’altro canto non vanno neppure in alcun modo procrastinati, per non ritardare la diagnosi di un eventuale cancro del seno. Una delle strategie per promuovere l’allattamento nella nostra società è quella di far chiarezza sulla lista delle controindicazioni ad allattare, che risulta eccessivamente e scorrettamente molto più lunga del necessario sia nell’immaginario collettivo e popolare, sia, purtroppo ancor oggi, secondo l’opinione di molti operatori sanitari.

La Position Statement passa in rassegna sistematicamente la compatibilità e sicurezza dell’allattamento con le principali patologie mammarie in atto (per esempio un’infezione) o pregresse (per esempio un intervento chirurgico). “Se nelle patologie mammarie si valuta attentamente il rapporto rischi/benefici, quasi sempre è possibile incoraggiare senza incertezze l’allattamento di una madre che sia adeguatamente informata e naturalmente motivata ad avviare o a non interrompere l’allattamento.

Anche l’agobiopsia, come confermato dagli specialisti, è compatibile con l’allattamento. Pur rappresentando condizioni cliniche che in varia misura ostacolano l’allattamento, la mastite o l’ascesso mammario, così come un pregresso cancro al seno o una mastoplastica, non controindicano l’allattamento.

Durante la gravidanza, tra i controlli per la salute fetale e la preparazione per l’arrivo del bebè, può succedere che lo screening per la prevenzione del tumore al seno venga trascurato o rimandato a lungo dalla futura mamma. “È a partire dai 40 anni, del resto, che si osserva il progressivo aumento dell’incidenza del tumore mammario”. In gravidanza, il percorso di screening prevede la visita senologica e l’esecuzione dell’ecografia mammaria.

L’ecografia mammaria è un esame completamente sicuro sia per la mamma che per il feto, e non rilascia alcun tipo di radiazione nociva. Per quello che riguarda la qualità dello studio ecografico, è vero che durante la gravidanza si evidenzia un aumento volumetrico, ma fino all’ottavo mese di gestazione il seno della donna si può visualizzare con relativa semplicità.

Nonostante l’ecografia al seno non offra una grande risoluzione durante l’allattamento e non sia consigliata, in alcuni casi si può ritenere opportuno eseguirla, per esempio in presenza di noduli o dubbi diagnostici. Tra l’altro, può essere prescritta anche per problematiche di natura differente, in quanto durante questo periodo possono comparire formazioni come un galattocele (cisti del latte), un ingorgo latteo, una mastite.

Esistono dei segnali da non trascurare: in caso di comparsa, è sempre opportuno contattare uno specialista. Una donna dovrebbe iniziare a controllare il seno parlandone con il ginecologo, e farlo per tutta la vita. Tra i 40 e i 50 anni lo screening prevede mammografia, ecografia e visita senologica ogni anno. Tra i 50 e i 74 anni, la mammografia può essere eseguita ogni due anni, con ecografia e visita annuali, ma in caso di familiarità è necessario programmare controlli con tempistiche personalizzate.

Numerosi studi hanno dimostrato il ruolo protettivo dell’allattamento nei confronti del rischio di sviluppare il tumore al seno. Tanto che il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) lo ha inserito tra le dieci raccomandazioni per stare lontani dalle patologie tumorali. Questo non significa azzerare le probabilità di comparsa di una neoplasia alla mammella, ma consente di ridurle molto.

Cosa Succede al Seno Durante Gravidanza e Allattamento?

Ciò che è importante evidenziare è che durante l’allattamento il seno subisce naturalmente delle modifiche. Durante gli ultimi tre mesi di gravidanza e nei primi sei mesi di allattamento la visita senologica perde il suo significato in termini di diagnosi precoce perché la mammella, per ovvie ragioni, si modifica strutturalmente per il fisiologico aumento di consistenza a seguito di un’aumentata componente liquido-congestizia.

Ne deriva che la capacità percettiva del senologo è fortemente limitata ed è quindi impossibilitato ad avere un adeguata sensibilità nel percepire con la palpazione eventuali piccole lesioni tumorali; gli esami strumentali, quali mammografia ed ecografia sono molto difficoltosi e anch’essi ridotti in termini di sensibilità e specificità, con una ridotta accuratezza nella capacità di vedere piccole lesioni tumorali.

Importante è ricordare che la gestazione e l’allattamento interessano, mediamente, donne giovani under 40 anni, quindi poco esposte alla problematica oncologica in termini di incidenza di malattia.

Quando è Necessario Intervenire

Ovviamente questo discorso non vale in presenza di una sintomatologia clinica, vera o presunta che sia, che faccia sospettare la presenza di una problematica, non solo oncologica, ma anche infettiva o traumatica (ad esempio noduli mammari, flogosi locali, mastiti, ingorghi, galattoceli, ecc). In questi casi trova forte indicazione la visita clinica da parte del senologo che poi, in caso di necessità e confrontandosi con il collega radiologo, suggerirà gli eventuali accertamenti strumentali di necessità o le adeguate terapie.

Pertanto, a fronte di queste considerazioni, LILT non effettua visite senologiche di prevenzione in donne nel terzo trimestre di gravidanza o nei primi sei mesi di allattamento ma è invece estremamente presente in caso di riferita sintomatologia senologica da parte della donna, in un adeguato percorso riservato e ben strutturato, nel rispetto dell’ integrità psico-fisica della neo-mamma.

Gli esami di prevenzione vengono momentaneamente sospesi e ripresi nel momento in cui la mammella torna al suo stato di normalità strutturale. Questo non significa smettere con la prevenzione: l’autopalpazione e l’osservazione del proprio seno sono sempre consigliate.

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