L’ecografia della prostata sovrapubica si esegue con una sonda convex a bassa frequenza (da 3.7 a 5 Mhz). Questo tipo di esame viene quindi effettuato per via transaddominale con una tradizionale sonda ecografica. Il paziente è disteso supino su un lettino. L'esame è indolore, sicuro e non invasivo.
Obiettivi dell'Esame
L’ecografia della prostata sovrapubica ha l’obiettivo di valutare le cause di ritenzione urinaria o, più in generale, di una minzione difficoltosa. A tal fine, indaga le condizioni della vescica in situazione pre e post minzionale onde verificare gli effetti di un’eventuale ipertrofia prostatica. Infatti, nel caso di tale patologia, il residuo post minzionale presente in vescica aumenta in maniera significativa.
Lo scopo dell’ecografia prostatica è quello di produrre immagini in grado di garantire al medico preposto allo svolgimento di questo accertamento diagnostico di avere un quadro chiaro riguardo alla salute di tutti gli elementi costitutivi di questa particolare regione del corpo maschile. Durante questo accertamento, dunque, grazie a questa tecnologia, il medico può indagare circa le dimensioni e la morfologia della prostata, identificare eventuali lesioni e ricercare formazioni anomale.
In particolare, è volta ad escludere o confermare la presenza di formazioni tumorali, ricercare calcoli nella vescica, calcolare le dimensioni della prostata, confermare la presenza di ipertrofia prostatica benigna e/o eventuali noduli di possibile natura neoplastica. L’esame ecografico, fornisce informazioni sulle pareti vescicali, sulla forma, sul diametro e sui margini dell’organo.
Difatti, con l'ecografia sovrapubica - oltre alle dimensioni della prostata - è altresì possibile valutare le caratteristiche della vescica, che spesso risente dell'ingrossamento di questa ghiandola. Inoltre, l'ecografia sovrapubica della prostata permette di eseguire lo studio del residuo di urina nella vescica in seguito alla minzione.
Indicazioni all'Ecografia Prostatica Sovrapubica
L’ecografia prostatica sovrapubica è pertanto indicata nel sospetto di ipertrofia prostatica (minzione frequente notturna), ma anche in caso di aumento del PSA (antigene prostatico specifico che si dosa nel sangue) che induce a sospettare la presenza di un tumore. Tra le ragioni che rendono suggeribile la richiesta di un’ecografia ci sono situazioni nelle quali si riscontrano prostata ingrossata, minzioni troppo frequenti, infertilità, diminuzione del getto urinario e numerosi altri disturbi sospetti.
Preparazione all'Esame
L'ecografia sovrapubica della prostata è un esame relativamente semplice, che non richiede particolari precauzioni o attenzioni. L’Ecografia Prostatica Sovrapubica non ha controindicazioni pertanto non richiede particolari precauzioni o attenzioni. Tuttavia, l'esame dev'essere eseguito con la vescica piena. È necessario presentarsi a vescica piena per cui occorre non urinare da 2 ore prima dell’esame e bere rapidamente 1 litro di acqua non gassata 1 ora prima dell’esame stesso.
In caso di pazienti cardiopatici, o molto anziani, le norme di preparazione possono essere leggermente diverse. In tal caso bisogna attenersi alle istruzioni ricevute in fase di prenotazione.
Svolgimento dell'Esame
L’esame viene eseguito per mezzo di un ecografo dotato di una normale sonda ecografica, che viene posizionata, appunto, nella zona sovrapubica, indicativamente fra l’ombelico e la base del pene. Al termine dell’esame, il medico chiederà al Paziente di svuotare la vescica per poter valutare il residuo urinario post-minzione. Portare la documentazione precedente.
Altre Tecniche Ecografiche
Esistono numerose tecniche diverse per procedere all’accertamento diagnostico delle patologie della prostata e, in generale, di tutto l’apparato genitale ed urinario maschile: l’ecografia prostatica pelvica, ad esempio, è un esame che si svolge a vescica piena e che permette di studiare dettagliatamente le pareti ed il contenuto della vescica, volume, ecostruttura e morfologia della prostata e tutte le vescichette seminali.
L’ecografia prostatica per via endocavitaria corrisponde agli accertamenti trans vaginali studiati per l’utenza femminile e seguono la stessa identica logica di intervento: per portare a termine questo particolare tipo di esame, infatti, la sonda viene inserita nell’ano del paziente con lo scopo di avvicinare il più possibile il dispositivo a tutti gli organi da esaminare. Quest’ultimo accertamento, dunque, fa luce su un aspetto estremamente importante relativo alle varie tecniche diagnostiche utili alla valutazione dello stato clinico relativo alla ghiandola: l’ecografia prostatica non è necessariamente invasiva.
Per rendere più completo l’esame, inoltre è possibile seguire una particolare tecnica che permette ricavare altri dati preziosi dall’analisi dei liquidi rimasti all’interno della vescica in seguito alla minzione: anche questo particolare tipo di accertamento, definito “ecografia prostatica con RPM” non ha carattere invasivo e può essere svolto per via esterna.
Come detto, dunque, l’ecografia prostatica transrettale è uno straordinario strumento diagnostico che, avvicinando il più possibile la sonda agli organi da esaminare, permette al medico preposto allo svolgimento dell’esame di valutare in maniera accurata e veloce quale sia lo stato di salute dell’area sottoposta allo screening. L’esame ha una durata di appena 10/15 minuti, non è doloroso e non causa alcun effetto collaterale in grado di ledere alla salute del paziente.
Per lo svolgimento di un’ecografia prostatica transrettale la preparazione prevede che la vescica sia piena e, pertanto, prima dello svolgimento dello screening è opportuno assumere almeno un litro d’acqua curandosi di trattenere le urine. L’ecografia prostatica transrettale prevede norme di preparazione rigorose ma non particolarmente complesse o invalidanti: in primo luogo, infatti, è fondamentale che l’ampolla rettale sia completamente vuota.
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