Ecografia Morfologica Fetale nel Terzo Trimestre di Gravidanza

Nei 9 mesi che precedono il parto, la futura mamma deve sottoporsi a una serie di esami importanti al fine di assicurarsi una gestazione serena. Fondamentale è comprendere l’importanza di monitorare e, quando possibile, prevenire le situazioni di rischio, nelle quali una diagnosi precoce può garantire una terapia efficace.

Insieme all’ecografia del I trimestre e all’ecografia morfologica, l’ecografia del III trimestre fa parte delle ecografie di routine in gravidanza. L’ecografia ostetrica non presenta rischi né per la mamma né per il feto. Si tratta infatti di un esame ripetibile ogni volta che c’è l’indicazione, spesso anche per condizioni materne (obesità, fibromi uterini, cicatrici, quantità di liquido amniotico) e/o fetali (posizione fetale anomala, movimento del feto), che possono ostacolare lo studio ecografico in un particolare momento.

Cos'è l'Ecografia Ostetrica del Terzo Trimestre?

L’ecografia ostetrica terzo trimestre è la terza ecografia a cui di prassi devono sottoporsi le donne in gravidanza. L’ecografia ostetrica del terzo trimestre è una normale ecografia, non è dunque un esame invasivo o pericoloso. In alcuni casi specifici potrebbe essere condotta per via endovaginale, in questo caso lo specialista dovrà posizionare la sonda all’interno del collo dell’utero della paziente.

Prima di iniziare l’esame è bene identificare l’epoca gestazionale sulla base dell’UM vera o ricostruita ecograficamente o sulla base di un’ecografia eseguita entro le 22 settimane, meglio se del I trimestre. Durante l’esame, la futura mamma viene sdraiata su un lettino e viene applicato un apposito gel sulla pancia. Il medico utilizza poi una sonda ecografica per visualizzare il feto e valutare la sua crescita. L’esame dura circa 30 minuti.

Obiettivi dell'Ecografia del Terzo Trimestre

L’ecografia del terzo trimestre, da effettuare tra le 30^ e la 32^ settimana di gravidanza, serve a verificare lo sviluppo e la crescita del feto, visualizzare i suoi organi e apparati, controllare il liquido amniotico e le caratteristiche della placenta. Questa ecografia, detta anche ecografia biometrica, ha la funzione di valutare la crescita complessiva del feto e la sua posizione (in vista del parto). Ma non solo.

Si misurano alcuni parametri ( diametro biparietale, circonferenza cranica e addominale, lunghezza del femore) che vengono confrontati con i valori rilevati nelle precedenti ecografie e con i parametri di riferimento della settimana di gestazione (valutazione del percentile). In tal modo sarà possibile riconoscere un accrescimento fetale inferiore o superiore a quello atteso. Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre trent’anni e non sono stati riportati effetti dannosi anche a lungo termine, sul feto.

Valutazione Morfologica e Ricerca di Anomalie

Inoltre è possibile valutare la morfologia fetale: non sarà possibile una valutazione morfologica dettagliata come a 20-22 settimane per una serie di fattori limitanti. Si valutano gli organi fetali, la biometria fetale e quindi è possibile individuare anomalie nel feto con insorgenza tardiva. L’ecografia del terzo trimestre può inoltre identificare anomalie strutturali congenite non diagnosticate precedentemente o che, per la loro natura evolutiva, si manifestano solo nel terzo trimestre di gravidanza. La ricerca di malformazioni fetali non è un obiettivo dell’ecografia del III trimestre.

A volte capita che l’esame non possa essere effettuato in modo soddisfacente a causa di una posizione fetale persistentemente sfavorevole o per una cattiva visualizzazione di alcuni organi (ad esempio stomaco o vescica vuoti). L’esperienza finora acquisita suggerisce che l’esame ecografico effettuato per lo screening delle anomalie fetali tra 19 e 21 settimane consente di identificare dal 20% al 50% delle malformazioni più rilevanti. La possibilità di individuare un’ anomalia non dipende necessariamente dalla gravità del difetto ma dalle sue dimensioni e dalla più o meno evidente alterazione dell’immagine ecografica che ne risulta.

Aspetti Valutati Durante l'Ecografia

L’ecografia del terzo trimestre è utile per determinare, attraverso la misurazione di alcuni parametri del feto (misurazione della testa, dell’addome e del femore), se l’accrescimento sta avvenendo in maniera regolare. Valuta, inoltre, la posizione del feto (se è podalico o cefalico), le condizioni della placenta e del liquido amniotico.

  • Posizione del feto: L’ecografia viene utilizzata per determinare la posizione del feto nell’utero. È importante che il feto si trovi in posizione cefalica, ovvero con la testa rivolta verso il basso, in preparazione al parto.
  • Crescita fetale: Durante l’ecografia del terzo trimestre, vengono valutate le dimensioni del feto, compreso il suo peso stimato.
  • Movimenti fetali: L’ecografia può rilevare i movimenti del feto, confermando che il feto è attivo e in salute.
  • Quantità di liquido amniotico: Viene misurata la quantità di liquido amniotico presente nell’utero. La quantità di liquido amniotico è un indicatore importante per il benessere fetale. Viene misurata e valutata per garantire un ambiente ideale per la crescita fetale.
  • Posizione e stato della placenta: L’ecografia può determinare la posizione della placenta nell’utero e valutare la sua funzionalità. Si presta particolare attenzione alla distanza tra il lembo placentare inferiore e l’orificio uterino interno del collo dell’utero, escludendo la condizione di “placenta previa”.

Ruolo della Flussimetria Doppler

Flussimetria Doppler utero-placentare: per monitorare i casi di insufficienza placentare già identificati in occasione di precedenti controlli e predisposti, nel corso delle settimane, allo sviluppo di ipertensione materna, preeclampsia/eclampsia, iposviluppo fetale ecc. L’utilizzo della flussimetria Doppler fetale e utero-placentare è parte integrante dell’esame. Questa metodologia permette di valutare il benessere fetale e adattamenti emodinamici a situazioni rischiose. Viene valutato il flusso sanguigno dalla madre alla placenta e dal feto alla placenta.

Limitazioni dell'Ecografia

L’accuratezza dello studio ecografico nell’individuazione delle anomalie fetali può essere limitata da: sfavorevole posizione del feto, ridotta quantità di liquido amniotico, presenza di cicatrici addominali, gemellarità, nodi di mioma, scarsa penetrazione degli ultrasuoni attraverso la parete addominale materna (condizione frequente nelle gestanti obese).

Tuttavia, è importante ricordare che l’ecografia ha limitazioni e non può individuare tutte le possibili complicazioni o problemi fetali. In alcuni casi, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori esami o monitoraggio durante il terzo trimestre o durante il parto stesso.

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