Scoprire una gravidanza è un momento emozionante e cruciale nella vita di ogni donna. La conferma da parte del ginecologo rappresenta un passo fondamentale per garantire una gestazione sana e monitorata adeguatamente.
Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna. Ma quando fare la prima ecografia in gravidanza? È una domanda che spesso trova risposte scorrette.
Quando Eseguire la Prima Ecografia
Contrariamente a questa consuetudine, le indicazioni emesse dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) ci dicono che la prima ecografia in gravidanza andrebbe eseguita tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni è considerato il momento in cui termina il primo trimestre di gravidanza). Questo è il tempo necessario all’embrione per attecchire e annidarsi nella parete uterina, iniziare il suo sviluppo e i processi di formazione degli organi al suo interno.
In una donna sana, senza fattori di rischio particolari, non c’è però motivo di effettuare un’ecografia in epoca così precoce. Da un punto di vista clinico e assistenziale gli elementi che si riescono a indagare con la prima ecografia sono molto importanti e permettono di assicurarsi che i primi adattamenti della gravidanza siano avvenuti in modo regolare ed efficace.Dal punto di vista dei genitori accade spesso che la prima ecografia segni un passaggio, diventando un segno di realtà, di tangibilità della gravidanza.
Tipologie di Ecografie Fetali
Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:
- Ecografie transvaginali (o interne): indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno.
- Ecografie addominali (o esterne): solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.
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Cosa è Visibile Durante le Diverse Ecografie
Cosa è visibile dalla prima ecografia dipende tuttavia dalla settimana di gravidanza in cui l’indagine viene effettuata. Se si esegue molto presto (cinque-sei settimane di gestazione) sarà poi necessario ripetere l’esame nelle settimane successive per poter visualizzare tutto ciò che è necessario.
Prime Settimane di Gravidanza
Nelle primissime settimane, nella camera gestazionale è visibile il “sacco vitellino” prima ancora dell’embrione, una sorta di paracadute a cui è attaccato l’embrione stesso, che fornisce alle prime cellule i nutrienti essenziali per le prime fasi di sviluppo. La camera gestazionale si forma nell’utero materno subito dopo l’impianto dell’embrione e rappresenta il nido all’interno del quale si svilupperà il bambino.
Per quanto riguarda le caratteristiche della camera gestazionale, essa è delimitata dalla membrana amniotica, che protegge il piccolo dalla forza di gravità e da eventuali traumi grazie alla presenza del liquido amniotico.
Durante un controllo ecografico effettuato in epoca precoce è possibile riscontrare eventuali anomalie della camera gestazionale riguardanti la forma, il contenuto o la grandezza. Riscontrare una camera gestazionale vuota o irregolare o piccola per l’epoca gestazionale è un evento molto comune. Altre volte, invece, le anomalie della camera gestazionale dipendono dal fatto che la gravidanza non possiede le caratteristiche necessarie per progredire fisiologicamente ed è destinata a interrompersi.
Rilevare le misure della camera gestazionale può essere utile per capire l’evoluzione della gravidanza quando questa sembra a rischio (quando compaiono, cioè, fattori negativi come perdite di sangue o dolori addominali anomali). Le misurazioni della camera gestazionale vengono valutate insieme all’epoca di amenorrea (il mancato arrivo delle mestruazioni) ma, come abbiamo visto, è possibile che l’epoca gestazionale non sia corretta, dunque è normale riscontrare misurazioni più piccole rispetto al previsto. Per questo, ciò che bisogna valutare è l’evoluzione della misurazione a distanza di una settimana. Quando si rileva una camera gestazionale che misura 25 mm ci si aspetta di vedere anche l’embrione al suo interno.
Ecografie Raccomandate Durante la Gravidanza
Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:
- Ecografia ostetrica nel primo trimestre: generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana.
- Ecografia morfologica nel secondo trimestre: tra la 20ª e la 22ª settimana.
- Ecografia biometrica nel terzo trimestre: tra la 30ª e la 34ª settimana.
Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.
Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:
- Eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita.
- Eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.
Ecografie per Trimestre
Vediamo quali ecografie vengono effettuate durante i tre trimestri di gravidanza:
Primo Trimestre
- Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco.
- Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.
La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce.
Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti. Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.
Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.
Secondo Trimestre
- Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi.
- Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.
L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.
In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.
Come si svolge un'ecografia
Prima di iniziare, il ginecologo cosparge di gel la parte su cui farà scorrere una sonda. La donna avverte semplicemente una sensazione di freddo. Le immagini del feto, riprese dalla sonda, vengono visualizzate su uno schermo posizionato davanti al ginecologo.
Serve per controllare lo sviluppo del feto ed escludere che vi siano malformazioni. Durante la seconda ecografia in gravidanza, il medico misura infatti le forme del feto, controllando le dimensioni del cranio, del femore e dell’addome. Consente di stabilire di quanti mesi è il feto e di calcolare di conseguenza la data del parto.
Quelle di cui abbiamo parlato sono definite ecografie classiche. Si ricorre a tale tipologia di esame quando il ginecologo ritiene necessario controllare meglio l’apparato riproduttivo della madre. Con l’ecografia classica infatti non è possibile superare gli strati adiposi del corpo. L’ecografia transvaginale viene effettuata dal ginecologo attraverso una sonda. Anziché passarla sulla pancia, come avviene nell’ecografia classica, il medico la inserisce in vagina.
La prima visita ginecologica
In alcuni casi, può capitare che il ginecologo non rilevi immediatamente una gravidanza. Questo può dipendere da vari fattori, tra cui il momento della visita, la presenza di sintomi poco chiari o situazioni particolari come gravidanze ectopiche. È importante sapere che l’aumento di volume dell’utero, percepibile tramite visita ginecologica interna, non è rilevabile prima delle 5-6 settimane di amenorrea (circa 20-30 giorni dopo il concepimento). Inoltre, la presenza di anomalie uterine come fibromi e adenomiosi può rendere difficile la diagnosi iniziale.
Generalmente, i test di gravidanza su sangue sono i primi a dare un risultato positivo, seguiti dai test sulle urine che diventano positivi qualche giorno dopo. Una visita ginecologica può certamente sospettare l’inizio una gravidanza, già nelle prime settimane. Durante la visita, il ginecologo esegue un esame pelvico bimanuale per rilevare cambiamenti fisici nell’utero e nelle ovaie, che possono indicare la presenza una gravidanza. Tuttavia, la conferma definitiva avviene tramite i test di laboratorio che misurano i livelli dell’ormone hCG (gonadotropina corionica umana) nel sangue o nelle urine.
I test di gravidanza casalinghi, che misurano l’hCG nelle urine, sono abbastanza sensibili e facili da usare, ma possono dare risultati falsi negativi se eseguiti troppo presto.
Cosa Aspettarsi Durante la Prima Visita Ginecologica in Gravidanza
La prima visita ginecologica in gravidanza è un momento cruciale sia per confermare la gravidanza stessa che per stabilire un piano di cura personalizzato per i mesi successivi. Ecco cosa aspettarsi durante questo appuntamento fondamentale:
- Anamnesi Completa: Il ginecologo inizierà con una dettagliata anamnesi, raccogliendo informazioni sulla tua storia medica personale e familiare. Questo include eventuali precedenti gravidanze, aborti, patologie croniche, allergie, e uso di farmaci. La storia familiare di malattie genetiche o croniche sarà anch’essa presa in considerazione.
- Conferma della Gravidanza: Anche se potresti aver già effettuato un test di gravidanza a casa, il ginecologo confermerà la gravidanza attraverso un esame del sangue per misurare i livelli di hCG (gonadotropina corionica umana) e un’ecografia. L’ecografia transvaginale è solitamente la scelta per le prime settimane, in quanto può fornire immagini più chiare dell’utero e del sacco gestazionale.
- Esame Clinico: Durante la prima visita, il ginecologo eseguirà un esame clinico completo che comprende:
- Esame pelvico: Per valutare la dimensione e la forma dell’utero, e per escludere la presenza di eventuali anomalie come fibromi o cisti ovariche.
- Esame del seno: Per controllare eventuali cambiamenti o noduli, che potrebbero richiedere ulteriori indagini.
- Misurazione della pressione sanguigna e del peso: Questi parametri saranno monitorati attentamente durante tutta la gravidanza.
- Ecografia Transvaginale: Durante le prime settimane, l’ecografia transvaginale è preferita per visualizzare meglio l’utero e il sacco gestazionale. Questa ecografia permette di confermare la presenza dell’embrione e di rilevare il battito cardiaco fetale, solitamente visibile intorno alla sesta settimana di gestazione.
- Screening e Test di Laboratorio: Il ginecologo prescriverà una serie di test di laboratorio per assicurarsi che la gravidanza proceda senza complicazioni. Questi possono includere:
- Analisi del sangue: Per controllare i livelli di hCG, l’emocromo completo, il gruppo sanguigno, il fattore Rh, e per lo screening di infezioni come l’HIV, l’epatite B e C, la sifilide e la toxoplasmosi.
- Analisi delle urine: Per rilevare eventuali infezioni urinarie e per monitorare la presenza di proteine e glucosio, che potrebbero favorire condizioni come la preeclampsia o il diabete gestazionale.
- Pap test: Se non è stato eseguito di recente, per escludere la presenza di anomalie cervicali.
- Discussione dei Sintomi e dei Cambiamenti Fisici: Il ginecologo discuterà con te dei sintomi comuni della gravidanza, come nausea, vomito, stanchezza e cambiamenti nel seno. Ti fornirà consigli su come gestire questi sintomi e su cosa aspettarti nei mesi a venire.
- Consigli su Stile di Vita e Nutrizione: Il ginecologo ti darà indicazioni su una dieta equilibrata e su eventuali integratori necessari, come l’acido folico, fondamentale perprevenire difetti del tubo neurale nel feto. Inoltre, discuterà l’importanza di evitare alcool, fumo e altre sostanze nocive, e ti fornirà consigli sull’attività fisica adeguata durante la gravidanza.
- Pianificazione dei Prossimi Appuntamenti: Infine, il ginecologo stabilirà un calendario di visite prenatali per monitorare la tua salute e quella del tuo bambino nel corso della gravidanza.
Esami di Routine Durante la Gravidanza
Durante la gravidanza è essenziale programmare visite regolari con uno/una specialista in Ginecologia o Ostetricia, in genere una volta al mese, per monitorare la salute del feto e della donna. La frequenza e la tipologia delle visite possono naturalmente variare: in base a fattori di rischio specifici, al benessere della madre e al progresso della gravidanza.
Di conseguenza, anche le analisi cliniche consigliate dipendono dal trimestre, dallo stato di salute del feto e da eventuali necessità specifiche. Di seguito esaminiamo quali esami è bene fare in ogni fase della gravidanza, mese per mese e settimana per settimana.
Esami nel Primo Trimestre
Un decreto ministeriale del Ministero della Sanità stabilisce una serie di test ed esami fondamentali per la gravidanza, a partire dal primo fino al secondo e al terzo trimestre.
In particolare, i primi esami da effettuare in gravidanza comprendono:
- Visita ginecologica di primo controllo con ecografia ostetrica
- Esami del sangue per l’analisi dell’emocromo completo, del gruppo sanguigno, degli anticorpi anti eritrociti, del glucosio (o glicemia, per la valutazione del diabete gestazionale), test per escludere rosolia e toxoplasmosi, analisi per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, clamidia, gonorrea, epatite C)
- Esame delle urine completo con urinocoltura, per la valutazione di eventuali infezioni delle vie urinarie, che potrebbero rappresentare un rischio in gravidanza
Oltre a questi test di routine, si suggerisce di eseguire anche:
- Esame del sangue per escludere il citomegalovirus e valutare la tiroide
- Eventuale analisi per la fibrosi cistica (malattia genetica ereditaria, cronica ed evolutiva, che tende ad ostruire i bronchi e i dotti del pancreas)
- Test prenatali per la valutazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale (TRI TEST - NIPT - villocentesi - amniocentesi), eseguiti generalmente a partire dalla 10° settimana di gravidanza
Esami nel Secondo Trimestre
Nel secondo trimestre, sempre secondo lo stesso decreto ministeriale, sono raccomandati ulteriori esami e analisi per garantire il monitoraggio continuo della gravidanza.
Dalla 14° alla 18° settimana:
- Esami del sangue ripetibili per escludere le possibili infezioni da rosolia e toxoplasmosi (una malattia infettiva spesso asintomatica, ma che può portare ad aborti spontanei, parti prematuri e ritardi nella crescita intrauterina)
- Test per il diabete gestazionale (curva da carico di glucosio), se a rischio e in base alla disposizione del professionista che sta seguendo la donna in gravidanza
Dalla 19° alla 23° settimana:
- Ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali
- Esame del sangue per la toxoplasmosi
Dalla 24° alla 27° settimana:
- Esame del sangue per escludere la toxoplasmosi
- Curva da carico di glucosio per diabete gestazionale
- Esame delle urine completo con urinocoltura
Esami nel Terzo Trimestre
Nel terzo trimestre, l’attenzione degli esami da effettuare si concentra sulla preparazione al parto e sul monitoraggio costante dello stato di salute di mamma e feto.
Dalla 28° alla 32° settimana:
- Esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi
- Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna)
Dalla 33° alla 37° settimana:
- Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura
- Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita)
Entro la 41° settimana:
- Ecografia ostetrica per la valutazione quantitativa del liquido amniotico
- Cardiotocografia esterna, utilizzata in gravidanza per monitorare il benessere fetale in prossimità del parto e durante il travaglio
Tabella Riassuntiva degli Esami in Gravidanza
Di seguito una tabella riassuntiva dei principali esami da fare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test:
| Mese o Settimana | Analisi ed Esami da fare in gravidanza |
|---|---|
| 1° mese (4-7 settimane) | Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria). |
| 2° mese (8-11 settimane) | Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura. |
| 3° mese (12-15 settimane) | Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato). |
| 4° mese (16-19 settimane) | Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT). |
| 5° mese (20-23 settimane) | Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario. |
| 6° mese (24-27 settimane) | Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura. |
| 7° mese (28-31 settimane) | Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo. |
| 8° mese (32-35 settimane) | Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura. |
| 9° mese (36-40+ settimane) | Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS. |
Solitamente non è necessario sottoporsi ad ulteriori esami, se non specificamente richiesti dal medico specialista che segue la gravidanza. Il professionista valuterà caso per caso la necessità di altri test, basandosi su fattori di rischio individuali e sull’andamento della gravidanza, garantendo così la massima sicurezza per la mamma e per il nascituro.
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