L’ecografia pelvica transvaginale tridimensionale è un esame diagnostico per immagini che si avvale dell’utilizzo di ultrasuoni per studiare le condizioni e lo stato di salute degli organi genitali femminili.
Come in un qualsiasi altro esame ecografico, infatti, le onde sonore emesse dalla sonda vengono riflesse dai tessuti dell’apparato genitale e ritornano indietro sotto forma di echi. Le onde sonore non sono udibili dall’orecchio umano e sono assolutamente innocue. L’elaborazione tridimensionale fornisce ulteriori informazioni importanti rispetto alla già utilissima ecografia pelvica transvaginale.
Come Funziona l'Ecografia Pelvica 3D
L’ecografia tridimensionale si basa sulla ricostruzione ed elaborazione computerizzata delle normali immagini ecografiche bidimensionali. Si possono ottenere delle immagini tridimensionali (3D), cioè immagini ferme che vengono analizzate successivamente da vari punti di vista ed in tre dimensioni, oppure immagini quadridimensionali (4D), dove la quarta dimensione è rappresentata dal tempo, cioè si hanno immagini tridimensionali in movimento e in tempo reale.
Ecografia 3D e 4D in Ostetricia
In ambito ostetrico, l’ecografia tridimensionale ha un importante utilizzo. È dimostrato da alcune pubblicazioni che la visualizzazione del feto in 3D e 4D consente ai genitori di iniziare precocemente un utile rapporto affettivo e relazionale con il proprio bambino. A questo scopo è possibile effettuare lo “scan-for-fun”, ovvero l’ecografia ludica che, senza scopo diagnostico, consente ai genitori una osservazione tridimensionale e quadridimensionale per un certo tempo il feto ed il suo comportamento per conoscerlo meglio.
Perchè l’esame risulti ben chiaro bisogna che il feto sia posizionato adeguatamente, che vi sia una buona falda di liquido amniotico e che l’ecogenicità della paziente sia buona. L’epoca migliore per l’ecografia 4D è quella compresa fra le 23-24 e le 28-29 settimane di gestazione, anche se già nel primo trimestre è possibile eseguire l’esame in 3D e 4D rendendosi conto di come già a 12 settimane il feto sia completamente formato ed in piena attività.
L’ecografia 3D in gravidanza consente ai genitori di vedere il viso del loro bimbo quando è ancora nella pancia. Molte donne desiderano vedere il loro piccolo prima che nasca. Rispetto all’ecografia tradizionale che offre un’immagine bidimensionale in bianco e nero, l’ecografia 3D consente di vedere il bambino in modo più concreto. Permette di ottenere un’immagine tridimensionale, a colori, accurata e ad alta definizione.
È possibile effettuare l’ecografia 3D nelle prime settimane di gravidanza per via transvaginale, tra il 2° e 3° trimestre per via sovrapubica. Facendola nel secondo e terzo trimestre è possibile aggiungerla ad una delle tre ecografie obbligatorie da svolgere in gravidanza (ostetrica, morfologica, di accrescimento). È comunque preferibile farla nel momento della seconda ecografia, quella morfologica. In ogni caso può essere eseguita con successo in qualunque periodo della gravidanza.
A partire dalla 25esima settimana, l’immagine sarà però migliore perché il feto è di medie dimensioni e l’impatto estetico sarà migliore. La qualità dell’immagine dipende dalla posizione del feto e dallo spessore del tessuto adiposo nella parete addominale della mamma. Le immagini sono infatti migliori quando il piccolo è rivolto verso la sonda e non vi sono davanti il cordone, gli arti o la placenta e se il tessuto adiposo della mamma ha uno spessore piccolo che non interferisce con la trasmissione degli ultrasuoni.
La maggior parte delle diagnosi di malformazioni fetali si effettua ancora con le tradizionali immagini bidimensionali, vi sono però alcune patologie per le quali la valutazione tridimensionale può offrire dei vantaggi e ci riferiamo, in particolare, allo studio dei tessuti molli, della spina bifida, di alcune patologie del sistema nervoso centrale, del cuore e dell’apparato muscolo scheletrico. Riteniamo inoltre che l’ecografia 3D-4D offra dei sensibili vantaggi nell’interpretazione dell’ecocardiografia fetale. Le cardiopatie rappresentano le malformazioni fetali più comuni e, spesso, le più difficili da individuare ed interpretare. La qualità dell’ecografo risulta, in questi casi, estremamente importante per individuare eventuali patologie.
Applicazioni Ginecologiche dell'Ecografia 3D
In ambito ginecologico consente uno studio più approfondito della sfera genitale interna femminile, utero e ovaie. Permette inoltre la proiezione di strutture ed organi in bidimensionale, che solitamente non sono ottenibili con l’ecografia tradizionale. Grazie ad una tecnologia avanzata, tale tipologia di ecografia consente di vedere il feto in tridimensionale ed in movimento. È possibile dunque oggi vedere il piccolo “in diretta”.
Diagnosi di Malformazioni Uterine
Presenti già alla nascita oppure comparse nel corso della vita, le malformazioni a carico dell’utero sono un problema molto più frequente di quanto si possa immaginare. La loro prevalenza è approssimativamente del 16% in donne con diagnosi di aborti ripetuti. Molto spesso queste alterazioni passano del tutto inosservate fino a quando la donna non decide di avere un figlio e si sottopone a numerosi accertamenti.
In genere, l’utero è un organo cavo, dalla forma che assomiglia a una pera (chiamato corpo), mentre la parte finale è molto simile a un manicotto, il cosiddetto collo dell’utero. Il corpo forma con il collo un angolo aperto verso il davanti, cioè verso il pube. Ma non sempre le cose vanno per il verso giusto e in alcune donne può succedere che i due cordoni si uniscano tra loro in modo sbagliato.
Gli eventuali errori nello sviluppo dell’utero possono essere anche molto differenti da una donna all’altra. Per alcune, la malformazione non rappresenta un vero e proprio problema per diventare mamma e, durante i 9 mesi della gravidanza, il suo utero può prendere nuove forme o posizioni che le permettono di portare a termine un’eventuale gravidanza senza particolari problemi.
Per altre donne, invece, pur non impedendo il concepimento, la malformazione può alterare il naturale andamento della gravidanza, provocando alcuni inconvenienti: quello più frequente è un aborto precoce che si verifica già durante le prime settimane di gravidanza, a causa di una scarsa irrorazione di sangue al feto. In altri casi, un utero malformato può rendere molto più difficile il travaglio di parto, e allora la nascita del piccolo può diventare particolarmente difficoltosa.
Vantaggi dell'Ecografia 3D nella Diagnosi delle Malformazioni Uterine
L’ecografia 3D può essere utilizzata con eccellenti risultati non solo nei casi di gravidanza, ma anche per la diagnosi di malformazioni uterine. In questi casi, l’uso della 3D supera la risonanza magnetica e l’isterosalpingografia e permette di evitare esami invasivi come l’isteroscopia con laparoscopia.
Le malformazioni che possono colpire l’utero possono essere l’utero arcuato, setto, bicorne o didelfo (due colli e due corpi uterini).
- Si è sviluppato un solo corno di Müller e, di conseguenza, l’utero risulta dimezzato.
- I corni non si sono fusi completamente tra loro e sul loro fondo rimane una specie di “sella”, dovuta ai cordoni che sono rimasti separati. Quest’anomalia crea grossi problemi alla gravidanza e le percentuali di aborto sono elevate, perché se l’impianto avviene sul setto, è difficile che l’embrione abbia sufficiente apporto di sangue e di nutrimento per poter crescere in maniera regolare.
- I due corni si sono sviluppati in maniera indipendente l’uno dall’altro: in altre parole, non si sono fusi tra loro, ma sono presenti due uteri, ognuno provvisto di un proprio collo.
Altre Applicazioni Diagnostiche
L’ECOGRAFIA TRANSVAGINALE TRIDIMENSIONALE o 3D permette di valutare e diagnosticare i casi di sospetta malformazione uterina (utero setto, arcuato o bicorne) che possono essere causa di poliabortività, infertilità di coppia e di fallimenti nella riproduzione assistita. La regolarità della cavità uterina è un fattore di assoluta importanza per l’instaurarsi di una gravidanza.
L’ecografia tridimensionale, permettendo una visione coronale dell’utero (cioè frontale), è in grado di effettuare un’accurata valutazione del fondo uterino, della sua conformazione interna e del suo profilo esterno. L’eco 3D ci permette inoltre di individuare quelle anomalie che necessitano di una correzione chirurgica, pianificandola con molta precisione.
È bene eseguire l’esame in fase secretiva avanzata, cioè pochi giorni prima dell’arrivo della mestruazione, poiché, in questa fase, l’endometrio risulta più spesso e meglio visibile, ciò permette infine di definire meglio la cavità.
Ulteriori indicazioni per l'uso dell'Ecografia 3D:
- Endometriosi: Ai fini di un accurato studio della zona giunzionale, zona compresa fra endometrio e miometrio, nella pazienti affette da adenomiosi e/o endometriosi;
- Nella valutazione della riserva ovarica, per il conteggio più preciso del numero di follicoli antrali;
- Sindrome dell’ovaio policistico, per il calcolo del volume dello stroma in rapporto al volume ovarico complessivo;
- Infertilità e poliabortività.
Come Prepararsi all'Ecografia Transvaginale 3D
Questo esame non si esegue con mestruazioni in corso ma in qualsiasi altro momento del ciclo mestruale (meglio dopo l'ovulazione, tra il 15° e il 28° giorno del ciclo). La mattina dell’esame fai un clistere o assumi un purgante per la pulizia intestinale. Presentati con la la vescica piena per una valutazione preliminare trans-addominale.
La mattina dell'esame è preferibile effettuare un clistere o prendere un purgante per un’adeguata pulizia intestinale che permetta una corretta visualizzazione.
La vescica deve essere piena durante l'ecografia transaddominale. Se molto distesa, può essere svuotata prima di iniziare l'ecografia transvaginale.
La Procedura
Durante l’ecografia transvaginale 3D, la paziente sarà invitata a sdraiarsi sulla schiena con le ginocchia piegate. Il medico introdurrà delicatamente una sonda ecografica nella vagina della paziente, che invierà onde sonore ad alta frequenza per creare immagini degli organi pelvici interni. Dopo la procedura, la paziente può riprendere le normali attività quotidiane.
La durata della procedura è di circa 25-30 minuti. No, la procedura è generalmente indolore e non richiede anestesia.
Cos'è l'Ecografia di Secondo Livello?
L'ecografia ginecologica di secondo livello è un'ecografia più approfondita, di solito eseguita da un ginecologo ecografista esperto. Offre una visione dinamica e interattiva della morfologia degli organi pelvici, permettendo una valutazione dettagliata e precisa. L’ecografia può prevedere lo studio Doppler flussimetrico e la valutazione 3D della cavità uterina, per osservare il flusso sanguigno e la struttura vascolare degli organi genitali interni, sia in condizioni normali che patologiche.
Sonoisterosalpingografia
La sonoisterosalpingografia è una metodica ecografica per la valutazione della pervietà tubarica. Rappresenta un esame diagnostico alternativo all’ isterosalpingografia ( esame radiologico ) e alla cromosalpingoscopia laparoscopica, a differenza dei quali offre il vantaggio di una minor invasività, evita di esporre la paziente a radiazione e permette di effettuare la procedura senza ricorrere all’anestesia.
La sonoisterosalpingografia permette di identificare e/o escludere la presenza di formazioni all'interno della cavità uterina (polipo endometriale, mioma sottomucoso, aderenze ecc ecc), rende possibile lo studio della pervietà tubarica bilaterale nella paziente infertile e fornisce indicazioni utili a definire il miglior trattamento da eseguire durante un percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). Tale metodica diagnostica viene eseguita per la valutazione della pervietà tubarica mediante posizionamento in utero di un sottile catetere sterile, fissaggio dello stesso con un piccolo palloncino all’interno dell’utero ed iniezione di soluzione fisiologica sterile in cavità uterina e nelle tube.
Mediante l’ecografia endovaginale e la contemporanea iniezione di soluzione fisiologica sterile mista ad aria o in caso di necessità, a bolle di gas (contrasto ultrasonografico), si andrà a verificare il passaggio del fluido e delle microbolle gassose attraverso le tube ed in cavità addominale.
Preparazione alla Sonoisterosalpingografia
Per effettuare la sonoisterosalpingografia la paziente:
- Deve essere essere tra il 5°e 12° giorno del ciclo se ha cicli mestruali regolari o in fase proliferativa-preovulatoria del ciclo;
- deve aver effettuato i tamponi cervico-vaginali (germi comuni, miceti, thricomonas, mycoplasma, ureaplasma, gardnerella, cocchie chlamydia) che hanno dato tutti esito negativo.
Isterosonografia
L'isterosonografia è una metodica diagnostica con elevata sensibilità e specificità utile nella ricerca delle anomalie intrauterine e nelle patologie organiche intrauterine quali: polipi, miomi, aderenze ed ispessimento endometriale. Dopo l'inserimento dello speculum, viene inserito in utero un piccolo catetere sterile del diametro di 1,2 mm, tramite il quale viene iniettata una piccola quantità di soluzione fisiologica sterile che permette di distendere la cavità uterina.
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