Ecografia Oculare e Cataratta: Preparazione e Utilizzo

Esistono alcuni casi in cui non tutte le parti dell’occhio sono visibili ai normali e più diffusi test oculistici, per esempio in caso di opacità corneali o del cristallino: ecco perché a volte potrebbe esserci bisogno di un esame che permetta allo specialista di avere una visione del bulbo approfondita. Questo esame è proprio l’ecografia oculare, che grazie all'azione degli ultrasuoni permette una mappatura perfetta di ogni parte dell’occhio analizzato.

Come Funziona l’Ecografia Oculare?

L’ecografia oculare è un esame diagnostico non invasivo né doloroso: viene effettuato in breve tempo e non necessita di preparazione o di degenza. Al paziente viene chiesto di sdraiarsi supino sul lettino e di chiudere gli occhi.

Nella pratica, per prima cosa il medico specialista provvede ad applicare un gel sulla palpebra del paziente: sarà il gel che consentirà la conduzione degli ultrasuoni. Successivamente si appoggerà una sonda a ultrasuoni collegata a un ecografo sulla superficie della palpebra. Un gel viene posizionato sulla sonda ecografia e sull’occhio, si esercitata una leggera pressione per posizionare la sonda sulla palpebra.

L’occhio è scansionato in modo sequenziale su piani sagittali e trasversali. Le onde emesse vengono riflesse dalle strutture oculari e, dopo essere captate, generano immagini anatomiche bidimensionali. Gli ultrasuoni penetreranno all’interno dell’occhio e si rifletteranno sui suoi tessuti, trasmettendo all’ecografo echi di ritorno che verranno captati e registrati sotto forma di immagini, restituendo la struttura dell’occhio analizzato.

La durata della procedura è di circa 15 minuti, l’occhio recupererà la sua sensibilità dopo circa 15 minuti dall'applicazione del gel anestetico.

Tipi di Ecografia Oculare

Esistono diversi metodi di riproduzione e registrazione dell’immagine da ecografia; i principali sono l’ecografia oculare A-SCAN, che produce un’immagine monodimensionale in cui l’ampiezza di ogni eco è rappresentata sotto forma di picco rispetto a una linea di base, e l’ecografia oculare B-SCAN, che produce invece una sezione dell’orbita o del bulbo.

B-scan: permette di studiare il segmento posteriore dell’occhio in condizioni quali cataratta e altre che la renderebbero difficoltosa attraverso i normali strumenti.

Quando è Necessaria l'Ecografia Oculare?

L’ecografia oculare viene impiegata in ambito diagnostico specialistico per comprendere se vi siano patologie in atto o problemi all’occhio non visibili a un normale esame. Può fornire informazioni non facilmente ottenibili dalla visita oculistica a causa dell’impossibilità di visualizzare il fondo oculare:

  • la non visualizzazione del fondo dell’occhio con l’oftalmoscopio.

L’ecografia oculare - spiega il dott. Renzo Carpi, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica del Salus Hospital di Reggio Emilia - viene utilizzata per studiare le strutture oculari intrabulbari quando non è possibile l’esplorazione diretta a causa di opacità di cornea, cristallino, vitreo o per studiare patologie quali tumori, presenza di sangue nel corpo vitreo (emovitreo), distacco di retina e coroide, patologie malformative e degenerative della retina e della coroide. Una delle informazioni più importanti per l’ecografista riguarda la retina e sapere se essa è in aderenza oppure sollevata rispetto alla sua posizione fisiologica.

Preparazione all'Esame

L’ecografia oculare può essere effettuata da tutti e non è quindi richiesta una preparazione preventiva. L’esame viene effettuata da uno specialista in oftalmologia e prevede l’applicazione di gocce anestetiche (per intorpidire l’occhio) e di un gel che permetta la conduzione degli ultrasuoni dalla sonda ai tessuti. Si procede successivamente appoggiando la sonda, collegata all’ecografo, sulla palpebra del paziente.

leggi anche: