Scoprire il sesso del bambino in arrivo è una delle emozioni più intense della gravidanza, un momento rivelatore che contribuisce a costruire l’identità del nascituro. Ciascuna coppia può decidere di viverlo diversamente: alcuni futuri genitori preferiscono non conoscerlo e rimanere nell’incertezza fino al momento del parto, per conservare l’effetto sorpresa.
Come capire se sei incinta di un maschio o femmina?
Oggi i metodi scientifici per scoprire il sesso del feto sono notevolmente aumentati rispetto a quanto accadeva in passato. Attraverso la puntura della parete addominale, villocentesi ed amniocentesi sono esami di diagnosi prenatale usati per escludere anomalie genetiche effettuati il primo intorno alla tredicesima settimana, il secondo tra la sedicesima e la diciottesima settimana di gestazione e consentono il prelievo di materiale di origine fetale per determinare l’assetto dei cromosomi. Accanto a questi test diagnostici, esistono tecniche tradizionali di discipline mediche alternative a quella occidentale, come per esempio la medicina cinese. Queste pratiche non possono considerarsi però effettive procedure scientifiche. Allo stesso modo, sono moltissime le credenze popolari che si presume possano predire il sesso del feto.
Quali sono i metodi della nonna per capire se è maschio o femmina?
I metodi della nonna utilizzati per decifrare il sesso del nascituro sono numerosi. Tra i modi più in voga nella tradizione popolare per conoscere se si aspetta un maschietto o una femminuccia vi è sicuramente l’osservazione della forma della pancia della mamma, che nasconderebbe un maschio se a punta e una femmina se tonda. Naturalmente, si tratta di un’associazione senza fondamento. Un’altra pratica diffusa è la prova del pendolino, che consiste nel fare oscillare un ciondolo o la fede nuziale appartenente alla mamma sulla sua pancia.
Altrettanto radicato nella cultura popolare è il mito secondo il quale è possibile conoscere il sesso del nascituro in base al calendario lunare. Per questo, si ritiene che, se il concepimento avviene durante la fase da luna crescente a lunga piena, nasca una femmina; se avviene durante la fase da luna calante a luna nuova, nasca un maschio.
Quali sono i sintomi di un maschietto? E di una femminuccia?
I pronostici sul sesso del bambino sono legati anche ad alcuni sintomi caratteristici della gravidanza. Si tende, per esempio, ad associare la nausea a una più alta probabilità di aspettare una femmina. Questo perché alcuni studi sull’iperemesi gravidica, una condizione che provoca severa nausea e vomito durante la gestazione, sembrano evidenziare una maggiore insorgenza di questo disturbo nelle donne che aspettano una bambina. E ancora, la voglia di cibi dolci andrebbe interpretata come un segno del sesso femminile del bebè, mentre quella di cibi salati come un’evidenza del sesso maschile.
Come fare per avere una femminuccia? E un maschietto?
Scegliere il sesso del bebè prima di concepirlo è impossibile, così come provare ad aumentare le probabilità di avere un maschietto o, al contrario, una femminuccia. La genetica, del resto, è basata sul caso. La sola stima che è possibile fare è un calcolo delle probabilità di concepire un maschietto o una femminuccia, andando ad analizzare l’albero genealogico del nascituro.
Come capire dall'ecografia il sesso del bambino?
È un argomento molto affascinante per le future mamme osservare le immagini sul monitor o sul CD dell’ecografia e dire: ma da dove posso capire, come vedono loro se è maschio o femmina? Innanzitutto è vero, l’ecografia morfologica è il momento in cui prevalentemente appare chiaro il sesso, ma sappiate che è possibile che si veda anche qualche tempo prima oppure che non si veda perché il bambino è di spalle e non ha alcuna intenzione di farsi vedere. In ogni caso, tramite questa ecografia (effettuata tra la 19ª e la 21ª-22ª settimana di gestazione) viene studiata in profondità tutta l’anatomia, la morfologia del bambino dalla testa ai piedi.
È un momento molto importante, il momento in cui si possono rilevare anomalie, se presenti, e verificare che, superato il primo trimestre, tutto stia procedendo come deve. È un momento molto emozionante perché per la prima volta vedrete il vostro bimbo con sembianze chiaramente umane e potrete osservarne ogni suo dettaglio. Quando parliamo di feti dobbiamo necessariamente pensare che non esistono estreme differenze tra maschi e femmine. Unico apparato che è differente è quello genito-urinario.
Visualizzando il basso addome sarà possibile notare inoltre la presenza di due piccole masse, una per lato. Dalla 15ª settimana di gestazione, infatti, la produzione di testosterone molto elevata causa la differenziazione dei tessuti e la comparsa dei testicoli. È evidente che la visualizzazione degli organi genitali maschili è però il deterrente fondamentale. Il motivo di base è che, come dicevo prima, a volte non si fanno vedere, non aprono le gambe e nemmeno ruotando la sonda ecografica riusciamo a posizionarci in modo da capire effettivamente il sesso.
Esiste un altro aspetto da non sottovalutare nella differenziazione tra maschio e femmina: alle volte il clitoride nelle bambine è gonfio, molto protrudente e può essere scambiato per un pene (soprattutto se la visione non è così chiara a causa della posizione del bambino). Il fatto di poter vedere chiaramente i genitali esterni femminili non solo aiuta a individuare il sesso, ma anche a escludere quelle che sono delle patologie specifiche di tipo cromosomico legato al sesso (specie in presenza di una storia familiare) o di patologie ovariche come le cisti che purtroppo possono presentarsi, anche se in casi rari, in periodo fetale.
La visualizzazione dei testicoli in sede addominale ci può aiutare a comprendere il sesso e, come abbiamo detto in precedenza, sono posizionati in addome, nella zona dei reni, dove avviene molto presto la loro maturazione. Inizieranno il loro percorso di discesa verso la loro sede definitiva dopo la 28ª settimana. Perché in addome? Innanzitutto verificate quale parte del corpo state guardando. Una volta vista la dicitura addome e reni, osservate il tipo di forma che ha il bordo scuro dell'immagine. Questo vi dice quale prospettiva stiamo usando per guardare l'immagine, anche se i moderni ecografi hanno anch'essi l'indicazione "visione frontale, visione longitudinale".
È indubbio che una visione frontale nel nostro caso non è il massimo, perché è come se lo steste guardando in faccia e non sempre si vede bene. Dopo la foto ai reni di solito trovate quella dell'apparato genitale, e normalmente si presenta così: contorno di varie gradazioni di grigio, una sorta di buco nero dentro cui si trova un'altra parte grigia. Stiamo vedendo il bambino come se lo osservaste da sotto ed è la posizione migliore per determinare la tipologia di genitali. Vedrete una specie di forma a "U" formata da bacino e gambe del bambino che può essere più o meno ampia. Voi dovete concentrarvi nell'area in cui la U fa la curva.
Normalmente un genitale maschile si differenzia da quello femminile perché ha due piccole palline sovrastate da una struttura conica, triangolare ma non regolare, una sorta di cappellino. Quello è il pene. Nelle bambine, anche in caso di clitoride ipertrofico e gonfio, la dimensione è molto minore rispetto a quella del pene, di cui vi accorgerete sicuramente. Diciamo, per darvi indicazioni di misura, che nel caso di un maschietto questo "cappellino" può misurare anche 4-5 mm, mentre nelle bimbe, se è presente, è molto piccolo, 1-2 mm al massimo.
Il primo è che sicuramente l'individuazione del sesso è una cosa molto, molto importante, ma se non avviene in sede di morfologica non succede nulla. Il secondo concetto è che molto fa l'esperienza, la manualità di chi vi fa l'ecografia e la tipologia di strumento che usa. Inoltre, chiaramente, più l'ecografo è nuovo, più la qualità delle immagini, la nitidezza, l'accuratezza è elevata, grazie ai progressi che vengono continuamente fatti nelle tecniche di imaging di cui l'ecografia fa parte. Quindi, concludendo, è importante eseguire l'ecografia morfologica per studiare l'anatomia del bambino e quindi anche la determinazione del sesso.
Nub Theory
La Nub Theory permetterebbe di scoprire il sesso del bambino già a 12 settimane attraverso una semplice ecografia. Per visualizzare correttamente questa piccola sporgenza, è necessario che l’ecografia mostri il bambino di profilo e che la colonna vertebrale sia ben visibile.
Altri metodi per conoscere il sesso del bambino
Indipendentemente dai tanti falsi miti che ruotano attorno al sesso del nascituro, ci sono alcuni metodi che non fanno previsioni astratte, ma sono davvero in grado di dire più o meno con certezza cosa si aspetta:
- Ecografia: L’ecografia che dà il famoso responso con attendibilità maggiore è la morfologica.
- Villocentesi e amniocentesi: Entrambe le tecniche di diagnosi prenatale dicono con sicurezza se arriva un fiocco rosa o azzurro. Infatti, per diagnosticare eventuali anomalie genetiche analizzano il Dna, che non può mentire sul sesso.
- Test del Dna fetale: Analizzando il Dna fetale, il sesso del bimbo viene comunicato con certezza.
Credenze popolari in gravidanza
Un'altra leggenda popolare vuole che si possa capire dalla forma della pancia: se è a punta o bassa il nascituro sarebbe un maschietto, mentre se è più alta o più distribuita nella parte centrale dell'addome sarebbe una femminuccia. Non è nemmeno possibile predire il sesso del bambino combinando l'età della madre e il mese del concepimento utilizzando il calendario lunare cinese.Infine, c'è anche chi sostiene che per scoprirlo sia sufficiente aggiungere un po' di sgorgante per tubature domestiche alle urine della futura mamma. Nemmeno questo metodo è affidabile.
C'è chi è convinto che si possa capire se il bambino è maschio o femmina in base al battito cardiaco: se il cuore batte a più di 140 battiti al minuto si tratta di una femminuccia. In realtà, però, fino alla ventottesima o trentesima settimana di gestazione sia il cuore dei maschi che quello delle femmine batte più velocemente della norma; le differenze tra i due sessi compaiono solo poco prima della nascita.Secondo studi scientifici le donne che soffrono di iperemesi gravidica, una grave forma dinausea associata alla gravidanza, hanno una maggiore probabilità di essere in attesa di una femmina.
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