La gravidanza non è una malattia e non deve essere vissuta come tale. Per questo è l’ostetrica e non il medico la figura di riferimento per tutte le donne con gravidanza fisiologica.
Come si calcola l’inizio di una gravidanza?
Quindi la durata della gravidanza coincide con le 38 settimane equivalenti ai nove mesi gestazionali più le due settimane dall’ultima mestruazione.
Cosa sapere sulle ecografie gestazionali
Le ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti.
Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna.
Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:
- ecografie transvaginali (o interne), indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno;
- ecografie addominali (o esterne), solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.
Calendario delle Ecografie in Gravidanza
Nel quadro d’intervento così delineato le ecografie in gravidanza vengono programmate secondo un preciso calendario impostato in base ad una programmazione settimanale lungo tutti i 9 mesi della gestazione.
Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:
- ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana);
- ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana);
- ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).
Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.
Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:
- eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita;
- eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.
Le settimane in cui svolgere le ecografie in gravidanza
Il programma per svolgere le ecografie in gravidanza viene solitamente suddiviso in tre appuntamenti così ripartiti:
- ecografia tra la 6a e l’8a settimana;
- ecografia morfologica tra la 20a e la 21a settimana;
- ecografia intorno alla 30a settimana.
Ecografie nel Primo Trimestre
Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana)
La prima visita ostetrica e la prima ecografia sono consigliate dopo sette/otto settimane dalla data dell’ultima mestruazione.
La prima ecografia è utile a confermare la presenza e il numero degli embrioni nell’utero e a definire la datazione.
La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce.
Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti.
In questa ecografia viene di solito analizzato lo stato di salute del feto, anche valutando le condizioni di importanza fondamentale come il battito del cuore. Da questo momento, infatti, è più semplice da analizzare il funzionamento cardiaco del feto. In questo appuntamento vengono anche valutate le condizioni morfologiche della sacca gestionale.
Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.
Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana)
Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto.
Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.
Screening del primo trimestre (ultrascreen o bitest): questo esame viene effettuato in due momenti. A 10 settimane la ginecologa effettua la consulenza e il prelievo del sangue. A 12-13 settimane, si effettua l’ecografia per osservare la nuca del feto (traslucenza nucale) per individuare una raccolta di liquido che tutti i feti hanno, ma che in caso di malattie cromosomiche appare ingrossata, e altre strutture. L’esito dell’esame è dato dalla combinazione statistica dei risultati di esami del sangue e ecografia con l’età materna.
Test combinato: tra la 11a e la 12a settimana (+ 5 giorni). Prevede il BiTest (da effettuarsi insieme agli esame del sangue) che misura la concentrazione di ormoni e la Translucenza nucale che consiste in un’accurata ecografia finalizzata a controllare il benessere materno-fetale e permette di misurare la nuca del feto (lo spazio presente dietro alla nuca). Gli esiti dei due esami insieme stimano il rischio che il feto possa essere affetto da un’anomalia cromosomica come la sindrome di Down, di Edwards o di Patau.
Ecografie nel Secondo Trimestre
L’ecografia del secondo trimestre va eseguita tra la 19° e la 21° settimana di gravidanza. Viene anche definita ecografia morfologica perché serve al medico per studiare la morfologia del feto ed escludere eventuali malformazioni congenite visibili.
Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana)
L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite.
Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.
Detta anche ecografia del secondo trimestre, nel programma delle ecografie in gravidanza questa assume un’importanza fondamentale per una definitiva valutazione della posizione assunta dal feto, potendo così programmare, in particolari casi, la sicurezza di un parto naturale o la necessità di intervenire, nei tempi, attraverso altre modalità ed altri interventi.
Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana)
In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.
Ecografia intorno alla 30a settimana
Detta anche ecografia del terzo trimestre, in quest’occasione si è in grado di valutare con maggiore precisione quelle che sono le misure del feto con un’ulteriore valutazione delle condizioni del liquido amniotico, potendo così valutare la possibilità di sviluppare patologie di varia natura ed importanza.
Diagnosi Prenatale
- Test del DNA fetale: un test non invasivo e senza rischi che indaga il DNA del feto che circola nel sangue materno per rilevare la presenza di anomalie cromosomiche (relative ai cromosomi 21, 18, 13 e ai cromosomi sessuali X e Y) o malattie genetiche note (perché già presenti in famiglia).
- Villocentesi: è un esame invasivo che consiste nell’aspirazione di una piccola quantità di tessuto della placenta.
- Amniocentesi: è un esame invasivo che consiste in un prelievo attraverso l’addome del liquido amniotico dall’utero.
Appuntamenti mensili
Durante i mesi che precedono il parto viene seguito un programma di visite mediche regolari per garantire la salute della madre e del nascituro. In pratica, le prime visite della gravidanza vengono programmate dopo che la paziente ha scoperto di essere incinta.
- Prima Visita (6-8 settimane): la prima visita si svolge di solito tra la sesta e l’ottava settimana. Durante questo incontro, la ginecologa confermerà la gravidanza attraverso un’ecografia, verificherà la datazione della gravidanza e discuterà la storia medica della paziente.
- Controlli (9-12 settimane): nelle visite successive, l’ostetrica monitorerà il battito cardiaco del feto e continuerà a controllare i parametri di salute della madre, come la pressione sanguigna e il peso.
- Visita di metà gravidanza (16-20 settimane): si tratta di una fase molto importante, in quanto segnata dallo svolgimento dell’ecografia morfologica, un esame dettagliato che valuta lo sviluppo degli organi del feto.
- Controlli (24-27 settimane): durante le visite nel secondo trimestre, l’ostetrica monitora la crescita del feto e controlla la presenza di eventuali complicazioni come il diabete gestazionale, per il quale si effettua il test di carico glicemico intorno alla 24ª settimana.
- Visite (28-34 settimane): durante le visite di questo periodo, l’ostetrica continuerà a monitorare la crescita e il benessere del feto. Saranno eseguiti controlli del battito cardiaco del bambino e misurazioni della pancia per valutare la crescita fetale.
- Visita finale (35-40 settimane): nel corso delle ultime settimane, le visite si faranno più frequenti (ogni settimana oppure ogni due settimane). Saranno eseguiti controlli per valutare la posizione del feto, il liquido amniotico e il benessere generale della paziente e del nascituro.
Informazioni aggiuntive
Inoltre, vengono offerte informazioni sulle diverse possibilità di diagnosi prenatale per rilevare eventuali anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down.
Attorno alla 34ª settimana, si discuterà del parto: il travaglio, le opzioni per affrontare il dolore, e i contatti con l’ospedale scelto per il parto.
Se la madre presenta un rischio elevato di diabete gestazionale, potrebbe essere indicata una curva glicemica con dosaggi più frequenti.
Per gravidanze a rischio di parto pretermine, potrebbe essere consigliato un monitoraggio con cardiotocografia (CTG) anticipata, per valutare il benessere fetale e le contrazioni uterine.
Infine, è importante ricordare che durante i nove mesi potrebbero essere prescritte anche delle terapie specifiche, a seconda delle condizioni di salute della donna e del feto, come ad esempio l’assunzione di integratori di acido folico - essenziale per la prevenzione di diverse malformazioni congenite, in particolare la spina bifida - vitamine.
Prima del parto è raccomandato un tampone vagino-rettale per individuare la presenza di un microorganismo molto diffuso (di solito innocuo e asintomatico) che può diventare pericoloso se infetta il bambino al momento del parto: lo streptococco betaemolitico.
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