Ecografia 3D in Gravidanza: Settimane Consigliate e Cosa Sapere

Intorno alle ecografie in gravidanza si crea un’aspettativa che spesso supera le reali potenzialità di questo strumento. Per il medico è uno strumento che può fornire utili informazioni sulla salute del feto. Per la futura mamma è anche un’emozionante occasione di incontro con il suo bebè.

Ecografie in Gravidanza: Una Panoramica

Di fondamentale importanza sono le tre ecografie consigliate alle quali sottoporsi durante la gestazione e che servono a monitorare la crescita e la salute fetale. In realtà, in una gravidanza che procede in modo fisiologico le due indagini consigliate a livello ministeriale sono più che sufficienti, a meno che non insorgano fattori di rischio che richiedano esami più approfonditi ed ecografie di secondo livello.

Le due ecografie in gravidanza previste dal Ministero della Salute sono completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, purché vengano effettuate nelle settimane previste.

Le Ecografie di Screening

  • Ecografia del 1° trimestre: È forse quella più emozionante per la futura mamma, poiché le dà finalmente la certezza visiva di portare in grembo un bebè. Si può eseguire dalla sesta-settima settimana, e in tal caso si vedrà un "fagiolino", fino alla 13esima settimana, in cui si vedrà già formato un primo abbozzo del bimbo. È un esame molto importante poiché consente di confermare il corretto annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero e di datare con maggiore precisione la gestazione.
  • Ecografia del 2° trimestre (Morfologica): In base alle linee guida deve essere effettuata tra la 19esima e la 21esima settimana di gestazione. Sul monitor, la futura mamma non riesce più a vedere il suo bambino per intero, ma solo per segmenti: la testolina, il braccio, la colonna vertebrale. Serve per controllare lo sviluppo del feto ed escludere che vi siano malformazioni. Durante la seconda ecografia in gravidanza, il medico misura infatti le forme del feto, controllando le dimensioni del cranio, del femore e dell’addome. Come screening delle anomalie fetali, secondo l’esperienza acquisita, l’ecografia del secondo trimestre permette di identificare eventuali malformazioni fetali, in percentuale variabile a seconda degli organi con una sensibilità di circa il 20-50%, oltre a misurare alcune parti del corpo e confrontarle con le curve di riferimento per valutare lo sviluppo fetale atteso per l’epoca della gravidanza, oltre a controllare il liquido amniotico, visualizzare la sede di inserzione placentare e la localizzazione della placenta.
  • Ecografia del 3° trimestre: Si esegue fra la 30esima e la 32esima settimana, ma con l'approvazione dei nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza, viene offerta gratuitamente solo in presenza di un rischio di patologia materna o fetale. Serve a verificare l’accrescimento del feto, visualizzare i suoi organi e apparati, e controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.

Ecografia 3D: Quando Farla e Perché

La maggior parte delle donne in dolce attesa ha l’opportunità di eseguire la classica ecografia bidimensionale che permette di visualizzare immagini in bianco e nero del feto e il suo progresso di crescita. Oltre a questa tipologia di esame diagnostico, è possibile richiedere le più moderne ecografie in 3D e 4D.

Consentono di vedere il bambino con un’immagine tridimensionale, ma hanno un’indicazione di nicchia, poiché servono per un perfezionamento diagnostico in caso di patologie ben precise per le quali c’è già stata una prima diagnosi attraverso l’ecografia bidimensionale. Per il resto ad oggi non c’è nessuna evidenza scientifica che l’ecografia tridimensionale possa essere più valida come strumento di screening di massa rispetto alla bidimensionale.

Le ecografie 3D e 4D, come quelle bidimensionali, non si eseguono solo in gravidanza, ma possono avere anche una valenza clinica per il benessere della salute intima femminile e sono utilizzate per diagnosticare eventuali anomalie dell’utero, disturbi e problemi che potrebbero portare ad infertilità o mettere a rischio la ricerca di una gravidanza.

L’ecografia 3D in gravidanza aiuta i futuri genitori a visualizzare con maggior dettaglio la fisionomia del bambino che cresce nel grembo della donna. Si può vedere il viso con una precisione davvero incredibile, perché lo strumento diagnostico mostra un’immagine tridimensionale del feto, a colori e ad alta definizione. L’ecografia 3D si esegue nelle prime settimane di gravidanza per via transvaginale e in seguito tra il secondo e il terzo trimestre per via soprapubica, andando a sostituire una delle tre ecografie previste durante la gestazione (l’ecografia ostetrica, l’ecografia morfologica e l’ecografia di accrescimento).

Esiste, poi, l’ecografia in 4D: una tecnologia che permette non solo di avere l’immagine dettagliata del feto ma anche dei suoi movimenti all’interno del ventre materno. Ovviamente si tratta di esami del tutto sicuri, indolori, che non comportano potenziali rischi per la salute della donna e del bambino.

Vantaggi delle Ecografie 3D e 4D

Se non esistono controindicazioni per le ecografie 3D e 4D, esistono invece numerosi vantaggi. In caso di gravidanza, molti esperti sottolineano che grazie proprio alle immagini realistiche, tridimensionali, in movimento e persino in tempo reale, mamma e papà iniziano a creare anticipatamente il legame profondo che unirà per sempre i genitori alla vita che sta crescendo nel corpo femminile.

In compenso viene effettuata solo in pochi Centri ed è molto più cara per il costo delle apparecchiature impiegate e per il maggior tempo di esecuzione dell’esame. Stesso discorso per la quadridimensionale, che altro non è se non una tridimensionale in tempo reale.

Ecografie di Secondo Livello

Si tratta di indagini effettuate su precisa indicazione del ginecologo quando emergono fattori di rischio, ad esempio se la mamma soffre di diabete, se si riscontra un ritardo di crescita o se dall’ecografia di screening emerge un sospetto diagnostico di un’anomalia anatomica.

In tal caso l’ecografia verrà effettuata in un centro specializzato, che dispone di apparecchiature più sofisticate e di personale preparato per eseguire quel tipo di indagine, in modo da poter studiare in modo mirato l’organo o la patologia su cui si vuole indagare più dettagliatamente. Ma, viene spontaneo chiedersi, perché non fare ecografie in gravidanza di secondo livello a tutte le donne? È inutile, perché non si saprebbe che cosa andare a indagare, oltre che impossibile da realizzare: un simile screening richiede una disponibilità di strutture e di personale che non esiste.

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