Ecografia Ginecologica di Secondo Livello: Cos'è e Quando è Necessaria

L’ecografica ginecologica ha imposto oramai la sua presenza nell’ambito diagnostico ginecologico, essendo l’esame indolore, poco invasivo e facilmente accessibile. Le più importanti Società Scientifiche Internazionali impegnate nella ricerca auspicano che chi esercita l’ecografia ginecologica abbia svolto un percorso di formazione assistito da tutor esperto sia in ambito didattico teorico che pratico.

Cos'è l'Ecografia Ginecologica di Secondo Livello?

L'ecografia ginecologica di secondo livello è un'ecografia più approfondita, di solito eseguita da un ginecologo ecografista esperto. Spesso viene effettuata dopo un’ecografia di primo livello per un approfondimento di tipo diagnostico. Offre una visione dinamica e interattiva della morfologia degli organi pelvici, permettendo una valutazione dettagliata e precisa.

Quando è Necessaria?

L’ecografia transvaginale di secondo livello viene dunque richiesta come approfondimento a seguito della visita ginecologica e dell’ecografia di primo livello, quando vi è il sospetto di una patologia che richiede ulteriori controlli e si svolge con tempistiche e modalità differenti. Questo esame più approfondito è effettuato da ecografisti molto esperti che utilizzano apparecchiature di elevata qualità nell'ambito di un Centro al quale fanno riferimento altri medici che non si occupano specificamente di diagnosi prenatale. Pertanto, l'indicazione più frequente è proprio la richiesta da parte di un altro ginecologo che si trovi nella situazione prima enunciata.

Altre indicazioni includono:

  • Sospette patologie ginecologiche: come miomi uterini, fibromi ovarici, cisti ovariche, endometriosi, salpingiti
  • Valutazione della fertilità
  • Gravidanze a rischio per malattie materne (ad esempio diabete, epilessia e patologie autoimmuni) oppure in caso di esposizione del feto a farmaci o a sostanze teratogene e in presenza di alcune particolari infezioni materne insorte durante la gravidanza.
  • Controlli post-chirurgici ginecologici
  • Dolori pelvici cronici
  • Perdite ematiche vaginali anomale
  • Amenorrea (assenza del ciclo mestruale)

Questa è anche necessaria quando si ha un cariotipo normale sul sangue materno o da procedure invasive (amniocentesi e villocentesi), in concomitanza di una NT aumentata nel primo trimestre o in presenza di altri soft marker (segni sfumati) di anomalie cromosomiche nel corso del 4°-5° mese. Infatti, in presenza di un quadro di questo tipo, è aumentato il rischio di malformazioni in generale e in particolare di quelle cardiache.

Ulteriori situazioni in cui è indicata l'ecografia di secondo livello:

  • sospetto o presenza di malformazione all'ecografia di primo livello;
  • precedente gravidanza con feto malformato;
  • liquido amniotico scarso o troppo abbondante;
  • aumentato rischio genetico per cardiopatia e altre malformazioni congenite;
  • ultrascreen (translucenza nucale + bitest) positivo con rischio >1/350;
  • riscontro ecografico di uno o più soft markers al 4° - 5° mese;
  • cromosomopatie rilevate con il Prenatal Safe / Harmony test o con amniocentesi o villocentesi;
  • infezioni in gravidanza (toxoplasmosi - CMV - rosolia - varicella - quinta malattia);
  • diabete e altre malattie materne (epilessia - malattie autoimmuni);
  • assunzione di farmaci o esposizione ad agenti ambientali che possono dare malformazioni al feto;
  • aumento alfa-fetoproteina sul sangue materno e nel liquido amniotico;
  • gravidanza multipla;
  • il feto cresce meno di quanto dovrebbe;
  • abuso di droghe e alcool.

Come si Svolge?

L’esame infatti, di solito, si svolge contestualmente alla visita ginecologica (a meno che non vi siano state altre indicazioni da parte dello specialista), mediante una sonda in grado di emettere ultrasuoni a frequenza elevata inserita all’interno della vagina della paziente, sdraiata sul lettino in posizione ginecologica.

L’ecografia transvaginale può essere eseguita in ogni momento, anche in presenza di flusso mestruale, su pazienti che hanno già iniziato l’attività sessuale, non è possibile effettuarla se la paziente non ha mai avuto rapporti sessuali.

Preparazione

Generalmente non è richiesta alcuna preparazione particolare nei giorni che precedono l’indagine ecografica; generalmente può essere eseguita in qualsiasi fase del ciclo mestruale.

La mattina dell'esame è preferibile effettuare un clistere o prendere un purgante per un’adeguata pulizia intestinale che permetta una corretta visualizzazione. Presentati con la la vescica piena per una valutazione preliminare trans-addominale. Se molto distesa, può essere svuotata prima di iniziare l'ecografia transvaginale.

Durata

La durata della procedura è di circa 25-30 minuti.

Cosa si può Vedere?

L’ecografia di secondo livello può prevedere lo studio Doppler flussimetrico e la valutazione 3D della cavità uterina, per osservare il flusso sanguigno e la struttura vascolare degli organi genitali interni, sia in condizioni normali che patologiche. Grazie all’utilizzo di sonde a elevata frequenza, è possibile avere una visione di insieme non solo dell’utero e delle ovaie, ma anche di tutto il settore addominale che, oltre all’apparato ginecologico femminile, ospita intestino, vescica e ureteri.

L’ecografia transvaginale di secondo livello offre una visione dettagliata di:

  • Utero: forma, dimensioni, struttura, presenza di eventuali fibromi o miomi
  • Ovaie: forma, dimensioni, struttura, presenza di eventuali cisti
  • Tube di Falloppio: pervietà
  • Spazio di Douglas: eventuale presenza di liquido
  • Vescica e retto

Vantaggi dell'Ecografia di Secondo Livello

Rispetto all’ecografia transvaginale di primo livello, offre:

  • Maggiore precisione diagnostica: permette di individuare anche piccole anomalie
  • Migliore visualizzazione di strutture delicate: come le tube di Falloppio
  • Possibilità di esami più complessi: valutazione del flusso sanguigno o valutazione 3D

Ecografia 3D

L’ecografia tridimensionale consente di studiare contemporaneamente un determinato settore dell’organo interessato sui tre piani ortogonali e di ricostruirne un volume. Un ulteriore vantaggio dell’ecografia tridimensionale è la possibilità di archiviare i volumi e di studiarli successivamente, procedimento particolarmente utile nell’inquadramento di patologie complesse o rare o per una migliore gestione della paziente pre e post-trattamento.

Applicazioni Specifiche

Endometriosi

Un’altra condizione per la quale l’ecografia di secondo livello si è rilevata determinante è la patologia endometriosica. L’ecografia di secondo livello è riconosciuta come primo step nell’imaging (insieme delle tecniche radiodiagnostiche, ndr) sia per diagnosticare l’endometriosi, sia per stabilirne la stadiazione e l’estensione. Questo ha un notevole valore ai fini della diagnosi di questa subdola malattia evolutiva, per la quale tutt’oggi si riportano ritardi diagnostici di circa 7 anni, e del suo monitoraggio nel tempo.

Inoltre, trova ampia applicazione anche nello studio di quadri indefiniti di dolore pelvico, non riconducibili clinicamente ad una precisa patologia; l’ecografia di secondo livello, attraverso un’accurata esplorazione dell’intera regione pelvica e addominale, è in grado di individuare focolai endometriosici non altrimenti rilevabili o in alternativa la presenza di miomi o masse responsabili della sintomatologia.

Oncologia

In oncologia è difatti fondamentale riuscire ad inquadrare in fase pre-operatoria una lesione in maniera precisa e dettagliata in modo da poter eseguire successivamente un intervento mirato ed adeguato; è in questa fase che l’ecografia di secondo livello si distingue per sensibilità e specificità stadiativa.

Ecografia Modificata

Un ulteriore step aggiuntivo è rappresentato dall’”ecografia modificata”. Si effettua a discrezione dell’ecografista per migliorare la definizione diagnostica su indicazione delle localizzazioni di patologia: esame ecografico guidato dal dolore; esame ecografico eseguito con rettosonografia o con la sonovaginografia e l’ecografia tridimensionale.

Altre Procedure Ecografiche

Sonoisterosalpingografia

È una metodica ecografica che consente di valutare la pervietà tubarica ovvero l’eventuale passaggio in una o in entrambe le tube uterine.

L'esame deve essere eseguito tra l' 8° e il 12° giorno del ciclo, non devono essere presenti perdite ematiche, i rapporti devono essere protetti dall'inizio del ciclo fino al giorno dell'esame.

L’esame viene eseguito in ambulatorio, senza utilizzare anestesia locale, e si svolge in tre tempi principali:

  1. Previo posizionamento di speculum vaginale, si introduce in utero un sottile catetere.
  2. Successivamente si visualizza la cervice e si inserisce un sottile catetere di gomma morbida, sterile e monouso in cavità uterina a livello endocervicale.
  3. Al termine della procedura si esegue la sonoisterografia per un ulteriore valutazione della morfologia della cavità uterina al fine di escludere possibili malformazioni congenite o patologie endocavitarie.

Nelle pazienti in età fertile è consigliabile effettuare l’esame in fase follicolare precoce, al termine della mestruazione e comunque prima dell’ovulazione (in pratica entro il 10°-12° giorno del ciclo per le pazienti con ciclo regolare.

Tale metodica presenta un’ottima tollerabilità nella maggior parte delle pazienti.

Possono essere caratterizzati da: lieve fino a forte dolore addominale di tipo mestruale, sudorazione, nausea, vomito, bradicardia e lipotimia. Inoltre dopo l’esame si possono verificare scarse perdite ematiche vaginali.

Ecografia per Endometriosi

L'esame deve essere fatto, preferibilmente, tra l'8° e il 12° giorno del ciclo. In caso di assunzione di terapia ormonale, non ci sono indicazioni sui tempi di esecuzione.

  • Stadiazione dell’endometriosi: fase preovulatoria (entro il 10° giorno del ciclo).
  • Valutazione della pervietà tubarica: (fase proliferativa) 8-12 g del ciclo.
  • La mattina dell’esame bisogna fare un microclisma per la pulizia intestinale.

Esame Transrettale

Per esempio nel caso di pazienti con integrità imenale in cui l’approccio transaddominale non risulta soddisfacente o nel caso di patologie dell’apparato genitale femminile che si estendono al tratto distale dell’apparato gastroenterico (sigma e retto).

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