Questo articolo esplora diverse problematiche di salute che possono affliggere i gatti, tra cui le allergie, il vomito, l'epilessia e la pancreatite. Verranno forniti dettagli sui sintomi, diagnosi e trattamenti disponibili per ciascuna condizione.
Allergie nei Gatti
Gli allergeni associati con maggiore frequenza a reazioni allergiche o di ipersensibilità sono pollini, acari ambientali, alimenti, farmaci e altri composti chimici che possono agire da allergeni. Le vie attraverso le quali un animale entra in contatto con tali agenti sono quella transcutanea, digestiva e inalatoria. Nel caso della dermatite atopica esiste una predisposizione genetica verso la malattia ed è necessario un contatto ripetuto con gli allergeni coinvolti.
Sintomi Comuni
Senza dubbio, il sintomo più caratteristico è il prurito intenso. In secondo luogo, l’animale presenta lesioni, infezioni secondarie o perdita di pelo. Le lesioni possono comparire su viso, parte ventrale del collo, ascelle, inguine, addome e superfici dorsali e ventrali delle zampe. In molti casi, l’otite esterna può essere l’unico segno clinico evidente.
Allergie Più Comuni Note
- Dermatite allergica da pulci (DAP): è l’allergia più comune nei cani. Il problema può essere risolto solo mediante un controllo rigoroso delle pulci, sia sull’animale che nell’ambiente in cui vive.
- Dermatite atopica: con questo nome si designa l’allergia causata da allergeni ambientali, come pollini o acari. La dermatite atopica del cane (DAC) è una sindrome complessa e multifattoriale, in cui la genetica dell’individuo e il suo rapporto con gli allergeni coinvolti rivestono un ruolo fondamentale. La sintomatologia compare generalmente tra i 6 mesi e i 3 anni di vita. Solitamente gli animali colpiti presentano prurito su viso, parte ventrale del collo, ascelle, inguine, addome e superficie dorsale e ventrale degli arti distali. In molti casi, l’otite esterna può esserne l’unico segno clinico.
- Allergia alimentare (reazione avversa all’alimento): alcuni componenti della dieta alimentare possono essere la causa della condizione allergica del paziente, nel quale si possono osservare segni digestivi concomitanti. L’eliminazione dalla dieta dell’alimento o dell’ingrediente dannoso è l’unico modo per evitare i sintomi.
Allergia agli Acari
Gli acari sono piccoli artropodi della famiglia dalla zecca e del ragno di dimensioni inferiori a 0,3 mm. In particolare, gli acari responsabili del maggior numero di allergie sono quelli della polvere (Dermatophagus pteronyssinus e Dermatophagoides farinae) e quelli delle derrate alimentari (Tyrophagus putrescentiae, Lepidoglyphus destructor e Acarus siro).
Acari della Polvere
Gli acari della polvere prendono il nome dalla loro fonte di cibo preferita: le squame cutanee (“dermato” = “pelle” e “phagos” = “mangiare”, da cui “mangiatori di pelle”). Le condizioni del loro habitat sono di solito temperatura pari a 20ºC e umidità relativa superiore al 70%. Si trovano in cuscini, materassi e tappeti domestici.
Acari delle Derrate Alimentari
Gli acari delle derrate alimentari si trovano molto comunemente negli alimenti secchi conservati (mangimi secchi, cereali, legumi, semi, frutta) e, soprattutto, negli alimenti ricchi di grassi e proteine. All’interno delle case è possibile trovarli soprattutto in cucina e in bagno, in quanto traggono beneficio dall’umidità.
Consigli per Ridurre l’Esposizione Domestica agli Acari
- Eliminare dalla casa tappeti o moquette, soprattutto dalla cuccia dell’animale, o utilizzare tappeti lavabili di piccole dimensioni.
- Sostituire con materiali sintetici il materiale della cuccia se contiene lana, cotone, crine o piume.
- Lavare la biancheria della cuccia dell’animale con acqua calda (>60ºC) ogni 15 giorni.
- Areare la casa ogni giorno e passare almeno una volta alla settimana l’aspirapolvere nella zona in cui dorme l’animale.
- Nella routine di pulizia quotidiana della casa è possibile aggiungere un ectoparassiticida nel sacchetto dell’aspirapolvere.
- Utilizzare l’aspirapolvere quando l’animale non è presente.
- Utilizzare prodotti acaricidi ogni 3 mesi nei luoghi della casa accessibili all’animale.
- Tenere il cibo fresco e asciutto, lontano da zone umide, ed evitare l’ingresso di acqua nel piatto dell’animale.
- Evitare la contaminazione del mangime secco con acari delle derrate alimentari sostituendo frequentemente i sacchi di mangime ed esponendoli il meno possibile ad umidità elevata.
- Fare il bagno all’animale, in quanto ciò aiuta ad eliminare gli allergeni depositati sulla pelle.
È importante ricordare che queste misure possono contribuire a ridurre l’esposizione agli acari. Tuttavia, la loro completa eliminazione dall’ambiente è praticamente impossibile.
Allergia ai Pollini negli Animali
Le graminacee si trovano generalmente in qualsiasi giardino e sono responsabili della maggior parte delle allergie polliniche. Le erbe infestanti, o erbacce, sono un tipo di piante che crescono su banchi di sabbia, in pianura, lungo il ciglio della strada e sul bordo di campi coltivati.
Raccomandazioni per Ridurre l’Esposizione ai Pollini
- Durante la stagione dell’impollinazione, evitare di portare l’animale domestico in aree con abbondante vegetazione, soprattutto nelle prime e ultime ore del giorno.
- Areare la casa durante le ore centrali del giorno o di sera.
- Evitare situazioni di elevata esposizione ai pollini, come falciare il prato in presenza dell’animale.
- Evitare di accedere a luoghi con sovraccarichi di polline, come i fienili.
- Quando si viaggia in auto, tenere chiusi i finestrini.
- Evitare di fare giri in campagna e attraversare parchi e aree verdi nei periodi di maggiore esposizione, soprattutto nelle giornate secche, calde e molto ventose.
- Fare il bagno all’animale, in quanto ciò aiuta ad eliminare gli allergeni depositati sulla pelle.
Reazioni Avverse agli Alimenti negli Animali
La dermatite allergica indotta da alimenti (DAIA) è definita come una reazione immunitaria esagerata e anomala ad un alimento, indipendente dall’effetto fisiologico dei suoi componenti. La difficoltà di differenziare le reazioni puramente allergiche dalle reazioni di intolleranza alimentare porta ad inglobare tutte queste reazioni sotto il nome comune di “reazioni avverse agli alimenti”. Le reazioni avverse agli alimenti sono di origine non immunologica.
Segni Clinici
La dermatite allergica indotta da alimenti (DAIA) è l’allergia con la manifestazione più precoce. Infatti, nel 48% degli animali i segni clinici insorgono prima dell’anno di età. I segni clinici della DAIA sono prurito non stagionale e lesioni associate alla gravità del prurito o allo sviluppo di frequenti infezioni secondarie. La presenza di prurito nelle orecchie e nell’area perianale è molto caratteristica della DAIA, e nei pastori tedeschi è stata osservata una correlazione significativa tra la DAIA e la presenza concomitante di otite e fistole perianali.
Diagnosi
L’unico test efficace e valido per la diagnosi delle reazioni avverse agli alimenti è rappresentato da una dieta di eliminazione della durata di 8 settimane con controllo della scomparsa dei segni clinici in tale lasso di tempo. La diagnosi sarà eseguita a seguito della ricomparsa dei segni clinici dopo l’esposizione dell’animale agli alimenti che assumeva in precedenza e alla loro scomparsa a seguito del ritorno alla dieta ipoallergenica.
Come viene Diagnosticata l’Allergia negli Animali
La diagnosi della DAC si basa su un corretto protocollo diagnostico nell’ambito del quale devono sempre essere escluse le cause più comuni di prurito nei cani, come l’ectoparassitosi o le infezioni batteriche o fungine. Purtroppo non è sempre possibile dimostrare la presenza di IgE mirate agli allergeni ambientali.
Criteri di Favrot
Uno studio di Favrot et al. ha dimostrato che, se vengono applicati 5 degli 8 criteri clinici riportati di seguito, è possibile diagnosticare la DAC con una sensibilità dell’85% e una specificità del 79% e differenziarla da altre malattie associate a prurito ricorrente o cronico.
Criteri diagnostici per la dermatite atopica del cane (almeno 5 confermati):
- Comparsa dei segni prima dei 3 anni di vita
- Cane che vive principalmente in ambienti interni
- Prurito che risponde ai glucocorticoidi
- Prurito sine materia nella fase iniziale (es. prurito primario/senza lesioni)
- Interessamento delle zampe anteriori
- Interessamento dei padiglioni auricolari
- Margini auricolari non interessati
- Area dorso-lombare non interessata
È disponibile un trattamento per il controllo dell’allergia?
L’allergia può essere controllata fino a far sì che l’animale non sia sintomatico, vale a dire, che non si gratti. Nel caso delle reazioni avverse a un alimento e dell’allergia al morso di pulce, il trattamento consiste nell’evitare gli allergeni (gli ingredienti coinvolti nel quadro clinico e la presenza di pulci, sia sull’animale che nell’ambiente in cui vive).
Vomito nei Gatti
Il vomito è uno dei sintomi più comuni nei nostri cani e gatti. Il materiale emesso può essere alimentare o non alimentare. E’ bene differenziare il vomito dal rigurgito perché quest’ultimo è una risalita del contenuto gastrico nella bocca che avviene senza la contrattura dei muscoli dell’addome e non preceduta da nausea. Dopo il vomito può venire molta sete, ma finché lo stomaco è infiammato ne conseguiranno ulteriori episodi di vomito.
E’ bene quindi togliere le ciotole di acqua e cibo per qualche ora dopo il vomito. Il vomito è un sintomo molto aspecifico.
Può essere dovuto a cause riferibili al tratto digestivo:
- Malattie ostruttive, tra cui neoplasie
- Ulcere
- Infezioni, tra cui gastrite, gastroenterite
- Malattie infiammatorie, tra cui colecistite, pancreatite, appendicite, epatite
- Alterazioni della motilità
Oppure può essere secondario a cause estranee al sistema digerente:
- Malattie cardiopolmonari
- Alterazioni del sistema sensoriale, tra cui cinetosi, labirintite
- Malattie e disfunzioni cerebrali, tra cui commozione, emorragie, ascessi, idrocefalo, tumori, ipertensione endocranica
- Alterazioni metaboliche, fisiologiche o indotte:
- Malattie della tiroide e paratiroidi
- Uremia
- Chetoacidosi
- Insufficienza surrenalica
- Ipoglicemia ed iperglicemia
- Gravidanza
- Assunzione di varie sostanze:
- Farmaci, tra cui chemioterapici, analgesici, antibiotici, digossina, oppiacei, gli appositi farmaci emetici
- Sostanze tossiche. Tossine endogene, o di origine microbica prodotte in corso di infezione o introdotte per via alimentare.
Dopo il digiuno è possibile somministrare un protettore gastrico (Solo dopo consulto con il Veterinario curante) e poi proporre una dieta molto digeribile e frazionata (piccoli pasti frequenti) per qualche giorno.
Epilessia nei Gatti
Proprio per il fatto che possono essere interessate diverse aree del sistema nervoso centrale, e quindi manifestare sintomatologie differenti, è difficile descrivere univocamente tutte le crisi convulsive. L’area del cervello dove si verifica l’attivazione di una popolazione di neuroni viene definito “focus epilettogeno”, l’attività anomala dell’area può generare manifestazioni cliniche differenti in funzione alla dimensione dell’area cerebrale colpita ed all’attività dei neuroni inibitori circostanti, questi ultimi bloccano il propagarsi della scarica elettrica ed il manifestarsi dei sintomi.
Tipi di Crisi Convulsive
Le crisi convulsive possono essere distinte in:
- crisi focali
- crisi convulsive parziali (semplici o complesse)
- crisi convulsive generalizzate
Fasi delle Crisi Convulsive
Nelle crisi convulsive si distingue una fase pre ictale, o pre-crisi, durante la quale è possibile riscontrare alterazioni comportamentali e molto frequentemente agitazione con ricerca del proprietario e può durare da pochi secondi, a ore o addirittura giorni. La fase ictale corrisponde alla crisi vera e propria con la comparsa della caratteristica sintomatologia. La fase post ictale ha durata estremamente variabile da pochi minuti ad alcuni giorni può manifestare una sintomatologia molto varia, ad esempio: debolezza, disorientamento, paura, midriasi, cecità di origine centrale transitoria e polifagia.
Cause delle Crisi Convulsive
Le cause delle crisi convulsive possono essere classificate in due grandi categorie: intra e extra craniche.
- Extracraniche:
- accumulo di tossine (ad es. insufficienza epatica e renale)
- disturbi metabolici (ad es. ipoglicemia, iperlipidemia, ipocalcemia, ipotiroidismo)
- ipossia
- ipertermia
- intossicazioni (ad es.: teobromina, caffeina, organofosfati, piombo, stricnina)
- parassiti intestinali
- Intracraniche:
- patologie congenite (ad es. malformazioni)
- neoplasie cerebrali
- processi infiammatori (ad es.: encefaliti)
- degenerazione (ad es. da compromissione vascolare)
- traumi
Trattamento dell'Epilessia
I farmaci d’elezione di primo impiego nella terapia dello stato epilettico sono le benzodiazepine a rapida diffusione nel sistema nervoso centrale quali il diazepam o il midazolam. Quando non è possibile avere un accesso vascolare è possibile somministrare le benzodiazepine per via rettale.
Pancreatite nel Gatto
La pancreatite felina è una vera e propria sfida diagnostica e terapeutica. I sintomi clinici più frequenti sono letargia (100%) e parziale o completa anoressia (97%), raramente si manifestano vomito (35%) e dissenteria (15%). Nonostante siano numerosi gli stimoli ipotizzati per lo sviluppo di pancreatite felina, una reale causa di solito non è evidente, per cui frequentemente si definisce idiopatica (ovvero senza una causa definita).
Diagnosi
La misurazione della fPLI-Specifica sierica è il più sensibile (79%-100%) e specifico (67-100%) marker disponibile per la pancreatite acuta felina.
Trattamento
Il fondamento della terapia dei gatti con grave pancreatite è il mantenimento dell’equilibrio idrico ed elettrolitico. La maggior parte di questi pazienti non tollera l’alimentazione intragastrica ed è necessario ricorrere all’applicazione di un sondino. La somministrazione di antibiotici viene attuata a scopo profilattico, in particolare se il paziente presenta febbre o mostra alterazioni tossiche dell’emogramma.
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