Distacco di Placenta nel Primo Trimestre: Cause, Sintomi e Gestione

Il distacco di placenta, o abruptio placentae, avviene quando la placenta, che dovrebbe rimanere adesa alla parete dell’utero fino al momento del parto, se ne distacca prematuramente. Si tratta di una complicanza seria che va affrontata con tempestività perché può determinare una sofferenza fetale tale da considerare, nei casi più gravi, la necessità di un taglio cesareo urgente.

Cos'è il Distacco di Placenta?

Il distacco di placenta si ha quando la placenta, ovvero l’organo che collega la madre al feto così da permetterne la sopravvivenza e la crescita in utero, e che dovrebbe rimanere aderente alla parete dell’utero fino al momento del parto, se ne distacca prematuramente, in modo totale o parziale.

Il distacco prematuro della placenta può essere rischioso sia per la madre sia per il bambino, che potrebbe non ricevere sufficiente ossigeno e nutrimento. Il distacco totale o parziale della placenta rappresenta una delle più gravi complicazioni del periodo di gestazione, perché riduce o arresta del tutto il rifornimento di ossigeno al feto.

Quando Avviene il Distacco di Placenta?

Di solito il distacco di placenta avviene dopo la 20esima settimana di gravidanza e provoca come sintomo più evidente il sanguinamento. Il distacco di placenta si verifica, con maggiore frequenza, nelle ultime 12 settimane precedenti il parto.

Distacco Amniocoriale nel Primo Trimestre

Nel corso del primo trimestre, al contrario, può insorgere un altro fenomeno: il distacco amniocoriale, vale a dire lo scollamento tra i due tessuti che costituiscono la camera gestazionale: il sacco amniotico e il sacco coriale. Questo evento, che può avvenire con una frequenza maggiore, può essere risolto in modo efficace, senza conseguenze per la gravidanza e in tempi relativamente brevi. Questo evento, che avviene con una frequenza maggiore rispetto al distacco di placenta, può dare piccole perdite di sangue e lievi contrazioni.

Cause e Fattori di Rischio

Diverse cause o, più precisamente, fattori di rischio possono portare al distacco della placenta. Le cause che possono determinare un distacco parziale o totale della placenta sono diverse. Vengono considerati come fattori di rischio anche un’età della madre superiore ai 40 anni, l’aver avuto distacchi di placenta nelle gravidanze precedenti, il fumo e l’alcol assunti nei nove mesi, la gravidanza gemellare.

La precisa causa del distacco di placenta non è nota; tuttavia, si è appurato che determinate circostanze ne favoriscono l'insorgenza. Ma quali sono questi fattori di rischio? Traumi classici sono quelli riportati dopo un incidente stradale o per una caduta. Alterazione della coagulazione sanguigna. Si tratta di disordini che mutano la capacità sanguigna di coagulazione. Rottura prematura del sacco amniotico. La rottura della membrana, che avvolge il sacco amniotico, causa la fuoriuscita del liquido amniotico. Questo evento rende più facile la separazione della placenta. Ipertensione. Può essere una condizione cronica della paziente oppure conseguente alla gravidanza. Precedente distacco di placenta. In questi casi, c'è una maggiore possibilità che l'episodio si ripeta. Fumo e abuso di droghe. Il distacco di placenta è più frequente nelle donne che fumano durante la gravidanza o che sono dipendenti dalla cocaina. Infezioni intrauterine. Sono dovute ad agenti patogeni provenienti dalla cavità vaginale.

Sintomi del Distacco di Placenta

Il distacco di placenta si manifesta con alcuni segnali che possono comunque variare di intensità da donna a donna e non presentarsi tutti insieme. Il sintomo più evidente, e anche il più presente, è il sanguinamento vaginale con perdite rosso vivo. Un altro possibile campanello d'allarme è rappresentato dalla riduzione dei movimenti fetali.

Per la maggior parte di questi sintomi, c'è una correlazione diretta tra la loro severità e la gravità del distacco placentare. Le contrazioni uterine devono destare dei sospetti, nel momento in cui se ne verificano più di una ogni tre minuti.

Elenco dei sintomi:

  • Sanguinamento vaginale (perdite rosso vivo)
  • Pressione bassa (nei casi più gravi, può portare al collasso)
  • Riduzione dei movimenti fetali
  • Contrazioni uterine frequenti

E’ basilare quindi in presenza di uno o più sintomi intervenire tempestivamente richiedendo il supporto dello specialista o recandosi subito in Pronto Soccorso.

Diagnosi

Per confermare il sospetto di distacco precoce della placenta si procede a una attenta valutazione dei sintomi, una visita e a una ecografia ostetrica per individuare la sede e l’estensione del distacco. Si valutano poi tempestivamente le condizioni di salute del bambino, si controlla la frequenza cardiaca fetale tramite monitoraggio cardiotocografico. Si effettuano infine la misurazione della pressione arteriosa e le analisi del sangue e delle urine alla mamma per diagnosticare un’eventuale preeclampsia, condizione che può incrementare il rischio di complicanze.

La diagnosi di un distacco di placenta si basa su esame fisico, presso il proprio ginecologo, che valuta la presenza dei sintomi e dei segni appena descritti. È possibile svolgere anche un'ecografia, ma il suo esito non è sempre affidabile.

Cosa Fare e Come si Cura

Purtroppo questo non succede: non è possibile tornare alla condizione che precede il distacco che spesso è improvviso e richiede quindi un trattamento immediato. Gli interventi variano in base alla gravità del distacco, al periodo di gestazione e allo stato di salute sia della mamma che del nascituro.

La gestione del distacco di placenta dipende dalla gravità del distacco stesso, dal periodo di gestazione e dallo stato di salute generale di madre e bambino. In ospedale è possibile monitorare costantemente le condizioni di mamma e bambino così da poter intervenire tempestivamente qualora serva. Questa modalità permette al personale sanitario di vigilare sulle condizioni della mamma e del bambino e di intervenire rapidamente qualora ce ne sia bisogno.

Nel caso in cui si registri un’elevata probabilità di parto prematuro, è prassi ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi così da portare a un più rapido sviluppo polmonare del feto. Nel caso in cui sussista un’elevata probabilità di parto prematuro, è prassi ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi, al fine di accelerare lo sviluppo polmonare del feto.

  • la gravidanza è pretermine (meno di 37 settimane).
  • la gravidanza è a termine (oltre le 37 settimane).

Si valuta inoltre la necessità di sottoporre la donna a trattamento con farmaci per bloccare le contrazioni, qualora fossero presenti. In situazioni più gravi o qualora il distacco placentare minacci la vita della madre o del bambino, è necessario intervenire con un trattamento tempestivo. In questi casi, a discrezione del ginecologo, si può indurre il parto oppure procedere con un taglio cesareo.

Interventi in caso di complicazioni:

In casi di sanguinamento copioso o altre complicazioni, è necessario anche intervenire sulla mamma con la somministrazione di liquidi per endovena o con trasfusioni di sangue per compensare le perdite avvenute. Data la pericolosità e l'urgenza della situazione, non è possibile attenersi a un esame, in questo caso, poco esauriente.

Come Prevenire il Distacco di Placenta

Per quanto riguarda la prevenzione, quello che conta sempre, non solo per quanto riguarda il distacco di placenta, è condurre uno stile di vita sano durante i nove mesi. Va abolito tassativamente il fumo, è importante non abusare dei farmaci e assumerli sempre sotto controllo medico, occorre seguire un’alimentazione bilanciata. Le visite di controllo regolari permettono poi di avere un monitoraggio costante dello stato della placenta verificandone la sua adesione o meno all’utero.

Adottare uno stile di vita sano (non fumare, non far uso di droghe, mantenere sotto controllo la pressione sanguigna ecc.) aiuta a prevenire il distacco di placenta.

Complicazioni del Distacco di Placenta

Le complicazioni, che insorgono per un distacco di placenta, mettono a repentaglio la vita della gestante e del feto. Per quanto riguarda la madre, allo shock emorragico, di cui si è già parlato, possono aggiungersi disordini coagulativi (CID, coagulazione intravascolare disseminata), insufficienza renale (o di altri organi) e necessità di un'isterectomia (rimozione dell'utero). Per quanto concerne il feto, invece, oltre all'ipossia e al distress fetale, può verificarsi una nascita prematura o una morte intrauterina.

Tabella riassuntiva dei fattori di rischio

Fattore di Rischio Descrizione
Età materna avanzata Madri di età superiore ai 40 anni
Precedente distacco di placenta Aver avuto distacchi nelle gravidanze precedenti
Fumo e alcol Assunzione di fumo e alcol durante la gravidanza
Gravidanza gemellare Essere in attesa di gemelli
Traumi Incidenti stradali o cadute
Alterazioni della coagulazione Disturbi che influiscono sulla coagulazione del sangue
Rottura prematura del sacco amniotico Fuoriuscita del liquido amniotico prima del tempo
Ipertensione Pressione alta cronica o indotta dalla gravidanza
Infezioni intrauterine Infezioni causate da agenti patogeni

leggi anche: