L'urologia è una branca della medicina che si occupa delle patologie dell'apparato urinario maschile e femminile e degli organi riproduttivi maschili. Otto italiani su 10 non si sono mai sottoposti a visite urologiche, eppure controlli frequenti aiuterebbero a prevenire gran parte dei disturbi, sempre più diffusi nella popolazione. In particolare, lo screening urologico è importante per gli uomini, per cui l’urologo dovrebbe costituire ciò che il ginecologo è per le donne: uno specialista a cui rivolgersi durante tutta la vita, che possa individuare e trattare precocemente malattie con complicazioni anche gravi.
La visita urologica ha lo scopo di indagare eventuali disturbi e malattie a carico dell’apparato urinario di uomini e donne o degli organi riproduttivi maschili. Non comporta dolore, non è invasiva ed è rapida, con una durata di circa 20 minuti. Poiché non presenta effetti collaterali, consente di riprendere tutte le normali attività quotidiane non appena conclusa, dunque non occorre necessariamente essere accompagnati.
A cosa serve l'uroflussometria?
L’uroflussometria è un esame diagnostico non invasivo che permette di studiare la progressione delle urine attraverso l’apparato urinario durante l’atto della minzione. È un esame funzionale molto semplice ed è indicato nei pazienti che riferiscono difficoltà a urinare: per esempio sensazione di non svuotare completamente la vescica, flusso delle urine intermittente, incontinenza urinaria o gocciolamento post-minzione.
Questi sintomi possono essere ricondotti a diverse problematiche, ad esempio infezioni della vescica o delle vie urinarie (come cistiti, prostatiti, ecc.), presenza di calcoli o restringimenti uretrali che impediscono il corretto deflusso delle urine o ipertrofia prostatica (ovvero un ingrossamento della prostata).
Come prepararsi all'esame di uroflussometria?
La preparazione richiesta al paziente è molto semplice: di solito il medico suggerisce di bere fino a un litro di acqua non gassata nei 60-120 minuti precedenti all’esecuzione dell’esame. Di norma non si dovrebbe urinare nelle due ore precedenti allo svolgimento dell’esame, tuttavia è anche vero che il riempimento della vescica non deve essere eccessivo, altrimenti l’esame potrebbe risultare compromesso.
Come si svolge l'uroflussometria (UFM)?
L’esame in sé consiste nell’urinare all’interno di un imbuto raccoglitore (come se si trattasse di un normale WC) che è collegato a un apparecchio in grado di misurare la quantità di urina emessa nell’unità di tempo, realizzando un tracciato (un piccolo grafico su assi cartesiani). In questo tracciato si esaminano tempo e volume delle urine. Un tracciato anomalo indirizza verso un problema di funzionalità alle basse vie urinarie, tuttavia non è possibile con questo esame identificare problemi localizzati nelle alte vie (quindi prima di raggiungere la vescica).
Dopo l’esame viene eseguita un’ecografia per valutare quanta urina sia rimasta nella vescica dopo la minzione.
Quali sono i valori normali?
L’esame misura alcuni parametri, tra i quali la portata media (QMed) e massima (QMax) del flusso urinario, misurate in millilitri al secondo. Il QMed varia in base a età e sesso. Se il paziente è uomo, infatti, il medico procederà a un’attenta valutazione del basso addome e della zona genitale esterna.
Esame urodinamico
L’esame urodinamico permette di studiare la funzione del basso tratto urinario (vescica, uretra, sfinteri). L’uroflussometria valuta il flusso urinario durante la minzione. Vengono inseriti due sensori uno in vescica e l’altro nel retto, lubrificati con una pomata anestetica. Queste manovre non sono dolorose. Quindi sarà invitata/o ad urinare con i tubicini inseriti. Se saranno necessari altri esami Le verranno spiegati al momento. Nel caso in cui sia portatore di catetere vescicale non serverà bere prima dell’esame ma si presenti con un nuovo catetere da mettere al termine della prova.
Dato che l’esame prevede l’inserimento di un tubicino in vescica è necessario, come profilassi, assumere 3 ore prima dell’esame un antibiotico (es. Monuril 1 bustina da continuare per i due giorni successivi). Bere un’ora prima dell’esame circa mezzo litro d’acqua e non urinare nelle due ore antecedenti all’esame.
Tipi di esame urodinamico
Esistono diversi tipi di esame urodinamico; tra le tipologie più importanti, si segnalano: l'uroflussometria, la cistometria, l'elettromiografia della vescica, la misurazione del residuo post-minzionale, lo studio pressione/flusso, la profilometria della pressione uretrale e l'esame video-urodinamico.
La scelta di quali e quanti esami urodinamici prescrivere dipende dalla sintomatologia e dalle condizioni di salute emerse, durante un precedente esame obiettivo.
Ogni esame urodinamico ha una propria specifica preparazione, che il medico illustra al paziente per tempo, prima dell'esecuzione. Detto questo, ci sono alcune regole preparatorie generali, che valgono per qualsiasi esame urodinamico: interrompere, almeno 7 giorni prima dell'esecuzione di un esame urodinamico, qualsiasi cura farmacologica a base di medicinali che, in qualche modo, influiscono sulla funzionalità della vescica.
Dopo un esame urodinamico, è abbastanza comune che il paziente avverta bruciore o malessere, al momento della minzione. L'unico esame urodinamico che presenta una controindicazione degna di nota è l'esame video-urodinamico che prevede l'impiego dei raggi X.
Ecografia dell’apparato uro-genitale
L’ecografia dell’apparato uro-genitale consente di esplorare, oltre il rene e le vie urinarie (ureteri e uretra), anche la vescica e altri organi vicini, come le ghiandole surrenali, il retroperitoneo, la prostata, il pene e i testicoli. Il paziente è esaminato sia in posizione supina che prona e, talvolta, anche laterale. Il medico dovrà successivamente applicare un gel sulla zona addominale e lombare. Il gel serve a far scorrere la tradizionale sonda dell’ecografo e a eliminare l’aria tra la cute e la sonda.
L’ecografia renale viene prescritta in caso di insufficienza renale, rene policistico, infezioni, coliche renali, ostruzioni delle vie urinarie. È utile in caso di azotemia alta e di problemi della diuresi o della minzione, e in caso di sangue nelle urine.
Permette di evidenziare la presenza di calcoli nei reni o negli ureteri (piccoli condotti che collegano i reni alla vescica e dove i calcoli spesso restano intrappolati), la presenza di malformazioni dell’apparato urinario, di cisti e altre neoformazioni, sia benigne che maligne.
Permette anche di osservare la vescica e di studiarne la forma, le pareti, il lume e il residuo post-minzionale. L’ecografia renale non ha controindicazioni pertanto non richiede particolari precauzioni o attenzioni. Può essere effettuata anche con mestruazioni in atto. L’esame è indolore, sicuro e non invasivo. A differenza delle radiazioni ionizzanti usate nelle radiografie, gli ultrasuoni sono innocui per i pazienti.
Occorre che la vescica sia piena, quindi è necessario bere un litro d’acqua (non gassata) un’ora prima di effettuare l’esame e non urinare nelle precedenti tre ore. È preferibile una dieta leggera nelle 4-6 ore precedenti l’esame. In caso di pazienti cardiopatici, o molto anziani, le norme di preparazione possono essere leggermente diverse. In tali circostanze bisogna attenersi alle istruzioni ricevute in fase di prenotazione.
Al termine dell’esame, il medico chiederà al paziente di svuotare la vescica per poter valutare il residuo urinario post-minzione. Attraverso una sonda ecografica lubrificata inserita nell’ampolla rettale del paziente, vengono ricercate lesioni strutturali della ghiandola prostatica.
L’ecografia testicolare è un esame non invasivo che permette di valutare il contenuto della borsa scrotale e le eventuali alterazioni presenti. È possibile ottenere la valutazione volumetrica e morfologica dei testicoli, epididimi, dotti deferenti e delle strutture a esso connesse. Essa identifica eventuali tumori e patologie degli annessi testicolari, come cisti dell’epididimo, idrocele, varicocele.
L’ecografia peniena basale è un’indagine ultrasonografica che serve per valutare l’aspetto morfologico del pene nelle sue varie componenti. L’indagine permette di esplorare i corpi cavernosi, l’albuginea, il corpo spongioso e l’uretra. Lo studio di deviazioni del pene, l’identificazione di placche fibrose, come accade nell’induratio penis plastica o Morbo di La Peyronie, vengono facilmente identificate, così come asimmetrie dei corpi cavernosi o disturbi della vascolarizzazione, che possono indurre disfunzione erettiva per scarso apporto ematico o disfunzione veno occlusiva da accelerato scarico venoso.
In caso di disfunzione erettile, l’ecocolordoppler penieno serve ad accertare le condizioni delle arterie del pene e la loro integrità.
Patologie più comuni trattate dall'urologo
- Disfunzioni sessuali maschili
- Incontinenza urinaria
- Cistiti e calcoli renali
- Infezioni delle vie urinarie (IVU)
- Calcolosi delle vie urinarie
- Tumori della vescica, del rene e delle ghiandole surrenali
- Ingrossamento della prostata (iperplasia benigna della prostata)
- Disfunzione erettile
- Prostatite
- Tumori della prostata, del pene e dei testicoli
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