Ecografia di Terzo Livello: Definizione e Indicazioni

L'ecografia di terzo livello è un esame ecografico approfondito, effettuato da ecografisti molto esperti che utilizzano apparecchiature di elevata qualità.

Questi specialisti operano nell'ambito di un Centro di riferimento per altri medici che non si occupano specificamente di diagnosi prenatale.

Indicazioni all'Ecografia di Terzo Livello

L'ecografia di terzo livello è raccomandata in diverse situazioni specifiche:

  • Richiesta da parte di un altro ginecologo che si trovi nella situazione prima enunciata. Pertanto, l'indicazione più frequente è proprio la richiesta da parte di un altro ginecologo.
  • Gravidanza a rischio per malattie materne (ad esempio diabete, epilessia e patologie autoimmuni).
  • Esposizione del feto a farmaci o a sostanze teratogene.
  • Presenza di alcune particolari infezioni materne insorte durante la gravidanza.
  • Cariotipo normale sul sangue materno o da procedure invasive (amniocentesi e villocentesi), in concomitanza di una NT aumentata nel primo trimestre.
  • Presenza di altri soft marker (segni sfumati) di anomalie cromosomiche nel corso del 4°-5° mese. Infatti, in presenza di un quadro di questo tipo, è aumentato il rischio di malformazioni in generale e in particolare di quelle cardiache.
  • Sospetto o presenza di malformazione all'ecografia di primo livello.
  • Precedente gravidanza con feto malformato.
  • Liquido amniotico scarso.
  • Liquido amniotico troppo abbondante.
  • Aumentato rischio genetico per cardiopatia e altre malformazioni congenite.
  • Ultrascreen (translucenza nucale + bitest) positivo con rischio >1/350.
  • Riscontro ecografico di uno o più soft markers al 4° - 5° mese.
  • Cromosomopatie rilevate con il Prenatal Safe / Harmony test.
  • Cromosomopatie rilevate con amniocentesi o villocentesi.
  • Infezioni in gravidanza (toxoplasmosi - CMV - rosolia - varicella - quinta malattia).
  • Diabete e altre malattie materne (epilessia - malattie autoimmuni).
  • Assunzione di farmaci che possono dare malformazioni al feto.
  • Esposizione ad agenti ambientali che possono dare malformazioni al feto.
  • Aumento alfa-fetoproteina sul sangue materno e nel liquido amniotico.
  • Gravidanza multipla.
  • Il feto cresce meno di quanto dovrebbe.
  • Abuso di droghe e alcool.

Importanza dell'Esame e Consulenza

È fondamentale eseguire l'esame in modo ottimale per ogni distretto fetale, dedicando tutto il tempo necessario.

Subito dopo l'esame, è importante che venga fornita ai genitori una consulenza sia in caso di malformazioni sia in caso di normalità.

Da questo punto di vista è utile la presenza del genetista che è sicuramente lo specialista più competente per gestire i casi patologici e illustrare ai futuri genitori i limiti dell'ecografia di secondo livello e degli altri esami prenatali.

Inoltre è opportuno stabilire una collaborazione anche con altri specialisti che, a seconda delle patologie diagnosticate, seguiranno il bambino in futuro.

Infine è opportuno individuare centri ultraspecialistici che si occupano di diagnosi prenatale dei singoli settori, come ad esempio la neurosonografia e l'ecocardiografia fetali.

Questi centri, definiti di terzo livello, sono in grado di approfondire le diagnosi anche con l'impiego di altre metodiche (RMN) e persino di eseguire interventi in utero.

Le più importanti Società Scientifiche Internazionali impegnate nella ricerca auspicano che chi esercita l’ecografia ginecologica abbia svolto un percorso di formazione assistito da tutor esperto sia in ambito didattico teorico che pratico.

Valutazione della Crescita Fetale e Rilevazione di Anomalie

Lo scopo principale dell’ecografia è la valutazione della crescita fetale.

Pur non avendo come scopo il riconoscimento di malformazioni, nel corso dell’ecografia vengono ricercate anomalie fetali che non sarebbero state rilevabili nelle ecografie precedenti.

Il 20-30% di anomalie non identificate nel II trimestre vengono evidenziate nel corso dell’ecografia del III trimestre (es: microcefalia, lissencefalia, coartazione aortica, displasie dello scheletro come l’acondroplasia).

Viene misurata la velocità di flusso a livello delle arterie ombelicali e delle arterie cerebrali medie del feto.

Quando vengono riscontrate una vasocostrizione ombelicale e una vasodilatazione cerebrale, abbiamo la cosiddetta centralizzazione del circolo.

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