Ecografia di Secondo Livello: A Cosa Serve e Quando Farla

L’ecografia è un esame indolore, poco invasivo e poco dispendioso in termini di tempo e denaro.

L'ecografia ginecologica è una metodica molto diffusa che, ormai sempre più spesso, affianca la consueta visita ginecologica.

Grazie all’utilizzo di sonde a elevata frequenza, è possibile avere una visione di insieme non solo dell’utero e delle ovaie, ma anche di tutto il settore addominale che, oltre all’apparato ginecologico femminile, ospita intestino, vescica e ureteri.

L’ecografica ginecologica ha imposto oramai la sua presenza nell’ambito diagnostico ginecologico, essendo l’esame indolore, poco invasivo e facilmente accessibile.

Cos'è l'Ecografia di Secondo Livello?

Si parla di ecografia ginecologica di secondo livello quando l’expertise di un operatore dedicato, raggiunta dopo training teorico e pratico in centri di eccellenza, permette di comprendere con un’accuratezza molto alta la patologia che sottende alla richiesta di diagnosi.

Spesso viene effettuata dopo un’ecografia di primo livello per un approfondimento di tipo diagnostico.

L'ecografia ginecologica di secondo livello è un'ecografia più approfondita, di solito eseguita da un ginecologo ecografista esperto.

Offre una visione dinamica e interattiva della morfologia degli organi pelvici, permettendo una valutazione dettagliata e precisa.

Questo esame più approfondito è effettuato da ecografisti molto esperti che utilizzano apparecchiature di elevata qualità nell'ambito di un Centro al quale fanno riferimento altri medici che non si occupano specificamente di diagnosi prenatale.

Ambiti di applicazione

La conoscenza dell’anatomia ecografica e l’approfondimento culturale di tipo scientifico hanno portato al raggiungimento di un buon livello di diagnosi nell’ambito di tutte le patologie ginecologiche, ma in particolare per l’ovaio.

Tra le varie opzioni terapeutiche, risulta possibile un approccio conservativo nel 70-80% dei casi, monitorando la formazione nel tempo, senza bisogno di ricorrere a un intervento chirurgico.

Grazie ai risultati preliminari dello studio ecografico multicentrico Iota 5, tuttora in corso, pubblicato nel 2019 sull’autorevole rivista “The Lancet Oncology”, è stato possibile confermare la validità dell’approccio conservativo ecografico.

Viceversa, se la lettura della cisti secondo i dettami dello Iota evidenzia la presenza anche di un minimo sospetto, o se il quadro clinico della paziente lo impone, l’iter consigliato prevede necessariamente la chirurgia.

Un’altra condizione per la quale l’ecografia di secondo livello si è rilevata determinante è la patologia endometriosica.

L’ecografia di secondo livello è riconosciuta come primo step nell’imaging sia per diagnosticare l’endometriosi, sia per stabilirne la stadiazione e l’estensione.

Questo ha un notevole valore ai fini della diagnosi di questa subdola malattia evolutiva, per la quale tutt’oggi si riportano ritardi diagnostici di circa 7 anni, e del suo monitoraggio nel tempo.

L'indicazione più frequente è proprio la richiesta da parte di un altro ginecologo.

Ecografia Ostetrica di Secondo Livello

L’ecografia di II livello è un’ecografia dettagliata che si esegue a 20-22 settimane di gestazione, mirata all'individuazione di eventuali malformazioni.

La strumentazione utilizzata è di elevata tecnologia con sonde dedicate.

Gli operatori dell'ecografie di II Livello sono Medici specialisti Ginecologi, che nel corso della loro formazione professionale hanno acquisito un’esperienza specifica sulla fisiopatologia delle varie malformazioni fetali e sulla loro identificazione ecografica.

All'esame morfologico fetale può essere associato lo studio della velocimetria Doppler dei principali vasi feto-placentari.

La velocimetria Doppler è una metodica diagnostica non invasiva, che attraverso la visualizzazione ecografica di alcuni vasi sanguigni materni e fetali, consente lo studio del flusso ematico al loro interno.

I vasi più studiati sono l'arteria ombelicale e le arterie uterine.

Tale metodica è da considerarsi una metodica di secondo livello, da riservarsi pertanto a casi selezionati di patologia materna o fetale.

L’ecografia ostetrica di II livello invece non è un esame di routine, ma specialistico e mirato: il medico la prescriverà alla donna in gravidanza qualora sussistano sospetti di rischio per il benessere del feto.

Nell’ecografia ostetrica di II livello è impiegata una tecnologia più avanzata e dunque più precisa e chiara nel fornire le immagini da valutare.

Indicazioni per l'ecografia ostetrica di secondo livello

  • Sospetto o presenza di malformazione all'ecografia di primo livello.
  • Precedente gravidanza con feto malformato.
  • Liquido amniotico scarso o troppo abbondante.
  • Aumentato rischio genetico per cardiopatia e altre malformazioni congenite.
  • Ultrascreen (translucenza nucale + bitest) positivo con rischio >1/350.
  • Riscontro ecografico di uno o più soft markers al 4° - 5° mese.
  • Cromosomopatie rilevate con il Prenatal Safe / Harmony test.
  • Cromosomopatie rilevate con amniocentesi o villocentesi.
  • Infezioni in gravidanza (toxoplasmosi - CMV - rosolia - varicella - quinta malattia).
  • Diabete e altre malattie materne (epilessia - malattie autoimmuni).
  • Assunzione di farmaci che possono dare malformazioni al feto.
  • Esposizione ad agenti ambientali che possono dare malformazioni al feto.
  • Aumento alfa-fetoproteina sul sangue materno e nel liquido amniotico.
  • Gravidanza multipla.
  • Il feto cresce meno di quanto dovrebbe.
  • Abuso di droghe e alcool.

Ecocardiografia Fetale

Le cardiopatie congenite sono le anomalie più frequenti alla nascita e rappresentano la causa del 25% della mortalità perinatale e del 50% della mortalità infantile dovuta a malformazioni congenite.

La loro incidenza nella popolazione senza fattori di rischio varia da 2 ad 8 per mille nati.

Nelle gravide che hanno fattori di rischio l'incidenza aumenta di ben dieci volte.

L'ecocardiografia fetale è un esame che ha come finalità il controllo sequenziale dell'anatomia cardiaca allo scopo di evidenziare, o escludere, la presenza di una cardiopatia congenita.

L'epoca di esecuzione migliore è dalle 20 settimane in avanti, anche se con i migliori ecografi è oggi possibile, in alcuni casi, iniziare lo studio più precocemente.

Preparazione all'Esame

Generalmente non è richiesta alcuna preparazione particolare nei giorni che precedono l’indagine ecografica; generalmente può essere eseguita in qualsiasi fase del ciclo mestruale.

Questo esame non si esegue con mestruazioni in corso ma in qualsiasi altro momento del ciclo mestruale (meglio dopo l'ovulazione, tra il 15° e il 28° giorno del ciclo).

La mattina dell’esame fai un clistere o assumi un purgante per la pulizia intestinale.

Presentati con la la vescica piena per una valutazione preliminare trans-addominale.

La vescica deve essere piena durante l'ecografia transaddominale.

Se molto distesa, può essere svuotata prima di iniziare l'ecografia transvaginale.

La durata della procedura è di circa 25-30 minuti.

La mattina dell'esame è preferibile effettuare un clistere o prendere un purgante per un’adeguata pulizia intestinale che permetta una corretta visualizzazione.

Ulteriori Applicazioni e Tecniche

L’ecografia può prevedere lo studio Doppler flussimetrico e la valutazione 3D della cavità uterina, per osservare il flusso sanguigno e la struttura vascolare degli organi genitali interni, sia in condizioni normali che patologiche.

In oncologia è difatti fondamentale riuscire ad inquadrare in fase pre-operatoria una lesione in maniera precisa e dettagliata in modo da poter eseguire successivamente un intervento mirato ed adeguato; è in questa fase che l’ecografia di secondo livello si distingue per sensibilità e specificità stadiativa.

Tramite la radiogenomica, è possibile mettere in relazione i dati ottenuti con la radiomica con i dati genomici del tumore che, come ormai noto, presenta specifiche mutazioni geniche.

leggi anche: