L'ecografia alla coscia è un'indagine diagnostica che si basa sull'emissione di ultrasuoni, i quali non sono radiazioni e non provocano danno all'organismo. Viene condotta mediante focalizzazione spaziale secondo i vari piani anatomici dell'organo e dei tessuti. Le registrazioni ottenute, proiettate su un monitor, sono dette immagini ecografiche.
A cosa serve l'ecografia alla coscia?
Lo specialista esegue l'ecografia alla coscia per “vedere” i fasci muscolari, i tessuti molli e le strutture articolari (cartilagini, menischi e membrane sinoviali) e periarticolari (tendini e legamenti), ed eventuali loro alterazioni. È particolarmente indicato in caso di:
- Stiramenti e sospetti strappi muscolari
- Contusioni
- Tendiniti (al braccio, gomito, ginocchio, coscia, polpaccio, piede, mano, spalla, polso, caviglia, tendine di Achille)
- Cisti
- Borsiti
- Ematomi sottocutanei o intramuscolari
L'ecografia muscolo tendinea è in grado di diagnosticare tutte le malattie dei muscoli o dei tendini. L’ecografia muscolo tendinea o articolare è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza, per “vedere” le strutture articolari, i fasci muscolari, i tendini del corpo ed eventuali loro alterazioni.
Come si esegue l'ecografia alla coscia?
Il paziente viene valutato nella posizione che consente il migliore studio della parte anatomica interessata. Sulla pelle del paziente, in corrispondenza dell’articolazione interessata, viene applicato del gel al fine di migliorare il contatto con la sonda che invia gli ultrasuoni all’apparecchio. Prima dell'ecografia muscolo-tendinea vanno rimosse eventuali medicazioni o fasciature in corrispondenza della zona da esaminare. La procedura non è dolorosa e prevede lo scorrimento manuale della sonda ecografica sulla zona interessata preventivamente cosparsa di un gel trasparente che agevola il passaggio degli ultrasuoni.
L'ecografia muscolo-tendinea dura in media 15/20 minuti. Prima dell'ecografia muscolo-tendinea il medico applica una sostanza gelatinosa sulla pelle del paziente, in corrispondenza della parte del corpo da esaminare, e vi passa sopra con la sonda. Le immagini prodotte dagli ultrasuoni sono visibili su uno schermo in tempo reale.
Cosa si vede con l'ecografia muscolo-tendinea?
Con l’ecografia muscolo-tendinea, come dice il termine, è possibile evidenziare tutte le patologie a carico dei muscoli o dei tendini, alcune patologie articolari, le borse, i tessuti sottocutanei. All’esame ecografico si distinguono bene i fasci muscolari e la struttura fibrillare dei tendini, che appaiono come dei “nastri” biancastri e le eventuali lesioni di queste fibre, che appaiono più scure, le raccolte liquide, siano esse cisti o ematiche, che si presentano nere, i depositi di sali di calcio (calcificazioni) a livello dei tendini, delle borse e dei muscoli, che appaiono come delle formazioni irregolari più o meno estese bianche e non attraversabili dagli echi emessi dalla sonda.
Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione. L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia).
Limiti dell'ecografia
L’ecografia muscolo-tendinea non è in grado di vedere le ossa e all’interno delle articolazioni, quindi, ad esempio, non è possibile studiare, a livello del ginocchio, i menischi o i legamenti crociati. Permette di valutare le patologie legamentose della caviglia e del ginocchio (legamenti collaterali), ma non è l’esame di I scelta. In tutti questi casi verrà prescritto dal vostro Medico l’esame radiografico più appropriato (Rx, TAC, RM, scintigrafia…)
Vi sono inoltre limiti intrinseci all’esame: la stretta dipendenza dall’abilità dell’operatore che la esegue (deve essere un medico) e dal tipo di apparecchiatura, che può dare definizioni di immagini di qualità decisamente differente. Non è un esame panoramico, per cui è possibile studiare solo alcuni settori per volta, a differenza, per esempio, della RM, che dà la ricostruzione spaziale di interi distretti corporei con tutte le strutture in essi presenti.
Preparazione all'esame
Non serve una particolare preparazione e al momento dell’esecuzione dell’esame, il Paziente deve recare in visione al Medico Ecografista gli esami effettuati in precedenza (ecografie, lastre, altri referti, ecc.) utili per la valutazione del caso in esame anche in termini di evoluzione nel tempo. Per permettere una valutazione ecografica esaustiva, è inoltre di fondamentale importanza che sia chiaro ed indicato al Medico Ecografista il cosiddetto “Quesito Clinico”. Con tale termine si indica la diagnosi già accertata o sospettata, oppure il sintomo prevalente identificati dal Medico Curante del Paziente o dallo specialista che richiede l’effettuazione dell’esame ecografico.
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