Ascoltare il battito cardiaco del proprio bambino per la prima volta è uno dei momenti più emozionanti per i futuri genitori. «Eccolo! L’ho sentito!» dice emozionata Elisa, incinta di qualche settimana, mentre ascolta per la prima volta il battito cardiaco della sua bambina durante una visita ostetrica. Esiste un momento più emozionante e carico di aspettative come questo?
Quando si sente il battito cardiaco del feto per la prima volta?
Per individuare il momento esatto in cui si inizia a sentire il battito fetale dovremmo risalire alla quinta-sesta settimana di gravidanza. Secondo il Journal of Prenatal Medicine, il cuore inizia a formarsi tra la terza e la quarta settimana di gestazione e comincia a battere regolarmente intorno alla quinta settimana. Il battito cardiaco del bambino può essere visto tramite ecografia già nelle prime fasi della gravidanza, anche se ciò dipende dal tipo di ecografia utilizzata.
Sviluppo del cuore fetale
Ciò che diventa un cuore a quattro camere inizia come tessuto pulsante all'interno dell'embrione in via di sviluppo. Questo tessuto pulsante è visibile all'ecografia intorno alle 6 settimane di gestazione. Entro 8 settimane, quel tessuto pulsante si è trasformato nei principali vasi e strutture del cuore. Durante la gravidanza, il cuore del bambino invia continuamente sangue ai polmoni per raccogliere ossigeno e poi distribuisce quel sangue ossigenato al resto delle cellule del corpo.
Uno studio dell’Università di Leeds pubblicato su «Nature» nel 2017 ci accompagna in un vero è proprio viaggio alla scoperta delle trasformazioni nella struttura del cuore, dalla 12^ alla 20^ settimana, spiegandoci come ciò modifichi anche l’intensità del battito fetale. Infatti, mentre nelle prime settimane la frequenza cardiaca fetale si aggira sui 100-110 battiti al minuto (bpm), intorno alla 10^ settimana aumenta fino ai 150-160 bpm, per diminuire dalla 20^ settimana in poi e stabilizzarsi sui 140 bpm. E proprio nel periodo dalla 12^ alla 20^ settimana l’organizzazione del cuore presenta i cambiamenti più evidenti, le cellule si “specializzano”, si organizzano e iniziano a comunicare tra loro, ed è questo l’evento cruciale che spiega l’aumento della frequenza cardiaca e il battito fetale più vigoroso.
Monitoraggio del Battito Fetale
Vediamo ora come avviene il monitoraggio del battito fetale. Il cuore del feto batte a 100-110 bpm intorno alla 6^ settimana ed è possibile rilevarne l’attività attraverso l’ecografia transvaginale. Nelle due settimane successive la frequenza del battito fetale raggiunge valori compresi tra i 130-160 bpm. Talvolta può capitare di non riuscire a sentire il battito immediatamente, oppure di osservare per un breve periodo una frequenza di 10-15 battiti in più o in meno. Si tratta di situazioni del tutto normali e transitorie, per cui niente paura!
Già dopo pochissime settimane il cuore del feto è formato e inizia a battere; il monitoraggio della sua frequenza cardiaca può essere utile in diverse circostanze. Nello sviluppo del feto la formazione del cuore e l’inizio dell’attività cardiaca sono tra le più precoci.
Il portale Radiopaedia precisa come la normale frequenza cardiaca è quella che va da 120 a 160 battiti al minuto (bpm). All’inizio della gravidanza (verso la decima settimana) il battito fetale può aumentare fino a 170 bpm per poi diminuire e assestarsi fino alla fine della gestazione in una gravidanza a termine a circa 130 bpm. L’assenza del battito cardiaco indica invece che lo sviluppo dell’embrione si è interrotto e si è in presenza di un aborto spontaneo.
Alla luce dell’importanza di conoscere il battito fetale, si comprende l’utilità di misurarlo mediante apposito monitoraggio della frequenza cardiaca. Il ricorso al monitoraggio del battito fetale avviene inoltre di routine, come riportato dal Manuale MSD, nelle donne appena vengono ricoverate per il parto.
Metodi di monitoraggio
Il John Hopkins Medicine riferisce come esistano due metodi per eseguire il monitoraggio del battito fetale: uno esterno e uno interno.
- Monitoraggio cardiaco esterno: è quello che si avvale di un dispositivo da posizionare sull’addome della donna con lo scopo di ascoltare e registrare il battito fetale. Può essere un dispositivo a ultrasuoni (Doppler fetale) oppure uno stetoscopio ostetrico.
- Monitoraggio interno: invece, avviene mediante l’inserimento di un elettrodo all’interno della vagina per collegarlo al cuoio capelluto del feto; l’altra estremità del sensore è collegata al computer. Allo stesso tempo è un controllo che può essere effettuato solamente se le acque si sono rotte e se la cervice è dilatata. Si ricorre al monitoraggio interno quando con quello esterno non si ottengono rilevazioni o quando si sospettano problemi durante il travaglio.
A questo proposito, è necessario anche sottolineare come lo stesso monitoraggio cardiotocografico (CTG) antepartum per il monitoraggio elettronico della frequenza cardiaca fetale non deve essere mai proposto nelle gravidanze a basso rischio.
Cosa fare se il battito non si sente subito?
Esistono diverse ragioni per cui il battito cardiaco del bambino potrebbe non essere rilevato all'inizio della gravidanza tramite ecografia. In alcuni casi, potrebbe indicare un problema con la gravidanza, ma spesso non c'è motivo di preoccuparsi.
È comune calcolare in modo errato l'età gestazionale quando si scopre di essere incinta, il che significa che potresti cercare un battito cardiaco tramite ecografia prima del tempo. È più difficile rilevare un battito cardiaco fetale con un dispositivo doppler portatile rispetto a un'ecografia.
A volte se troppo in anticipo rispetto alla scoperta della gravidanza, un’ecografia può non rilevare immediatamente il battito cardiaco fetale e allo stesso modo può capitare di non sentirlo subito. Se non si vede non è detto che si tratti di un aborto. Conviene eseguire il primo controllo ecografico, se non è stato già effettuato.
A partire dalla 6a settimana di gravidanza, il battito dell’embrione dovrebbe poter essere visualizzato attraverso l’ecografia effettuata dal ginecologo. Questo può non accadere, per esempio in corrispondenza della prima visita durante la 7a settimana, ma non è detto che la gravidanza non stia procedendo perché l’embrione ha smesso di svilupparsi.
“Può capitare infatti che la gravidanza sia iniziata dopo rispetto quello che si pensa in base alla data dell’ultima mestruazione, in quanto i cicli possono essere lunghi o irregolari e l’ovulazione potrebbe essere avvenuta in ritardo” aggiunge la dottoressa Carbone. “Quindi potrebbe trattarsi di una gravidanza che si è sviluppata dopo e che quindi è alla 5a settimana anziché alla 6a-7a. Questo può essere confermato anche dalla grandezza dell’embrione, che apparirà più piccolo rispetto a quello che ci si aspetterebbe a 7 settimane”.
Il ginecologo suggerisce allora di effettuare un secondo controllo ecografico a distanza di una settimana. A questo punto, il battito si dovrebbe visualizzare, se la gravidanza è evolutiva. In caso contrario, si procede con ulteriori indagini per escludere che si tratti realmente di un aborto spontaneo.
Frequenza cardiaca fetale: cosa è normale?
La frequenza cardiaca media di un feto nel primo trimestre è di circa 180 bpm, secondo G. Thomas Ruiz, MD, ginecologo principale presso il MemorialCare Orange Coast Medical Center a Fountain Valley, California.
Per quanto riguarda la frequenza del battito fetale, questa varia a seconda del periodo della gestazione. 130 bpm nel terzo trimestre.
La frequenza cardiaca del feto è solitamente regolare all’interno di specifici range corrispondenti alla settimana di gestazione, per esempio nel terzo trimestre si parla di una frequenza normale fra i 110 e i 160 battiti per minuto.
Solitamente viene individuata una linea di base ovvero un valore medio di frequenza, al di sopra e al di sotto della quale è normale una variazione di circa 5-15 battiti al minuto. Questo è un parametro definito variabilità, che è indice di benessere fetale.
Tabella indicativa della frequenza cardiaca fetale
Ecco una tabella che riassume come cambia la frequenza cardiaca fetale durante la gravidanza:
| Settimana di Gestazione | Frequenza Cardiaca (BPM) |
|---|---|
| 6a settimana | 100-110 |
| 8a settimana | 130-160 |
| 10a settimana | Fino a 170 |
| Dal secondo trimestre in poi | 120-160 |
In alcuni casi, i controlli ecografici possono individuare valori diversi dalla norma. la cardiotocografia fetale, che viene effettuata verso la fine della gravidanza e in travaglio e misura anche le contrazioni uterine. Si effettua utilizzando un apparecchio che viene appoggiato sull’addome della gestante e che, grazie a sensori sofisticati, rileva la frequenza e la regolarità del battito fetale, l’intensità e la frequenza delle contrazioni.
“Attraverso lo studio di diversi parametri fra cui la linea di base, la variabilità e la presenza di accelerazioni, si può valutare indirettamente l’apporto di sangue e ossigeno al feto e quindi il suo benessere” precisa la ginecologa.
Previsione del sesso del bambino in funzione del battito
Molti futuri genitori credono di poter predire il sesso del bambino ascoltando la frequenza cardiaca del feto. Nessuno sa esattamente in che modo e quando si sia diffusa questa credenza, ma è in circolazione da molte generazioni. Secondo questa teoria, se la frequenza cardiaca del feto è superiore a 140 battiti al minuto le probabilità che sia femmina sono maggiori. Se invece la frequenza cardiaca è inferiore a 140 battiti al minuto, allora è più probabile che sia un maschietto.
Durante le visite periodiche, chiedi all’ostetrica o al ginecologo di contare il numero di battiti quando auscultano la frequenza cardiaca del tuo bambino. Sarà maschio o femmina?
Non esistono prove che dimostrino la correlazione tra la frequenza cardiaca del nascituro e il suo sesso. Sebbene alcuni lo considerino un metodo sicuro per stabilire il sesso del bambino, molti studi in materia dimostrano che non vi sono prove scientifiche a supporto di questa teoria.
In realtà si è scoperto che la frequenza cardiaca di un bambino cambia in base all’epoca gestazionale. In buona sostanza, man mano che il bambino cresce, la sua frequenza cardiaca si adatta di conseguenza. Allo stesso modo, se un bambino è molto attivo, avrà un battito cardiaco accelerato. Durante i periodi di riposo o quando dorme, invece, il battito tende a rallentare.
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