L’ecografia dell’encefalo è un esame che consente di esaminare il cervello attraverso la fontanella cranica (la parte della scatola cranica non ancora ossea, presente solo nel bambino piccolo): per questo si chiama “transfontanellare”.
Indicazioni dell'Ecografia Cerebrale Neonatale
L’ecografia transfontanellare è indicata in neonati e piccoli lattanti che abbiano avuto “problemi” alla nascita:
- Prematurità
- Sofferenza neonatale
- Distocie del parto (cioè ostacoli o difficoltà nell’uscita dal bacino materno)
- Anomalo accrescimento della circonferenza cranica
L’ecografia può evidenziare anomalie anatomiche del sistema nervoso o dei ventricoli cerebrali (le strutture interne al cervello che contengono liquido) o effetti di eventi patologici pre- e perinatali (ad esempio emorragie).
Vantaggi dell'Ecografia Cerebrale
E’ un esame innocuo (non sono radiazioni), facilmente ripetibile fino a quando l’apertura della fontanella lo consente.
Encefalopatia Ipossico-Ischemica (EII) e Baby-Cooling
L’encefalopatia ipossico-ischemica (EII) è una delle cause più comunemente riconosciute di paralisi cerebrale infantile (6-23%). La frequenza della asfissia intrapartum è di circa 3-4 per mille nati vivi; la frequenza di encefalopatia ipossico-ischemica, in assenza di altre anomalie preconcezionali o antepartum, è di circa 1.6 ogni 10000 nati vivi. L’asfissia perinatale colpisce da 1 a 4 ogni mille nati a termine. Costituisce la principale causa di mortalità e nei sopravvissuti può determinare conseguenze neurologiche permanenti e gradi di disabilità anche gravi.
Il danno cerebrale non è un evento unico, bensì un processo evolutivo che inizia durante il danno ipossico-ischemico e che, nei casi più gravi e prolungati, continua in un periodo successivo definito “fase di riperfusione”. Prima dell’inizio di tale fase, nelle prime ore di vita, è possibile un intervento terapeutico per ridurre l’entità del danno. Risultati di numerosi studi scientifici indicano l’ipotermia (baby-cooling) come trattamento neuro-protettivo di scelta nell’encefalopatia ipossico-ischemica.
Il baby-cooling è un trattamento che viene applicato a neonati a termine o vicino al termine (età gestazionale superiore o pari a 35 settimane), con un peso corporeo pari o superiore a 1,8 chilogrammi, che presentano sintomi di encefalopatia ipossico-ischemica di grado moderato o elevato, causata da asfissia nel periodo del parto, definita in base a determinati criteri (sono esclusi i bambini con più di 6 ore di vita e anomalie congenite).
Il neonato con asfissia che presenta alcuni sintomi particolari viene al più presto sottoposto ad elettroencefalogramma e se anche questo esame risulta alterato, non solo non viene riscaldato, ma viene sottoposto ad una riduzione della temperatura corporea fino a 33,5°C per una durata complessiva di 72 ore. Il sistema di raffreddamento è costituito da un materassino ad acqua collegato ad un apparecchio raffreddante.
Durante l’ipotermia il neonato viene assistito in modo intensivo, con monitoraggio della pressione arteriosa, della glicemia, e mediante valutazione ecocardiografica, eventuale supporto farmacologico cardiovascolare, gestione degli elettroliti per possibile insorgenza di complicanze d’organo. Le lesioni cerebrali vengono controllate mediante elettroencefalogramma continuo ed ecografia cerebrale.
L’asfissia può coinvolgere numerosi organi e apparati del neonato, ma è soprattutto il coinvolgimento del sistema nervoso centrale con l’insorgenza di encefalopatia a influenzare la prognosi. Quando l’encefalopatia ipossico-ischemica è di grado moderato o elevato il rischio di mortalità del piccolo è compreso tra il 10 e il 50%. Tra i sopravvissuti, fino al 25% sviluppa conseguenze neurologiche, soprattutto paralisi cerebrale, deficit sensoriali, ritardo mentale.
Fino a pochi anni fa era possibile assistere il piccolo con questa patologia esclusivamente con una terapia di sostegno delle funzioni vitali e un trattamento dei sintomi delle complicanze. Raffreddando il capo o l’intero corpo del neonato si limita l’attività delle cellule cerebrali destinate alla morte per mancanza di ossigeno, permettendo così una sorta di “risparmio energetico”. Consumando meno, le cellule diventano più resistenti e non muoiono.
È però bene precisare che il trattamento ipotermico rallenta la progressione del danno neurologico contenendolo, ma non è in grado di annullarlo. Si può dire che l’ipotermia sia un trattamento sicuro, a bassa incidenza di eventi avversi, comunque non gravi.
Mezzi di Contrasto: Utilizzo e Considerazioni
Inoltre, il mezzo di contrasto può aiutare a valutare la funzionalità di specifici organi. La classificazione dei mezzi di contrasto si basa principalmente sulla loro composizione chimica, sul meccanismo di azione e sulla via di somministrazione.
Tipologie di Mezzi di Contrasto
Mezzi di contrasto iodati: sono tra i più usati, specialmente nelle radiografie e nelle TC. Contengono iodio, un elemento che blocca i raggi X, rendendo più visibili i tessuti che lo assorbono.
Reazioni Avverse e Precauzioni
La somministrazione del mezzo di contrasto è generalmente sicura; tuttavia possono verificarsi reazioni avverse, soprattutto a quelli iodati e a base di gadolinio, che variano da lievi a severe.
Effetti collaterali lievi: nausea, vomito, prurito, rossore e una sensazione di calore o freddo al sito di iniezione. È fondamentale informare il proprio medico radiologo se si hanno precedenti allergici noti a mezzi di contrasto o se si hanno reazioni avverse dopo l’esecuzione dell’esame.
Mezzi di Contrasto e Gravidanza
Durante la gravidanza, ogni procedura medica che riguarda la futura mamma necessita di un’attenta valutazione dei possibili rischi e benefici. Questo è particolarmente vero quando si parla di diagnostiche per immagini che richiedono l’uso di mezzi di contrasto. Per quanto riguarda i mezzi di contrasto iodati, studi hanno mostrato che possono attraversare la placenta e raggiungere il feto. Sebbene non ci siano evidenze conclusive che indichino effetti teratogeni diretti, l’esposizione al mezzo di contrasto iodato può interferire con la funzione tiroidea del nascituro.
I mezzi di contrasto a base di gadolinio, invece, hanno una minore capacità di attraversare la placenta. Tuttavia, alcune ricerche suggeriscono che possono essere associati ad un aumentato rischio di condizioni infiammatorie e allergiche nel neonato se somministrati durante il secondo e terzo trimestre. In generale, quando una donna incinta necessita di un esame con mezzo di contrasto, i medici valuteranno attentamente il caso specifico.
Esempi di Esami con Mezzi di Contrasto
Tra gli esami più diffusi che si avvalgono dell’utilizzo di mezzi di contrasto troviamo:
- La Tomografia Computerizzata (TC o CAT Scan): Un esame che utilizza raggi X per creare immagini dettagliate del corpo. Il mezzo di contrasto iodato utilizzato in questa procedura può aiutare a evidenziare vasi sanguigni, tumori e altre anomalie.
- La Risonanza Magnetica (RM): Utilizza un potente magnete e onde radio per produrre immagini dettagliate del corpo. Un mezzo di contrasto contenente gadolinio può essere usato per accentuare la visibilità di specifiche aree corporee, come le lesioni cerebrali o i tumori.
- L’Angiografia: È una tecnica radiologica per visualizzare i vasi sanguigni dopo l’iniezione di un mezzo di contrasto iodato; viene comunemente utilizzata per rilevare ostruzioni o aneurismi.
- L’Urografia: Un esame radiologico dell’apparato urinario che prevede l’utilizzo di un mezzo di contrasto per delineare i reni, l’uretere e la vescica.
- L’ecografia con contrasto: utilizza microbolle specializzate, conosciute come agenti di contrasto, che vengono iniettati nel flusso sanguigno del paziente. Le microbolle sono composte da un gas innocuo racchiuso da una membrana proteica o lipidica, e sono progettate per rimanere stabili durante la circolazione nel sangue. Quando queste microbolle passano attraverso i vasi sanguigni dell’area d’interesse, rispondono agli impulsi ultrasonici inviati dall’apparecchio ecografico oscillando.
Eliminazione dei Mezzi di Contrasto e Raccomandazioni
Normalmente, lo Iodio utilizzato nei liquidi di contrasto viene metabolizzato dal fegato e successivamente eliminato attraverso le urine dai reni. Per facilitare e accelerare questo processo naturale, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente prima e dopo la TAC. Bere abbondante acqua aiuta i reni a filtrare e eliminare più efficacemente lo Iodio dal sangue.
Terminata la risonanza magnetica, il corpo del paziente elimina naturalmente il mezzo di contrasto attraverso i reni e l’apparato urinario. Nonostante il mezzo di contrasto venga smaltito naturalmente dall’organismo, è importante essere informati sulle buone pratiche da seguire dopo aver sottoposto a un esame con mezzo di contrasto. Per facilitare l’eliminazione del gadolinio, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente bevendo molti liquidi nelle ore successive all’esame. Inoltre, è fondamentale seguire le istruzioni fornite dai professionisti sanitari riguardanti eventuali precauzioni o restrizioni alimentari da adottare dopo l’esame.
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