L'ecografia è fondamentale per la diagnosi dei calcoli del rene. Negli ultimi decenni il numero di persone che soffrono di calcoli renali (nefrolitiasi) è aumentato, probabilmente a causa del maggior consumo di proteine animali con la dieta. Questa patologia è abbastanza diffusa nella nostra società e colpisce circa il 10% della popolazione, in genere dai 30 ai 60 anni, più frequentemente in climi caldi.
La calcolosi delle vie urinarie è una patologia che tende a colpire in maniera prevalente la popolazione maschile. Maggiormente colpiti ne sono gli uomini rispetto alle donne ed è più frequente nei lavoratori a contatto con alte temperature. In generale questa problematica accomuna il 3% degli italiani e può essere, come detto, la diretta conseguenza di uno stile di vita errato ma anche, di fattori ereditari in grado di determinarla.
Il paziente con sospetto di colica renale o reno-ureterale rappresenta un’evenienza comune tra i problemi assistenziali che si pongono al medico di medicina generale (MMG). La colica renale è un evento acuto. Il dolore è violento (spesso descritto come una coltellata) e insorge improvvisamente a livello del fianco. Generalmente il dolore è accompagnato da vomito e irrequietezza (il paziente non trova una posizione che lo faccia star meglio).
Un controllo ecografico è sempre indicato perché riesce ad individuare calcoli in fase asintomatica, permettendo di prevenire la loro formazione o il loro aumento dimensionale. Un esame semplice, non invasivo, diagnostico se eseguito dal medico esperto. L’ecografia del rene non ha bisogno di particolari preparazioni.
Come Funziona l'Ecografia Renale
L'ecografia è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per valutare lo stato di salute degli organi dell’apparato urinario (come reni, vie urinarie e vescica) e di quelli ad essi contigui. Dopo aver applicato una piccola quantità di gel sulla pelle del paziente a livello addominale e lombare, il medico appoggia e muove, sulla parte in esame, una sonda collegata all’apparecchiatura ecografica, in grado di produrre sezioni anatomiche fedeli delle strutture esaminate.
Il giorno dell’esame il paziente deve presentarsi con vescica piena, non urinando per le due ore precedenti, o bere un litro d’acqua un’ora prima del suo inizio per avere una distensione vescicale moderata. Questo tipo di accertamento è definito “diretto” in quanto non richiede l’ausilio del mezzo di contrasto: questo screening permette di esaminare in maniera dettagliata ed approfondita tutta la regione addominale, compresa l’area dei reni e della vescica.
Cosa si Evidenzia con l'Ecografia
Si possono identificare, ecograficamente, calcoli situati nei calici, nel bacino, nelle giunzioni pieloureterali e vescico-ureterali e la presenza di dilatazione del tratto urinario superiore. Il calcolo è visualizzabile, ecograficamente, come una formazione iperecogena dotata di un cono d’ombra posteriore; quest’ultimo, legato allo sbarramento operato dal calcolo alla progressione degli echi in profondità, rappresenta il segno semeiologico ecografico che conferma la presenza della formazione litiasica.
L’ecografia evidenzia molto meglio i calcoli a contenuto di calcio, ma calcoli con altre composizioni, escluso alcuni particolari (ad esempio quelli di cistina) sono evidenziabili. Talora anche con l’ecografia sono evidenziabili le conseguenze della presenza di calcoli (dilatazione a monte o addirittura ostruzione ureterale con aumento del diametro ureterale a monte del posizionamento del calcolo).
Oltre alla ricerca di calcoli, l’ecografia può evidenziare la presenza di idronefrosi e valutarne il grado di severità. Inoltre si possono riscontrare segni di flogosi e fibrosi del parenchima renale, espressione di complicanze croniche. In ecografia, l’uretere normalmente non è visibile.
Limiti dell'Ecografia
Il caratteristico cono d’ombra, quando il calcolo è più piccolo (< 5 mm), può non essere presente, lasciando dei margini di incertezza nella valutazione. La sopravvalutazione delle capacità dell’ecografia di individuare calcoli millimetrici può essere fonte di falsi positivi ed errate valutazioni.
Tecniche Avanzate nell'Ecografia Renale
L’utilizzazione della modalità color-power doppler può aumentare considerevolmente la capacità diagnostica della metodica. In assenza del cono d’ombra posteriore per poter confermare la presenza di un microcalcolo si può ricorrere al riconoscimento del TA o segno di Arlecchino. Il TA è un artefatto utile nella diagnosi di litiasi urinaria e delle calcificazioni in genere. Si osserva posteriormente a interfacce fortemente riflettenti come i calcoli urinari, biliari, calcificazioni vasali o parenchimali.
Si ricerca campionando con il color doppler entrambi i reni, soprattutto in corrispondenza di sospette formazioni iperecogene. Si presenta come un mosaico di pixel colorati intorno, all’interno e spesso lungo il cono d’ombra posteriore del calcolo. L’utilità dell’artefatto viene invece esaltata in presenza di piccoli calcoli (2-4 mm) senza cono d’ombra posteriore (microcalcoli), rendendo possibile il riconoscimento della loro natura calcifica.
L’uso dell’artefatto dello scintillio nel color Doppler US è più accurato della ricerca del cono d’ombra posteriore per il rilevamento dell’urolitiasi (97% contro 66%). Il TA è un fenomeno incostante ed è tanto più evidente quanto più è irregolare la superficie del calcolo; nei calcoli a superficie liscia può non essere presente.
Indice di Resistenza Renale (IRR)
L’indice di resistenza renale (IRR) è un parametro dell’emodinamica intrarenale utilizzabile nella pratica clinica, facilmente calcolabile, che evidenzia le resistenze vascolari intrarenali e, indirettamente, un danno renale da varie cause. L’IRR è un indicatore di sofferenza d’organo in caso di patologia vascolare e parenchimale renale.
È misurato a livello delle arterie interlobari e/o arciformi; non è rilevante la sede del campionamento perché il rapporto sisto-diastolico rimane invariato. È di facile esecuzione perché la misurazione è indipendente dall’ angolo di insonazione del fascio ultrasonoro. Le dimensioni del volume campione devono essere tali da insonare in modo omogeneo il vaso (arteria interlobare 1-2 mm circa) per evitare artefatti da sovra o sotto campionamento.
Un corretto esame prevede tre misurazioni del IRR in zone differenti per ciascun rene e deve comprendere almeno 3-5 onde di dimensioni sovrapponibili. Negli adulti il valore normale è inferiore a 0,70. Nel neonato e nel bambino può essere > 0,70 senza avere un significato patologico.
Nella colica renale l’IRR si modifica precocemente nei pazienti con ostruzione per un incremento delle resistenze vascolari secondario all’aumento pressorio nel sistema collettore. Il calcolo dell’IRR aiuta nella diagnosi di colica renale anche prima che si verifichi l’idroureteronefrosi. La diagnosi di ostruzione causata dal calcolo ureterale diventa occasionalmente difficile se vi è una dilatazione inadeguata del tratto urinario prossimale all’ostruzione. In tale situazione, i parametri Doppler dell’arteria intrarenale possono essere utilizzati come strumento diagnostico.
L’IRR è un ottimo strumento per la diagnosi precoce di idronefrosi, con un livello molto elevato di specificità e sensibilità. Inoltre è utile per la prognosi e per una più veloce risoluzione delle cause di ostruzione ureterale. Diverse condizioni patologiche (diabete mellito, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, insufficienza renale, ecc.) possono determinare un danno vascolare renale con incremento dell’IRR.
In presenza di queste patologie e un valore fuori norma dell’IRR, durante una colica renale, può essere valutato un altro parametro utile nella pratica clinica: il ΔIRR cioè la differenza tra gli IRR dei due reni. Normalmente è < 0,06-0,08.
Fenomeno dei Jet Ureterali
Il fenomeno dei jet ureterali è un artefatto color doppler utilizzato per la valutazione comparativa della pervietà delle vie urinarie superiori nel loro decorso dalla pelvi renale alla vescica. I jet ureterali normalmente sono simmetrici, validi (se superano la linea mediana) e non sono sincroni. La valutazione ecografica è di facile esecuzione e si realizza campionando con il color doppler gli sbocchi ureterali in vescica.
In caso di colica renale questa valutazione è molto utile per la quantificazione del grado di ostruzione ureterale e l’orientamento dell’iter diagnostico-terapeutico. In caso di ostruzione incompleta è possibile osservare un jet ipovalido e asimmetrico rispetto al controlaterale.
Altre Considerazioni
La TC è utile quando il calcolo per conformazione o posizione richiede una rimozione per via chirurgica o endoscopica o con onde d’urto. L’ecografia è poco dispendiosa ed evita al paziente una certa quota di radiazioni.
La terapia da seguire per l’eliminazione dei calcoli dipende strettamente dalle proporzioni della patologia: la presenza di calcoli inferiori ai 4 millimetri, per esempio, non è considerata preoccupante, in quanto queste scorie possono essere facilmente espulse durante la minzione. Quando i calcoli presentano invece dimensioni maggiori è opportuno ricorrere ad una terapia basata sulle onde d’urto: queste ultime, infatti, aiutano a sgretolare i calcoli di medie dimensioni per agevolarne la successiva eliminazione.
Bere molto, infatti, è la prima arma che ogni soggetto può utilizzare per scongiurare il rischio di una calcolosi. I liquidi, infatti, permettono letteralmente di sciogliere i minerali presenti nelle urine e di favorirne l’espulsione, impedendo i ristagni.
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