Alla nascita, i neonati vengono sottoposti a diversi esami di screening per valutare la funzionalità dei loro organi e individuare precocemente eventuali patologie che potrebbero compromettere lo sviluppo del bambino. Tra questi esami, l'ecografia delle anche riveste un ruolo cruciale, soprattutto per la diagnosi precoce della displasia congenita dell'anca.
Cos'è la Displasia Congenita dell'Anca?
La lussazione congenita alle anche (o displasia congenita) è una patologia caratterizzata dalla non corretta formazione dell’anca nel bambino. È un’anomalia scheletrica presente fin dalla nascita, che interessa la testa del femore, la sua cavità articolare e i legamenti.
Nel neonato l’articolazione dell’anca è molto flessibile, in quanto ancora cartilaginea e anatomicamente immatura, e può succedere quindi che la cavità dell’acetabolo non sia perfettamente concava, bensì piatta, per cui la testa del femore non si inserisce bene al suo interno. Questa situazione può determinare la displasia congenita dell’anca, una condizione che, se non viene tempestivamente riconosciuta e corretta, può determinare conseguenze irreversibili per la motilità dell’intera articolazione.
Come accennato, le femmine sono colpite 5 volte in più rispetto ai maschi ed è un problema che va affrontato tempestivamente per scongiurare il pericolo di complicanze quali artrosi precoce o zoppicamento.
Cause della Displasia dell'Anca
Le cause della displasia all’anca dipendono da diversi fattori, che sono genetici e ambientali. Tra questi ci sono la familiarità, la posizione all’interno dell’utero durante la gravidanza (ad esempio, se il bacino del bimbo sta poggiato alla colonna vertebrale della mamma oppure se è podalico), la presenza di più feti (gemelli), la scarsità di liquido amniotico, alcune malformazioni degli arti inferiori, malattie neurologiche, la lassità dei legamenti (spesso è solo transitoria). I primogeniti hanno più possibilità di soffrire del disturbo perché in una primipara l’utero di distende meno e comprime di più il bambino.
Quando Effettuare l'Ecografia alle Anche?
Solitamente questo particolare accertamento viene prescritto dal pediatra entro il secondo mese di vita del bambino. L’ecografia alle anche del neonato va effettuata tra i 45 e i 60 giorni di vita. Il periodo migliore per effettuare l’esame è intorno ai due mesi e mezzo/tre mesi.
Se non ci sono criticità, l’esame viene generalmente effettuato nel secondo o terzo mese, quando le strutture articolari del lattante sono ancora sufficientemente plastiche da permettere la correzione del difetto qualora si evidenziassero anomalie. Solo in casi particolari, ad esempio se c’è familiarità, se la manovra di Ortolani rivela dei dubbi oppure se si tratta di gemellini, potrà essere consigliata in anticipo.
In alcuni casi specifici, tuttavia, deve essere effettuato subito, già nelle prime settimane. In realtà, l’attenzione che i pediatri hanno nei confronti dei nostri figli permetterà di individuare presto il disturbo e sarà sua cura inviarvi tempestivamente in un centro che si occupa di ecografia alle anche.
Perché l'Ecografia alle Anche è Importante?
L’ecografia delle anche neonatale è obbligatoria? Piuttosto, la domanda cruciale è: l’ecografia delle anche va effettuata a tutti i neonati oppure va riservata solo quelli che presentano fattori di rischio? La questione è ancora molto dibattuta in ambito scientifico, e in Italia si assiste a differenze territoriali. Alcune regioni effettuano un cosiddetto screening “selettivo”, ovvero riservano l’esame clinico da parte del pediatra a tutti i neonati e l’esame ecografico solo ai soggetti con fattori di rischio.
Tenendo presente che la displasia congenita dell’anca è una condizione che può compromettere le modalità con cui il bambino potrà camminare una volta cresciuto, la diagnosi va effettuata quanto prima, al fine di mettere a punto un trattamento ortopedico adeguato che consenta di minimizzare le conseguenze della patologia.
L’ecografia alle anche del neonato ha un costo relativamente contenuto, che si pone alla portata di un po’ tutte le famiglie: il prezzo medio di questo genere di accertamenti, se svolti all’interno di una struttura privata, di solito, non supera i 60 Euro, ma, in presenza di alcune particolari condizioni, questa soglia può ridursi ulteriormente.
Diagnosi e Trattamento
Se la testa del femore esce dalla posizione in cui dovrebbe stare allora c’è il sospetto di una displasia dell’anca. Ecco dunque che entra in gioco la suddetta ecografia alle anche.
Nei casi più lievi di displasia congenita all’anca, il trattamento nei primi 6 mesi di vita prevede l’utilizzo di un doppio pannolino per tenere le anche divaricate o di un vero e proprio divaricatore che “obbligherà” la testa del femore a rimanere nella sua sede. A tutto ciò si può accoppiare l’abitudine di tenere il bambino in braccio su un fianco (in modo da avere le gambe ben aperte) o nel marsupio. Se la displasia è più grave, si ricorre al tutore di Pavlik, un supporto metallico che mantiene la gambe divaricate e che va indossato quotidianamente per 2-3 mesi.
Dicevamo dell’importanza di una diagnosi precoce. Se la displasia viene scoperta in età più avanzata, ad esempio intorno all’anno di età o quando il bimbo già cammina, è più difficile ottenere buoni risultati con i metodi che abbiamo descritto e occorrerà l’intervento chirurgico per correggere la displasia.
Come si Svolge l'Ecografia alle Anche?
Generalmente l’esame ha una durata di poche decine di minuti e si effettua ponendo il bambino nella cosiddetta “culla di Graf” (dal nome dell’ortopedico austriaco che la progettò), un dispositivo in gommapiuma che consente al piccolo di mantenere la posizione su un fianco ed esporre l’anca da esaminare. La sonda ecografica viene poggiata sulla cute del piccolo, mentre l’arto inferiore dello stesso lato viene mantenuto in posizione semi-estesa.
Anche la tecnica di studio dell’anca del neonato più comunemente utilizzata oggi prende il nome da Reinhard Graf.
L’ecografia si è dimostrata, infatti, un accurato metodo di diagnosi nei primi mesi di vita, consentendo di evidenziare tutte le strutture anatomiche dell’anca del bambino. Oggi la metodica ecografica più utilizzata in Italia è quella proposta da Graf, che ha consentito di individuare quattro principali tipi di anca e alcuni sottotipi a partire dal tipo I, che corrisponde ad un’anca normale, sino al tipo IV, ovvero un’anca lussata.
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