Ecografia dell'Arteria Temporale: Tecnica e Interpretazione

L’effetto Doppler, da cui prende il nome tale metodica, si basa sulla variazione di frequenza che subisce un’onda elettromagnetica (ultrasuoni, luce, ecc.), generata o riflessa da un corpo in movimento. Lo scorrimento delle emazie in un vaso colpito da un fascio di ultrasuoni, determina una variazione di frequenza degli ultrasuoni riflessi proporzionale alla velocità del flusso.

Attualmente, in campo diagnostico, vengono usati due tipi di apparecchi ad ultrasuoni: ad onda continua e ad onda pulsante. Gli apparecchi ad onda continua usati più comunemente sono quelli direzionali; essi consentono di valutare la direzione del flusso ematico registrando il flusso che si avvicina al rilevatore come deflessione positiva, quello che se ne allontana come deflessione negativa. Le frequenze operative impiegate variano da 2 a 10 MHz/sec.

L’apparecchio Doppler ad onda pulsante è caratterizzato da una emissione brevissima, periodica di ultrasuoni e viene generalmente abbinato ad un ecotomografo B mode in tempo reale, per fornire informazioni emodinamiche associate ad immagine diretta del vaso esaminato o dell’area esplorata.

Interpretazione del Segnale Doppler

Il segnale Doppler esprime le variazioni della velocità del flusso ematico. La sua interpretazione si basa sul reperto acustico, sulla analisi morfologica del segnale e sulla valutazione della direzionalità del flusso. La prima informazione fornita dall’apparecchio Doppler riguarda l’ascoltazione del segnale acustico del flusso nel vaso esaminato.

Le caratteristiche del suono (tonalità, intensità, purezza) variano in rapporto alla velocità del sangue, al tipo di flusso (continuo o discontinuo) e alla eventuale presenza di turbolenze. Si possono riconoscere alterazioni patologiche, fino alla scomparsa del segnale. Il suono normale è formato da un primo tono sistolico di alta intensità, a cui seguono due toni di intensità minore in fase diastolica.

Il complesso velocimetrico di base è costituito da un’onda principale sistolica seguita da onde secondarie diastoliche. La componente sistolica del flusso esprime sostanzialmente lo stato dei vasi a monte del punto di rilevamento, mentre la componente diastolica fornisce prevalentemente informazioni sulla situazione vascolare a valle. Le curve velocimetriche variano in relazione al distretto vascolare esaminato.

L’interpretazione del tracciato si basa sulla valutazione dei caratteri delle curve (altezza massima, fasi di accelerazione e decelerazione, presenza di incisure) e dalla loro modalità di iscrizione sulla linea zero. La curva esprime la componente pulsatoria del flusso, mentre lo stacco dalla linea zero di base (corrispondente all’assenza di flusso) ne rappresenta la componente continua.

Anche in assenza di arteriopatia clinicamente manifesta esistono differenze morfologiche in relazione all’età. A livello del circolo cerebrale si riscontra una diminuzione della velocità massima, del flusso continuo ed un allungamento dei tempi sistolici (accelerazione e decelerazione dell’onda principale).

Modificazioni delle Curve Velocimetriche in Presenza di Stenosi

L’aumento delle resistenze determinato da una stenosi implica modificazioni delle curve velocimetriche: una diminuzione delle velocità delle curve a monte della stenosi, un aumento della stessa rispetto alla velocità di base a livello della stenosi, ed una successiva diminuzione nel tratto sotto-stenotico. La curva cresce più lentamente in sistole e ha un apice arrotondato; la fase discendente tende ad occupare completamente la diastole.

A valle di un’ostruzione totale il flusso dipende interamente dall’entità del circolo collaterale. La morfologia è quella descritta per la stenosi, esasperata, con velocità di flusso nettamente ridotta.

Importanza della Direzionalità del Flusso

La conoscenza della direzionalità del flusso è un parametro importante nello studio della patologia vascolare. Tale possibilità risulta indispensabile per indagini esplorative del circolo cerebrale in cui spesso soltanto la valutazione di segni indiretti consente il rilievo della situazione emodinamica.

In condizioni normali, il gradiente pressorio fa sì che la direzione del flusso avvenga dal distretto carotideo interno a quello esterno. In condizioni di ostruzione completa della carotide interna o di una stenosi superiore al 75%, il flusso nelle arterie periorbitali si inverte, poiché in questa situazione il gradiente pressorio è in favore del circolo carotideo esterno.

Tale metodo di indagine si basa su considerazioni anatomo-fisiologiche circa la possibilità di compenso dei distretti della carotide interna e dell’esterna. Le arterie sovraorbitaria e sovratrocleare, rami dell’oftalmica, sono branche terminali della carotide interna; si anastomizzano con rami terminali o collaterali della carotide esterna ed in particolare con l’arteria temporale superficiale.

Limiti e Vantaggi della Metodica

Il limite fondamentale di ogni tipo di elaborazione grafica del segnale Doppler consiste nell’impossibilità di evidenziare tutto lo spettro delle frequenze presenti nel segnale riflesso. I sistemi Dupplex Scanner attualmente impiegati nell’ambito della patologia vascolare utilizzano un modulo ecografico bidimensionale ad alta risoluzione, dotato di sonde a diversa frequenza per lo studio morfologico delle strutture superficiali e di quelle profonde, ed un modulo Doppler pulsato con l’analisi spettrale del segnale.

L’EcoColorDoppler TSA, o EcoColorDoppler dei tronchi sovraortici è un esame diagnostico non invasivo utilizzato per valutare la presenza di alterazioni del flusso causate dalla presenza di restringimenti (stenosi) e/o occlusioni delle arterie che nascono dall’arco aortico quali carotidi, succlavie e vertebrali. Grazie alla tecnica color doppler, permette di visualizzare la morfologia dei vasi e misurare in tempo reale la velocità e la direzione del flusso sanguigno.

  • Non invasivo: Non richiede manovre invasive.
  • Sicuro: Utilizza ultrasuoni, che non sono dannosi per il corpo.
  • Indolore: Il paziente non avverte alcun dolore durante l'esame.
  • Elevata sensibilità e specificità: Fornisce informazioni dettagliate sulla struttura ed il flusso sanguigno delle arterie.

L'Arteria Oftalmica

L'arteria oftalmica deriva dal sifone della carotide interna dopo la sua emergenza da seno cavernoso, percorre l’orbita da dietro verso l’avanti e si divide in tre segmenti: intracranico, intracanalare, intraorbitario. La porzione intraorbitaria si divide a sua volta in tre settori: il primo che attraversa l’anello di Zinn nella sua parte inferiore, il secondo che s’incrocia con il nervo ottico ed il terzo che si getta nello spazio intermuscolare tra il m. G. O. ed il Retto Int.

La porzione che ci interessa maggiormente per lo studio del flusso è la porzione intraorbitaria che incrocia il nervo ottico. Tale incrocio può avvenire o superiormente (80% dei casi) o inferiormente (20% dei casi) e viene comunque a formare una curva ad angolo retto-ottuso nel 93% dei casi. Sono conosciute varietà d’incrocio anomalo che possono rendere più indaginosa l’esecuzione dell’esame ecodoppler. In tale zona presenta un diametro da 1 mm.

L’arteria oftalmica da origine a numerosi rami collaterali i cui rami principali hanno un diametro >= 0.3 mm.: l’arteria centrale della retina, le ciliari lunghe post-est. , le muscolari inf., l’etmoidale post. Il primo dei rami collaterali più frequenti da osservare è l’a. Centrale della retina a cui è demandato il compito di assicurare la totalità della vascolarizzazione della retina.

Con le sonde ecodoppler è possibile posizionare il cursore elettronico del fascio doppler pulsato nelle diverse aree orbitarie a cercare :1° la biforcazione a. Oftalmica-a. Centrale della retina; 2° la flessione che compie l’arteria sul nervo ottico; 3° l’art. Centrale della retine nel suo tratto interno al n.

Valori di Riferimento e Studi Clinici

È stato utilizzato un ecotomografo B mode in real time ad elevato potere di risoluzione, corredato di un modulo Doppler pulsato (ACCUSON 128 Duplex Scanner USA). Sono stati esaminati 50 pazienti che non presentavano patologie vascolari ed oculari in atto al fine di ottenere dei valori di confronto. I valori della velocità del flusso in tali soggetti è risultata da 0.280-0.360 m/s con un valore medio di 0.323 m/s, ed una deviazione standard di 0.034 m/s.

Sono stati quindi sottoposti ad esame ecodoppler 40 pazienti affetti da patologia carotidea che erano stati precedentemente valutati con ecodoppler e doppler ai vasi epiaortici e in alcuni casi con angiografia o angio-Tac. La quasi totalità dei soggetti avevano manifestato episodi di T.I.A.

Tabella: Correlazione tra Ecodoppler e Stenosi Carotidea

Diagnosi Stenosi Carotidea DX Stenosi Carotidea SIN Stenosi Totale C. SIN
Ecodoppler X X X

Dai dati si evince la marcata corrispondenza della specificità della lateralità nell’evidenziare patologie vascolari fornendo inoltre informazioni sulla velocità del flusso ematico. Tali dati consentono una valutazione della gravità della stenosi in quanto un aumento delle velocità del flusso e’ peculiare di stenosi restringenti il lume vasale ma non riducenti l’apporto ematico in maniera significativa.

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