L'ecografia delle anse intestinali è una metodica diagnostica fondamentale per identificare diverse condizioni patologiche, tra cui malformazioni congenite come la gastroschisi e l'onfalocele, nonché ostruzioni intestinali e prolassi come il rettocele.
Gastroschisi
Nella gastroschisi, le anse intestinali appaiono libere in cavità amniotica, senza alcuna membrana che le avvolge. Si presenta con anse intestinali che appaiono libere in cavità amniotica.
La presenza di anse libere in cavità amniotica può determinare un loro danno ad opera del liquido amniotico stesso, e si possono stabilire danni della parete, ostruzioni intestinali o volvoli (=un’ostruzione determinata dal fatto che un’ansa è girata su sé stessa).
Nei feti affetti da gastroschisi si possono riscontrare atresia intestinale, dilatazione gastrica e morte neonatale.
Si raccomanda di programmare il parto presso un centro di terzo livello e, a partire dalla 32a settimana di gestazione, consigliare una consulenza chirurgica pediatrica.
Il monitoraggio fetale può includere la valutazione del liquido amniotico (AFI), il profilo biofisico o il NST.
Diagnosi Differenziale
È fondamentale distinguere l'onfalocele dalla gastroschisi e viceversa. A volte, in epoche gestazionali precoci, tale diagnosi può risultare difficoltosa, per cui si può rinviare ad un successivo esame ecografico da effettuare dopo la 12a-14a settimana di gestazione.
Onfalocele
Nell'onfalocele, i visceri sono contenuti in un sacco composto da peritoneo parietale e amnios, con il cordone ombelicale che si inserisce all'apice della sacca.
E’ solitamente un difetto isolato (non associato ad anomalie cromosomiche e sindromi genetiche), e si pensa che origini da un anomalo sviluppo vascolare. E’ difficile però stabilire se non fosse in origine un onfalocele, a cui si è rotto il sacco erniario.
Il cordone ombelicale si inserisce sulla parete dell'onfalocele.
La prognosi dipende dalla presenza di anomalie associate e di alterazioni a carico delle anse erniate. Infatti, diversamente dall’onfalocele, in cui i visceri sono contenuti in un sacco, la presenza di anse libere in cavità amniotica può determinare un loro danno ad opera del liquido amniotico stesso, e si possono stabilire danni della parete, ostruzioni intestinali o volvoli (=un’ostruzione determinata dal fatto che un’ansa è girata su sé stessa).
Villocentesi o amniocentesi, se ritenuto opportuno, a seconda dell’epoca della diagnosi.
La sopravvivenza è buona, intorno al 90-95%.
Ernia Crurale
L’ernia crurale, o femorale, è un’ernia acquisita, più frequente nella donna per motivi di conformazione anatomica dati dalla maggior larghezza del bacino e maggior ampiezza della lacuna dei vasi femorali.
Si manifesta di solito in età adulta, con comparsa di sintomatologia dolorosa durante la stazione eretta o in seguito a sforzi che si riduce col riposo e presenza di tumefazione in regione crurale.
Per le ernie a contenuto vescicale l’immagine sarà anecogena e mostrerà continuità con la vescica dietro la sinfisi pubica.
Rettocele
Il rettocele è una delle condizioni più comuni tra i disordini del pavimento pelvico femminile. Il Rettocele consiste nel prolasso del retto attraverso la parete vaginale posteriore.
Questo tipo di prolasso interessa il compartimento posteriore del pavimento pelvico, ovvero l’area compresa tra il retto e la vagina.
Il setto retto-vaginale è una struttura fibromuscolare che separa la parete anteriore del retto dalla parete posteriore della vagina.
Epidemiologia e Sintomi
Il grado di protrusione della parete rettale attraverso la vagina può variare da lieve a severo, e può non essere visibile dall’esterno. il RETTOCELE è il prolasso del Retto nella Vagina.
Il rettocele si presenta con sintomi variabili da donna a donna, a seconda del grado di prolasso e della sensibilità individuale. In alcuni casi è del tutto asintomatico e scoperto per caso durante una visita ginecologica.
Molte donne lamentano difficoltà a evacuare in modo completo. Avvertono un senso di ostruzione, come se le feci restassero “bloccate” nel retto, e devono sforzarsi molto o ricorrere a manovre manuali - come spingere con le dita sulla parete vaginale - per svuotarsi. È frequente una sensazione di ingombro, peso o corpo estraneo all’interno della vagina.
Enterocele vs. Rettocele
Enterocele e rettocele sono entrambi tipi di prolasso della parete posteriore della vagina, ma coinvolgono strutture e organi diversi.
- L’enterocele è un’ernia dell’intestino tenue che si insinua tra vagina e retto.
- Il rettocele è una protrusione del retto che spinge sulla parete posteriore vaginale. È più superficiale e bassa.
Entrambi possono coesistere, soprattutto nelle forme gravi di prolasso multicompartimentale.
Trattamenti Disponibili
La scelta del trattamento dipende dal grado del rettocele, intensità dei sintomi e desiderio della paziente.
L’intervento condotto per via vaginale non richiede anestesia generale, non lascia tagli o buchi sull’addome e consente tempi di degenza davvero molto brevi con rapido ritorno alle normali attività quotidiane ed a una soddisfacente sessualità.
Il rettocele è una condizione comune ma spesso ignorata. Riconoscere i sintomi precocemente e affidarsi a uno specialista permette di evitare peggioramenti e di recuperare benessere.
Riferimenti Bibliografici
- Catalano, Farina. Ecografia. Dalle basi metodologiche alle tecniche avanzate.
- Dionigi. Chirurgia. Basi teoriche e chirurgia generale.
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