L'ecografia è un esame strumentale che utilizza gli ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza, per "vedere" gli organi interni. La potenza degli ultrasuoni è bassa, pertanto, è innocua e non rappresenta alcuna controindicazione. Il suo funzionamento è molto semplice.
Durante l’esame, una sonda lineare viene posizionata sull’addome del paziente. La sonda emette ultrasuoni che, rimbalzando sulle strutture interne, creano un’immagine dell’intestino su uno schermo. Prima di iniziare l’esame uno speciale gel viene spalmato sull’addome del paziente modo da facilitare la trasmissione in profondità e la lettura degli ultrasuoni.
Indicazioni dell'Ecografia delle Anse Intestinali
L'ecografia internistica serve a studiare la morfologia e la struttura, nella fattispecie la ecostruttura, degli organi addominali, del collo, dei tessuti molli e della cute, ricavandone informazioni utili alla diagnosi di malattie internistiche e sistemiche ed evidenziando la presenza di lesioni all’interno degli organi studiati.
L'ecografia anse intestinali inizia con l’esame panoramico dell’intestino per la ricerca di dilatazioni patologiche delle anse intestinali e del colon, la presenza di stasi di ingesti dovuti a occlusione o subocclusione dell’intestino; la presenza di linfoadenopatie, di liquido addominale libero nella cavità peritoneale, di processi infiammatori come l’appendicite e la diverticolite.
Prosegue con sonda ecografica lineare specifica per la determinazione della conformazione e lo spessore della parete dei vari distretti dell’intestino tenue, nella fattispecie del digiuno per la ricerca di malattie da malassorbimento come la celiachia e la parte terminale dell’ileo alla confluenza nel ceco dove spesso si trovano le lesioni del morbo di Crohn. Lo studio del colon nei suoi tre tratti principali, iniziato nell’esame panoramico, si completa con l’esame della conformazione della parete e dello spessore nei tratti in cui si sospetta la presenza di diverticoli o lesioni stenosanti.
Questo esame consente di studiare il piccolo intestino, in particolare l’ultima ansa ileale e seguire tutte le pareti del colon, valutando il contenuto del colon stesso, come gas o feci; spesso i pazienti che soffrono di dolori addominali hanno coliche dovute alla presenza eccessiva di gas nell’intestino e grazie a questo esame possiamo distinguere questo tipo di dolore (di natura funzionale) da un dolore legato ad una sottostante patologia e ad uno stato di infiammazione (di natura organica).
Con l’ecografia delle anse intestinali è anche possibile valutare l’eventuale presenza di diverticolosi e, soprattutto, di diverticolite, anche grazie all’utilizzo dell’eco-color-doppler che permette di stabilire se le pareti dell’intestino sono più vascolarizzate del normale, essendo questo un indice di infiammazione.
L’ecografia delle anse intestinali è anche un utile strumento complementare nella diagnosi di malattia celiaca: l’ispessimento o la dilatazione delle anse intestinali, la presenza di linfoadenopatie e/o di versamento nello scavo pelvico, l’aumentata peristalsi sono tutti segni suggestivi di malattia celiaca. malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): può aiutare a valutare l’estensione e l’attività delle MICI, come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Altri tipi di ecografia addominale:
- Ecografia addome completo: esamina il fegato, la colecisti, le vie biliari, la milza, i reni, il pancreas, lo stomaco, i grossi vasi addominali, la vescica.
- Ecografia addome superiore: esamina il fegato, la colecisti, le vie biliari, la milza, il pancreas, lo stomaco e i reni con le modalità e lo scopo dell’esame dell’addome completo.
- Ecografia addome inferiore: permette di valutare anatomia e funzionalità degli organi pelvici, come la vescica, i principali vasi iliaci e i tratti del colon destro e sinistro alloggiati nella pelvi.
- Ecografia tiroide e paratiroidi: viene impiegata per esplorare la struttura della tiroide per la diagnosi di tiroiditi, utile all’endocrinologo per l’adozione di terapia ormonale sostitutiva.
- Ecografia scrotale: consente uno studio ecografico dello scroto e dei testicoli. L’ecografia permette di valutare la morfologia dei testicoli e dei dotti deferenti ad esso annessi, ricavando informazioni utili per le diagnosi di infertilità.
- Ecografia linfonodi/collo: permette di valutare lo stato dei linfonodi, la loro morfologia e struttura, distinguendo linfonodi infiammatori da forme neoplastiche o indicando la necessità di un esame bioptico.
- Ecografia delle parti molli e della cute: l’esame è indicato nel caso di tumefazioni o formazioni cutanee di solito apprezzabili ma non diagnosticabili con il solo esame clinico.
- Ecografia apparato urinario: comprende, oltre l’esame morfologico e strutturale dei reni, della vescica e degli ureteri, la ricerca della presenza di stasi di urina nella pelvi renale, di calcoli alle giunzioni dell’uretere con la pelvi renale e con la vescica.
Preparazione all'Ecografia delle Anse Intestinali
- Digiuno: è fondamentale presentarsi all’appuntamento a digiuno da almeno sei ore. Questo significa astenersi da cibo e bevande, compresi caffè, tè e succhi di frutta.
- Comunicare il quesito clinico: informare il medico sul motivo dell’esame, sui sintomi che si accusano o sulla diagnosi sospetta.
Per effettuare l’ecografia addominale completa è necessario presentarsi all’appuntamento a digiuno da almeno sei ore.
Limitazioni dell'Ecografia Intestinale
A differenza della colonscopia, non risulta invasiva e non necessita dell’assunzione di lassativi, ma non per questo va intesa come una alternativa a questo esame. L’ecografia intestinale, infatti, non può sostituire la colonscopia.
Inoltre, l’ecografia all’intestino può avere dei limiti. È un esame semplice e indolore che si avvale di una sonda lineare che va meno in profondità (pertanto, è poco adatta a pazienti sovrappeso e/o obesi), ma permette un’accurata definizione delle strutture esplorate, nella fattispecie le pareti dell’intestino.
Sintomi e Disturbi Intestinali
I sintomi legati ai disturbi intestinali possono essere diversi. In generale, i pazienti si presentano con un dolore addominale correlato spesso con un’alterazione dell’alvo, cioè della funzionalità dell’intestino (diarrea o stitichezza) e in alcuni casi, i pazienti riferiscono anche la presenza di sangue nelle feci. A volte si associano anche disturbi del tratto intestinale più alto e dunque nausea e vomito.
La sindrome del colon irritabile si presenta con dolore addominale associato ad alterazione dell’alvo (diarrea o stitichezza). In caso di stipsi è fondamentale l’idratazione, è poi importante mantenere orari stabili per i pasti ed effettuare regolare attività fisica. È bene poi assicurarsi una dieta ricca di fibre, con verdure, cereali integrali, yogurt con fermenti lattici; meglio evitare invece vino rosso, frutta astringente, cibi secchi e cibi complessi che possono rallentare il transito intestinale e favorire la stitichezza.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.
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