L’ecografia tiroidea è un esame diagnostico non invasivo che utilizza onde sonore ad alta frequenza per ottenere immagini dettagliate della tiroide, una ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo del corpo. L'ecografia è l'esame di prima scelta per lo studio morfologico della tiroide.
Cos'è l'ecografia tiroidea?
L’ecografia del collo e della tiroide è un'indagine strumentale che sfrutta gli ultrasuoni per poter vedere la tiroide e i linfonodi del collo. L’ecografia del collo e della tiroide consente di identificare possibili patologie che interessano gli organi contenuti nel collo. L'ecografia tiroidea è un esame rapido e non invasivo.
A cosa serve l'ecografia tiroidea?
L’ecografia alla tiroide (ecografia tiroidea) è un esame diagnostico non invasivo e indolore che permette di osservare la tiroide in modo preciso. Grazie alla sua capacità di fornire immagini dettagliate in tempo reale, è ideale per diagnosticare noduli, gozzi, cisti e altre anomalie tiroidee.
L’ecografia di tiroide e paratiroidi è un accertamento diagnostico che permette di valutare le dimensioni della tiroide e lo stato dei vasi sanguigni che la circondano, degli organi contigui e dei linfonodi.
Nello specifico, l'ecografia tiroidea serve a:
- Valutare se la ghiandola abbia dimensioni superiori o inferiori alla norma.
- Verificare se vi siano noduli tiroidei.
- Accertare se la struttura della tiroide sia omogenea o disomogenea.
Anatomia della Tiroide
La tiroide è localizzata nella parte anteriore del collo, al centro. La sua forma assomiglia a quella di una farfalla, le cui ali corrispondono al lobo destro e sinistro, unite al centro dall’istmo. In età adulta, la tiroide pesa in media 20-25 grammi, ed ogni lobo misura circa 5x3x2 cm (larghezza, lunghezza e spessore, rispettivamente), mentre l’istmo è circa 1.2 cm di larghezza e spessore. Le sue dimensioni variano con l’età, il sesso e in associazione a condizioni fisiologiche (es. gravidanza) o patologiche.
Superiormente e posteriormente alla tiroide si trova la laringe, inferiormente la trachea, organi dell’apparato respiratorio. La tiroide è densamente innervata e vascolarizzata; in particolare il suo sistema linfatico drena in una fitta rete di linfonodi, distribuiti nella regione anteriore e laterale del collo.
Le paratiroidi sono delle piccole ghiandole, in genere 4, 2 superiori e 2 inferiori, situate posteriormente ai lobi della tiroide. Tiroide e paratiroidi sono per la gran parte ricoperte da muscoli. Inoltre, in prossimità dei lobi tiroidei decorrono vasi e nervi fondamentali per le ghiandole stesse e per le altre strutture del collo.
Quando si esegue l'ecografia tiroidea?
L’ecografia dovrebbe essere sempre eseguita in caso di sospetto clinico (es. tumefazione del collo, disturbi della deglutizione, manifestazioni suggestive per iper- o ipofunzione ghiandolare, etc) e/o laboratoristico (es. alterazione dei livelli di TSH, fT3 ed fT4, e/o positività degli anticorpi anti Tg e anti TPO, e/o rialzo dei valori di calcitonina per quanto concerne la tiroide; alterazioni dei livelli ematici e/o urinari degli indici di metabolismo calcio-fosforico nel caso delle paratiroidi) di una patologia a carico di tiroide o paratiroidi.
E’, inoltre, indicata per il monitoraggio nel tempo di patologie tiroidee o paratiroidee precedentemente identificate (es. L’ecografia si utilizza, inoltre, per monitorare il decorso delle lesioni nodulari tiroidee/paratiroidee.
L'ecografia tiroidea viene prescritta in diverse situazioni, tra cui:
- Valutazione di noduli tiroidei: Scoperti durante un esame fisico o altri esami di imaging.
- Monitoraggio di patologie tiroidee note: Come tiroidite di Hashimoto o morbo di Basedow.
- Guida per procedure invasive: Come l'agoaspirato (FNAB) di noduli sospetti.
- Valutazione di linfoadenopatie cervicali: In presenza di gonfiore al collo.
- Sospetto clinico di disfunzione tiroidea: Anche in presenza di esami ormonali alterati.
Come prepararsi all'esame?
L’ecografia tiroidea non richiede alcuna preparazione specifica. Non è necessario essere a digiuno né sospendere eventuali terapie farmacologiche in corso. Non è necessaria la sospensione dei farmaci abituali.
Al momento dell’indagine basterà rimuovere eventuali gioielli o oggetti metallici portati al collo. E' sempre indicato portare i referti di precedenti ecografie o altri esami (es.
È consigliabile informare il medico se si assumono farmaci, in particolare anticoagulanti, e portare con sé eventuali referti di esami tiroidei precedenti.
Come si svolge l'esame?
L’ecografia si svolge in posizione supina (sdraiati sulla schiena). Per eseguire l’esame, il paziente viene fatto sdraiare sul lettino in posizione supina, con il collo in iperestensione (‘mento all’insù’) e lo sguardo rivolto dietro di sé. Il paziente si sdraia su un lettino con il collo leggermente esteso per permettere una migliore visualizzazione della ghiandola tiroidea.
E’ necessario scoprire tutto il collo; del gel viene utilizzato come interfaccia tra la sonda ecografica e la pelle affinchè non si frappongano bolle d’aria che risultano essere una barriera per le onde ecografiche. Il medico applica un gel conduttore sulla pelle del collo e utilizza un trasduttore per esplorare la zona. Successivamente, fa scorrere la sonda (un piccolo trasduttore) sulla zona, visualizzando in tempo reale le immagini della tiroide su un monitor.
L’esame dura solitamente dai 10 ai 20 minuti e non provoca alcun disagio. L'esame dura, in media, 15-20 minuti. Tempi più lunghi possono essere necessari per pazienti con patologie complesse. Terminato l'esame si può tornare subito a casa.
Interpretazione dei risultati
Il referto ecografico descrive in dettaglio la morfologia della ghiandola e le eventuali alterazioni riscontrate. Segue la capacità di interpretare i diversi reperti ecografici, distinguendo tra elementi fisiologici/parafisiologici (ivi incluse le modifiche transitorie associate a condizioni particolari, es.
Elementi Valutati nel Referto Ecografico
Un referto ecografico tiroideo tipico include le seguenti sezioni:
- Dati Anagrafici del Paziente: Nome, cognome, data di nascita.
- Data e Ora dell'Esame.
- Motivo dell'Esame (Quesito Clinico): La ragione per cui è stata richiesta l'ecografia.
- Descrizione della Ghiandola Tiroidea: Dimensioni, forma, ecostruttura.
- Descrizione di Eventuali Noduli: Numero, dimensioni, posizione, ecogenicità, margini, presenza di calcificazioni, vascolarizzazione.
- Valutazione dei Linfonodi Cervicali: Presenza o assenza di linfoadenopatie.
Dimensioni e Volume
L’ecografia misura con precisione i lobi tiroidei e l’istmo (la parte centrale). Un aumento globale del volume indica la presenza di un gozzo. Le dimensioni della tiroide vengono misurate in tre dimensioni: lunghezza, larghezza e spessore (o profondità) di ciascun lobo. Vengono anche riportate le dimensioni dell'istmo, la porzione di tessuto che collega i due lobi.
I valori normali variano a seconda dell'età, del sesso e della costituzione del paziente. Un aumento generalizzato delle dimensioni della tiroide viene definito gozzo.
Ecostruttura
Descrive l’aspetto del tessuto tiroideo. L'ecostruttura si riferisce all'aspetto del tessuto tiroideo all'ecografia.
Può essere:
- Omogenea: Quando il tessuto tiroideo appare uniforme.
- Disomogenea: Quando il tessuto tiroideo presenta aree di diversa ecogenicità, indicando possibili alterazioni come infiammazione (tiroidite) o presenza di noduli.
- Ipoecogena: Il tessuto appare più scuro rispetto al normale tessuto tiroideo. Può essere associato a tiroidite di Hashimoto o a noduli.
- Iper-ecogena: Il tessuto appare più chiaro rispetto al normale tessuto tiroideo. Meno comune dell'ipoecogenicità.
Vascolarizzazione
Tramite la funzione Color Doppler, si valuta il flusso di sangue all’interno della ghiandola. Un aumento della vascolarizzazione può essere un ulteriore segno di infiammazione (tiroidite) o di iperfunzione.
Inoltre, rispetto ad altre metodiche (es. Quando gli ultrasuoni attraversano due tessuti diversi, in corrispondenza della superficie che li divide si ha la riflessione dell’onda, definita eco, che ritorna alla sonda impiegando una quantità di tempo variabile a seconda della profondità a cui si trova il tessuto.
Nel caso della tiroide, le dimensioni, la struttura e la vascolarizzazione - quest’ultima tramite impiego della modalità ecocolordoppler - permettono di riconoscere la presenza di una patologia infiammatoria/autoimmune (tiroidite acuta/cronica) responsabile di ridotta o eccessiva funzione della ghiandola (ipo- od ipertiroidismo), o, ancora, in caso di tiroidi di dimensioni molto aumentate (gozzo), di identificare la presenza e l’entità della compressione/dislocazione di strutture del collo ad essa prossime (es.
Noduli Tiroidei
È la parte più importante del referto. Noduli tiroidei: La scoperta di noduli è molto comune. I noduli tiroidei sono delle tumefazioni che si formano all’interno della ghiandola tiroidea e sono per lo più benigni.
I noduli tiroidei sono formazioni benigne o maligne che si sviluppano all'interno della ghiandola tiroidea. La maggior parte dei noduli tiroidei sono benigni, ma alcuni possono essere maligni (cancro della tiroide). L'ecografia è fondamentale per caratterizzare i noduli e valutare il rischio di malignità.
In presenza di un nodulo palpabile o rilevato con altri esami, l’ecografia consente di determinarne la dimensione, la consistenza (solida o liquida) e la posizione. Inoltre l’ecografia consente di identificare tumori benigni o maligni della tiroide con un elevato grado di accuratezza consentendo una diagnosi precoce e una conseguente terapia adeguata oppure uno stretto monitoraggio nel tempo.
L'ecografia permette di valutare diverse caratteristiche dei noduli, tra cui:
- Numero: Singolo o multipli.
- Dimensioni: Misurate in tre dimensioni (altezza, larghezza, profondità). Noduli di dimensioni superiori a 1 cm possono richiedere ulteriori accertamenti.
- Posizione: Localizzazione all'interno della tiroide (es. lobo destro, lobo sinistro, istmo).
Ecogenicità dei Noduli
- Ipoecogeno: Più scuro rispetto al tessuto tiroideo circostante. Può essere associato a un rischio più elevato di malignità, soprattutto se solido.
- Isoecogeno: Simile al tessuto tiroideo circostante.
- Iper-ecogeno: Più chiaro rispetto al tessuto tiroideo circostante. Generalmente associato a un rischio inferiore di malignità.
- Anecoico: Completamente nero, tipico delle cisti piene di liquido.
Margini dei Noduli
- Ben definiti: Bordi netti e regolari. Generalmente associati a benignità.
- Irregolari: Bordi sfumati o spiculati. Possono essere associati a malignità.
Composizione dei Noduli
- Solido: Costituito interamente da tessuto.
- Cistico: Contiene liquido.
- Misto: Contiene sia tessuto solido che liquido.
Calcificazioni dei Noduli
Calcificazioni: Piccole calcificazioni all’interno dei noduli possono essere un segno di malignità. Depositi di calcio all'interno del nodulo. Possono essere:
- Macrocalcificazioni: Grandi e ben visibili. Generalmente associate a benignità.
- Microcalcificazioni: Piccole e puntiformi. Possono essere associate a un rischio più elevato di malignità.
Vascolarizzazione dei Noduli
Flusso sanguigno all'interno del nodulo, valutato con l'ecocolordoppler. Un'aumentata vascolarizzazione intranodulare può essere associata a malignità.
Che cosa sono il Color Doppler e il Power Doppler?Il Color Doppler e il Power Doppler sono applicazioni che vengono utilizzate durante l’ecografia per ottenere informazioni sulla vascolarizzazione del tessuto tiroideo o dei noduli. Queste informazioni aiutano il medico a formulare una diagnosi di probabile benignità o malignità dei noduli e a decidere se prescrivere o meno ulteriori approfondimenti diagnostici come l’agoaspirato del nodulo tiroideo o la scintigrafia tiroidea.
Classificazione EU-TIRADS
Per standardizzare la valutazione del rischio di malignità dei noduli tiroidei, è stato introdotto il sistema di classificazione TI-RADS (Thyroid Imaging, Reporting and Data System).La classificazione EU-TIRADS (European Thyroid Imaging Reporting and Data System) è un sistema standardizzato per valutare il rischio di malignità dei noduli tiroidei in base alle loro caratteristiche ecografiche. I noduli vengono classificati in categorie da TIRADS 1 (rischio molto basso) a TIRADS 5 (rischio molto alto). La classificazione EU-TIRADS aiuta a guidare le decisioni cliniche, come la necessità di eseguire un agoaspirato (FNAB).
Ecco una sintesi delle categorie EU-TIRADS:
- TI-RADS 1: Tiroide normale, nessun nodulo. Rischio di malignità molto basso (<1%).
- TI-RADS 2: Noduli benigni. Rischio di malignità molto basso (<1%). Esempi: cisti semplici, noduli spongiformi.
- TI-RADS 3: Noduli probabilmente benigni. Rischio < 5%. Nodulo a basso rischio. Rischio di malignità basso (2-4%). Esempi: noduli isoecogeni o iperecogeni senza altre caratteristiche sospette. L'agoaspirato può essere considerato per noduli >1.5 cm.
- TI-RADS 4: Noduli sospetti. Rischio dal 5% al 20%. Nodulo a rischio intermedio. Rischio di malignità intermedio (6-17%). Esempi: noduli ipoecogeni con margini ben definiti, noduli con microcalcificazioni. L'agoaspirato è raccomandato per noduli >1 cm.
- TI-RADS 5: Noduli altamente sospetti. Rischio > 20%. Nodulo ad alto rischio. Rischio di malignità alto (26-87%). Esempi: noduli ipoecogeni con margini irregolari, noduli con microcalcificazioni e vascolarizzazione intranodulare. L'agoaspirato è raccomandato per noduli >1 cm.
Linfoadenopatie Cervicali
La presenza di linfoadenopatie (gonfiore dei linfonodi) nel collo può essere indicativa di infiammazione o infezione, ma anche di diffusione di cellule tumorali (metastasi). L'ecografia permette di valutare le dimensioni, la forma e la struttura dei linfonodi, identificando quelli sospetti.
Caratteristiche ecografiche sospette includono:
- Forma rotondeggiante.
- Perdita dell'ilo adiposo (la zona centrale più chiara del linfonodo).
- Ecostruttura disomogenea.
- Presenza di necrosi (aree di tessuto morto).
- Microcalcificazioni.
In presenza di linfonodi sospetti, può essere indicato l'agoaspirato (FNAB) per escludere la presenza di cellule tumorali.
Altri Termini Utili
- Tireotossicosi: Condizione caratterizzata da un eccesso di ormoni tiroidei nel sangue.
- Ipotiroidismo: Condizione caratterizzata da una carenza di ormoni tiroidei nel sangue.
- Tiroidite di Hashimoto: Malattia autoimmune che causa infiammazione cronica della tiroide e ipotiroidismo.
- Morbo di Basedow: Malattia autoimmune che causa ipertiroidismo.
- Agoaspirato (FNAB): Procedura che prevede il prelievo di un campione di cellule da un nodulo tiroideo per l'analisi citologica.
- Scintigrafia Tiroidea: Esame di medicina nucleare che utilizza un tracciante radioattivo per valutare la funzione della tiroide.
Esempio di Referto Ecografico Tiroideo
Ecco un esempio di referto ecografico tiroideo:
Paziente: Mario Rossi
Data Esame: 04/04/2025
Quesito Clinico: Valutazione nodulo tiroideo palpabile.
Descrizione:
Tiroide in sede, di dimensioni nei limiti della norma. Lobo destro: lunghezza 50 mm, larghezza 20 mm, spessore 18 mm. Lobo sinistro: lunghezza 48 mm, larghezza 19 mm, spessore 17 mm. Istmo di spessore 3 mm.
Ecostruttura disomogenea, con presenza di un nodulo al lobo destro di 15 mm di diametro massimo, ipoecogeno, a margini ben definiti, senza calcificazioni. Vascolarizzazione periferica.
Non evidenti linfoadenopatie latero-cervicali di significato clinico.
Presenza di nodulo tiroideo al lobo destro, classificabile come EU-TIRADS 4. Si consiglia agoaspirato (FNAB) per escludere malignità.
Cosa fare dopo aver ricevuto il referto?
Dopo aver ricevuto il referto dell'ecografia tiroidea, è fondamentale consultare il proprio medico curante o un endocrinologo. Il medico valuterà il referto, tenendo conto della storia clinica del paziente, dell'esame obiettivo e di eventuali altri esami diagnostici (es. esami del sangue per valutare la funzionalità tiroidea). In base a questa valutazione, il medico potrà consigliare ulteriori accertamenti (es. agoaspirato, scintigrafia tiroidea) o un follow-up ecografico periodico.
L'importanza del Follow-Up
Il follow-up ecografico è importante per monitorare l'evoluzione dei noduli tiroidei nel tempo. La frequenza dei controlli dipende dalle caratteristiche del nodulo e dal rischio di malignità. In alcuni casi, noduli di piccole dimensioni e con caratteristiche benigne possono essere semplicemente monitorati con ecografie periodiche (es. ogni 6-12 mesi).
Quando Preoccuparsi
È importante consultare tempestivamente il medico in caso di:
- Rapido aumento di volume di un nodulo tiroideo.
- Comparsa di nuovi noduli.
- Difficoltà a deglutire o respirare.
- Cambiamenti nella voce (raucedine).
- Gonfiore dei linfonodi del collo.
L'ecografia tiroidea è dolorosa? Comporta rischi?
L'ecografia tiroidea è un esame estremamente sicuro, in quanto non utilizza radiazioni ionizzanti e può essere ripetuta più volte senza alcun rischio per il paziente. Non presenta controindicazioni, ed è adatta anche per donne in gravidanza, bambini e pazienti con condizioni di salute compromesse.
No. La sonda ecografica che viene fatta passare sulla pelle del collo non provoca alcun dolore.
L'esame non comporta rischi a lungo termine?No. L’esame non sfrutta radiazioni ionizzanti come la radiografia o la tomografia computerizzata (TC), bensì gli ultrasuoni. Si tratta di onde sonore ad altissima frequenza non percepite dall’orecchio umano che, sulla base delle conoscenze disponibili, sono considerate del tutto innocue per l’organismo.
Dopo l'ecografia si possono riprendere le normali attività?
Si possono riprendere da subito le normali attività quotidiane? Si devono avere particolari accortezze?Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
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