L'ecografia oculare è un esame non invasivo che, tramite gli ultrasuoni, permette di studiare le strutture interne dell’occhio, visualizzandole in sezioni anatomiche bidimensionali. Può sembrare strano sentirsi dire di dover fare un’ecografia all’occhio, un esame che richiede un gel e una sonda.
Cos'è l'Ecografia Oculare?
Detta anche Ecografia bulbare, l’Ecografia Oculare è un esame diagnostico che sfrutta le emissioni di ultrasuoni, cioè delle onde acustiche di alta intensità ma di bassa frequenza, che permettono di studiare approfonditamente i tessuti molli che si trovano nella cavità orbitale. Come per altri distretti dell’organismo, l’ecografia è utilizzata per indagare con gli ultrasuoni sia l’occhio che l’orbita con immagini paragonabili a quelle di una T.A.C. o di una Risonanza Magnetica. Di fatto con le nuove tecnologie le immagini ecografiche sono come una TAC senza raggi. È una tecnica tomografica poiché le immagini ricostruiscono delle sezioni (delle immagini simili a delle fettine) di tessuto.
Come Viene Eseguita l'Ecografia Oculare?
L’esame viene effettuata da uno specialista in oftalmologia e prevede l’applicazione di gocce anestetiche (per intorpidire l’occhio) e di un gel che permetta la conduzione degli ultrasuoni dalla sonda ai tessuti. Al paziente viene chiesto di sdraiarsi supino sul lettino e di chiudere gli occhi. Un gel viene posizionato sulla sonda ecografia e sull’occhio, si esercitata una leggera pressione per posizionare la sonda sulla palpebra. L’occhio è scansionato in modo sequenziale su piani sagittali e trasversali. Si procede successivamente appoggiando la sonda, collegata all’ecografo, sulla palpebra del paziente: le onde emesse vengono riflesse dalle strutture oculari e, dopo essere captate, generano immagini anatomiche bidimensionali.
È un esame indolore, assolutamente non rischioso e innocuo per i tessuti oculari, che dura circa 20 minuti, senza usare alcun tipo di radiazioni. Rispetto ad altre tecniche, non è traumatica, né pericolosa per la salute, poiché non utilizza radiazioni ionizzanti ne mezzi di contrasto o coloranti. L’ecografia oculare può essere effettuata da tutti e non è quindi richiesta una preparazione preventiva.
La durata della procedura è di circa 15 minuti, l’occhio recupererà la sua sensibilità dopo circa 15 minuti dall'applicazione del gel anestetico.
È una tecnica “dinamica”, poiché è possibile eseguire valutazioni, oltre che su immagini fisse, anche in movimento, durante l’esecuzione dell’esame, chiedendo a chi viene esaminato di muovere lo sguardo, e spostando la sonda ecografica.
Quando è Indicata l'Ecografia Oculare?
L’ecografia oculare - spiega il dott. Renzo Carpi, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica del Salus Hospital di Reggio Emilia - viene utilizzata per studiare le strutture oculari intrabulbari quando non è possibile l’esplorazione diretta a causa di opacità di cornea, cristallino, vitreo o per studiare patologie quali tumori, presenza di sangue nel corpo vitreo (emovitreo), distacco di retina e coroide, patologie malformative e degenerative della retina e della coroide. L’ecografia oculare viene utilizzata per studiare le strutture oculari intrabulbari quando non è possibile l’esplorazione diretta a causa di opacità di cornea, cristallino, vitreo o per studiare patologie quali tumori, emovitreo, distacco di retina e coroide, patologie malformative e degenerative della retina e della coroide. L’ecografia oculare impiega gli ultrasuoni per la visualizzazione delle strutture interne dell’occhio: gli ultrasuoni rimbalzano sui tessuti, generando “echi” che tornano indietro e vengono analizzati ed elaborati in modo da formare immagini diagnostiche.
In particolare, l’ecografia dell’occhio è indicata nello studio di tutte le patologie che coinvolgendo le strutture interne dell’occhio, come il nervo ottico, il corpo vitreo, il cristallino, la retina, e quelle della cavità orbitaria, come i muscoli extraoculari e il grasso retrobulbare - sottolinea l’esperto -, a causa dell’opacità dei mezzi diottrici oculari non possono essere diversamente studiate. E’ il caso dei distacchi di retina, o della presenza di corpi estranei, ma soprattutto l’ecografia oculare viene utilizzata nel monitoraggio di patologie come i tumori dell’occhio, l’emovitreo, ovvero un’emorragia che riempie la camera posteriore dell’occhio in cui si trova il corpo vitreo, e patologie malformative e degenerative della retina e della coroide, una specie di lamina che, con l’iride e il corpo ciliare, forma l’uvea.
È l’indagine diagnostica più importante in presenza di opacità dei mezzi diottrici(cataratta avanzata) e consente di acquisire informazioni sulle strutture intraoculari impossibili da ottenere con altre metodiche (escludere presenza di distacchi di retina,neoformazioni intraoculari, emorragie, ecc…). L'ecografia oculare è utile per visualizzare il segmento posteriore qualora la visione sia impedita dalla presenza di una cataratta molto densa o di un'emorragia interna. E' spesso utilizzata anche nel caso di un distacco di retina.
Indicazioni specifiche:
- Opacità di cornea e/o cristallino in quanto consente l’acquisizione delle informazioni sulle strutture intraoculari (es. escludere la presenza di distacchi di retina, neoformazioni intraoculari, emorragie) impossibili da ottenere con altre metodiche
- Malattie dell’orbita in quanto consente la valutazione di lesioni espansive (tumori), alterazioni dei muscoli extraoculari (es. patologie tiroidee) e del nervo ottico (nel tratto infraorbitario)
- Lesioni pigmentate dell’occhio in quanto consente la diagnosi differenziale e la valutazione delle dimensioni dei tumori intraoculari
- la valutazione di patologie retiniche dubbie (distacco di coroide, schisi) anche con mezzi diottrici trasparenti
- nei traumi del bulbo e dell’orbita con o senza corpi estranei (anche non radiopachi, cioè invisibili con le radiografie)
- Nello studio di bambini anche molto piccoli, in quanto può spesso essere effettuata senza sedazione e non espone il Paziente a radiazioni, e quindi consente il follow-up di lesioni che necessitano di molteplici controlli.
- Valutare la presenza e la localizzazione di addensamenti e membrane vitreali
- Misurare le dimensioni complessive del bulbo oculare e delle sue singole parti
- Misurare gli spessori dei muscoli extra-oculari.
- Studio della forma dell’occhio (miopia patologica).
Tipologie di Ecografia Oculare
A-scan
La modalità A-scan viene utilizzata in oculistica per eseguire la lunghezza dell’occhio e per studiare le caratteristiche interne di reflettività delle neoformazioni intra-oculari.
B-scan
L’ecografia oculare B-SCAN è un esame non invasivo che fornisce un’immagine bidimensionale del bulbo oculare e dell’orbita. È l’indagine diagnostica più importante in presenza di malattie della parte inferiore dell’occhio come opacità della cornea o cataratta per valutare lo stato della retina e del settore posteriore del bulbo oculare e consente di acquisire informazioni sulle strutture intraoculari impossibili da ottenere con altre metodiche.
Le principali indicazioni sono l’identificazione e la valutazione di lesioni tumorali presenti a livello del bulbo oculare e dell’orbita, lo stato del corpo vitreo e della retina (distacco del corpo vitreo e/o di retina), le malattie dei muscoli extraoculari (es. patologie tiroidee) e del nervo ottico (nel suo tratto all’interno dell’orbita).
Viene effettuata senza sedazione e senza radiazioni, e può essere utilizzata per lo studio di bambini anche molto piccoli e per il follow-up dilesioni per le quali sono essere necessari numerosi controlli.
Ecografia orbitaria
L’ecografia dell’orbita è fondamentale per lo studio della patologia orbitaria (tiroide correlata, tumori, cisti) in quanto è l’unica indagine (insieme alla TC e alla RM) che consente di visualizzare il contenuto dell’orbita (muscoli, ghiandola lacrimale, nervo ottico, via lacrimali)
UBM - biomicroscopia ad ultrasuoni
La biomicroscopia ad ultrasuoni (UBM) è un esame che, sfruttando l’alta risoluzione, consente di visualizzare e misurare la parte anteriore dell’ occhio con una ricostruzione estremamente precisa della cornea, dell’angolo irido- corneale e della camera anteriore utilissima sia prima che dopo interventi chirurgici.
Indicazioni:
- La scansione dell’angolo camerulare nel glaucoma
- determinazione della posizione di una lente intraoculare
- misurazioni preoperatorie in caso di impianti di lenti speciali per la miopia
- verifica delle alterazioni della porzione anteriore della sclera
- studio dei traumi oculari e dei tumori dell’iride e del corpo ciliare.
Sicurezza dell'Ecografia Oculare
Alcuni pensano sia doloroso, altri che possa nuocere all’occhio. «In generale gli ultrasuoni sono innocui, basti pensare che vengono usati in numerose discipline mediche e per indagare differenti tipologie di pazienti come per esempio in gravidanza, nei neonati e negli anziani - spiega il dottor Pietro Rosetta, responsabile di oculistica di Humanitas San Pio X -. Questo vale anche per l’occhio: la sonda utilizzata, di dimensioni estremamente contenute, viene appoggiata alla palpebra chiusa del paziente su cui viene applicata una piccola quantità di gel ad elevata concentrazione d’acqua.
Gli echi degli ultrasuoni emessi dalla sonda permettono di generare immagini anatomiche mono e bidimensionali delle strutture interne dell’occhio, senza indurre alcuna alterazione dei tessuti e pertanto in assenza di controindicazioni per il paziente.
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