Si stima che nel mondo 1 persona su 8 sia obesa, con un numero di circa 1,9 miliardi di adulti e 124 milioni di bambini obesi. L’obesità è una patologia che mette a rischio la salute dell’individuo perché contribuisce ad aumentare il rischio di patologie associate all’obesità come quelle cardiovascolari, infiammatorie, metaboliche, e cancro.
Il diabete di tipo 2 si conferma uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della steatosi epatica. Andando a studiare le condizioni del fegato di 825 adulti con una diagnosi di diabete, i ricercatori hanno infatti riscontrato che 7 pazienti su 10 avevano anche la malattia da fegato grasso. Minoritaria (15 per cento) la quota di coloro che avevano già un fegato inavanzato stato di fibrosi. Una condizione che fa da prologo alla cirrosi epatica, rilevata quasi nell'8 per cento dei diabetici.
Il Ruolo del Grasso Viscerale
«Come evidenziato da numerosi studi, il grasso viscerale (intraddominale) si comporta come un vero e proprio organo in grado di attivare ormoni e molecole pro-infiammatorie che sono alla base di molte patologie metaboliche - dice il dottor Roberto Grignani, chirurgo bariatrico di Humanitas San Pio X -, diventando così uno dei fattori principali che determinano la comparsa di diabete e malattie cardiovascolari. Questo è possibile grazie all’ecografia addominale effettuata però con apparecchiature dedicate a persone obese o sovrappeso.
L’ecografia è importante in questi pazienti perché permette di valutare il grasso sottocutaneo rispetto al grasso viscerale, quello che avvolge gli organi interni. Il grasso sottocutaneo ha poco impatto sul profilo metabolico del paziente, mentre il grasso viscerale è uno dei fattori principali che determinano la comparsa di diabete, e malattie cardiovascolari. Ecco quindi che l’ecografia, un esame veloce e affidabile, permette di valutare l’entità del grasso localizzato tra la cute e il peritoneo, e permette di differenziarlo dal grasso viscerale puro.
Come l'Ecografia Addominale Aiuta nella Valutazione del Rischio Metabolico
«L’esame ecografico dell’addome permette di mettere in correlazione l’indice di massa corporea (BMI), l’entità del grasso sottocutaneo e del grasso viscerale - continua l’esperto -. Questi dati aiutano così l’ecografista a individuare, tra i pazienti obesi o anche sovrappeso, quella popolazione a maggior rischio di patologie metaboliche, e ottenere informazioni utili per attuare strategie di prevenzione mirate.
Diabete e Steatosi Epatica
Il diabete di tipo 2 può comportare anche problemi al fegato. Nello specifico, quello che si osserva nelle persone affette da diabete è un aumento dei casi di steatosi epatica. Un problema che sembra riguardare 1 paziente su 5. Numeri che invitano dunque a considerare anche lo stato di salute del fegato, nel momento in cui si ha a che fare con una persona diabetica.
«Non esiste tessuto, organo o apparato che non sia interessato dagli effetti negativi del diabete - spiega Perseghin -. Una quota di pazienti non trascurabile può sviluppare, soprattutto se obesa, un vero e proprio processo infiammatorio del fegato che predispone all’insorgenza della fibrosi e cirrosi epatica».
Al momento, la diagnosi di steatosi epatica si basa principalmente sull'ecografia addominale. Mentre per avere la conferma di un'eventuale evoluzione (quasi sempre asintomatica) in steatoepatite non alcolica è necessario effettuare una biopsia epatica. L’esame istologico mostra lesioni simili a quelle osservate nell'epatite alcolica. Comprese, in genere, le grosse gocce di grasso osservabili in un fegato affetto da steatosi. E permette di quantificare la presenza e la severità della fibrosi epatica.
Considerando i numeri della steatosi epatica, che precede l'insorgenza della Nash, non è però possibile sottoporre tutte le persone a rischio a una biopsia. Per razionalizzare le procedure, già da qualche anno si utilizza un algoritmo (Fib-4) che, combinando quattro parametri (età, AST, ALT e piastrine), permette di stratificare la probabilità di avere di fronte un paziente con la Nash. Soltanto dopo aver compiuto questo passo, si decide chi sottoporre a ulteriori esami: l’elastografia epatica ed eventualmente la biopsia.
«Occorre sviluppare metodiche sempre più affidabili, di semplice utilizzo nella pratica clinica e poco costose - conclude Perseghin-.
L'Ecografia Epatica: Dettagli e Applicazioni
L'ecografia epatica si basa sul principio dell'ultrasuonografia. Tramite queste tecnica, un fascio di ultrasuoni (così chiamati perché non udibili dall'orecchio umano) viene proiettato sull'area corporea da esaminare, grazie ad un'apposita sonda.
Per quanto detto, l'ecografia epatica viene eseguita per descrivere o delineare meglio l'architettura del fegato, specie in presenza di sintomi o esami clinici sospetti. E' possibile, ad esempio, valutare la consistenza dell'organo e l'irrorazione sanguigna, nonché ricercare la presenza di cisti, formazioni anomale e fibrose, e sacche d'infezione.
Un'altra classica applicazione dell'ecografia epatica è la diagnosi di steatosi, una condizione caratterizzata dall'eccessivo accumulo di grasso negli epatociti (sono così chiamate le cellule del fegato). Allo stesso tempo, durante l'ecografia epatica è possibile estendere lo studio anche ad altri organi addominali, per valutare ad esempio la presenza di calcoli all'interno della cistifellea o delle vie biliari, o lo stato di salute del pancreas.
Sintomi Comuni e Esami Clinici
- Nausea
- Vomito
- Diarrea
- Vene varicose
- Ipoglicemia
- Febbricola
- Dolori muscolari
- Perdita del desiderio sessuale
Come Prepararsi all'Ecografia Addominale
Dal momento che l'eccessiva presenza di gas intestinali può limitare l'accuratezza dell'esame diagnostico, nei due/tre giorni precedenti l'ecografia il paziente deve limitare il consumo di tutti quei cibi che possono dare problemi di meteorismo e flatulenza (come quelli ricchi di fibre e scorie). Deve quindi astenersi dal consumo di legumi (lenticchie, fagioli, fave, ceci, piselli), latte e latticini, verdure, tuberi, uva, formaggi vari, pane e pasta (entrambi consentiti con estrema parsimonia), prodotti integrali e cibi fermentati.
In questi giorni andranno evitate anche le bevande gassate, limitate quelle nervine (tè, caffè, cioccolata calda) e naturalmente abolito il consumo di alcolici.
Sì, per l'ecografia dell'addome superiore occorre prepararsi con un'alimentazione adeguata: nei tre giorni precedenti l’esame, per eliminare l'aria presente nell'intestino si possono utilizzare tisane reperibili in farmacia oppure pastiglie di carbone vegetale da assumere dopo i due pasti principali.
Contemporaneamente, o almeno nel giorno precedente l'esame, occorre evitare pasta, frutta, verdura, legumi, cereali, latte, succhi di frutta, bevande gassate.
Vanno inoltre ridotti al minimo i grassi, assumendo preferibilmente un brodo vegetale leggero, pesce bollito o carni magre (vitello, pollo, tacchino), cotti senza aggiunta di condimento. Se l'esame è nel pomeriggio, è possibile fare in mattinata una colazione leggera, con tè zuccherato e qualche fetta biscottata, evitando i latticini, ma è necessario mantenere l'assoluto digiuno nelle sei ore precedenti l'esame.
Per l'ecografia dell'addome inferiore, oltre a prendere gli accorgimenti illustrati sopra per non avere un eccesso di gas nell’intestino, occorre che la vescica sia piena: per questo, un’ora prima dell’esame va bevuta una quantità abbondante di acqua non gassata, tè o camomilla, senza più urinare fin dopo l’esame.
Per l'ecografia addominale completa occorre effettuare entrambi i tipi di preparazione.
Dieci Consigli per Prevenire il Diabete di Tipo 2
- Mantenere il peso al livello ideale o poco superiore o, se in eccesso, cercare di perderlo.
- Adeguato consumo quotidiano di frutta (almeno due) e verdura (almeno una).
- Alternare i cereali integrali a quelli raffinati.
- Consumare con cautela formaggi e salumi.
- Dare più spazio ai legumi e al pesce, piuttosto che alla carne.
- Utilizzare olio d'oliva, sia a crudo sia per le cotture.
- Consumare dolci e bevande zuccherate con moderazione.
- Non porsi particolari limiti per il caffè, ma limitare gli alcolici.
- Non fumare e non far fumare chi ci circonda.
- Ritagliarsi ogni giorno un intervallo di tempo per l'attività fisica.
Come si Esegue l’Ecografia Addominale
Il paziente viene invitato a togliersi gli abiti e fatto distendere supino sul lettino ecografico. Sull’addome viene distribuito un po’ di gel che serve a far scorrere meglio la sonda ecografica e a favorire la trasmissione degli ultrasuoni in profondità.
Durante l'esame il medico potrebbe invitare il paziente a inspirare profondamente e quindi a trattenere il fiato; oppure, per esaminare meglio alcuni organi potrebbe invitarlo a cambiare posizione o a mettersi in piedi.
Tutti possono sottoporsi con tranquillità all'esame, sebbene a volte l'ecografista possa trovare qualche difficoltà a esaminare le persone con elevata obesità addominale o che sono state sottoposte in passato a interventi di chirurgia addominale.
Informazioni Aggiuntive
- Durata: La durata dell'esame è variabile da caso a caso, ma di solito l’ecografia dell’addome completo richiede intorno ai 20-30 minuti.
- Dolore: No. Non è un esame invasivo e non provoca dolore.
- Rischi: No, perché non sfrutta radiazioni ionizzanti, ma onde a ultrasuoni innocue per l'organismo.
- Dopo l'esame: Terminato l'esame, si può tornare subito a casa e riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
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