Nel corso della gravidanza, la cui durata media è di 280 giorni a partire dall’inizio dell’ultima mestruazione, il feto attraversa diverse fasi. A monitorare la sua crescita è il ginecologo, attraverso le ecografie.
Importanza della Valutazione dell'Accrescimento Fetale
La valutazione dell’accrescimento fetale è cruciale per monitorare lo sviluppo del feto in relazione all'età gestazionale. Questa valutazione viene di solito effettuata dal ginecologo attraverso un'ecografia precoce, al massimo entro la 12° settimana di amenorrea (mancata mestruazione).
Fasi della Crescita Fetale
Il feto cresce a ritmi diversi durante la gravidanza. Nei primi stadi, la crescita è principalmente scheletrica. Nella fase iniziale, fino alla 20° settimana di gravidanza, l’embrione e poi il feto presentano una crescita di tipo staturale o scheletrico. Nella fase terminale, la crescita è di tipo ponderale.
È bene ricordare che, nelle ultime fasi della gravidanza, il rapporto tra peso del feto e peso della placenta aumenta gradualmente: il primo cresce infatti molto di più del peso placentare, considerando che il peso della placenta a termine è circa un sesto del peso fetale. Nella fase iniziale dell’accrescimento predomina l’importanza degli elementi materni, embrionali e poi fetali, dato che la funzione placentare possiede un ampio margine di riserva rispetto alle esigenze del concepito.
Un ritardo nella crescita fetale può essere motivo di preoccupazione e potrebbe indicare problemi con la placenta o altri problemi medici. È importante riconoscere i segni e consultare il proprio medico se si sospetta un ritardo nella crescita. Il monitoraggio dell’accrescimento fetale permette di verificare la crescita del feto, e ha l’obiettivo di identificare i feti piccoli e quelli grandi per l’età gestazionale.
Come Avviene l'Ecografia di Accrescimento
L'ecografia di accrescimento, che deve essere effettuata tra la 32° e la 34° settimana (e ripetuta poi alla 36°), è una procedura dettagliata che fornisce una chiara immagine del feto e del suo sviluppo. Durante questo esame, il medico misurerà varie parti del corpo del feto, come testa, addome e femore, per assicurarsi che tutto stia procedendo come previsto.
Ma c’è da fidarsi del peso così stimato? Sì e no, poiché l'approssimazione è di circa il 10%. In caso il peso sia considerato troppo basso per l’età gestazionale, il ginecologo può richiedere la flussimetria, che consente di misurare la quantità e la velocità del sangue che circola dalla mamma al bambino.
Insieme all’ecografia del I trimestre e all’ecografia morfologica, l’ecografia del III trimestre fa parte delle ecografie di routine in gravidanza. Prima di iniziare l’esame è bene identificare l’epoca gestazionale sulla base dell’UM vera o ricostruita ecograficamente o sulla base di un’ecografia eseguita entro le 22 settimane, meglio se del I trimestre. Durante l’esame, la futura mamma viene sdraiata su un lettino e viene applicato un apposito gel sulla pancia. Il medico utilizza poi una sonda ecografica per visualizzare il feto e valutare la sua crescita. L’esame dura circa 30 minuti.
Parametri Misurati Durante l'Ecografia
Durante l'ecografia si misurano alcuni parametri come il diametro biparietale, la circonferenza cranica e addominale, e la lunghezza del femore. Questi valori vengono confrontati con i dati delle ecografie precedenti e con i parametri di riferimento della settimana di gestazione, attraverso la valutazione del percentile. In tal modo sarà possibile riconoscere un accrescimento fetale inferiore o superiore a quello atteso.
Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre trent’anni e non sono stati riportati effetti dannosi anche a lungo termine, sul feto.
Flussimetria
Quando il feto presenta un rallentamento nella crescita rispetto all’età gestazionale, è possibile utilizzare un’altra tecnica: la flussimetria.
Ecografie di Routine Durante la Gravidanza
Nel corso di una gravidanza normale devono essere eseguite almeno tre ecografie ostetriche, nel primo trimestre (in genere tra la 11a e la 13a settimana), nel secondo (a 19-22 settimane) e nel terzo trimestre (a 30-34 settimane).
- Ecografia del Primo Trimestre: Con la prima ecografia, chiamata anche “Office” ed eseguita a supporto della visita ostetrica, è possibile visualizzare il numero dei feti - verificando che si tratti o meno di un parto gemellare - l’attività del cuore del feto e i movimenti del feto stesso.
- Ecografia Morfologica: Con la seconda ecografia, detta “morfologica” vengono misurati gli organi fondamentali del feto - la testa, l’addome e il femore fetale, la colonna vertebrale - e le misurazioni ottenute vengono confrontate con quelle delle curve di riferimento. Un’operazione che permette di verificare che il feto abbia le dimensioni giuste, proprie del periodo esaminato, e non presenti malformazioni. Si ritiene che, ad oggi, un esame ecografico non mirato sia in grado di individuare dal 30% al 70% di tutte le malformazioni. Il buon risultato dell’ecografia morfologica dipende anche dalla posizione assunta dal feto.
- Ecografia di Accrescimento: La terza ecografia, detta di “accrescimento”, serve soprattutto per verificare la crescita del feto, facendo riferimento agli stessi organi misurati nella “morfologica”, calcolandone anche il peso.
Durante l’esecuzione dell’ecografia ostetrica la paziente è distesa sulla schiena e può vedere le immagini che appaiono sul monitor. Per l’esecuzione dell’ecografia ostetrica non è necessario essere a digiuno. L’ecografia ostetrica non presenta alcun pericolo per il feto e per la madre.
Ecografia Morfologica: Screening delle Malformazioni Fetali
L’ecografia morfologica (ecografia del II trimestre di gravidanza) è un esame non invasivo che si effettua tra la 19 e la 21 settimana di gestazione, come suggerito dalle linee guida del Ministero della Salute. La sua finalità è lo screening relativo alla eventuale presenza di malformazioni fetali. L’esame consente di diagnosticare dal 30% al 70% di tutte le possibili malformazioni.
È importante ricordare che alcune di queste possono essere evidenziate solo in epoche gestazionali più avanzate a seconda dello stato dello sviluppo fetale. Alcune patologie malformative e di altro genere, avendo carattere evolutivo, possono essere diagnosticate solo alla nascita. La diagnosi precoce di una eventuale malformazione fetale è molto importante poiché consente l’eventuale trattamento della stessa fin dalla nascita.
Nei casi più gravi (fortunatamente rari) consente alla coppia, debitamente informata, di decidere se interrompere o continuare la gravidanza adottando, in quest’ultimo caso, tutte le misure rivolte a garantire al nascituro la migliore prognosi possibile. Si tenga presente inoltre che l’ecografia non è la metodica più adatta alla diagnosi di patologie cromosomiche/genetiche fetali, dal momento che in questi casi non sono sempre presenti segni ecograficamente rilevabili.
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