Il viaggio all’interno dei nove mesi di gestazione prosegue ed entriamo finalmente nell’ultimo step, l’ultimo trimestre di attesa prima che la coppia arrivi a conoscere il proprio bambino. Ma come cambia il corpo materno al settimo mese di gravidanza? La sua corretta crescita si monitora attraverso l’ecografia e la misurazione sinfisi-fondo.
Come Cambia il Corpo Materno al Settimo Mese
Ecco alcuni cambiamenti che la futura mamma potrebbe notare:
- Pollachiuria: Un aumento del numero di minzioni giornaliere, soprattutto durante le ore notturne, a causa della pressione della vescica posta sotto l’utero.
- Difficoltà digestive: Con l’avanzare della gravidanza e del peso dell’utero gravidico sullo stomaco, la donna potrebbe percepire una maggiore difficoltà durante la digestione, e in particolare la comparsa di reflusso gastrico e gonfiore.
- Dolore nella zona lombare: Le modificazioni posturali dovute alla gravidanza possono determinare maggior fastidio soprattutto nella parte bassa della schiena.
- Affaticamento: La donna è bene che continui ad ascoltare il proprio corpo: se mostra un eccessivo affaticamento sarà bene valutare con un esame del sangue i valori dell’emoglobina e del ferro, che potrebbero causare questa sensazione.
Sviluppo del Bambino al Settimo Mese
Anche il piccolo umano continua il suo viaggio che lo porterà verso il mondo esterno: raggiunge e supera i 30 centimetri e il peso arriva a un chilogrammo.
E i cinque sensi? In queste settimane si sviluppa la vista, infatti le palpebre iniziano ad aprirsi e chiudersi e gli occhi sono sensibili alla luce che può attraversare l’addome materno e il liquido amniotico, nonostante l’utero sia buio. Gli altri sensi già sviluppati continuano a “fare pratica”; l’udito, ad esempio, riconoscerà i suoni e le voci di mamma e papà.
Cosa Fare e Non Fare al Settimo Mese di Gravidanza
La quotidianità deve proseguire come sempre, ascoltando il proprio corpo che cambia: attività fisica e movimento e attività sessuale possono continuare, salvo diversa indicazione medica. È altrettanto importante ascoltare i suggerimenti del professionista che segue la gravidanza ed eseguire tutte le valutazioni previste e prescritte per un decorso sereno del viaggio verso la nascita. Inoltre, è bene partecipare ai corsi di accompagnamento alla nascita anche per le coppie che affronteranno il parto tramite taglio cesareo, per prepararsi fisicamente e psicologicamente al magico incontro con il bambino.
Esami del Settimo Mese di Gravidanza
Tra gli esami del settimo mese di gravidanza c’è l’emocromo per valutare eventuali anomalie dell’emoglobina e l’esame delle urine per testare le vie urinarie.
La sua corretta crescita si monitora attraverso l’ecografia e la misurazione sinfisi-fondo. La prima, non sempre necessaria, misura il diametro biparietale (semplificando, la distanza fra le due orecchie del piccolo) e la circonferenza addominale del bambino, mentre la seconda si effettua con un semplice metro da sarta e misura la distanza tra il fondo dell’utero (cioè il limite alto del pancione) e la sinfisi pubica (cioè il punto più basso della pancia).
Ecografie in Gravidanza: Un Quadro Generale
Le ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti.
Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:
- Ecografie transvaginali (o interne): Indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno.
- Ecografie addominali (o esterne): Solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.
Ecografie Raccomandate Durante la Gravidanza
Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:
- Ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana).
- Ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana).
- Ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).
Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.
Tipi di Ecografie
Le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:
- Eco di primo livello: Includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita.
- Eco di secondo livello: Si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.
Ecografie per Trimestre
Primo Trimestre
- Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): Conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco.
- Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): Misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.
Secondo Trimestre
- Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): Valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi.
- Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): Può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.
Importanza dell'Ecografia Morfologica
L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.
Ecografia 3D e 4D
In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.
Limitazioni dell'Ecografia Ostetrica
La possibilità di rilevare un'anomalia maggiore dipende dalla sua entità, dalla posizione del feto in utero, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna; perciò è possibile che talune anomalie fetali possano non essere rilevate all'esame ecografico. Inoltre alcune malformazioni si manifestano tardivamente (al 7°- 9° mese) e perciò non sono visualizzabili in esami precoci. L'esperienza finora acquisita suggerisce che un esame ecografico routinario, non mirato, consente di identificare dal 30 al 60% delle malformazioni maggiori.
Raccomandazioni Importanti
Al momento dell’ecografia, il Paziente deve recare in visione al Medico Ecografista gli esami effettuati in precedenza (ecografie, altri referti, ecc.) utili per la valutazione del caso in esame anche in termini di evoluzione nel tempo. Inoltre, per permettere una valutazione ecografica esaustiva, è fondamentale che sia chiaro ed indicato al Medico Ecografista il cosiddetto “Quesito Clinico”. Con tale termine si indica la diagnosi già accertata o sospettata, oppure il sintomo prevalente identificati dal Medico Curante del Paziente o dallo specialista che richiede l’effettuazione dell’esame ecografico.
Misurazioni Fetali
Nei primi mesi di gravidanza, con la misura della lunghezza del feto, è possibile valutare se lo sviluppo corrisponde all'epoca di gravidanza valutata in base alla data dell'ultima mestruazione, il numero dei feti e la presenza dell'attività cardiaca. Dal secondo trimestre si effettuano le misurazioni della testa, dell'addome e del femore, ed i valori di tali misure vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento. Si può così valutare se le dimensioni del feto corrispondono a quelle attese per l'epoca di gravidanza.
Sicurezza degli Ultrasuoni
Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre 30 anni e non sono stati riportati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Si sottolinea che l'esame ecografico consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori e che pertanto, per i limiti intrinseci della metodica, è possibile che alcune anomalie fetali anche importanti non vengano rilevate con l'ecografia.
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