Ecografia 3D nell'Endometriosi: Un Approccio Diagnostico Avanzato

L’evoluzione dell’ecografia trasvaginale in senso bi e tridimensionale ha rivoluzionato la diagnostica dell’endometriosi profonda.

A fare la differenza è ancora l’occhio attento dello specialista, a cui spetta il compito di saper scorgere i “campanelli d’allarme” di un endometrio infiltrato in organi come le ovaie, le tube, l’intestino, l’apparato urinario e perfino i nervi che hanno origine nella parte terminale della colonna vertebrale.

Proprio la corretta diagnostica ecografica di una malattia, che colpisce solo in Italia 3 milioni di donne, è di fondamentale importanza.

Se non fosse così, le stime non direbbero che trascorrono in media sette anni dalla comparsa dei primi sintomi alla diagnosi, in mezzo giorni e giorni di sofferenza, fertilità spesso compromessa e spese enormi per il servizio sanitario nazionale a causa di esami strumentali inutili, quando è sufficiente un’ecografia trasvaginale.

Per migliorare la diagnostica dell’endometriosi, l’ospedale di Negrar ha acquisito un nuovo software (“Fly-Thru”) che, tramite l’elaborazione di immagini ottenute mediante l’ecografia 3D, consente la ricostruzione virtuale della cavità uterina senza ricorrere ad esami invasivi come l’isteroscopia.

Vantaggi dell'Ecografia 3D

L’ecografia 3D può essere utilizzata con eccellenti risultati non solo nei casi di gravidanza, ma anche per la diagnosi di malformazioni uterine. In questi casi, l’uso della 3D supera la risonanza magnetica e l’isterosalpingografia e permette di evitare esami invasivi come l’isteroscopia con laparoscopia.

In ginecologia l’ecografia 3D permette l’acquisizione in tempo reale, di più scansioni di una stessa struttura e la ricostruzione della terza dimensione sul piano coronale al fine di valutare meglio alcune patologie miometriali o endometriali.

  • Studio delle malformazioni uterine (utero setto, utero bicorne, didelfo…) con importanti risvolti per la medicina della riproduzione.
  • Ai fini di un accurato studio della zona giunzionale, zona compresa fra endometrio e miometrio, nella pazienti affette da adenomiosi e/o endometriosi.
  • Nella valutazione della riserva ovarica, per il conteggio più preciso del numero di follicoli antrali.
  • Sindrome dell’ovaio policistico, per il calcolo del volume dello stroma in rapporto al volume ovarico complessivo.
  • Infertilità e poliabortività.

Applicazioni Specifiche dell'Ecografia 3D

Durante il corso verrà illustrata la metodica dello studio ecografico per endometriosi con riferimento ai segni ecografici certi e ai cosi detti “soft markers” - segni sospetti per la presenza di endometriosi.

L’ecografia transvaginale è utilizzata da anni per la diagnosi delle cisti ovariche di natura endometriosica (endometriomi).

L’ecografia 3D consente di stimare il volume dei noduli endometriosici tramite la tecnica VOCAL (Virtual Organ Computer-Aided AnaLysis).

Tale ecografia è eseguita con una normale sonda transvaginale che è collegata ad ecografi dotati di programmi appositi per la ricostruzione dei volumi e la loro misurazione.

Poiché l’esame viene condotto con sonda transvaginale, è preferibile che sia eseguito con vescica vuota.

L’esame ecografico per la diagnosi dell’endometriosi può essere abbastanza lungo se confrontato con una tradizionale ecografia transvaginale.

Nelle pazienti con pluriabortività, infertilità non altrimenti spiegata, aborti tardivi, placentazioni anomale, parto pretermine, presentazioni fetali anomale… fino al 25% dei casi ci si trova di fronte a una problematica di malformazione mulleriana (struttura embrionaria da cui trae origine l’apparato genitale interno).

L’esame viene eseguito in fase secretiva o proliferativa avanzata, quindi nella seconda metà del ciclo, poco prima dell’arrivo della mestruazione, al fine di ottimizzare la visualizzazione dell’endometrio e delle eventuali patologie/anomalie della cavità endometriale.

Altra applicazione sempre in ambito ginecologico è la valutazione della pervietà tubarica, in circa il 30% dei casi di infertilità femminile la causa è ascrivibile alla chiusura parziale o completa delle salpingi.

La sonoisterosalpingografia 3D è un esame semplice, non invasivo, ambulatoriale e permette di valutare real time la pervietà tubarica con l’ausilio di mezzo di contrasto schiuma gel acquoso, che viene spontaneamente riassorbito nel giro di 48 ore.

In ostetricia l’ecografia 3D viene utilizzata per la visualizzazione del volto fetale (baby face), l’esame andrebbe eseguito tra le 24 e le 28/30 settimane gestazionali epoca in cui il volto fetale ha acquisito una struttura anatomica definita e allo stesso tempo il rapporto tra feto, utero e liquido amniotico permette un’acquisizione ottimale delle immagini.

Altra applicazione in ambito ostetrico con indicazione medica, nel sospetto di patologie ostetriche quali labiopalatoschisi, anomalie degli arti o della colonna vertebrale.

leggi anche: