Ecografia nel Primo Trimestre: Quando Farla e Linee Guida

La prima ecografia in gravidanza è un passaggio spesso indimenticabile. In ogni caso, si tratta della conferma che una vita è nata dentro di noi. Dopo avere fatto un test che ha dato esito positivo, finalmente si può osservare con i propri occhi quel piccolo cuoricino che batte.

Quando fare la prima ecografia?

Secondo le linee guida la prima ecografia andrebbe fatta dalle 11/12 settimane. Spesso, però, viene anticipata (dalla quinta alla nona settimana, mediamente all’ottava). In genere ciò accade o perché i genitori sono preoccupati, ad esempio in presenza di piccole perdite di sangue, oppure su indicazione medica.

Quando viene effettuata così precocemente generalmente si intende verificare la localizzazione della gravidanza. Questo perché il rischio, seppure ridotto, che la gravidanza avvenga fuori dall’utero esiste. Allo stesso tempo, però, bisogna dire che talvolta si anticipa l’ecografia per verificare che la gravidanza stia evolvendo in maniera fisiologica.

Come anticipato in premessa, per quanto le linee guida fornite dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) prevedonola prima ecografia tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni si ritiene sia il termine del primo trimestre di gravidanza), molti genitori le effettuano molto prima. In genere, infatti, viene fatta alle 8/9 settimane ma si potrebbe addirittura anticipare ulteriormente. Ad esempio alla 4 settimana si può vedere la camera gestazionale, ovvero lo spazio dove vivrà e crescerà il feto. Una settimana dopo riusciamo a vedere le strutture embrionali, ad esempio il sacco vitellino. Addirittura, è possibile anche vedere un abbozzo di embrione che, quando raggiungerà i 5 mm di lunghezza mostrerà anche lo sfarfallio del cuore.

La prima ecografia

La prima ecografia è un esame medico. Si tratta di un momento fondamentale nel monitoraggio della gravidanza. Il suo scopo è ottenere informazioni circa il feto, la sua condizione all’interno dell’utero materno e anche alcuni aspetti specifici della salute della mamma.

Aggiornamenti 2025: linee guida e innovazioni tecnologiche

Gli ultimi documenti SIEOG pubblicati a dicembre 2024 confermano che, in assenza di indicazioni cliniche particolari, la prima ecografia ottimale resta quella compresa tra 11 settimane + 0 giorni e 13 settimane + 6 giorni.

Una meta‑analisi internazionale del 2025 (Lancet Maternal Health) ha mostrato che gli ultrasuoni prima delle 8 settimane non migliorano gli esiti neonatali ma aumentano del 27 % i livelli dichiarati di ansia materna.

Sempre nel 2025 è entrato in uso un software di intelligenza artificiale che supporta il ginecologo nel misurare CRL e traslucenza nucale con una tolleranza d’errore inferiore al 3 %. Risultato? Maggiore accuratezza diagnostica e referti più rapidi.

La medicina e la scienza avanzano anno dopo anno.

Principali informazioni raccolte durante la prima ecografia

  • Datazione della Gravidanza: La datazione si definisce anamnestica e fa riferimento alla data dell’ultima mestruazione. Nel primo trimestre si può misurare il CRL (lunghezza dell’embrione) per ottenere una datazione ecografica. Se queste non corrispondono la gravidanza sarà ridatata. Successivamente il metodo ecografico non è più attendibile per la datazione della gravidanza
  • Numero di Feti: per gravidanze è gemellari o plurigemellari.
  • Battito Cardiaco Fetale: a conferma della vitalità del bambino.
  • Misurazioni Fetali: forniscono una stima dell’età gestazionale e del tasso di crescita del feto.
  • Rilevamento della Traslucenza Nucale: se l’ecografia è effettuata tra la 11ª e la 14ª settimana il medico può misurare la traslucenza nucale. Trattasi di uno spazio detto plica nucale. Quando risulta troppo spesso può essere considerato come uno dei fattori che concorrono con altri a porre il dubbio di anomalie cromosomiche. L’ingrossamento della traslucenza nucale può essere un segno di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down.

Perché potrebbe essere controproducente fare la prima ecografia troppo presto?

In caso non vi siano rischi particolari, effettuare un’ecografia troppo anticipata potrebbe non restituire le informazioni necessarie alla valutazione della gravidanza. Supponendo, ad esempio, che vi sia stata una datazione errata dell’inizio della gravidanza, un’ecografia troppo anticipata non mostrerebbe ciò che ci si attende di vedere, causando ansia.

Inoltre, sarebbe comunque necessario ripetere l’esame a distanza di tempo. Teniamo conto che raccogliere informazioni valide è meglio che raccoglierne di frammentate da ricomporre. Infine, è normale che ad ogni esame i genitori possano sentirsi in ansia e questo non aiuta la mamma a mantenersi calma e serena. Anticipare, dunque, la prima ecografia non è un bene se non è indispensabile, e di questo bisogna tenere conto.

IMPORTANTEDi prassi il battito non viene auscultato ma solo osservato nel primo trimestre. Si tratta dell’osservazione visiva dello sfarfallio del cuore. Questo perché l’embrione potrebbe surriscaldarsi.

Cosa si vede se viene fatta nelle primissime settimane?

Potrebbe capitare che per ragioni puramente cliniche il ginecologo richieda un’ecografia nelle primissime settimana di gravidanza. In questi casi si potranno raccogliere dati diversi a seconda della settimana di gestazione. Vediamo quali:

  • Verso le 4 settimane: si osserva la camera gestazionale che altro non è che lo spazio entro il quale crescerà l’embrione.
  • Verso le 5/6 settimane: normalmente compare l’embrione (quando raggiunge la misura di 5 mm) e si può vederne il cuore battere.
  • Verso le 6/8 settimane: è possibile cogliere il cosiddetto “sfarfallio” che indica l’attività cardiaca dell’embrione
  • Dalle 10/12 settimane: grazie all’impiego del doppler si può percepire il battito cardiaco embrionale

In cosa consiste l’ecografia?

Diciamo subito che nel corso del primo trimestre si effettua l’ecografia transvaginale. Quella transaddominale, comunemente detta ecografia, viene fatta in genere dopo la 12 settimana. E’ sempre sicuro e generalmente indolore.

Si tratta di un esame clinico non invasivo che si svolge in ambiente ospedaliero o presso studi medici qualificati. Non è richiesta una preparazione particolare. In particolare:

  • Non è necessario bere un determinato quantitativo di liquidi o osservare alcuna regola particolare.
  • L’esame si effettua da sdraiata scoprendo l’addome.

Viene applicato un gel trasparente per migliorare il contatto tra la sonda dell’ecografo e la pelle, consentendo così il passaggio degli ultrasuoni. La sonda emette ultrasuoni e rilevando i loro echi mentre rimbalzano dai tessuti interni. Gli ultrasuoni vengono tradotti in immagini. Il medico o il tecnico eseguirà varie scansioni per osservare il feto da diverse angolazioni e per misurare le dimensioni e le strutture. Al termine dell’esame verranno restituiti i risultati raccolti.

Cos'è l’ecografia transvaginale?

L’ecografia transvaginale, se richiesta dal medico, è utilizzata nelle prime fasi della gravidanza soprattutto durante il primo trimestre. Serve anch’essa a confermare la presenza del feto e a stabilire una datazione precisa. Talvolta può essere raccomandata anche in fasi successive della gravidanza per scopi diagnostici specifici.

Si tratta di una procedura sempre sicura quando eseguita da operatori esperti. Questo tipo di ecografia è diverso dalla più comune ecografia addominale, in quanto prevede l’inserimento di una sonda ecografica direttamente nella vagina della mamma. In genere, non è richiesta una preparazione specifica, eccetto lo svuotamento della vescica prima dell’esame.

Come si effettua l’ecografia transavaginale

Sdraiata e con le gambe leggermente piegate e divaricate le verrà introdotta in vagina la sonda ecografica. L’inserimento sarà agevolato dall’impiego di un gel lubrificante a base di acqua e da un rivestimento monouso.

La sonda ecografica, che è una sottile sonda a forma di tubo ed è progettata affinché non rechi dolore. Una volta che la sonda è posizionata correttamente, verranno acquisite le immagini ecografiche. L’intera procedura solitamente richiede solo pochi minuti ed è generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle donne.

Altre Ecografie Importanti

Vi sono altri due esami che vengono effettuati più avanti nel corso della gravidanza:

  • Esame delle Strutture Anatomiche: Si effettua intorno alla 19/20 settimana. Consente di esaminare varie strutture anatomiche del feto, tra cui il cervello, il cuore, lo stomaco e gli arti, per verificare che si sviluppino correttamente.
  • Posizione della Placenta e del Cordone Ombelicale: può anche identificare la posizione della placenta e del cordone ombelicale, rilevanti per il monitoraggio del benessere del feto.

Quando Effettuare le Diverse Ecografie

Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna. Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  1. Ecografia ostetrica nel primo trimestre: generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana.
  2. Ecografia morfologica nel secondo trimestre: tra la 20ª e la 22ª settimana.
  3. Ecografia biometrica nel terzo trimestre: tra la 30ª e la 34ª settimana.

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.

Tipi di Ecografie

Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • Eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita.
  • Eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Ecografie nel Primo Trimestre

  • Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco.
  • Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.

La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce.

Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti. Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.

Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.

Ecografie nel Secondo Trimestre

  • Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi.
  • Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.

L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.

In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.

L'Importanza delle Ecografie

L’ecografia è uno degli esami più importanti da fare durante la gravidanza, perché consente di ottenere numerose informazioni, come il calcolo delle settimane di gestazione - e quindi anche il calcolo della data del parto -, di verificare la corretta crescita del feto, di visualizzare buona parte delle malformazioni maggiori, e anche di scoprire il sesso del bambino e la sua posizione all’interno dell’utero.

Ormai da alcuni decenni, l’ecografia viene impiegata per lo studio dell’anatomia e del benessere del feto, ma con modalità diverse nei vari paesi del mondo e con sensibili differenze nell’ambito dello stesso paese.

L’Italia è sicuramente tra quelle fortunate realtà in cui i criteri di impiego dell’ecografia in gravidanza sono regolamentati da accreditate società scientifiche che, periodicamente, divulgano le linee guida a cui gli operatori devono attenersi. Questo permette di garantire degli standard qualitativi che riguardano non solo la formazione degli operatori e la qualità degli ecografi, ma anche la tipologia di indagine ecografica e il periodo ottimale in cui effettuarla.

  • valutare la presenza di uno o più embrioni;
  • verificare la vitalità del feto rilevando il suo battito cardiaco;
  • confermare o meno il numero di settimane di gravidanza.

Per convenzione, quando c’è una differenza di una settimana o più tra il calcolo delle settimane di gravidanza effettuato sulla base dell’ultima mestruazione e il calcolo ottenuto con l’ecografia, la gravidanza viene “ridatata”. Ridatare la gravidanza significa modificare la data dell’ultima mestruazione calcolandone una nuova sulla base delle misure del feto intorno alla dodicesima settimana, che è il momento ottimale per stabilire, con un margine di errore minimo, l’esatta epoca gestazionale.

Le apparecchiature ecografiche più sofisticate rendono possibile anche un primo studio dell’anatomia del feto, ma bisogna tenere conto del fatto che nel primo trimestre di gravidanza la formazione e la maturazione degli organi (organogenesi) e degli apparati fetali è ancora in corso.

Se l’ecografia del primo trimestre viene effettuata intorno alla dodicesima settimana si possono visualizzare molte strutture anatomiche: il cervello con i suoi emisferi e la linea mediana che li separa, i quattro arti e le relative estremità, stomaco e vescica se almeno parzialmente pieni, l’attività cardiaca, della quale è possibile misurare la frequenza. In alcuni casi, se è necessario, le apparecchiature ecografiche di alta gamma danno anche la possibilità di effettuare anche una prima ecocardiografia.

Da ultimo, durante l’ecografia del primo trimestre è molto frequente osservare i movimenti del feto: da quelli bruschi del tronco alle rapide variazioni di posizione.

È comunemente chiamata “morfologica” e si effettua nel secondo trimestre, in particolare tra la diciannovesima e la ventunesima settimana. In questa fase la formazione dei tessuti e degli organi definitivi del feto si è conclusa e la finalità di questo esame è proprio quella di verificare il regolare sviluppo del feto e la crescita globale del bambino.

In questa ecografia si valuta anche la posizione e la struttura della placenta, oltre all’adeguata presenza di liquido amniotico, che viene misurato se appare ridotto o aumentato. Dalla sedicesima settimana è possibile osservare anche il sesso del nascituro, di solito valutato proprio durante l’ecografia morfologica.

I movimenti del feto in questa fase sono più fini, e può capitare di vedere l’apertura della mano e le singole falangi delle dita.

Viene effettuata nel terzo trimestre, solitamente intorno alla trentaduesima settimana, anche se di recente le più accreditate società scientifiche hanno indicato come periodo ottimale quello tra la trentaquattresima e la trentaseiesima settimana. L’obiettivo specifico di questa ecografia è valutare la crescita del feto, oltre che riconfermare il regolare sviluppo di alcuni organi e apparati.

La terza ecografia permette anche di vedere com’è posizionato il feto: se non è in posizione cefalica (a testa in giù), la mamma viene informata dell’esistenza di alcune procedure che possono modificare il suo orientamento, con lo scopo di evitare il taglio cesareo altrimenti necessario.

La sequenza che abbiamo descritto, con i tre esami ecografici, presuppone che la gravidanza abbia un decorso fisiologico e che le ecografie confermino che il feto si sta sviluppando correttamente. In caso contrario, potrebbero essere necessarie altre ecografie con finalità diverse, sulla base della problematica riscontrata.

Diversamente, se la problematica riscontrata sul feto è relativa ad aspetti anatomici, dovrà essere effettuata un’ecografia detta “di secondo livello”, che in alcuni casi può essere eseguita con ecografi dotati di tecnologia 3D, manovrati da operatori formati per eseguire questo tipo di esame.

L’impiego dell’esame 3D, con cui si ottiene una riproduzione tridimensionale dell’immagine, consente la ricostruzione dettagliata di parti anatomiche altrimenti non ben definite con l’immagine bidimensionale, e di conseguenza offre la possibilità di confermare o escludere sospetti emersi con l’ecografia bidimensionale.

Talvolta, quando di fronte a dubbi particolari non è sufficiente l’ecografia, si può ricorrere all’impiego della risonanza magnetica, usata in particolare per lo studio del sistema nervoso fetale.

Da quanto abbiamo detto si comprende come l’ecografia in gravidanza sia un irrinunciabile metodo di indagine, sia per le sue capacità diagnostiche che per la sua sicurezza e la sua facile applicabilità.

Scegliere il momento giusto

La scelta del momento giusto per la prima ecografia è fondamentale. Seguire le linee guida stabilite dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) è essenziale per ottenere informazioni accurate e significative sulla gravidanza. L’ecografia transvaginale è un ulteriore strumento disponibile in alcune circostanze, specialmente nelle prime fasi della gravidanza.

Questa procedura, se richiesta dal medico, fornisce immagini dettagliate e precise del feto. È una procedura ben tollerata, ma viene eseguita in modo diverso rispetto all’ecografia addominale, con l’inserimento di una sonda nella vagina.

leggi anche: