Ecocardiogramma Fetale: Informazioni Dettagliate

L’ecocardiografia sul feto è l’esame deputato a studiare l’aspetto e il funzionamento del cuore del nascituro durante la gravidanza. L'ecocardiografia fetale è un esame che consente di studiare l'anatomia e la funzionalità cardiaca del bambino quando si trova ancora nel grembo materno e ha lo scopo di individuare eventuali malformazioni e patologie congenite a carico del cuore e dei grandi vasi.

Quando Eseguire l'Ecocardiografia Fetale?

Di norma si esegue nel periodo compreso fra la 21.ma e la 25.ma settimana, salvo diversa prescrizione e considerata la storia familiare dei genitori. L’esame può essere eseguito a partire dalla 18° settimana di gestazione; il tempo ottimale di esecuzione è tra la 22° e la 26° settimana. Peraltro nel caso di sospetto di cardiopatia fetale emerso da un esame del primo trimestre (esempio translucenza nucale aumentata) o nel caso di altre indicazioni (esempio precedente bambino affetto da cardiopatie congenita) l’esame potrà essere effettuato anche prima delle 20 settimane. Infatti, cosi come per l’esame morfologico, è possibile effettuare un’ecocardiografia fetale precoce a 16-17 settimane di gestazione; tale indagine è indicata in pazienti che hanno avuto un precedente bambino affetto da cardiopatia congenita o che hanno avuto un sospetto di cardiopatia fetale all’ecografia del I° trimestre. L’attendibilità dell’esame precoce è alta, ma ciò non esime la paziente dal controllo eseguito a 20-23 settimane. Per offrire una maggiore attendibilità l’esame dovrebbe essere eseguito per due volte a distanza di alcune settimane. Inoltre, in caso di un rischio specifico per cardiopatie evolutive, può essere opportuno effettuare un ulteriore esame ecocardiografico nel III trimestre di gravidanza.

Come Viene Eseguito l'Esame?

L'ecocardiogramma fetale è una normalissima ecografia transaddominale. Si tratta di un esame semplice, che sostanzialmente consiste in una ecografia esterna, non invasivo, che non comporta rischi né per il nascituro né per la madre. L'esame non richiede alcuna preparazione, la donna si distende sul lettino come per una normale ecografia in gravidanza. Per eseguire l'ecocardiogramma fetale, la gestante viene fatta stendere sul lettino ecocardiografico in posizione supina. La sonda ecocardiografica viene appoggiata sull’addome della gestante in determinati punti in base alla posizione del feto in utero, allo scopo di studiarne al meglio il cuore. Il medico appoggia poi una sonda ecocardiografica sull'addome della donna in punti specifici, in base alla posizione del feto in utero. L'esame ecografico permette di visualizzare gli organi interni del corpo, tramite ultrasuoni. L'ecocardiografia fetale non prevede alcuna particolare norma di preparazione da parte della gestante.

Lo studio si esegue inizialmente con approccio ecocardiografico bidimensionale, utilizzando alcune proiezioni standard utili ad identificare le strutture anatomiche del cuore fetale. Allo studio anatomico segue lo studio funzionale dei flussi ematici mediante metodica colorDoppler. Con questa metodica si studiano i flussi all’interno del cuore, nei grossi vasi ed il flusso artero-venoso nel cordone ombelicale. E’ possibile, inoltre, con le misurazioni monodimensionali, confrontare i valori ottenuti nell’esame con quelli riportati nelle tabelle di riferimento ottenendo informazioni relative all’età gestazionale. Allo studio anatomico segue lo studio funzionale dei flussi ematici mediante metodica colorDoppler. L’integrazione delle informazioni anatomiche e funzionali permette di studiare al meglio le connessioni tra le varie strutture cardiache, le loro caratteristiche morfologiche e la loro funzione.

L’impiego della tecnica 4D può essere di notevole aiuto nell’interpretazione delle immagini. I nostri ecografi, entrambi top di gamma della General Electric, sono in grado di sfruttare una innovativa tecnica detta STIC (Spazio-Temporal-Image-Correlation) che consente di studiare la funzionalità del cuore, ed i movimenti delle sue strutture anatomiche, attraverso la riproduzione di un ciclo cardiaco virtuale ricavato da svariati cicli sovrapposti. La possibilità di visualizzare le varie strutture anatomiche su tre piani contemporaneamente consente una migliore comprensione dei rapporti topografici tra camere cardiache e grossi vasi e di effettuare al computer la ricostruzione tridimensionale con doppler colore. Il cosiddetto Inversion Mode dà inoltre la possibilità di visualizzare gli stampi dei ventricoli e dei grossi vasi come in corso di cateterismo cardiaco. La metodica 3D e 4D contribuisce, quindi, ad una migliore comprensione dell’anatomia cardiaca dal momento che l’approccio tridimensionale permette di ottenere piani di scansione e visualizzazione non ottenibili in bidimensionale.

Quando è Indicato l'Ecocardiogramma Fetale?

L’ecocardiografia fetale è un esame che non rientra nei normali controlli di routine. Non si tratta di un normale controllo di routine, ma viene indicata dal ginecologo quando vengono riscontrati particolari rischi fetali o materni. Si può, in linea generale, dire che una buona ecografia morfologica, che comprenda un idoneo studio del cuore fetale, sia adatta per le pazienti a basso rischio, mentre nei casi in cui esiste un rischio aumentato l’ecocardiografia, cioè lo studio più approfondito del cuore, diviene necessaria. L’esame è certamente indicato quando all’ecografia morfologica sorgono dei sospetti sull’anatomia e sulla funzionalità cardiaca, e come già detto è da prescrivere nei casi in cui esista un rischio maggiore. Può essere eseguita anche in gravidanze a basso rischio in quanto l’ecografia di screening del secondo trimestre (ecografia morfologica) identifica meno della metà delle cardiopatie congenite. Per questo motivo molti ginecologi e gestanti decidono di eseguirla indipendentemente dai fattori di rischio.

Tali casi sono sintetizzabili (linee guida della Società Italiana di Ecografia Osterica e Ginecologica) come di seguito indicato:

Indicazioni Materne e/o Familiari

  • Malattie ereditarie (segregazione mendeliana)
  • Familiarità per cardiopatie, cioè avere già avuto figli con cardiopatie congenite, o genitori con cardiopatie congenite
  • Infezioni fetali
  • Malattie materne quali il diabete, le malattie autoimmuni, la fenilchetonuria
  • Assunzione, da parte della madre, di alcuni farmaci quali litio, alcool, anticonvulsivanti, derivati della Vitamina A

Indicazioni Fetali

  • Anomalie cromosomiche
  • Segni ecografici di sospetto di cardiopatia all’osservazione del cuore fetale
  • Traslucenza Nucale elevata allo screening del I° trimestre
  • Presenza di altre malformazioni nel feto
  • Difetto precoce dell’accrescimento fetale
  • Aritmie cardiache, se severe e ripetute

Sono molti e vi saranno indicati dal ginecologo. I più frequenti sono materni: come il diabete pregestazionale, l’assunzione di alcuni farmaci in gravidanza o durante il concepimento, la familiarità per cardiopatie congenite, alcune infezioni e le gravidanze ottenute da fecondazione in vitro. Esistono poi fattori fetali come la translucenza nucale aumentata, il ritardo di crescita, presenza di altre anomalie del feto, aritmie e la gemellarità monocoriale. Costituisce inoltre una causa frequente di indicazione all’ecocardiografia la mancata visualizzazione ottimale del cuore fetale durante l’ ecografia di screening del secondo trimestre.

Importanza della Diagnosi Prenatale

Il riconoscimento in utero delle cardiopatie è molto importante perché il parto in strutture in grado di assistere, sin dal momento della nascita, un neonato cardiopatico risulta spesso un elemento determinante per instaurare immediatamente le terapie, mediche o chirurgiche, idonee nel caso in questione. Son la causa del 25% delle morti perinatali e del 50% della mortalità infantile secondaria a malformazioni congenite Il riconoscimento in utero delle cardiopatie è molto importante perché permette di pianificare il parto in strutture idonee nonché di programmare già gli accertamenti e le cure eventualmente necessarie dopo la nascita. Una cardiopatia fetale può inoltre essere associata a svariate sindromi genetiche o cromosomiche, pertanto un suo riscontro in epoca prenatale può indirizzarci, quando indicato, verso indagini genetiche mirate, ottenendo una così diagnosi in utero. Una cardiopatia fetale può inoltre essere associata a sindromi genetiche o cromosomiche e pertanto un suo riscontro in epoca prenatale può indicare l’utilità ad eseguire indagini genetiche mirate.

Limiti dell'Ecocardiografia Fetale

Tuttavia, è importante sapere che non tutte le malformazioni possono essere identificate attraverso questo esame. Si ritiene che tale esame sia in grado di individuare in condizioni ideali l’80-85% delle cardiopatie fetali maggiori e quindi solo una parte sono identificate. L’esame è soggetto alle limitazioni comuni a tutte le indagini diagnostiche che impiegano gli ultrasuoni: la possibilità di individuare una anomalia cardiaca non è sempre correlata alla sua gravità anatomica ma dipende dalla più o meno evidente alterazione dell’immagine ecografica che essa induce. Inoltre alcuni difetti cardiaci possono non essere evidenziati in utero:

  1. per le loro ridotte dimensioni (difetti del setto interventricolare, anomalie parziali del ritorno venoso polmonare, anomalie del circolo coronarico);
  2. perché consistono nella non chiusura di tratti vascolari che nel feto sono normalmente aperti (es. mancata chiusura del dotto di Botallo, difetti del setto interatriale);
  3. per la loro evolutività, per cui possono non risultare evidenziabili a 20-22 settimane ma svilupparsi in epoche successive della vita intrauterina o rendersi manifesti solo dopo la nascita (es. coartazione aortica, cardiomiopatia, …)

Non sempre perciò è possibile raggiungere questi risultati diagnostici per una difficoltà nell’ottenere una buona visualizzazione del cuore del feto dovuta a cause materne (eccessivo spessore del pannicolo adiposo, cicatrici da chirurgia addominale, presenza di miomi uterini) o della gravidanza (posizione fetale sfavorevole, liquido amniotico ridotto, presenza di 2 o più gemelli).

Quanto Dura l'Esame?

Mediamente l’esame dura 20 minuti. In alcuni casi la posizione favorevole del feto permette di svolgere l’esame in tempi più brevi. Una posizione non ottimale del feto può portare ad un allungamento della durata dell’esame o alla effettuazione di un ulteriore tentativo nel corso della stessa seduta o anche nel giorno/i successivo/i.

Effetti Collaterali

L'ecocardiogramma fetale è una metodica sicura sia per la madre che per il feto, in quanto è stato provato che gli ultrasuoni non provocano effetti biologici significativi sui tessuti umani ed in particolare sugli organi in evoluzione del feto. L'ecocardiogramma fetale è un esame non invasivo che consente di riconoscere circa l’80%-90% delle malformazioni cardiache. alcune cardiopatie congenite non possono essere scoperte durante lo sviluppo nell'utero ma solo dopo la nascita.

Dopo l'Esame

Al termine dell’esame mi sarà consegnato il referto con le immagini rilevanti

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